GameWidget

trucchi videogiochi
Recensione di
God Hand
per PlayStation2

La mano di Dio è pronta a spargere sangue!  
Era da tempo immemore che in redazione non ci si scontrava con un titolo che potesse in qualche modo metterci alle corde fin dalle prime battute di gioco; non eravamo pronti a quest'evenienza ma, capìta l’antifona, ci siamo immediatamente attrezzati per affrontare uno degli ultimi esemplari di action-game con i cosiddetti “attributi”. I Clover Studio, un nome che ultimamente ricorre spesso visti i risultati ottenuti con l’ottimo Okami, sono gli sviluppatori di God Hand che, vi anticipo, sarà valutato in due parti ben distinte: una splendidamente elaborata, l’altra decisamente da rivedere e aggiornare. Sto parlando degli aspetti riconducibili alla giocabilità, studiata e programmata al millesimo, e al comparto tecnico, scarno e sviluppato esclusivamente in determinati aspetti. Il titolo dei Clover si manifesta in tutta la sua crudeltà videoludica sin dalle prime battute di gioco, in cui saremo impegnati, senza alcun minimo ragguaglio, in scontri palesemente ardui e al primo impatto disarmanti. Chiaramente tutto sarà gestibile con qualche ora di pratica, concentrata soprattutto sull’assimilazione delle numerose combinazioni presenti, incentrate su: attacchi, schivate, spezza difesa e super colpi.

Spacchiamo un po' le ossa

L’insieme delle mosse presenti è abbastanza grande e, per essere assimilato, è essenziale tanta pazienza ma soprattutto affinità con questo genere videoludico ormai dimenticato. Come vi dicevo le diverse azioni eseguibili dal protagonista sono svariate e tutte splendidamente caratterizzate; inoltre, progredendo nell’avventura, si avrà accesso, tramite l’acquisizione sul campo o acquistandole materialmente, a nuove mosse da poter sfruttare contro i nemici. Proprio di quest’ultimi va fatta menzione speciale, poiché il lavoro svolto dagli sviluppatori è assolutamente di prim’ordine e paragonabile a pochi altri storici rappresentanti; l’arguzia, la tenacia e la maestria che dimostrano i nemici presenti in GH ci ha lasciati di stucco: ogni avversario sarà predisposto ad una reazione ben precisa e studiata per far sì che i nostri attacchi risultino inoffensivi, complicando oltremodo il cammino del protagonista e costringendoci ad elaborare ogni volta strategie offensive o difensive, capaci di abbattere il muro rivale. Va detto, in ogni caso, che a facilitare un tantino la situazione ci pensano i vari ceckpoint disposti alla fine di ogni sessione di gioco.

In battaglia ci vogliono muscoli... e cervello!

Per contrastare quest’ondata di pura malvagità, avremo dalla nostra mosse speciali, combo infinite, spettacolari combinazioni aeree (in cui tramite i colpi assestati si mantiene l’avversario in sospensione) e ovviamente l’utilizzo della potente "mano di Dio", attivabile tramite il riempimento di un apposita barra energetica! Oltre alle innumerevoli variabili tecniche, GH offre al giocatore la possibilità di sfruttare, tramite una sorta di “Quick Time Event” alcune capacità del protagonista: per esempio, se un nemico rimarrà a terra conseguentemente ad un nostro attacco, su schermo comparirà l’icona del tasto cerchio, indicante la possibilità di accanirci contro il malcapitato al suolo e finirlo con energici pestoni. Senza contare poi della possibilità di stordire un nemico e finirlo con prese in pieno stile wrestler, aggiungendo così quel pizzico di follia in più sempre necessaria. Il tutto naturalmente offre una maggiore variabilità agli scontri, mantenendo alto il livello d’intrattenimento senza scadere nella ripetitività degli eventi. A questa splendida esperienza di pura giocabilità si affianca però un’appena sufficiente struttura tecnica che, a parte l’ottimo dettaglio del protagonista e di alcuni boss di fine livello, rasenta probabilmente quanto di più scarno si possa vedere oggi nelle odierne rappresentazioni videoludiche. Scenari troppo poveri ma soprattutto scarsamente caratterizzati; nemici piatti e poco incisivi formano un quadretto scenico davvero poco ispirato.

Hokuto insegna...

L’unico punto a favore in merito allo stile utilizzato e la divertente somiglianza con l’universo di Ken Shiro, soprattutto in merito alle espressioni utilizzate dai personaggi e alla loro fattezza marcatamente grottesca e comica. Il comparto sonoro è decisamente più curato, con effetti ben concepiti ed una musica di fondo sempre galvanizzante e giusta per l’occasione. Anche a livello di longevità GH si fa rispettare, soprattutto se impegnato ai livelli più alti di difficoltà; in questo modo allungherete di non poco le ore necessarie alla conclusione del gioco, che altrimenti risulterebbe troppo breve e francamente insignificante. Avrete capito che la natura di questo titolo non si addice ai sostenitori di giochi poco impegnativi, bensì si confà a tutti i desiderosi di competitività alla vecchia maniera, magari pronti, per una maggiore velocità d’azione e coinvolgimento, a chiudere un occhio su un’approssimata qualità artistica evidente. Se fate parte di questa cerchia d’utenti, troverete in God Hand un giusto mezzo per scontrarvi con la vostra caparbietà... altrimenti statene alla larga.
Pagamenti sicuri

Link Utili

Scheda Tecnica
SVILUPPATORE
Clover Studio
PUBLISHER
Capcom
GENERE
Azione
GIOCATORI
1
ONLINE
NO
CONSOLE
Ps2
Pagella
Grafica: 68
Dettaglio scenico scarno
Sonoro: 80
Effetti ben riprodotti e colonna sonora d’effetto
Giocabilità: 85
Vasta e divertente
Longevità: 80
Finalmente una vera sfida
GLOBALE: 78
Uattàààà!!!


Pro:
  1. + Originale e coinvolgente
  2. + Combattimenti ben strutturati
  3. + Ottima I.A.

Contro:
  1. - Scenari poco ispirati
  2. - Storia non troppo lunga

Compra online



Distribuzione | Pubblicità | Giochi: The Legend Of Zelda: Skyward Sword - Alan Wake 2 Game | Sitemap | Contatti
GAMEPLAYER © Copyright 2006-2010. Tutti i diritti riservati