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Recensione di
Halo 3
per XBox360

Microsoft cala il tris d’assi: benvenuti nella nuova dimensione dei First Person Shooter!
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Sembra essere passato un secolo da quando i nostri cuori avevano battuto per la prima volta per Halo 2 su Xbox: i nostri occhi esterrefatti seguivano i passi sgraziati e irregolari dei Covenant in fase di presentazione, e le sensazioni provate in quei momenti risultavano le medesime per tutti. Con muscoli irrigiditi e bocche spalancate dallo stupore ammiravamo Master Chief mentre prendeva ordini riguardo alla sua nuova missione, accompagnato da un impatto visivo allora impareggiabile ed accompagnato, manco a dirlo, da una colonna sonora già degna in quegli anni di un impianto moderno stile multisala. Tutto meraviglioso ed appagante, ma chi all’epoca non ha mai pensato (la comune sindrome dell’insoddisfazione) subito ad un nuovo episodio, magari con personaggi più caratterizzati, armi a volontà e livelli straripanti di particolari? Sembra proprio che questo momento sia arrivato, e sia chiaro a tutto il popolo ‘Boxaro’ che gli ingredienti per trascorrere mesi e mesi divertendosi su questo nuovo episodio targato Bungie sono tutti presenti in massa. Accomodatevi dunque e continuate a leggere con attenzione, poichè una nuova era è appena cominciata!
Una pistola puntata alla tempia dell'universo...
Per i pochissimi utenti ancora non illuminati dalle tremende questioni militari e religiose aliene ruotanti intorno ad Halo, vale la pena introdurre i personaggi benevoli e maligni a cui andremo incontro in questo meraviglioso episodio conclusivo.
Master Chief
In poche parole il protagonista della trilogia. Nato come soldato geneticamente modificato ed in forza all’esercito terrestre dalla tenera età di 6 anni, questa specie di ‘super uomo’ è il frutto di un programma militare volto a creare l'esercito perfetto, di cui però è l'ultimo esponente a causa dei tragici avvenimenti successi in passato. Denominato in codice "Spartan 117", è stato addestrato duramente a maneggiare alla perfezione qualsiasi tipo di arma sia terrestre che aliena. Come si può ben intuire, Master Chief ha tra le mani la sorte del nostro pianeta, e siate certi che farà anche l’impossibile per impedire agli invasori extraterresti di proliferare su di esso.
Arbiter
Fiero guerriero Covenant ed un tempo comandante di Particular Justice, una delle più grandi flotte spaziali, l'Arbiter suo malgrado ha scoperto di esser stato tradito dal suo stesso meschino popolo, rappresentato dal Gran Consiglio dei Covenant. La ragione del dissidio risiede nel distruttivo futuro causato dalla volontà di attivare Halo, creduto il mezzo per arrivare al "grande viaggio", la meta religiosa degli alieni. Per questo maldigerito voltafaccia, uno dei più forti combattenti della galassia affiancherà il nostro eroe in una durissima guerra all’ultimo ‘fucile’, armato della sua inconfutabile esperienza bellica e della sua 'mimetica ottica'.
Cortana
Affascinante figura femminile olografica, Cortana rappresenta la vera guida di Master Chief: ella è stata progettata per fornire in tempo reale informazioni e consigli, sui percorsi e determinati nemici presenti nella modalità Campagna. In questo episodio purtroppo, la compagna virtuale dello Spartan è influenzata negativamente dalla Mente Suprema, la spaventosa intelligenza Flood i cui piani malvagi non sono noti.
La stirpe nemica
Ed eccoci giunti ai numerosi avversari della civiltà umana, menti avverse che vogliono far esplodere la potenza di tutte le installazioni di Halo contro l'universo, folli creature fomentate e spinte da una religione che non desidera altro che l'annientamento totale della vita. Parliamo ovviamente della razza aliena Covenant, il cui corpo d'armata è rappresentato in questa pubblicazione dai Brute, esseri simili ad oranghi che hanno scalzato gli Elite dal potere militare: tali spaventose creature sono pericolosissime in virtù della propria potenza e velocità, inoltre questa volta i Brute saranno coadiuvati nei loro spostamenti dai nuovissimi Jetpack, capaci di dar loro ulteriore mobilità. I Grunt, i Jackal ed i Droni, vale a dire gli altri membri della stessa malefica razza, combatteranno contro Master Chief e soci, ma purtroppo i guai non finiscono qui! Anche i Flood, i famosi parassiti di origine ignota estremamente intelligenti, seppur non schierati con i Covenant vogliono contagiare e distruggere gli esseri umani, per poi apprendere tutte le tecnologie e le armi trovate sul loro cammino.
La situazione come si può vedere non è affatto rosea, quindi estraete la vostra doppia arma e cominciate la pericolosa esplorazione di un posto a voi caro e più vicino di quanto immaginate: setacciate dunque il vostro pianeta. Data la diversità del gioco in diversi fattori strutturali, ci è sembrato doveroso separare le modalità Single Player da quella Multi, in modo da mettere in risalto nelle descrizioni dei due aspetti i singolari pregi (tanti) ed i difetti (infinitesimali).
Single player - La modalità Campagna
Dopo i primi 2 episodi a spasso per la galassia, questa volta lo Spartan 117 deve di nuovo levare le classiche ‘castagne dal fuoco’, alla propria gente. Infatti nella solita spettacolare presentazione introduttiva, l’astronave di Master Chief, proveniente direttamente dalle vicende finali del secondo episodio, atterra sul pianeta già afflitto e segnato dalla Grande Guerra planetaria. Scambiate "parole affettuose" col compagno di battaglia Arbiter e reso omaggio alla squadra di soldati, all’inizio della missione verrete catapultati in una folta foresta tropicale, dove i primi effetti di luce faranno pulsare il vostro cuore. Non aspettatevi comunque chissà quale impatto grafico o dipinti incorniciati in 3D: la forza di questo titolo viene risaltata dall’ottimo bilanciamento complessivo delle caratteristiche, tutte comunque ottime o quasi. Il numero di poligoni rientra nella norma a vantaggio di una fluidità fuori dal comune, gli sfondi appaiono curati discretamente, mentre la primizia che strappa i primi applausi è il ‘design’ quasi scolpito riservato ai mezzi militari e ai personaggi. Avvicinandoci con lo zoom si possono ammirare nitidamente i denti di Arbiter, il cruscotto completo di pulsantiera del Ghost, i particolari architettonici di una struttura aliena, e addirittura le piroette in perfetta armonia con le leggi della fisica di un alieno appena abbattuto. Proseguendo nelle missioni anche i più scettici lasceranno come per magia i commenti sulla grafica, magari perché rapiti dal vero ed incredibile aspetto non plus-ultra del titolo, cioè il comparto sonoro. A cominciare dalla classica musica d’introduzione gregoriana, passando per i livelli o più semplicemente nella semplice schermata delle opzioni resterete basiti: le vostre orecchie difficilmente sentiranno di meglio, possiamo assicurarvelo. Un insieme di effetti composti da grida extraterrestri, spari di ogni genere di arma o mezzo, mine, bombe, granate, e ancora motori, estrazioni di spade lucenti e chi più ne ha più ne metta calamiterà il giocatore all'interno dell'azione di gioco. Il tutto orchestrato nelle varie fasi melodiche, da una sinfonia che tocca a più livelli la perfezione, dove il vostro udito raramente riuscirà a cogliere tutto ciò che esce dagli altoparlanti. Il nostro più sentito consiglio è quello di giocare su un impianto che supporti degnamente il 5.1 della console, almeno per esclamare ai nipoti in futuro: ‘Il nonno c’era, ed ha ascoltato!’. Un’altra caratteristica eccellente riguarda i controlli di Halo 3, ancora migliorati rispetto ai già ottimi del secondo episodio: adesso i tasti da manovrare sono più numerosi, sicuramente parte di un meccanismo più che collaudato, che prevede comandi separati per le braccia così da caricare e sparare indipendentemente con diverse armi. Sarà meglio per voi quindi cercare tra un ricchissimo carnet di armi vecchie e nuove la combinazione bellica più opportuna: due mitragliatrici, una pistola normale ed una laser, solo una spada o un fucile Brute. Sarà la vostra tendenza a consigliarvi la strategia da seguire: che ami combattere a distanza o che prediliga lo scontro diretto in solitaria, qualsiasi sia il modo in cui desiderate liberarvi degli alieni, tutto è previsto e studiato per il vostro puro divertimento. Attenzione quindi, soprattutto in considerazione del fatto che il team Bungie ha dotato gli ‘invasori’ di un’intelligenza artificiale alquanto notevole: non sarà certo una sorpresa se sarete attaccati in gruppo, magari proprio alle spalle!
Infine se avete la possibilità di giocare in ‘Live’, l'occasione di concludere questa modalità magari in quattro giocatori rende al meglio l’idea di come è stato valorizzato ogni singolo aspetto. Per quanto riguarda la durata di questa ‘campagna’ la valutazione non raggiunge la perfezione a causa del cattivo bilanciamento dei livelli di difficoltà, in particolar modo dell’opzione ‘Normal’: 6 ore totali sono veramente poche, se confrontate ad esempio al livello ‘Leggendario’ in cui il tempo per concluderlo è quadruplicato. La voglia di chiudere comunque il cerchio di questo episodio conclusivo sarà molta e non baderete di certo ai piccoli difetti citati in precedenza. ‘Un eroe non muore mai’ recita la pubblicità di Halo3: a voi il compito di rendere veritiera la frase.
Prima posizione persa... Ovvero il multigiocatore!
A cura di Cloud
Se la modalità Single Player un giorno, ahimè terminerà, la sessione dedicata al multiplayer rappresenta senza ombra di dubbio la migliore esperienza che il mercato odierno possa offrire. La moltitudine di elementi, la qualità delle modalità disponibili, l’impareggiabile e intuitivo gameplay, la qualità generalmente buona della connessione offerta, portano il capolavoro Bungie a toccare vette d’assoluta perfezione videoludica. Rispetto al precedente capitolo, Halo 3 apporta corpose novità, sia nelle opzioni di gioco, sia in termini di contenuti.
Andiamo a scoprire insieme le diverse caratteristiche di gioco offerte: partendo dalla possibilità di affrontare la campagna in cooperative fino a 4 giocatori, Halo 3 presenta diverse e inedite sfide che si andranno ad aggiungere ai classici Deathmatch e Team Deathmatch. Le novità presenti sono rappresentate dalle modalità V.I.P. e Infezione. Nel primo caso, due membri delle squadre partecipanti verranno chiamati casualmente ad entrare in possesso del titolo di very important person; ogni team sarà dunque chiamato sia a proteggere, sia ad attaccare il soggetto avversario indicato. In Infezione, invece, si è chiamati ad accumulare punti uccidendo i Flood o infettando gli umani in gioco. Naturalmente saranno presenti anche le altre famose modalità come: Conquista la Bandiera, Teschio, Assalto, Juggernaut, Re della Collina e Territori. Le mappe del gioco sono ben caratterizzate e tutte appropriate alle esigenze di gioco offerte. Sono presenti aree vaste (comprese vecchie conoscenze), adatte a scontri tra più utenti e mappe relativamente più piccole utili a match composti da un max di 10 giocatori. Nella sala d’attesa in ogni caso, ci sarà occasione di settare la scelta delle vostre partite preferite e impostare diversi parametri utili alle vostre esigenze. Ottima per esempio la possibilità di scegliere quale connessione far prediligere in fase di ricerca partita: si potrà optare, infatti, per una connessione con soli utenti della nostra nazionalità, favorire sempre la qualità della connessione o cercare partite senza badare ad alcun parametro per avviare i match più rapidamente. Una volta arrivati all’interno delle arene di gioco è evidente come gli oggetti e le armi disponibili siano aumentati notevolmente: ora saranno presenti diversi veicoli (CST e Covenant), 4 differenti granate (a frammentazione, al plasma, a spuntoni e incendiarie), più un vasto assortimento di armi maggiormente vario e potenzialmente equilibrato. Inoltre fanno la loro comparsa particolari oggetti utili a diversificare l’azione di gioco: tali sofisticate diavolerie sono identificabili nello Scudo a Bolla (sfera protettiva dove saremo al sicuro dagli attacchi avversari), nella Mina a Innesco (esplosivo a pressione attivabile al contatto), nel Sollevatore Gravitazionale (strumento che avvierà una spinta aerea verso l’alto) e molto altro ancora che vi lascerò scoprire sul campo per non guastarvi troppo la festa. Terminata la carneficina sul campo, Halo 3 offrirà una sontuosa schermata riepilogativa (poi consultabile anche attraverso il sito ufficiale Bungie), per gli appassionati delle statistiche; in questi schemi riassuntivi saranno consultabili diverse caratteristiche come uccisioni, arma preferita, sconfitte subite e molto altro ancora. Ogni giocatore inoltre avrà, a fianco al proprio profilo, il grado militare che andrà ad aumentare (si partirà dalla semplice recluta, per poi raggiungere gradi come sergente o tenete) facendo esperienza sul campo e sviluppando particolari abilità. Per raggiungere il top della classe dovrete però necessariamente scontrarvi in partite classificate, lasciando da parte i match “amichevoli”. Allo scopo di aumentare il fattore longevità, Bungie ha pensato bene d’inserire la modalità Fucina: questa caratteristica ci darà occasione d’intervenire su ogni mappa predefinita del gioco, spostando oggetti, armi e veicoli a nostro piacimento e utilizzare il risultato ottenuto con i propri amici tramite Xbox Live o System Link. Insomma ci troviamo a fronte di un multiplayer davvero ricco di spunti il quale, tramite gli aggiornamenti che verranno rilasciati attraverso il Marketplace di Xbox Live potrà deliziarci per diverso tempo.
COMMENTO FINALE
L’attesa per Halo 3 si è rivelata estenuante, ma ogni secondo impiegato per la lavorazione di questo gioiello videoludico è stata fondamentale. La classe del prodotto finale raggiunge standard di livello impressionante, fondendo elementi qualitativamente sopra la media, presenti solo nei titoli destinati a rimanere nel tempo. La modalità campagna (ad esser sinceri troppo breve), unita allo splendore e allo strapotere del multiplayer online fanno di Halo 3 il capolavoro che tutti aspettavano con ansia. Bungie è riuscita a mantenere le aspettative confezionando un titolo superiore allo sbalorditivo secondo episodio, rinforzandolo di elementi cardine e legandoli alla perfezione. Cos’altro aggiungere… Grazie Bungie, con affetto GAME!
Non è tutt'oro quello che luccica
Seconda opinione a cura di Tor Landeel
Devo ammetterlo: Halo 3 è stato la causa delle poche ore di sonno e dei ritardi al lavoro di questi giorni. Il titolo riesce a calamitare il giocatore in partite vissute all'ultimo sangue, spingendolo non solo a provare tutte le novità introdotte ma anche a padroneggiarle correttamente. La campagna, poi, stimola l'interesse e la curiosità di sapere come va a finire. Quindi Halo 3 è tutte rose e fiori, il gioco perfetto? Vi sorprenderete, ma la risposta è negativa e vanno fatte diverse considerazioni. Questo terzo episodio è un grandissimo gioco che rasenta la perfezione in moltissimi aspetti ma è tutt'altro che esente da difetti. La prima cosa che salta all'occhio è la grafica, incompresa ma tecnicamente eccelsa. Abituati all'orgia visiva ed ai toni cupi e realistici di Gears of War, Halo 3 non impressiona come dovrebbe: si notano gli ambienti realizzati magnificamente e ricoperti di texture ad altissima risoluzione, ma alcuni personaggi soffrono ancora di un dettaglio poligonale non eccelso, che pur risultando convincente lascia dell'amaro in bocca. Nota dolente anche per le animazioni, per lo più di vecchia generazione e prese pari da Halo 2, anche se pochi giocatori ci faranno caso. Ultima lamentela per la parte grafica è costituita dall'aliasing, le fastidiose "scalette" che troppo spesso minano le produzioni da anni a questa parte: a tratti è semplicemente troppo vistoso e viene da chiedere se sia stato utilizzato o meno un qualsiasi filtro AA. Tutti questi piccoli dettagli, pur inficiando in modo modesto sulla qualità grafica complessiva, lasciano un senso di "si poteva fare di più", considerando che la piattaforma dove gira il gioco ha partorito un capolavoro visivo come il titolone Epic. Ciò che non salta subito all'occhio, e responsabile della riduzione dei sopracitati dettagli, è la favolosa illuminazione in HDR, che rende le visuali del gioco veramente strepitose, con scorci a tratti fotorealistici. La stessa gestione dell'acqua stupisce per quanto ben realizzata, visto che si comporta in maniera dinamica e non è costituita da una semplice texture. In sostanza, come anticipato, la grafica di Halo 3 non si può considerare "Halo 2 in HD" affermazione alquanto ridicola di persone che hanno analizzato il motore grafico con superficialità. Un motore non perfetto, ma che impressiona chi sa coglierne le sfumature ed i pregi ed è capace di analizzare una visione globale delle scene proposte.
Una grandissima delusione è invece rappresentata dal livello di difficoltà della Campagna appurato che, come evidenziato nella recensione, è possibile finire il gioco in 6 ore a livello normale. La modalità Leggendaria nei precedenti episodi costituiva una vera sfida per i più abili ed esperti, tanto da risultare praticamente impossibile per moltissimi giocatori. In Halo 3, invece, ha subito un tracollo dal punto di vista della complessità, tanto da stupirci nel vedere i nemici cadere così facilmente sotto i nostri colpi. Nella modalità cooperativa online alla morte del compagno di squadra questo viene automaticamente resuscitato a patto di non essere impegnati in combattimento: precedentemente si tornava al punto di controllo e toccava ripetere la sezione da capo fino al perfezionare la strategia. Portare a termine la Campagna in Leggendario, pertanto, è una "passeggiata" già accompagnati da un amico, figuriamoci per un totale di quattro giocatori. A prescindere dalla difficoltà bisogna però dare riconoscimento a Bungie per aver introdotto la cooperativa online, davvero coinvolgente e ben fatta. Inaspettata invece la modalità Cinema, capace di regalare diverse emozioni: ogni partita online e non, viene registrata sull'hard disk, successivamente è possibile salvare il replay e visionarlo da diverse inquadrature, scattare foto in alta risoluzione e condividere il tutto su Xbox Live. La funzione, una vera innovazione, pone nuovi metodi di allenamento grazie alla possibilità di vedere i propri errori o di carpire le strategie degli avversari. Veramente eccezionale.
Nulla da aggiungere riguardo la modalità multigiocatore, equilibrata, divertente e con un sistema di MatchMaking che fa veramente paura.
Dal punto di vista della longevità Bungie già in Halo 2 ci aveva abituato bene con aggiornamenti contenenti nuove modalità, mappe, piccole modifiche al gameplay volte a riequilibrare alcune situazioni: possiamo contare che lo stesso avverrà con Halo 3, candidandolo a uno dei titoli più duraturi di sempre. Nel complesso, quindi, l'ultima fatica Bungie si accaparra di diritto il titolo di capolavoro, un gioco che difficilmente nel tempo sarà dimenticato e che appassionerà i giocatori per molto tempo a venire: una piccola dimostrazione già l'abbiamo avuto nelle vendite record che hanno stracciato qualunque evento precedente, ma soprattutto dalle adesioni su Xbox Live, mai popolato quanto in questi giorni. Quindi buttatevi nella mischia, qualunque sia la vostra modalità preferita gli avversari avranno pane per i loro denti! |
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Scheda Tecnica
SVILUPPATORE
Bungie Software
PUBLISHER Microsoft
GENERE Fps
GIOCATORI 1 - 16
ONLINE SI
CONSOLE XB360
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Pagella
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Grafica:
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92 |
Ottime texture e ambienti dettagliati |
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Sonoro:
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98 |
Pauroso, inimitabile... |
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Giocabilità:
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96 |
Sfiora la perfezione |
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Longevità:
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98 |
Solo la morte vi separerà da Lui |
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GLOBALE:
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96 |
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Pro:
- + Giocabilità quasi perfetta
- + Sistema di gioco online gestito ottimamente
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Contro:
- - Difficoltà in single mal bilanciata
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