GameWidget

trucchi videogiochi
Recensione di
Killzone 2
per PlayStation3

Il nuovo re degli FPS  
Quattro anni fa…

Quattro anni non sono pochi e, di solito, una grande produzione in ambito videoludico si ferma ai canonici 3 anni di sviluppo (salvo alcune eccezioni, influenzate perlopiù da ritardi e via dicendo). E tanti ne sono passati da quel famoso video proiettato all’E3 2005 in cui Guerrilla Games mostrava un video del seguito del primo, e ottimo, Killzone, seguito su cui il team di sviluppo aveva appena cominciato a lavorare. Molti gridarono al miracolo, inneggiando alla divina provvidenza o a scudetti calcistici di sacra provenienza, ma furono presto messi all’angolo dalla rivelazione: era un filmato in computer grafica, per stessa ammissione degli sviluppatori. Tanti addetti del settore (e tanti fan di altre console) fecero partire la ridda, inneggiando al “ridicolo” e insinuando il dubbio (lecito, visto l’esiguo parco titoli della software house) che gli sviluppatori olandesi non sarebbero mai riusciti nell’impresa e che non avrebbero mai potuto raggiungere un simile livello in ambito grafico. Era impensabile allora e lo è ancora oggi. Per gli altri.

Il destino di Guerrilla

E’ doveroso accennare brevemente la storia di questa software house, sconosciuta ai più, che è nata solamente nel 2000 e che allora faceva parte del gruppo olandese Lost Boys. Dopo tre anni, a causa di una serie di vicissitudini, è ufficialmente nato il team indipendente Guerrilla Games che, dopo aver sfornato il primo Killzone e Shellshock: Nam '67 (ottenendo risultati mediocri, soprattutto nel secondo caso) ha siglato nel 2005 un accordo di esclusiva che vincolava, di fatto, le future produzioni al brand Sony. Evidentemente lungimirante o forse conscia del valore di questa software house, Sony acquistò ufficialmente Guerrilla Games, dopo soli due titoli sviluppati, rendendolo uno dei team interni più importanti della divisione europea di SCE. Il motivo, probabilmente è proprio Killzone 2, che ci accingiamo a descrivervi in questa recensione. Un titolo che non solo è riuscito a raggiungere i livelli di quel famoso trailer: probabilmente li ha anche superati.

La storia continua…

Killzone 2 è una delle produzioni recenti più ambiziose, che conta già record in ambito prevendite e che è circondato da una hype enorme, come non si vedeva da anni probabilmente, a causa della curiosità della gente, che ancora oggi si domanda se è o se sarà un capolavoro. Dando per scontato il fatto che non vi riveleremo subito l’esito finale è lecito cominciare parlando della storia, che ci riporta esattamente al termine del primo gioco in un mondo di fantascienza, in cui gli uomini hanno colonizzato il pianeta Helghan. Tuttavia l’atmosfera di questo pianeta si rivelò ben presto inospitale, mutando di fatto gli abitanti che lo occupavano, suscitando in loro grande rabbia e desiderio di vendetta nei confronti dell’umanità, fomentati da Scolar Visari, leader della fazione di combattenti Helghast, soldati potenziati assetati di violenza. Omettendo gli svolgimenti del primo capitolo, poiché ci sembra giusto non rivelarne i contenuti per non “rovinare” l’esperienza di gioco a chi ancora non ha rimediato, la storia di Killzone 2 si colloca esattamente dopo questi fatti e vede una netta inversione dei ruoli: stavolta toccherà a noi, che impersoniamo l’impavido sergente Tomas Sevchenko alla guida di un gruppo di elite composto da quattro uomini, assaltare il pianeta Helghan per rovesciare il regime politico di Visari e scongiurare la minaccia di un olocausto indissolubilmente legato, e minacciato, da una arma di distruzione di massa posseduta dall’esercito Helghast. Un popolo chiaramente plagiato dall’abile Visari che ne tiene le redini con discorsi di appartenenza e di superiorità della razza. In questo capitolo appare ancor più evidente che nel primo Killzone: gli Helghast, il nemico, richiamano inequivocabilmente il Terzo Reich di Adolf Hitler, un forte timbro rievocato da toni cupi e da un alone di malvagità che permeano ogni azione, spietata, degli eserciti e del suo leader. Una guerra violenta come poche altre volte ci è capitato di vedere e, pertanto, emozionante. Un conflitto crudo e devastante, che ricorda molto, per violenza ed emozioni, l’inzio di un film diretto da Steven Spielberg, quel Salvate il Soldato Ryan che tanto ha impressionato con quelle sequenze iniziali e che viene riproposto ininterrottamente grazie all’azione frenetica (a dir poco) che ci accompagna dall’inizio alla fine del gioco.

Un trailer annientato

Killzone 2 è tecnicamente mostruoso, detto francamente, e spreme letteralmente come un limone l'hardware di PlayStation 3. Mai un FPS si è spinto tanto in avanti in quanto a realizzazione tecnica e, probabilmente, in giro è impossibile trovare un titolo, anche di altro genere, con un simile impatto visivo. Animazioni perfette, una quantità di poligoni a schermo molto sopra la media, un HDR curatissimo e textures quasi sempre impeccabili. Ecco, forse cercando l’impossibile, è proprio questo il difetto di Killzone 2, che presenta pochissime textures un filo sotto la media delle altre, in ogni caso in linea con i tanti altri, recentissimi, prodotti di fascia alta. Ma è veramente come cercare il pelo nell’uovo. Molte delle emozioni che il gioco suscita nel giocatore sono legate al level design, sapientemente gestito, che propone nemici dall’aspetto a dir poco minaccioso sparsi in livelli curatissimi sin nei dettagli apparentemente più insignificanti, contribuendo sensibilmente nell’aspetto complessivo dei vari livelli di gioco, coadiuvato da una palette dei colori molto cupa che influenza molto le emozioni del videogiocatore, costantemente oberato da un senso di oppressione psicologica e, nel gioco ovviamente, anche fisica.

Ancorato al passato, ma che novità!

Il titolo sviluppato da Guerrilla Games non presenta una struttura rivoluzionaria in ambito gameplay, riprendendo a piene mani quanto visto nel precedente capitolo ed in altri titoli del medesimo genere, mantenendo di fatto una impostazione abbastanza classica. Tuttavia sono presenti diverse novità, a cominciare dalla tanto attesa introduzione del sistema delle coperture, già vista in altri videogames, che si dimostra indispensabile nelle fasi di gioco, tant’è il piombo che ci volerà sopra la testa. Proprio in queste fasi in-game è possibile saggiare la qualità del gioco, con location ricche di nemici a dir poco agguerriti che ci braccheranno ininterrottamente, mantenendo sempre altissimo il livello di tensione nelle fasi di gioco. Fortunatamente, per contrastare le eccellenti IA nemiche (che sono di alta qualità soprattutto a livelli di difficoltà medio/elevati), Guerrilla Games ha ben pensato di fornirci tre compagni di avventura tutt’altro che scemi, in grado di offrirci copertura e di aiutarci concretamente nei conflitti a fuoco con gli Helghast, nemici che si faranno peraltro particolarmente agguerriti quando saremo chiamati a soccorrere un nostro compagno ferito sul campo. Tutta questa frenesia d’azione, questa tensione onnipresente ed imperitura, sono il fulcro di Killzone 2 e sono a conti fatti l’arma a doppio taglio per i videogiocatori, che spesso si troveranno in situazioni che richiedono un approccio tattico. Ma è risaputo, l’impazienza in un FPS tattico non porta da nessuna parte. Problemi ulteriormente accentuati dalla seconda novità in ambito gameplay introdotta da Guerrilla: il sensore di movimento del SixAxis. Sfruttato poco e niente da altri sviluppatori, è invece un piccolo fiore all’occhiello di Killzone 2, che lo usa con moderazione ma lo fa dannatamente bene. Innescare esplosivi e quant’altro è quanto ci si poteva aspettare, detto fatto, sono tra le funzioni del sensore di movimento, ma quella senz’altro più interessante è l’implementazione nella modalità cecchino, laddove la mano ferma e il sangue freddo del giocatore saranno indispensabili per colpire il nemico.

Eterno? Forse si…

In molti sono rimasti stregati dalla beta del comparto online di Killzone 2, rilasciata non molto tempo fa, ebbene saranno contenti nell’appurare che tutte le caratteristiche vincenti sono state mantenute, con le doverose migliorie del caso: un online fino a 32 giocatori è già di per sé piuttosto appagante, con una grafica niente male ed un gamemplay ancor più frenetico della modalità single player. Guerrilla ha ben pensato di eliminare il sistema delle coperture dal comparto multiplayer, in favore di un classico sistema FPS online strutturato in maniera molto classica, con ben otto mappe, riprese a livello di design da diversi quadri di gioco (ma con strutture completamente diverse) che possono godere appieno di cinque modalità classiche ed impedibili: Capture the Flag, Deathmatch, Team Deathmatch, Search and Destroy ed infine la modalità Assassinio. Nonostante lo stampo classico della modalità online, Guerrilla ha introdotto una gradita novità che dona una inaspettata fonte aggiuntiva di longevità alla campagna multiplayer, con un sistema di classi che permettono la combinazione di due abilità, garantendo ad ognuno il miglior compromesso possibile in base all’approccio nel gioco online. Arrivare al grado di Generale (2800 punti per arrivarci, un punto per ogni kill) sarà arduo. Peraltro, interessante novità (che potrebbe invogliare i meno esperti delle partite online) è la possibilità di usufruire della modalità multiplayer anche in locale affrontando i bot della CPU, garantendo così delle utili sessioni di allenamento (visto il buon livello delle IA). Magistrale la gestione delle partite online, con la possibilità di configurare partite, anche con matchmaking, di gestire mini-squadre composte da 5 persone (con un canale voce dedicato) e la possibilità di creare direttamente online un clan e di organizzare sfide e tornei. Anche il comparto sonoro merita una menzione, con ottime musiche ed effetti veramente ben realizzati. Il supporto al Dolby 7.1, riservato forse a pochi eletti, è comunque un quid aggiuntivo che renderà felici i fan che potranno sfruttarlo appieno. Il doppiaggio ed i testi sono integralmente in italiano, discretamente realizzati e, complessivamente, più che sufficienti (sebbene alcuni doppiatori non siano propriamente ineccepibili).

In conclusione

Killzone 2 è uno dei titoli più attesi di questa stagione videoludica e, per mesi (se non addirittura per anni) ha promesso faville. Ebbene Guerrilla Games ha tirato fuori dal cilindro il suo capolavoro, sfornando un FPS in esclusiva assoluta per PlayStation 3 magistralmente realizzato in ambito grafico, con un gameplay di stampo classico ed una modalità online ricca e longeva. Le uniche pecche sono ascrivibili ad una longevità della modalità in single player non elevatissima (10/12 ore con livello di difficoltà medio/alto) a tre quattro textures meno definite delle altre e ad un doppiaggio che sporadicamente non convince. Per il resto è quel che ci si aspettava: probabilmente uno dei migliori, se non il migliore, FPS per console, con azione emozionante e frenetica ed una storia coinvolgente. Soprattutto è la prova tangibile che Guerrilla Games ha annichilito quel famoso trailer e che il nuovo standard del genere ha probabilmente cambiato bandiera.

Scheda Tecnica
SVILUPPATORE
Guerrilla Games
PUBLISHER
Leader
SITO UFFICIALE
www.guerrilla-games....
GENERE
Fps
GIOCATORI
N/A
ONLINE
SI
CONSOLE
Ps3
Pagella
Grafica: 96
Graficamente mostruoso
Sonoro: 89
Ottimi effetti
Giocabilità: 94
Appagante fin da subito
Longevità: 92
Multiplayer infinito
GLOBALE: 94


Pro:
  1. + Grafica maniacalmente curata
  2. + Online fino a 32 giocatori
  3. + Gameplay ineccepibile

Contro:
  1. - Alcune textures sottotono rispetto al resto
  2. - Single Player un pò breve




Uncharted 3



NBA 2K12



Battlefield 3



Metal Gear Solid HD Collection



Dark Souls


Distribuzione | Pubblicità | Giochi: The Legend Of Zelda: Skyward Sword - Alan Wake 2 Game | Sitemap | Contatti
GAMEPLAYER © Copyright 2006-2010. Tutti i diritti riservati