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Recensione di
F.E.A.R. Perseus Mandate
per Pc

Una chicca per i fan del leggendario F.E.A.R.
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Le orde dei fan che tanto hanno apprezzato il F.E.A.R. originale esultino: la Sierra ha dedicato per loro e per tutti gli altri amanti dei buoni FPS un’espansione STAND-ALONE (ovvero non necessita del gioco originale). Azione, adrenalina, buona grafica e tanti tanti salti sulla sedia vi aspettando dentro quell’ innocuo dvd dal riflesso sinistro…
Dove eravamo rimasti?
La storia di Perseus Mandate ci presenta quello che accade in contemporanea ai fatti dell’altra espansione uscita, Extraction Point. Impersoniamo infatti un nuovo membro della squadra F.E.A.R. inviato a investigare su cosa succede nelle industrie Armacham, un grande laboratorio di ricerche paranormali. Iniziamo il gioco a bordo di un elicottero che ci lascia nel bel mezzo di un impianto idraulico in disuso, in compagnia del capitano David Raynes e il tenente Steve Chen: con il loro supporto riusciamo ad attraversare parte della periferia cittadina e arrivare al complesso Armacham, dove una volta entrati scopriamo che tutto il personale che lavorava nei laboratori è stato brutalmente ucciso da un’ altra squadra ignota. Paxton Fettel, la nemesi del primo titolo, qui torna come ricordo o fantasma che appare al nostro protagonista nei momenti più impensabili facendoci balzare sulla sedia in più di un’ occasione, e blaterando parole riguardo un fantomatico progetto Perseus. La storia appare fin da subito coinvolgente e dinamica e in puro stile F.E.A.R., ovvero dove non viene appresa attraverso filmati, ma dallo svolgersi dell’azione davanti ai nostri occhi. La maggior parte del tempo saremmo accompagnati nell’azione da soldati dell’esercito americano o da altri membri della squadra F.E.A.R., rendendo più spettacolari le numerose battaglie contro i Replicanti: essi sono, per non li conosca, soldati scelti che seguono telepaticamente gli ordini di Paxton Fettel.
Ma non era morto?!?
Vi starete chiedendo come fanno, i Replicanti, a muoversi quando il famigerato comandante è stato ucciso nella prima missione che abbiamo affrontato, nel “lontano” 2005. Ebbene, qui sta la sorpresa di questo titolo e non intendo svelarvela! Tra le oscure ambientazioni di questo interessante titolo, troviamo nuovi agguerritissimi nemici pronti a tutto per ridurci a un mucchietto di cenere in un batter d’occhio: i Nightcrawler, velocissimi e acrobatici soldati, capaci di arrampicarsi sui muri come gatti e di utilizzare una qualsiasi delle armi che anche noi abbiamo a disposizione. Letali, veloci, a volte fastidiosi perché nonostante i vostri ripetuti colpi si ostinano a morire, saranno presenti non troppo spesso (per fortuna!) nei livelli e saranno pure importanti nella trama del gioco. Non sono gli unici antagonisti che vi metteranno i bastoni tra le ruote: anche tra i mostri paranormali possiamo “gioire” di nuove entrate, come dei fantasmi che vi aspetteranno dentro chiazze nere (apparentemente innocue) che una volta calpestate vi risucchieranno fino alla vita e, per liberarvi, dovrete sparare all’ impazzata verso un grottesco essere che vi ferirà con i suoi artigli. L’intelligenza artificiale può godere di qualche riga di script in più, ma essenzialmente rimane l’ottima gestione dell’ originale: i soldati non salteranno mai fuori da un’ angolo per sparare a vuoto sperando di colpirvi ma vi attenderanno in punti strategici, comunicando tra loro le vostre mosse e tatticamente pianificare un piano d’attacco. Si rimane allibiti nel vedere che cercheranno di accerchiarvi o di fare fuoco di copertura mentre i compagni si spostano: certo, era una prerogativa che abbiamo potuto già apprezzare nel primo F.E.A.R. ma è sempre piacevole scontrarsi con una IA che rende le cose più tatticamente apprezzabili.
Gli attrezzi del mestiere.
Ovviamente non si può affrontare una squadra di sei-sette soldati a mani vuote: ogni membro della squadra F.E.A.R. che si rispetti deve vantare di un arsenale variegato. Nei vostri tre slot liberi per tre armi diverse (oltre agli spazi per le granate) potete trasportare dalla doppia pistola fino al lanciarazzi e, in esclusiva per questa versione, il potentissimo fucile VES con un piccolo mirino capace di farvi davvero apprezzare la guerra; poi assolutamente meno pratico, il fucile elettrico spara-dardi di energia elettrostatica che ricorda da vicino la Lighting Gun di Unreal (meno potente di quello che sembra). Rimangono fedeli in questa espansione le mitragliette, shotgun e le mini torrette che mirano e sparano autonomamente ai nemici.
Hai FEAR del buio?
La cosa che più possiamo apprezzare di questa espansione è però l’atmosfera, di gran lunga migliore alle precedenti versioni del gioco. Non ricordo di aver avuto così tanti momenti di terrore o di suspance in attesa che il peggio accadda: la cura della morfologia di certe ambientazioni non è casuale, ma studiata affinché non appena volti l’angolo ti ritrovi faccia a faccia con un fantasma oppure un mostro deforme che scappa scomparendo in un angolo buio. Ovviamente da soli questi effetti non sono niente, occorre che sia ben accompagnati da un formidabile comparto audio che garantisca una musica sottile ma presente e colpi di scena sottolineati da un’ impennata di volume.
Ma non è tutto oro ciò che luccica... purtroppo!
Il gioco è ben fatto e strutturato molto meglio della precedente espansione (il team di sviluppo è lo stesso di Extraction Point ma non dell’ originale F.E.A.R.). I luoghi da visitare sono realistici dal punto di vista architettonico (non sono solo stanze una dietro all’ altra) ma terribilmente monotoni e spogli: in molte situazioni vi sembrerà di riconoscere le texture alle pareti o gli oggetti sulla scrivania che avete visto alla nausea nel primo F.E.A.R., e il riproporli seppur in un luogo diverso dall’ ambientazione originale è semplicemente senza senso.
Seppure siano presenti locazioni del tutto nuove e devo dire davvero ben curate, l’ immagine complessiva sarà di qualcosa di già visto. Inoltre, nonostante la TimeGates abbia tentato di inserire molti intermezzi che rompano la noia l’ azione risente di un’ aria stagnante insopportabile: entrate in una stanza, abbattete i nemici, recuperate munizioni e medikit e pronti per la prossima stanza. Per quanto riguarda gli oggetti curativi se ne trovano in gran quantità, ma aspettate ad esultare: non sono stati messi a caso ma per ovviare una mal calibrata difficoltà che vi vedrà a terra dopo cinque-sei colpi a difficoltà normale (se il nemico possiede un lanciarazzi poi…). La longevità gira intorno alle sette-otto ore che sono soddisfacenti per un’ espansione, proposta poi a prezzo speciale; se fosse stata solo più curata e avesse riproposto ambientazioni meno riciclate con una maggiore varietà di gioco, avrebbe meritato un punteggio decisamente migliore.
Insomma, atmosfera e piccole novità aiutano a far valutare positivamente questo titolo ma, per un prossimo F.E.A.R., si dovrà completamente rinnovare la meccanica di gioco. Speriamo sia la volta buona con Project Origin, il seguito ufficiale di F.E.A.R. sviluppato da Monolith Production, i creatori dell’originale titolo del 2005. |
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Scheda Tecnica
SVILUPPATORE
TimeGate
PUBLISHER Sierra
GENERE Fps
GIOCATORI 1 - ?
ONLINE SI
CONSOLE Pc
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Pagella
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Grafica:
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75 |
Ambienti spogli, pochi elementi nuovi |
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Sonoro:
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85 |
Musiche curate per ogni situazione |
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Giocabilità:
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65 |
Qualche elemento nuovo... ma davvero troppo ripetitivo |
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Longevità:
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75 |
Missioni extra appena completato una volta il gioco |
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GLOBALE:
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75 |
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Pro:
- + Grande Atmosfera
- + Un horror davvero coinvolgente
- + Lo SlowMotion è pur sempre spettacolare
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Contro:
- - Ambientazioni monotone e spoglie
- - Poche novità
- - Difficoltà mal calibrata
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