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Recensione di
Genji: Days of the Blade
per PlayStation3

Il medioevo giapponese secondo PlayStation 3  
(VERSIONE IMPORT)

Il clan Heishi è scompaso definitivamente? E’ questa la domanda che assilla i giocatori di Dawn Of The Samurai, titolo per PlayStation 2 che ci ha proiettato nel mondo medievale del Giappone. Ebbene la risposta è no: l’empio potere magico che trasforma gli uomini in demoni ha mutato le truppe in feroci mostri, seminando terrore e distruzione. Saranno quattro giovani eroi a intraprendere il cammino della pace, utilizzando tutte le tecniche di combattimento di cui sono capaci… Parliamo di Genji: Days Of The Blade, nuovo arrivato sull’altrettanto recente PlayStation 3, titolo attesissimo dopo l’emozionante presentazione dello scorso E3.

La next gen è qui... forse

Promesse tradite o mantenute? Bisogna fare una premessa: il carico di speranze e aspettative riposte nella console Sony ovviamente è veramente molto grande, per cui ogni gioco di lancio è costretto a confrontarsi con questa pesante eredità, soprattutto se si tratta del sequel di un gioco noto e affermato. Una frase per questo Genji? Forse bisognerebbe rispondere: “E’ bello ma non mi piace”. Eppure tutto funziona a dovere, a partire dai quattro eroi, ciascuno dotato di armi, mosse e capacità specifiche: potremo controllare il protagonista Yoshitsune, dotato di un buon equilibrio nel rapporto forza / velocità, il possente e lento Benkei, la sacerdotessa Shizuka (rapidissima con le sue lame) e una new entry speciale: Buson, ultimo boss di Dawn Of The Samurai.

Innovazione, innovazione e ancora innovazione...

Il gameplay vorrebbe coniugare la vocazione adventure del gioco con l’anima hack ’n’ slash della serie, ma la fase di combattimenti è decisamente preponderante sul resto e vi ritroverete dopo poco a “menar” fendenti ovunque. Per evitare l’effetto soporifero di tale scelta sono stati introdotti non solo numerosi colpi e armi da upgradare ma anche un intelligente sistema di lotta: alcuni nemici, infatti, non possono essere affrontati se non con un dato personaggio specifico; vi troverete quindi a switchare tra i quattro a seconda della battaglia ed a ingegnarvi in occasione di ogni scontro con gli impressionati boss (tra le cose migliori del gioco…), funzione utile anche per risolvere molti dei (non numerosi) puzzle presenti. Inoltre è stato introdotto un particolare tipo di Bullet Time chiamato Kamui: è possibile cioè rallentare la scena continuando a spostarsi a velocità normale; il bello è che anche alcuni nemici ne sono capaci, originando scontri davvero interessanti…

La vita del ninja può essere una condanna...

Il giudizio del gioco insomma è quasi positivo, nonostante l’eccessiva ripetitività dell’azione: la grafica funziona a dovere, con un buon dettaglio di personaggi, ambienti ed oggetti; il sonoro enfatizza ma il doppiaggio poteva essere un tantino migliore. Insomma, quello che non va è che questo titolo non stravolge tutte le regole del genere, limitandosi ad un porting “tirato a lucido” della versione PS2. Si tratta dunque di un difetto che non dipende direttamente dal gioco ma dalla console sulla quale è stato sviluppato… si poteva fare (parecchio) di più…

Scheda Tecnica
SVILUPPATORE
Game Republic
PUBLISHER
Sony
GENERE
Avventura
GIOCATORI
1
ONLINE
NO
CONSOLE
Ps3
Pagella
Grafica: 85
Curata ma non sensazionale
Sonoro: 82
La Next Gen non riguarda il comparto audio...
Giocabilità: 70
Buoni i controlli ma poca varietà d'azione
Longevità: 73
Potrebbe annoiarvi relativamente presto
GLOBALE: 72
Un gameplay medievale


Pro:
  1. + Molte armi e tecniche
  2. + Sistema Kamui
  3. + E' divertente cambiare personaggio a seconda del nemico

Contro:
  1. - Azione troppo ripetitiva
  2. - La sezione adventure è povera
  3. - Grafica e sonoro dovevano esssere più curati




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