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Recensione di
Final Fantasy XIII
per PlayStation3

Fantasia Finale, atto tredicesimo: A new generation coming!  

Le più belle del reame si fanno sempre aspettare

Quanti anni sono passati da quando Final Fantasy XIII è stato annunciato al pubblico? Almeno 4 alle nostre cronache. Il tredicesimo capitolo della saga Square-Enix è stato in assoluto uno dei titoli più attesi dell’attuale generazione videoludica. La famosa Software House della serie ci ha proposto diversi titoli durante questa lunga ed estenuante attesa, alcuni che brillavano di buona personalità, altri decisamente trascurabili, ma tutti sembravano degli stuzzichini in attesa della portata principale, che ora è finalmente arrivata.

La quiete prima delle tempesta, di vendite e di critiche…

Con l’uscita della versione blu-ray di Final Fantasy VII Advent Children quasi un anno fa, che aveva riscosso ottime vendite soprattutto legate alla lussuosa demo in esclusiva di FFXIII tra gli extra del film, è stata chiara l’intenzione da parte di Square Enix di voler voltare pagina, cercando nuove frontiere stilistiche e concettuali per il suo videogame di punta. L’uscita del prodotto sul territorio giapponese, avvenuta durante il periodo natalizio, con annessi dati di vendita sbalorditivi (un milione e mezzo di copie vendute) sono in parte contrastati dalle aspre critiche ricevute dai fans di vecchia data che, testato il titolo, hanno lamentato un gioco ben lontano dalle aspettative suscitate. All’alba della primavera che non arriva ancora, anche noi europei possiamo finalmente godere sulle nostre console casalinghe questo tredicesimo capitolo della serie. Andiamo a vedere cosa ci ha riservato il primo Final Fantasy di questa nuova generazione.

Uno per tutti, tutti per uno!

A differenza di ogni capitolo precedente della saga, l’intera avventura è volutamente improntata a voler narrare le gesta di ogni singolo personaggio in egual modo senza metterne nessuno in primo o secondo piano. Una scelta di certo inusuale, ma anch’essa fa parte della volontà da parte di Square-Enix di voler portare Final Fantasy verso orizzonti narrativi diversi da quelli standard. Un esperimento ben riuscito in effetti, perché al di là delle personali preferenze verso questo o quel personaggio, è indiscutibile che la caratura del plot narrativo e del profilo di ogni singolo carattere sia di spessore e ben curata. Senza addentrarci nella trama, che merita davvero di essere vissuta senza spoiler di nessuna sorta, possiamo affermare che salvo qualche calo a livello di sceneggiatura in particolare a metà gioco, dove la trama offre il fianco ad una certa monotonia, nel complesso, riesce successivamente a coinvolgere grazie ad una serie di avvenimenti che sapranno mantenere alta l’attenzione dei giocatore fino ai titoli di coda. Riesce difficile definire se questa del tredicesimo capitolo della saga Square Enix, sia una delle sceneggiature più belle create dalla software house giapponese. In ogni caso e senza dubbio, si tratta di una delle meno conformi e prevedibili, con colpi di scena a susseguirsi ed in grado di stravolgere i fatti narrati fino a quel momento.

Square Enix mantiene le aspettative… avevate dubbi a riguardo?

Graficamente parlando il titolo è come era stato annunciato e come tutti i fans della serie si aspettavano: semplicemente spettacolare. I modelli animati e animazioni, insieme ai filmati pre-renderizzati sono semplicemente fantastici, ma quello che personalmente mi ha lasciato più positivamente colpito è la cura dei menù di gioco. Complessi nel design e spettacolari nei dettagli, ma allo stesso tempo funzionali e deduttivi, in particolare per quello che concerne l’attribuzione delle abilità dei personaggi e l’assegnazione dei punti cristallo. Purtroppo saltuariamente è stato fastidioso notare che alcuni frangenti di gioco soffrissero di imprevisti tracolli a livello tecnico, come ad esempio modelli poligonali approssimativi, in particolare per quanto riguarda edifici ed estremità degli arti ovvero mani e piedi.

Sona diverso, ma suona sempre bene

Il sonoro è anch’esso uno dei comparti che più di tutti ha goduto di una netta rivisitazione rispetto al passato. Fa piacere constatare che una costante è rimasta l’alta qualità dei temi e dei brani proposti nel gioco, ma ancor più stupore è stato constatare che il doppiaggio inglese riuslta uno dei migliori mai apprezzati in un videogame. Se c’erano parecchie perplessità riguardo il doppiaggio di qualche capitolo precedente (Molti avevano criticato quello di Final Fantasy XII ad esempio), questa volta Square-Enix ha voluto mettere d’accordo tutti, con un cast di doppiatori di prim'ordine in grado di dare enfasi e profondità all’interpretazione digitale dei protagonisti.

Questione di tempo

La giocabilità di Final Fantasy XIII è l’aspetto del gioco che merita più attenzione in questa recensione. Si tratta di un sapiente mix di quel gameplay visto nel XII° capitolo, ma con maggiore interattività rispetto al sistema di battaglia Gambit. Tutte le nostre battaglie si svolgeranno principalmente guardando pedissequamente la barra del tempo. Spariti i punti magia ed i turni, l’intero sistema di gioco verterà in una serie di azioni che in base ad una serie di parametri, occuperanno la barra temporale. Più forte e devastante è la nostra azione, molto più tempo ci impiegherà per essere compiuta. Ulteriore modifica strutturale al gameplay è la totale assenza di livelli di avanzamento dei personaggi. Tutto il gioco si basa sulla raccolta dei Cristalli, i quali saranno necessari per sbloccare abilità ed upgrade al personaggio durante l’avanzamento del gioco. Segnaliamo inoltre la presenza di una sola summon disponibile per ciascun personaggio, in grado di compiere diversi ruoli, di supporto al personaggio oppure di pura offensiva, con singoli potenti attacchi. Nel complesso il nuovo sistema di combattimento funziona bene, ma è innegabile che molti aspetti di quest’ultimo non ci hanno convinto pienamente. Innanzitutto la totale manualità della personalizzazione del personaggio e sì apprezzabile da un lato, ma in mano ad utenti meno esperti rischia di diventare davvero difficile da gestire, con il rischio di bloccarsi durante l’avventura principale a causa di una mala gestione dei punti cristallo. Inoltre queste nuove aggiunte tendono ad assottigliare ed a semplificare il comparto RPG del titolo. Riesce davvero difficile definire FFXIII un GDR nel vero senso della parola: gli stessi combattimenti in fasi avanzate di gioco risultano essere talmente immediati e poco riflessivi che difficilmente si riuscirà ad allestire una strategia di combattimento molto più sottile di un qualsiasi action game moderno.

Un full immersion narrativo… e poco altro

Final Fantasy XIII è per definizione degli stessi sviluppatori un gioco quasi esclusivamente concentrato sul voler raccontare la trama di gioco, oltre questo ben poco c’è da fare per il giocatore più longevo se non qualche missione extra non particolarmente intrigante sotto l’aspetto dell’intrattenimento. La storia prima di raggiungere il suo inevitabile epilogo riesce ad incollare il giocatore allo schermo per circa una quarantina di ore di gioco, non male per un RPG, ma una decina di ore in più non sarebbero di certo dispiaciute. Lascia inoltre abbastanza basiti il fatto che praticamente non esistano i luoghi classici di riposo e di dialogo come ogni RPG che si rispetti solitamente offre, aggiunta all’impossibilità di attraversare sezioni di gioco già esplorate. In parte questo aspetto è giustificato dalla trama, ma una tale scelta stilistica risulta ad ogni modo poco condivisibile.

Ma è davvero Final Fantasy?

Final Fantasy merita l’acquisto, ma soprattutto le critiche che ha ricevuto finora? La risposta come molte volte succede è nel mezzo. In effetti è difficile non ammettere che Square Enix abbia intrapreso scelte molto discutibili, andando incontro ai gusti di molti giocatori della saga in particolare da parte di quelli di lunga data. La qualità intrinseca del titolo è indiscutibile sotto ogni aspetto, ma nell’insieme il prodotto sembra aver perso un po’ di quell'identità che da sempre lo caratterizzava, in particolare per quel che riguarda la componente più ruolistica del gioco. Vale la pena acquistare un titolo così innovativo e in parte controverso? La risposta è comunque un deciso “sì”. L’anima della fantasia finale scorre poderosa sotto i pixel di questo nuovo capitolo della saga, al di là delle discutibili innovazioni alla formula di gioco. E’ Final Fantasy e quello che conta è che si sia dimostrato un ennesimo capolavoro, come sempre.

Scheda Tecnica
SVILUPPATORE
Square Enix
PUBLISHER
Square Enix
SITO UFFICIALE
finalfantasy13game.c...
GENERE
Azione/Rpg
GIOCATORI
1
ONLINE
NO
CONSOLE
Ps3
Pagella
Grafica: 85
Ottima nel complesso, ma con qualche difetto qua e la.
Sonoro: 90
Effetti e doppiaggio di notevole caratura tecnica
Giocabilità: 80
Innovativa sotto molti aspetti... forse troppi
Longevità: 74
Dura ma non troppo per essere Final Fantasy
GLOBALE: 82
“Restyling troppo ardito?”


Pro:
  1. + Bel plot narrativo
  2. + Graficamente ben strutturato
  3. + Molto action…

Contro:
  1. - …poco rpg
  2. - Innovazioni non propriamente convincenti
  3. - Strappo troppo marcato con la tradizione del gioco




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