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Recensione di
Jack Keane
per Pc

Un nuovo eroe per le vecchie avventure grafiche
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Ritorno allo stile dei classici
Chi ha avuto il piacere di giocare a titoli della Lucas Arts come Monkey Island ai tempi della loro pubblicazione, anni e anni fa, guarda oggi con un po' di malinconia il destino delle avventure grafiche, che non hanno mai smesso di marcare presenza sul mercato ma che col passare del tempo sono diventate perlopiù un prodotto di nicchia. Create da piccoli sviluppatori indipendenti, si sono sempre più focalizzate su contenuti letterari o cupe atmosfere da thriller, destinate agli appassionati del genere più irriducibili.
Le avventure grafiche dallo stile più cartoonesco e umoristico vicino a quello dei più famosi titoli del passato hanno invece corso il rischio di degenerare in giochi infantili senza tanto spessore, ignorati anche dai bambini, che già preferiscono allenare la loro mira con l'ultimo GTA; fortunatamente però c'è ancora chi tiene alta la qualità anche di questo tipo di videogiochi e tra gli altri si sono fatti notare negli ultimi anni gli sviluppatori della Deck 13, che con la serie di Ankh, ambientata in un Egitto da cartone animato, hanno saputo rimettere in scena lo spirito dei vecchi classici con abbastanza buon gusto da rincuorare i nostalgici dei tempi d'oro del genere.
Confortati dal successo ottenuto dalle peripezie del simpatico egiziano, gli stessi ideatori ora ci presentano Jack Keane, il tipico avventuriero dalla faccia da schiaffi, un po' cialtrone ma che non vede l'ora di buttarsi nell'azione. Con il suo fedele coltello multiuso, la sua nave scalcinata e il suo equipaggio composto da due marinai sempre pronti all'ammutinamento, l'intrepido protagonista si ritrova suo malgrado a dover sventare i piani di un cattivo che vuole attentare all'Impero Britannico del diciannovesimo secolo. Siete pronti a salpare?
Salviamo l'ora del tè
Una formula che funziona non si cambia: è impossibile non notare la continuità tra Ankh e Jack Keane, anzi qualcuno potrebbe lamentarsi che l'unico cambiamento evidente è nell'ambientazione. In verità, gli elementi di base che ritroviamo in questi titoli sono quelli canonici delle vecchie avventure grafiche e ne costituiscono proprio il carattere distintivo; quindi chi ha già provato i precedenti titoli saprà più o meno cosa aspettarsi, nel bene e nel male, anche in questo nuovo prodotto, tutti gli altri lo scopriranno se vorranno continuare a leggere questa recensione.
Partiamo dalla trama, che in questo genere più che in altri è fondamentale. L'ingresso in scena del protagonista all'inizio della storia è da antologia: Jack Keane è legato ad una sedia e deve liberarsi prima che i due loschi figuri che lo hanno catturato lo concino per le feste, una situazione che inquadra subito il personaggio e ci butta fin dall'inizio in mezzo all'azione. Parlare di azione in un tipico gioco "punta e clicca" può sembrare inappropriato, ma in questo titolo non mancano i momenti da vera avventura rocambolesca, che sopperiscono alla staticità del gameplay con la scrittura vivace e piena di ironia. Per dare un'idea del livello demenziale della trama basta dire che la macchinazione del cattivo per mettere in crisi l'Impero Britannico prevede di distruggere le piantagioni di tè con un bombardamento di piante carnivore, per impedire il famoso rituale pomeridiano delle cinque. L'umorismo è comunque molto leggero, efficace quando ad esempio riesce a sdrammatizzare anche un paio di spassosi momenti osé, ma che cede spesso ad una semplicità piuttosto infantile, che ogni tanto potrebbe far venire a chi ha più di dieci anni il dubbio imbarazzante di essersi messo alla prova con un gioco destinato ai bambini. Ma anche se così fosse, il racconto sa essere così incalzante e divertente che difficilmente si preferisce mollarlo per spostarsi su intrattenimenti più "seri".
Il filo principale della storia, che ci tiene alle calcagna del malvagio dottor T. in un susseguirsi di diverse location esotiche, si mescola con storie secondarie, come un matrimonio tra due abitanti di un villaggio da portare a buon fine, la ricerca del passato dimenticato di Jack e, immancabile, una storia d'amore tra il protagonista ed Amanda, una bella e pericolosa avventuriera, della quale prenderemo il controllo durante alcune sessioni di gioco. La riuscita di queste diverse storie è legata anche alla caratterizzazione dei vari personaggi di contorno, il cui aspetto e le cui espressioni caricaturali (e la fisionomia del protagonista mostra una certa somiglianza con la versione in 3D di un altro avventuriero, Pitfall) fanno subito simpatia; a dare un buon contributo, più che le animazioni alquanto limitate, sono le voci, riconoscibili nel doppiaggio italiano per essere già famose nel panorama dei videogiochi e dei cartoni animati. Unica nota stonata, la voce di Jack in qualche battuta ha un tono eccessivamente carico, quasi fuori contesto, che lascia perplessi.
Grafica retrò o antiquata?
La grafica utilizza lo stesso motore di Ankh, riconoscibile per le forme arrotondate e i colori molto accesi. L'ambiente di gioco, ben curato e dettagliato, è tutto in 3D, neanche negli esterni più ampi lo sfondo è un'immagine fissa renderizzata e l'uso degli effetti HDR e di profondità di campo creano un bel colpo d'occhio in alcune scene, a costo però di qualche requisito hardware in più di quanto potrebbe far pensare la semplicità della veste grafica che si coglie a prima vista. La qualità complessiva presenta comunque alti e bassi, in cui l'uso di uno stile che si potrebbe definire retrò tende a scivolare nell'antiquato vero e proprio, ad esempio se si nota la scarsa risoluzione delle texture, che risalta come un pugno nell'occhio nelle inquadrature più ravvicinate delle cut-scene.
L'inquadratura dello scenario cambia automaticamente a seconda degli spostamenti del personaggio, la rotazione della visuale non è controllata dal giocatore; in genere il cambio di scena riesce a dare sempre una prospettiva utile per visionare l'ambiente, anche se non avere una visuale che segue il personaggio crea qualche impaccio quando si cerca di muoverlo cliccando col puntatore del mouse negli angoli più esterni del campo visivo.
Per chi non ha mai risolto enigmi in equilibrio sull'ala di un aereo
Il gameplay è "punta e clicca" che più integralista non si può. Si clicca sullo scenario per far muovere il personaggio, si clicca sui personaggi per interagire con loro, si clicca sugli oggetti per raccoglierli o usarli; gli oggetti collezionati nell'inventario vengono allineati nella parte superiore dello schermo, sempre visibili e pronti all'uso. Praticamente tutti gli enigmi si risolvono combinando gli oggetti tra loro o con elementi e personaggi presenti nell'ambientazione, e sono costruiti secondo una logica abbastanza accessibile, che anche nelle situazioni più fantasiose non diventa mai astrusa e lascia scorrere il racconto senza intoppi. Il livello di difficoltà del gioco è abbastanza basso non solo per la scarsa complessità in se stessa degli enigmi, ma perché dopo aver trovato tutti gli attrezzi necessari esplorando attentamente il luogo e parlando con tutti i personaggi, con i tipici dialoghi a più opzioni in cui trovare la giusta sequenza di risposte, si può semplicemente cercare la soluzione anche andando a tentativi, senza mettere in gioco tanti neuroni.
L'aspetto del gameplay che lascia più soddisfatti è la varietà di situazioni che viene proposta dietro il meccanismo ripetitivo: oltre al cambio di personaggio in alcune parti della storia, che mette a nostra disposizione un diverso tipo di azione con l'uso del fucile di Amanda, ci sono prove che ci impegneranno anche durante sequenze d'azione, come un inseguimento a bordo di un poco rassicurante piccolo aeroplano, e alcuni enigmi potranno essere risolti con approcci diversi, scegliendo di portarsi dietro alcuni oggetti piuttosto che altri. Inoltre, alcune attività che ci verranno proposte non serviranno a far progredire la storia, ma a sbloccare dei bonus, tra cui la possibilità di cambiare i colori della grafica in tonalità seppia, quasi a voler sottolineare ancora lo stile retrò che caratterizza il gioco.
In definitiva, Jack Keane è un gradito ritorno alle avventure grafiche dal racconto più umoristico ed, è proprio il caso di dirlo, avventuroso. Le caratteristiche nello stile grafico, nella scrittura delle situazioni o nella semplicità di base della maggioranza degli enigmi lo rendono un titolo che sembra pendere più verso un pubblico infantile, ma in realtà è del tutto godibile anche per giocatori più adulti che vogliono ritrovare un po' del sapore dei classici del genere o semplicemente rilassarsi con un videogioco coinvolgente ma per niente stressante. |
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Scheda Tecnica
SVILUPPATORE
Deck 13 Interactive
PUBLISHER Fx Interactive
SITO UFFICIALE www.jackkeane.de/ind...
GENERE Avventura
GIOCATORI 1
ONLINE NO
CONSOLE Pc
CARATTERISTICHE CPU 2 Ghz, RAM 512 MB, Scheda Video 128 MB DirectX 9, Hard Disk 1.5 GB
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Pagella
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Grafica:
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72 |
Colorata e piacevole |
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Sonoro:
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82 |
Il doppiaggio sorregge bene la caratterizzazione dei personaggi |
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Giocabilità:
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80 |
Enigmi poco complessi, ma con buona varietà di situazioni |
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Longevità:
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77 |
Diverse ore di godibile racconto |
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GLOBALE:
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78 |
Un'avventura grafica divertente e per tutte le età |
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Pro:
- + Divertente
- + Ottima varietà di enigmi
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Contro:
- - Stile grafico arretrato sotto alcuni aspetti
- - Scarso fattore rigiocabilità
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