ICO & Shadow of the Colossus Classics HD
I capolavori di Fumito Ueda finalmente in HD!
Due perle, un disco
Nell'attesa del tanto desiderato terzo titolo firmato da Ueda, ossia The Last Guardian, giocare nuovamente, o per la prima volta, le opere che lo hanno consacrato nell'Olimpo dei videogiochi, è sicuramente una buona idea. Così come è stata un'ottima cosa lasciare il compito di questo porting nelle sapienti mani di Bluepoint Games, esperti di conversioni per la scatola nera Sony. Una volta avviato il disco dalla XMB, viene presentata una semplice quanto efficace schermata di selezione dei due titoli, accompagnata dall'ottima colonna sonora già apprezzata all'epoca negli originali. Inutile dire che il primo impatto è sicuramente buono e quasi commovente, specialmente sapendo le meraviglie che si presenteranno davanti ai nostri occhi, qualsiasi sia la scelta fatta.
Salvando Yorda, 10 anni dopo...
E' passato ormai un decennio da quando uscì ICO, il primo titolo del celebre Fumito Ueda, rimasto di nicchia per molto tempo. Ricordo la splendida e poi quasi introvabile confezione in cartone contenente il DVD del gioco e le cartoline raffiguranti il protagonista e la donna da lui aiutata. Il gioco stupì tutti ai tempi per la sua semplicità, per il suo feeling da titolo d'altri tempi, anche se venne criticato per la sua breve durata. Veniva narrata la storia di un ragazzino con le corna, chiamato come il titolo, imprigionato e fuggito di fortuna, il quale incontra una ragazza eterea, Yorda, braccata perennemente da ombre che la vogliono catturare. Tra i due si forma subito un legame indissolubile, che porterà il protagonista, equipaggiato con armi bianche, a fronteggiare orde di ombre demoniache e pronto a tutto pur di difendere la fragile Yorda e scappare con lei dalle mura del castello nel quale sono imprigionati. Il titolo d'Avventura in questione era già molto dettagliato all'epoca, l'alta definizione non fa che risaltare il lavoro che ai tempi mostrava al giocatore scorci mozzafiato, ora ancora più belli da vedere. Non che tutte le texture siano perfette, ma sarebbe stata ancor più da apprezzare un'ulteriore ottimizzazione per garantire un framerate più efficace. Il titolo, infatti, si limita a girare “solamente” a 30 fotogrammi al secondo stabili... Viste le potenzialità della Console Sony, sarebbero stati graditi i fatidici 60 Frame per secondo. Per il resto, nulla da aggiungere, il titolo era un capolavoro dieci anni fa e lo è tuttora.
Colossi in alta definizione
Il secondo titolo avviabile dal disco è la conversione dell'altrettanto meraviglioso Shadow of The Colossus, il prodotto che ha consacrato definivamente Ueda, rendendolo ancora più apprezzato nell'ambiente dei game designer giapponesi e non. Per questo capolavoro, Sony fece davvero le cose in grande, tanto che è possibile considerare lo stesso al pari di un kolossal cinematografico, sia per l'aria che si respirava giocandoci, sia per le musiche che accompagnavano le cavalcate a bordo di Agro o le scalate sugli immensi colossi. Il protagonista Wander, a seguito della morte della propria amata, scopre che, in un tempio immerso nel mezzo di una valle desolata, esiste una divinità in grado di riportarla in vita. Tale Dormin, in cambio della resurrezione dell'amata, chiede a Wander di eliminare sedici immensi colossi nascosti nella valle attorno al tempio. Come già accennato, il fulcro del gioco, nonché ciò che lo ha reso un capolavoro senza tempo, erano e sono anche ora le epiche scalate sui colossi, anticipate da Uno studio dell'ambiente, dei punti per salire sui nemici e affondare la lama nella loro carne. Senza dimenticare le già citate cavalcate a bordo del fido Agro, che rimane il cavallo digitale meglio realizzato di sempre. L'unico difetto che aveva il titolo all'epoca era la sua scarsa fluidità: il gioco, infatti, spingeva la Ps2 oltre i propri limiti tecnici, facendo spesso calare rovinosamente il proprio framerate, non tanto (per fortuna) da renderlo ingiocabile, ma era spesso fastidioso trovarsi di fronte a tali rallentamenti nei momenti più concitati. La conversione è ben fatta, sempre segnalando, mio malgrado, l'assenza della perfezione dei 60 fotogrammi al secondo. Per il resto, il titolo sembra essere più a suo agio sulla Ps3 che non sulla Console di origine, proprio per l'aspetto tecnico che era davvero estremamente all'avanguardia per l'epoca. I paesaggi sono immensi e meravigliosi, Wander e Agro sanno ancora emozionare, i colossi e la loro peluria da scalare lasciano ancora a bocca aperta dopo tutto questo tempo, non è poco!
Due opere d'arte ben restaurate? Rispondendo subito, è possibile dire senza alcun dubbio che il lavoro di conversione risulta davvero ben fatto, rendendo i capolavori del maestro Ueda ancora più belli da vedere e giocare.
Consigliato a tutti senza distinzioni, sia se li si è giocati all'epoca, sia se è la prima volta che ci si Avventura in questi mondi virtuali.
Definirli “videogiochi” è davvero riduttivo, sono davvero delle opere d'arte digitali senza tempo, un qualcosa che va provato, prima o poi. Da avere.
Info
Bluepoint Games
EDITORE:Sony Computer Entertainment
GENERE:Avventura
SOTTOGENERE:Avventura
CONSOLE:Play Station 3
GIOCATORI:Singleplayer
SITO UFFICIALE:Voti
| Grafica: | 90 |
Artisticamente meravigliosi ma assenza dei 60 fps |
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| Sonoro: | 95 |
Musiche incredibili e silenzi sempre al momento giusto |
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| Giocabilità : | 85 |
Divertenti ma sistema di controllo non al passo coi tempi |
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| Longevità : | 85 |
ICO è breve, SOTC è senza dubbio molto più longevo |
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| GLOBALE: | 90 |
Altra conversione da avere nella propria collezione |
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| Pro: | Contro: |
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