Il Signore degli Anelli: L’avventura di Aragorn
Re Aragorn ci racconta la sua storia!
By Andrea Pautasso , 18/12/2010
Tolkien e i sensori di movimento
Dopo diversi titoli videoludici dedicati al mondo dell’affascinante opera letteraria del professor Tolkien, i quali hanno narrato in tutte le forme e su tutte le console gli epici avvenimenti dell’epopea di Frodo e Sam verso la distruzione dell’Anello, ora tocca ad un rilassato quanto simpatico Re Aragorn ripercorrere gli avvenimenti che hanno portato l’errante cavaliere umano, al trono di un regno ormai dominato dalla pace e dalla giustizia. Il titolo, oltre a presentare un'interessante veste grafica che tende a rendere più accessibile il plot narrativo del Signore degli anelli, è giocabile nella sua interezza con i sensori di movimenti PlayStation Move e Wii Controller. Nel nostro caso ci siamo soffermati nella versione PlayStation 3 in nostro possesso.
Un brand che pesa come un macigno
Il titolo, come già sopra citato, è un enorme flashback delle peripezie di Aragorn, dove il giovane re ripercorrerà tutti gli avvenimenti salienti dell’intera triologia del Signore degli Anelli. L’impronta narrativa del titolo è interessante, dove il gioco si sforza di rendere godibile e fruibile anche ai non esperti della saga, un plot narrativo di enorme spessore e complessità. Il risultato purtroppo, nonostante a tratti la capacità di sintesi del gioco sia notevole, non è particolarmente riuscito. Gli eventi si accavallano in modo troppo ravvicinato ed è evidente che nella foga di voler narrare un plot narrativo praticamente sterminato, il titolo banalizza eccessivamente alcuni avvenimenti chiave dell’opera. Ciò nonostante se presa come opera a se stente il titolo risulta essere piuttosto valido, in particolar modo per quello che riguarda la giocabilità. Non capita tutti i giorni di poter mettere le mani si un titolo “hardcore”, legato alle recenti tecnologie di movimento.
L’avventura di Aragorn riesce, nonostante qualche imprecisione a livello di lettura dei movimenti, a creare un'esperienza di gioco nuova ma soprattutto appagante. Nota di pregio del gioco è senza dubbio la possibilità di giocare tutta l’avventura in modalità cooperativa in cui il secondo giocatore chiamato in causa, potrà vestire i panni di Gandalf, il celebre mago consigliere di Aragorn. La presenza di Galdalf durante tutta la durata dell’avventura ha provocato un certo variare piuttosto vistoso degli avvenimenti di gioco narrati nell’opera originale, questo aspetto non va altro che a rafforzare la tesi che questo titolo, nonostante sia dotato di potenzialità piuttosto interessanti, soffre eccessivamente il plot narrativo del nome che porta.
Tecnicamente valido, dopotutto
Dal punto di vista tecnico il gioco è valido, soprattutto per quel che concerne l’aspetto grafico. Le fattezze deformed dei personaggi sono senza dubbio un aspetto inedito del gioco, e contribuisce non poco a mascherare con furbizia parecchie approssimazioni tecniche che il titolo porta in dote. Particolar citazione deve essere fatta ai modelli poligonali che in più di un occasione sono parsi eccessivamente legnosi, nonostante la veste grafica di gioco riesca in qualche modo a mascherare questo difetto. Il comparto sonoro si attesta su livelli piuttosto buoni, anche se il doppiaggio di alcuni personaggi, tra i quali anche protagonisti di primo piano all’interno della trama, risulta essere poco ispirato e non all’altezza del resto del team di doppiaggio del gioco.
14 ore per raccontare l’impossibile
La longevità del gioco si attesta intorno alle 14 ore di gioco, una quantitativo di ore senza dubbio soddisfacente, che però risulta essere piuttosto esiguo se si pensa che in poco più che una dozzina di ore si cerca di raccontare in modo esaustivo, non riuscendoci, un'epopea di avvenimenti narrata in più di un migliaio di pagine dell’opera originale. Neanche a dirlo, il peso del brand che il prodotto porta come titolo, risulta essere a dir poco soffocante per il gioco, nonostante le buone proposte di contenuti ludici che esso sa regalare.
Titolo dalle caratteristiche inedite
In definiva risulta essere inequivocabile che se L’Avventura di Aragorn non si fosse chiamato “Il Signore degli Anelli” avrebbe senza dubbio preso almeno 10 punti in più in sede di recensione.
Purtroppo alle volte il nome conta davvero troppo per non essere preso in considerazione, soprattutto alla luce del plot narrativo che si vuole narrare in poco più di una dozzina abbondante di ore di gioco. Il titolo si rivela essere un buon ibrido tra un gioco hardcore ed un gioco più improntato ai sensori di movimento, regalando un'esperienza ludica che finora non si era vista se non in quel Zelda: Twilight Princess, uscito qualche anno fa su Nintendo Wii. L’acquisto è consigliato a tutti i possessori della console Nintendo e di quella Sony, a patto che si possieda il nuovo sistema di controllo Move ma soprattutto, cercando di dimenticarsi per 14 ore, che stiamo giocando ad un titolo che narra le gesta del mondo del Signore degli Anelli.
Pagina ufficiale: Il Signore degli Anelli: L’avventura di Aragorn
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Info
SVILUPPATORE:
Headstrong Games
EDITORE:Warner Bros. Interactive Entertainment
GENERE:Azione
SOTTOGENERE:Avventura
CONSOLE:Play Station 3
GIOCATORI:Singleplayer
SITO UFFICIALE:Voti
| Grafica: | 77 |
| Grafica deformed apprezzabile | |
| Sonoro: | 71 |
| Doppiaggio apprezzabile… Ma non nella sua interezza | |
| Giocabilità: | 73 |
| Hardcore in movimento | |
| Longevità: | 62 |
| Un brand che pesa troppo nell'identità del gioco | |
| GLOBALE: | 71 |
| “Re Aragorn raccontaci una storia!” | |
| Pro: | Contro: |
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