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Recensione di
FlatOut: Ultimate Carnage
per Pc

Sportellando si impara... a guidare!
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C'era una volta Destruction Derby
Nel lontano 1995, la semisconosciuta Psygnosis gettò le basi per la realizzazione di un nuovo genere di corse nel mondo dei videogiochi: frenetico, spettacolare e fuori dai canoni standard dei normali simulatori di gare automobilistiche. Il trucco era semplice: ricreare virtualmente le quanto meno bizzarre gare (“made in USA”), denominate "Demolition Derby", attraverso un videogame in grado di trasmettere al giocatore le stesse adrenaliniche sensazioni di tale disciplina, accelerate a mille da una vena strettamente arcade. Il risultato fu Destruction Derby che, nel giro di due anni, divenne un vero e proprio "cult" per ogni possessore di PSX. L'idea di base era al tempo stesso semplice e geniale: a differenza dei normali giochi di guida, lo scopo del giocatore non era essenzialmente quello di tagliare il traguardo per primo, ma distruggere, nell'arco della gara, il maggior numero di veicoli avversari a colpi di sportellate e tamponamenti vari, in modo da ricevere sostanziosi punti bonus incrementando così il punteggio complessivo. Fu questo gioco e la sua innata "vocazione distruttiva" la vera musa ispiratrice della la serie FlatOut, che, dopo quattro anni dal suo debutto è giunta ormai alla sua terza edizione soprannominata per l'occasione "Ultimate Carnage" , con la promessa di mantenere inalterata tale vocazione. Ci riuscirà?
Della serie: anche i manichini dei crash-test hanno un'anima
Il primo approccio con questo terzo capitolo della serie è quanto mai convincente. Sin dall'avvio saremo accolti da un video introduttivo a dir poco beneaugurante per gli amanti del genere, dove i ragazzi della Bugbear Entertainment ci mostreranno in poco più di due minuti di scene "in - game", condite con sana musica rock; tutto il meglio di questo Flatout, tra esplosioni, scenari di vario genere e gli immancabili "sport estremi", dove il denominatore comune sarà sempre e solo uno: lamiera contro lamiera. Giunti al menù, quindi, la curiosità di esplorare questo Ultimate Carnage da cima a fondo si farà sempre maggiore; ma non prima di ammirare l'immagine in "real 3D" di sfondo che contornerà tutti i menù del gioco. In essa troveremo, in un ambiente da tipica periferia industriale, un auto sfracellata "ad arte" in un pilastro ma parzialmente immersa nell'acqua. Quest'ultimo particolare sembrerà insignificante, ma inoltrandoci nel gioco scopriremo come tale elemento fisico diventerà ben presto una piacevolissima sorpresa per gli occhi. Tornando al menù principale, il cuore di questo Flatout sarà composto essenzialmente da due modalità, che danno il nome stesso al gioco: Flatout e Carnage. La prima, che tratteremo in questo capitolo, è sicuramente la modalità principe di tutto il gioco e senza alcun dubbio la più longeva ed appassionante. Tale game mode non è altro che la normalissima carriera. All'inizio il giocatore, con pochi soldi in tasca ma con tanta sana voglia di distruggere carrozzerie altrui, dovrà acquistare una delle tre auto proposte ai limiti della rottamazione; ma non vi rattristate, perché i soldi in Flatout li guadagnerete presto e, nella maggior parte dei casi, non solamente vincendo le gare... Eh sì, perché Flatout, in linea con le tradizioni dei suoi predecessori ed in barba agli stereotipi di una corsa automobilistica normale, valuterà oltre alla qualità, anche e soprattutto la "quantità". E quando si parla della serie, "quantità" si riferisce alla vera e propria quantità di carrozzeria che riuscirete a far saltare dalle auto dei vostri avversari. In definitiva, i soldi guadagnati ad ogni urto saranno direttamente proporzionali alla violenza dell'incidente; ci saranno sei livelli d’urto che andranno, in base alla forza d'impatto, da "urto violento" a "demolito!". Quest'ultimo accadrà quando farete letteralmente sbalzare fuori dal parabrezza il malcapitato di turno, ma tranquilli non ci saranno rimorsi di coscienza poiché, come d'abitudine in tutti i Flatout, ogni personaggio avrà le stesse proprietà fisiche di un manichino per i crash test. Anche se, a dire il vero, ogni qual volta un personaggio sarà catapultato fuori dall'abitacolo sentirete un grottesco urlo a dir poco esilarante. Comunque, prima o poi, dovremmo almeno classificarci sul podio se vorremmo andare avanti nella carriera, sbloccando di conseguenza le altre competizioni; quindi, per tutti quei giocatori che vorranno gareggiare in maniera "semi-pulita”, potranno avvalersi della formula già ben collaudata nei passati capitoli: guida spericolata + tamponamenti vari = nitro. In pratica, se nel corso della gara starete arrancando dietro, basterà prendere per bene qualche rampa sparsa per il circuito o assestare dei colpi alle auto dei vostri avversari per veder magicamente comparire dal nulla la vostra amata nitro, che sarà subito pronta a farvi spiccare il volo alla riconquista delle posizioni perdute. Con i soldi che guadagnerete dai vari piazzamenti o "tamponamenti" potrete comprarvi nuove auto o modificare la vostra tramite un’apposita sezione per il Tuning. Anche se quest'ultima sarà ridotta ai minimi termini, perché le modifiche che potrete apportare alla vostra auto saranno poche e con miglioramenti sulle prestazioni poco rilevanti. In definitiva, la carriera vi porterà a gareggiare in tre competizioni principali: "Derby", "Da Gara" e "Su Strada". In ogni competizione sostanzialmente cambieranno le auto che dovrete utilizzare, per esempio: nelle gare di tipo "derby" utilizzeremo le classiche "stock car" anni '70, mentre "su strada" le classiche auto cittadine. E cambieranno anche le piste che andremo ad affrontare, dato che partiremo dalle strade sterrate del "Derby" fino ad arrivare ai circuiti cittadini del "Su strada". Sbloccate a suon di vittorie saranno disponibili inoltre varie prove extra, quali i vari time-trial e le arene classiche dei Destruction Derby, che in base al tipo di competizione cambieranno il proprio scenario. Una cosa che non mi ha del tutto convinto, anche se si tratta di un gioco che io catalogo come "arcade estremo", è il binomio danni - prestazioni. In pratica non ci saranno segnalazioni di danni di alcun tipo nella vostra auto, potrete letteralmente farla a pezzi e le prestazioni rimarranno le stesse della partenza. Anche quando comincerà a prendere fuoco il motore, dopo un centinaio di urti, la vostra auto correrà spedita come se nulla fosse. Ovviamente tale scelta da parte dei programmatori è stata presa per aumentare al 100% il senso di velocità e spettacolarità degli incidenti ma qualcuno potrebbe storcere un po’ il naso, dato che un minimo di gestione prestazionale dei danni sarebbe stata ben accolta.
Mai dire "Carnaaaaaaaage"
Ci sono programmi televisivi che ci segnano sin da piccoli, ma molti, sfortunatamente, si perdono nei meandri della nostra mente; ma quando ho avviato per la prima volta la modalità "Carnage" e ho provato una delle dodici competizioni di tipo "Acrobazia", sono tornato con la mente agli anni del mitico "Mai dire Banzai" (per chi non ha mai sentito o ha solo un vago ricordo di tale trasmissione, consiglio un rapido search su Youtube e non ve ne pentirete). Tali mini-giochi, che hanno subito un massiccio restyling nel corso delle varie edizioni di Flatout, mantengono lo stesso spirito, stupidità e incoscienza di cui la trasmissione, targata "Gialappa's" era imbevuta. Inizieremo con il "Salto in alto" fino ad arrivare al "Calcio" passando, per "Basket", "Baseball", "Bowling" e perfino "Poker". Il tutto attraverso la già ben rinomata tecnica: potente accelerazione su di una rampa o percorso; selezione dell'angolazione e relativa espulsione attraverso il parabrezza del nostro alter ego; volo maestoso e prolungato fino alla meta. Purtroppo questi tipi di eventi, alla lunga monotoni e poco interattivi, potrebbero interessare il giocatore soltanto nelle battute iniziali, spinto dalla curiosità e particolarità di queste manifestazioni uniche nel suo genere.
Comunque, la modalità "Carnage" non sarà composta solo dagli eventi di tipo "Acrobazia", ma troveremo anche: "Beat the Bomb", una gara in solitaria cercando di attraversare più checkpoint possibili prima che scada il tempo, che decreterà l'esplosione dell'auto; "Gara Carnage", simile alla precedente, con l'unica differenza che non sarete più soli e dovrete cercare di battere o meglio "abbattere" i vostri avversari con qualsiasi mezzo; e per ultimo, il miglior evento di questa modalità: il "Deathmatch Derby", dove, catapultati in mezzo ad un’arena, avrete come unico scopo quello di distruggere più avversari possibili nell'arco di cinque minuti, aiutati anche da vari bonus che appariranno dal nulla e vi permetteranno, tra gli altri, di usufruire di nitro al massimo, danno doppio, rinforzo carrozzeria, ecc. Ogni evento completato ne sbloccherà un altro (di tipo diverso) e così via, in una lunga scacchiera che vi porterà, dopo una quarantina di gare circa, alla fine della suddetta modalità.
L'irragiungibile Lei Bing, l'irascibile Jack Benton e l'imprevedibile Frank Malcov
Una grossa miglioria di questo FUC rispetto ai suoi predecessori è sicuramente l'aumento degli avversari nella griglia di partenza. Infatti, passeremo dalle otto unità dei capitoli precedenti alle dodici. Tale upgrade sarà tutto a vantaggio dello spettacolo, poiché quattro "scalmanati" in più, che cercheranno in tutti i modi di ridurvi la macchina in un ammasso di rottami, metteranno più pepe alla corsa garantendo un buon 30% di danni-divertimento in più. E come da tradizione anche queste new entry saranno caratterizzate al meglio. Perché uno dei punti di forza di questo Flatout è sicuramente l'AI. Ogni avversario avrà personalità e stili di guida unici e saranno rappresentati tramite una raffigurazione "fumettosa". Inoltre durante i caricamenti (molto brevi), il gioco li presenterà uno ad uno, tramite una specifica scheda riassuntiva accompagnata dall’immagine della propria auto. Infatti, tra i dodici troveremo chi prediligerà la corsa "sporca" guidando Pick Up corrazzati, chi punterà tutto sulla velocità attraverso macchine sportive, ecc. La competizione e la sfida non mancheranno in nessuna corsa. Basteranno solo poche gare per riconoscere immediatamente i vostri avversari solamente dando un’occhiata all'auto che vi si parerà davanti. Grazie a questo, ben presto vi sembrerà di giocare contro avversari "reali" e potrete attuare strategie personalizzate, come per esempio cercare di eliminare subito il concorrente che notoriamente è il più veloce di tutti, e così via. I vostri rivali più agguerriti arriveranno pure a optare soluzioni alquanto subdole, come, a suon di sportellate portarvi a schiantarvi contro alberi, rocce o edifici del bordo pista.
Everybody needs somebody to "crush"
Una delle scene cinematografiche rimaste nell'immaginario collettivo è sicuramente l'indimenticabile inseguimento automobilistico dei fratelli Blues (i fantastici Dan Aykroyd e John Belushi), attraverso un tranquillo centro commerciale, seminando distruzione e caos con un costante "rhythm and blues" in sottofondo. Quindi, se come me, avete amato questo film, rimarrete sicuramente estasiati nel sapere che quei burloni della Bugbear Entertainment siano riusciti a riprodurre la medesima scena, facendo in modo che uno dei circuiti cittadini di questo Flatout attraversasse proprio un modernissimo centro commerciale, lasciando alla vostra immaginazione le catastrofiche conseguenze di tale evento. Ma questa non sarà l'unica parentesi cinematografica del gioco. Infatti, tre la dozzina di circuiti proposti, che spazieranno tra le più popolari locations degli States; quali canyon, deserti, sterrati, grosse metropoli e periferie industriali. Troveremo i classici viadotti cittadini resi celebri da un altro capolavoro degli anni 90: Terminator 2 - il giorno del giudizio. Qui l'atmosfera del gioco rispecchierà alla perfezione quella della pellicola diretta da James Cameron. Detriti, carcasse di auto, tubature varie, casse di legno e pozzanghere di acqua (semplicemente spettacolare per il livello di realizzazione), produrranno al passaggio delle auto spruzzi d’acqua che incrociandosi con i raggi del sole ricreeranno giochi di luce che rasenteranno il fotorealismo. Ovviamente, come ogni buon Flatout che si rispetti, ogni singolo elemento di contorno alla pista potrà essere distrutto e lanciato attraverso il circuito, certe volte anche tralasciando un po' la fisica, dato che alcuni elementi saranno scaraventati come se fossero di polistirolo. Torneranno anche le spettacolari esplosioni distruggendo qualche cisterna o pompa di benzina ma sempre senza il minimo spostamento dovuto all'onda d'urto e, ancora più grave, senza il minimo graffio o danno alla carrozzeria. Mentre per quanto riguarda la grafica dobbiamo registrare un notevole miglioramento rispetto i capitoli precedenti, e, anche se non siamo ai livelli di GRID, la grafica fa la sua bella figura, impreziosita da riflessi ed effetti molto buoni. Purtroppo dobbiamo segnalare anche qualche attraversamento di texture e qualche gestione delle collisioni con gli oggetti del mondo esterno non proprio ottimali. Per quanto riguarda la giocabilità, trattandosi di un gioco puramente arcade, avremo una curva di apprendimento molto alta permettendoci, in soli pochi giri, di avere il più assoluto controllo dell'auto. Ovviamente io consiglio sempre in tutti i giochi di guida l'utilizzo di un volante con "force feedback", anche se quest'ultimo non è stato realizzato in modo eccelso. Nell'arco di tutte le nostre gare saremo sempre accompagnati da una playlist di venti canzoni prettamente rock, che, alternandosi, rispecchieranno in maniera ottimale lo spirito adrenalinico e spettacolare del gioco; anche se alla lunga potrebbero diventare ripetitive. Ed infine il multiplayer, che aimè, non supporterà, tra lo sconcerto complessivo, la modalità LAN; e che quindi si limiterà alle gare via internet tramite la creazione di un account LIVE.
"Ultimate" Carnage? Speriamo proprio di no!
Giunti alla conclusione di questa "polposa" recensione, non si può certo non elogiare il lavoro svolto dai programmatori della Bugbear Entertainment nel corso di questi anni. La serie Flatout viene riportata ai lustri di un tempo con un vistoso restyling grafico e un AI molto curata. La fisica dei danni è come sempre al top, e la spettacolarità degli incidenti sarà diversa ad ogni urto, garantendo ore ed ore di divertimento. Purtroppo certi errori hanno un non so che di dejavù e la modalità "Carnage" è sicuramente da rivedere; ma per il resto direi che il marchio Flatout, che è sempre stato garanzia di fango, "stock car" e incidenti come se piovesse, è stato rispettato appieno. Quindi, se i primi due episodi vi sono piaciuti, sicuramente non potrete fare a meno di acquistare questo Flatout: Ultimate Carnage, degno e unico erede, aspettando l'approdo di Burnout Paradise per pc, del lontano e mai dimenticato Destruction Derby.
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Scheda Tecnica
SVILUPPATORE
Bugbear Entertainment
PUBLISHER Empire Interactive
SITO UFFICIALE www.flatoutgame.com...
GENERE Guida
GIOCATORI 1 - ?
ONLINE SI
CONSOLE Pc
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Pagella
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Grafica:
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85 |
Ben curata, incidenti spettacolari |
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Sonoro:
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65 |
Musiche Rock |
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Giocabilità:
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75 |
AI agguerrita |
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Longevità:
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75 |
Tante competizioni di vario genere |
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GLOBALE:
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75 |
Divertimento assicurato! |
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Pro:
- + Ottima grafica
- + Ottima AI
- + Incidenti spettacolari
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Contro:
- - Competizioni da rivedere
- - Mancanza del supporto LAN
- - Potrebbe diventare ripetitivo
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