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Recensione di
Fifa 2010
per XBox360

Tutti in campo!  

La riconferma

Dopo lo strepitoso successo di FIFA 09, che ha visto creare una netta linea di demarcazione tra il gioco di calcio arcade della rivale giapponese e un titolo in grado di dare una concreta simulazione al videogiocatore, la EA Sports è lieta di mettere in vetrina il suo nuovo prodotto di calcio annuale, FIFA 2010, che promette di avvicinarsi ancora di più alla simulazione del calcio su console. Il gioco, che ricordiamo anche quest’anno essere nextgen solo per console Playstation 3 e Xbox 360, vede la luce il primo Ottobre, anticipando di un giorno l’uscita ufficiale annunciata molti mesi fa.

I cambiamenti si attuano a 360°

L’edizione 2010 di Fifa ha fatto molto parlare di sé per l’innovativo controllo del giocatore che è in grado di offrire al videogiocatore. Dopo il buon Actua Soccer 3, torna di moda il movimento a 360°, che possiamo definire esclusiva EA, almeno in epoca nextgen. Come potete tranquillamente immaginare, questa possibilità di manovrare il giocatore in completa libertà, scevro dai binari direzionali prestabiliti, apre nuovi interessanti scenari. La prima cosa che cade all’occhio è la possibilità di avanzare palla al piede spostando il pallone da un piede all’altro, e con un microscatto verso una direzione saltare l’avversario. Dunque, nuova modalità di “dribbling veloce”, che preclude una nuova modalità di marcatura. Sarà, ora, necessario tutto il tempismo del mondo per fermare un giocatore in uno contro uno diretto in porta o sul fascione. Un’altra conseguenza del 360° è quella del posizionamento – che va un po’ a richiamare la situazione di marcatura – su palle alte. Infatti, dopo un cross o un rinvio del portiere, non saremo mai sicuri di beccare la palla, semplicemente perché nelle scorse edizioni il giocatore viaggiava su binari prestabiliti e le probabilità di mancare l’impatto col pallone erano estremamente ridotte. Non solo, spesso il gioco portava il calciatore direttamente in traiettoria. In questa edizione invece, dove la parola chiave è “libertà”, avendo il pieno possesso del calciatore, dovremo anche fare attenzione a dove, come e quando provare a colpire il pallone di testa, altrimenti rischiamo un colossale buco alla Burdisso o faremo slittare la palla con l’avversario che scivolerà alle nostra spalle.
Un’altra conseguenza ancora del 360° è una nuova prospettiva di creazione delle azioni di gioco. In FIFA 09 e company, come ricordato precedentemente, i giocatori si muovevano su 16 direzioni prestabilite, e il pallone inesorabilmente era guidato su questi binari. Ad oggi, con FIFA 2010 qualsiasi spazio lasciato dai giocatori, qualsiasi millimetro di campo, sarà utile per far passare il pallone. Potremo dunque escogitare qualcosa come dei filtranti precisissimi che con l’edizione dello scorso anno non era possibile fare. Lasciando da parte il movimento a 360°, FIFA 2010 offre tante altre nuove animazioni ingame. Il gioco adesso appare decisamente più vivo in ogni suo aspetto. Possiamo ad esempio vedere come l’arbitro schivi un pallone che gli sta arrivando addosso, o anche un semplice compagno di squadra che si rende conto di essere sulla traiettoria di un passaggio non diretto a lui e si scanserà. Spesso capiterà che i giocatori in mezzo al campo allunghino la gamba cercando di deviare il pallone, magari anche col tacco o con la testa, rendendo l’idea di come i giocatori stiano davvero faticando in mezzo al campo e tengano a non concedere chance agli avversari. Un’altra novità è l’ammonizione ingame, senza filmato di intermezzo. In tal senso, tranquillizziamo i lettori dicendo che l’arbitro finalmente ha una intelligenza artificiale più vicina alla realtà e dunque molto meno a mò di scimmia. Il direttore di gara capirà esattamente quando dare il vantaggio e quando no, lascerà correre su determinati contrasti e la gestione del cartellino è ben fatta, anche se i rossi non vengono mostrati molto spesso quando sono meritati. E’ stata introdotta, finalmente, anche la feature di cambiare il calciatore del calcio piazzato in modo veloce, con un’icona che apparirà su schermo, senza il bisogno di rientrare nella gestione squadra e cambiarlo in modo decisamente frustante. I contrasti sono aumentati, rendendo il gioco più maschio, ma allo stesso tempo il ritmo di gara non verrà intaccato. I contrasti potranno essere vinti a seconda di tanti fattori: stamina dei due giocatori, forza fisica, abilità di controllo palla e velocità. Quest’ultimo parametro non inciderà più in modo netto come nelle scorse edizioni, dunque il Cristiano Ronaldo di turno potrà essere fermato con un buon mix di tempismo e/o forza fisica. Sono state messe a posto anche le difese, finalmente non più altissime, e il portiere, che rispetto alla demo non andrà troppo distante dalla linea di porta. Uno dei punti da migliorare in realtà è proprio l’estremo difensore. L’IA che muove il portiere si alterna ad altissime prestazioni sui tiri ravvicinati e a mediocre reattività sui tiri da lontano e sulle palle alte. In tal senso, è tutto il sistema di controllo che vacilla. Purtroppo FIFA 2010 eredita due problemi “seri” dalla passata edizione: il radar e il cambio giocatore. Per quanto riguarda il radar, quando il pallone sarà nella parte inferiore del campo rispetto al centro esatto, diventerà trasparente. Questa scelta degli sviluppatori di per sé è intelligente, poiché permette al videogiocatore di seguire il pallone senza rischiare che venga coperto dal radar stesso. In realtà però, diventa un’arma a doppio taglio poiché l’abbassamento dell’opacità del radar non permette al videogiocatore che ne fa uso, di avere la piena percezione degli spazi liberi e delle marcature da tenere andando in pressing. Il cambio giocatore, ahinoi, è rimasto ancora molto impacciato. Sembra come se venga fatto apposta dal gioco che sia chiamato il giocatore che non vorremmo. La configurazione “ottimale” per il cambio giocatore è dunque totalmente manuale, anche se bisognerà mostrare un tempismo non indifferente soprattutto sulle palle alte. Per ciò che concerne la configurazione manuale/assistita, anche quest’edizione permette la stessa scelta di aiuti ai comandi di gioco, e l’esperienza in termini di gameplay cambia radicalmente. Per i puristi del genere, amanti della simulazione pura, si consiglia vivamente il controllo in full manual. Ogni passaggio dovrà essere non solo calibrato in termini di precisione, ma anche e soprattutto in termini direzionali. Così come ogni filtrante, ogni palla alta ed ogni tiro. Essendo questa una configurazione ai più frustrante, per chi vuole qualcosa di più equilibrato tra realismo e divertimento senza troppi impicci, è consigliabile impostare il tutto su manuale tranne il tiro ed i passaggi in semiautomatico. Il pubblico che si affaccia a FIFA10 trasmigrando dall’esperienza in Pro Evolution Soccer invece, potrebbe faticare anche con la configurazione di mezzo, dunque è consigliato prendere la mano con i controlli in automatico, anche se il gioco risulterà molto meno realistico in termini di controllo e “possesso” delle azioni di gioco. Concludiamo l’analisi del gameplay appurando che la fisica del pallone finalmente è stata migliorata. I tiri potranno essere a seconda della stamina del giocatore e del posizionamento verso la porta – oltre che dalla potenza calibrata dal giocatore – alti, rasoterra o a mezza altezza. Nessun tiro risulterà uguale agli altri poiché grazie anche al movimento a 360° e ai fattori descritti prima, ogni tiro farà storia a sé. Qualche perplessità invece su filtranti rasoterra destinati a coprire lunghi tratti di campo, col pallone che spesso e volentieri si alza arrivando ad essere stoppato col petto, in una traiettoria decisamente fantascientifica.

Un mix di modalità

Come al solito, EA Sports non si fa mancare nulla in ogni suo gioco, dunque non sorprendiamoci se il già range vasto di modalità offerto con FIFA 09 si sia ulteriormente ampliato ed ottimizzato in FIFA 2010. La fanno da padrone in single player ancora la modalità allenatore e la modalità professionista. Nella prima, impersoneremo un allenatore in una sorta di mini-gestionale calcistico. Potremo occuparci sia di scendere in campo che di simulare la gara, ma il punto di forza di questa modalità risiede nel fatto che potremo occuparci del mercato. In tal senso, se nella scorsa edizione ne faceva da padrone il Sig. Denaro, quest’anno non basterà offrire un tot di milioni per portare Fabregas al Lecce, bensì dovremo conquistare la sua “voglia di trasferirsi” a suon di prestazioni e appetibilità della squadra che, in caso di successi, andrà via via aumentando, facendo gola ai giocatori più importanti che popolano il mondo del calcio. Oltre a ciò, l’esperienza allenatore si arricchisce di un fattore importante: il morale dei giocatori. I protagonisti più utilizzati e che disputeranno ottime prestazioni, avranno il morale alle stelle, aumentando le loro prestazioni in campo nelle partite successive. Chi verrà spesso e volentieri rilegato in panchina invece vedrà calare il suo morale. La manager mode è utile anche per presentare una nuova feature del gioco che ho trascurato nelle righe precedenti: la creazione degli schemi. Anzitutto la cara arena, non sarà più la nostra amica pre-partita in attesa dei caricamenti – anche perché questi ormai sono stati ridotti all’osso pur non installando il gioco su hard disk – ma si rivela essere potenziata per un utilizzo più determinante: infatti premendo il tasto SELECT, entreremo nella modalità allenamento. Sarà possibile oltre a provare i calci piazzati come nella scorsa edizione, fare una partita amichevole e, come detto, creare degli schemi personalizzati sui calci piazzati e sui calci d’angolo. Potremo far muovere un massimo di cinque giocatori all’interno dell’area, in un’interfaccia estremamente semplice ed intuitiva. Ad esempio, potremo far partire il giocatore al centro dell’area verso il primo palo, e il giocatore più lontano fargli coprire il buco che si verrà a creare. L’arena offre anche la possibilità di provare gli schemi creati e salvati, così da appurare se effettivamente risultano essere utili o meno. Tutto ciò per la serie non facciamoci mancare niente.
La modalità professionista invece è rimasta più o meno la stessa, anche se ancor di più ottimizzata per ciò che concerne la creazione del giocatore, che vedrà anche una bella feature chiamata EAFACE che consentirà all’utente di richiamare sulla console la propria foto salvata sul sito ufficiale di FIFA 2010, lo stesso sito che permette anche di salvare replay e fotogrammi dal gioco, con la console ovviamente connessa ai server EA. L’esperienza offline si conclude con la classica creazione del torneo, che può essere personalizzato o creato in toto per il campionato italiano, spagnolo, francese, inglese, ecc…

Multiplayer da urlo!

Dal punto di vista online si è fatto un ottimo lavoro. Ottimizzato anche il Live Season, oggi Live Season 2.0 che permetterà al giocatore non solo di scaricare le informazioni più aggiornate dei giocatori e la loro condizione, ma anche e soprattutto consentirà di riscrivere la storia della giornata. Dopo aver selezionato la propria squadra del cuore infatti, ogni fine turno EA elaborerà i risultati di giornata e qualora la nostra squadra del cuore abbia perso, avremo un’unica chance di rigiocare la partita e provare a vincere. Peccato per i milanisti che il derby sia già passato, altrimenti si andava di vendetta a gogò! Considerato che i server Electronic Arts sono assolutamente stupendi, in grado di regalare un gioco fluido identico al gioco offline, FIFA 2010 ha ottimizzato il sistema di incontri. Se in FIFA 09 capitava spesso e volentieri che la stragrande maggioranza degli utenti giocasse con il solo Barcellona o Manchester United, quest’anno si potranno impostare dei filtri che permetteranno al giocatore di scegliere l’avversario sulla base della squadra che vorrà trovare contro. Dunque basterà non far filtrare le squadre ritenute “spezzadivertimento” per regalarsi un match piacevole.

Il realismo passa dall’estetica

Questo paragrafo considerato che si parla di un gioco targato EA, potrebbe anche essere saltato. E’ quasi banale dire che nel complesso FIFA 2010 raggiunge un livello grafico entusiasmante. I volti dei giocatori più famosi sono estremamente realistici, comprese le animazioni facciali. Ogni muscolo del corpo esegue contrazioni e movimenti identici alla realtà. Gli stop, le coordinazioni, le scivolate e le nuove animazioni presenti, sono una gioia per gli occhi. Finalmente il gioco è stato migliorato in termini di condizioni meteo. La pioggia non si vedrà più solo con la modalità professionista, bensì anche a partita normale sarà visibile e soprattutto inciderà parecchio sul gameplay. Il campo risulterà scuro e bagnato, con la palla che scivolerà e prenderà traiettorie irraggiungibili se il passaggio sarà calibrato male. Le maglie dei giocatori saranno più scure e con effetto bagnato. Andando di replay ed osservando nel dettaglio pare davvero di aver messo in pausa una partita registrata. Senza lasciar spazio agli ormai superflui complimenti riguardanti il comparto grafico, possiamo trovare dei difetti nella solita rappresentazione fisica dei giocatori, con altezze e proporzioni assolutamente sballate. Tantissimi giocatori nella loro controparte reale sono stati ignorati, e seppur le licenze si sprechino, ancora qualche squadra italiana ne è rimasta senza, per non parlare dei font che completano le maglie, completamente diverse dalla realtà. Se però sono questi i difetti di un giocone, ben vengano. Dal punto di vista audio, il commento italiano è affidato ancora al duo Caressa-Bergomi e pare migliorato, anche se ancora troppo distante dalla reattività vera di due telecronisti. I commenti sui Mondiali sono stati eliminati, e nuove frasi accompagneranno le azioni di gioco. Il tifo rimane una bolgia per i big match, e appena la squadra in trasferta toccherà palla, partiranno bordate di fischi. La soundtrack è come sempre eccezionale, con pezzi recentissimi.

La simulazione quasi perfetta

Quest’anno Electronic Arts ha sfornato un prodotto ancora più vicino alla realtà. Con FIFA 2010 si superano i limiti che molti videogiocatori credevano non potessero mai essere superati. Il gioco presente una base di gameplay assolutamente straordinaria ed impeccabile, il tutto mosso da una splendida IA avversaria. Dal punto di vista del multiplayer, la vasta scelta di modalità e i server potenti, ne fanno un gioco dalla longevità infinita. Non solo, la parte single player regala la stessa identica passione, a tal punto che FIFA 2010, come il predecessore, risulta essere a tutti gli effetti due giochi in uno. Sbaragliando la concorrenza, FIFA 2010 si propone come unico titolo calcistico in grado di regalare al videogiocatore tutte le soddisfazioni che una partita di calcio può offrire. Il lavoro è stato eccellente, e i difetti sono pochi e trascurabili. Per tutti gli amanti del calcio, FIFA 2010 è IL gioco dell’anno.

Link Utili

Scheda Tecnica
SVILUPPATORE
Electronic arts
PUBLISHER
EA
SITO UFFICIALE
www.ea.com/games/fif...
GENERE
Sport/Simulazione
GIOCATORI
2
ONLINE
SI
CONSOLE
XB360
Pagella
Grafica: 85
Tecnicamente sempre valido
Sonoro: 80
Commento Caressa Bergomi migliorato
Giocabilità: 95
Movimento a 360 gradi... cosa volete di più?
Longevità: 97
Modalità single player infinite e multiplayer ben strutturato
GLOBALE: 93
Il vero calcio sulle nostre console!


Pro:
  1. + Ore ed ore di divertimento....
  2. + Gameplay ormai collaudato e perfezionato
  3. + Comparto multiplayer come pochi

Contro:
  1. - ...addio vita sociale!




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