Kingdom Hearts Re: Coded
Di nuovo tutti alla corte di Re Topolino
By Alessandro Di Pietro, 24/01/2011
Final FanDisney
Quando la cara e vecchia Squaresoft (Oggi Square-Enix) decise di annunciare per PS2 Kingdom Hearts, probabilmente più di un giocatore si trovò a storcere il naso davanti a questo strano mix che frullava insieme caratteristici personaggi e ambientazioni Square con quelli Disney. Dalla sua fatidica data di uscita nel 2002 ad oggi, si può dire che la scommessa è stata ampiamente ripagata con tantissimi fans che non vedono l'ora di mettere da parte gli spin-off e gioire dell'annuncio del terzo capitolo ufficiale della saga. Annuncio che però sembra volersi far desiderare più del previsto. In tutto questo arco di tempo Kingdom Hearts non ha disdegnato di bussare e chiedere asilo alle più diffuse, in termini di base installata, console portatili “regalandoci” un episodio per GameBoy Advance (Kingdom Heats: Chain of Memories: per la verità uscito successivamente anche in una riedizione per PS2), un episodio per PSP (Kingdom Hearts: Birth by Sleep) e ben due per l'attuale piccolina di casa Nintendo (Kingdom Hearts: 358/2 e il qui recensito Kingdom Hearts Re: Coded). Per non farsi mancare nulla, la serie non ha rifiutato neanche di comparire sui dispositivi cellulari con il nome Kingdom Hearts: Coded nascendo sotto forma di vari episodi via via scaricabili una volta comprata la versione base da installare. Kingdom Hearts Re:Coded nasce proprio come trasposizione del suddetto gioco che, confinato nel solo Giappone, con la sua versione DS guadagna un netto miglioramento grafico e quella diffusione in ambito mondiale che spetta di diritto ad un prodotto con un nome così importante. La storia del gioco si pone come un ideale prosieguo, almeno a livello cronologico, dietro a Kingdom Heats 2 prendendo le basi da ciò che è successo dopo...
C'era una volta....
Un giorno, che poteva sembrare come tanti altri, il Grillo Parlante sfogliano il suo fido diario chiamato il Grillario in cui venivano annotate tutte le gesta compiute da Sora, nota scorrendo le pagine inspiegabilmente vuote, un'annotazione non inserita da lui: come è potuto succedere ciò? Chi mai ha potuto metterci mano, visto che il diario è sempre rimasto solo in suo possesso? Per far luce su tale misfatto Re Topolino, aiutato da Cip e Ciop, decide di attivare il mega computer del palazzo reale e riversare il contenuto del diario. Lo scenario che si presenta davanti ai loro occhi non è affatto piacevole: i mondi visitati dal giovane eroe Sora sono in pericolo a causa di bug che ne stanno minando l'integrità. L'unica cosa da fare è ricorrere nuovamente all'aiuto dell'intraprendente protagonista e mandarlo attraverso i mondi digitali del Grillario ad eliminare tutti i blocchi/bug prima che sia troppo tardi per ristabilire il naturale ordine delle cose. Nel suo peregrinare ci troveremo nuovamente immersi nei colorati mondi già apprezzati nei primi due capitoli maggiori della saga in cui, a far da comprimari, saranno naturalmente i personaggi Disneyani insieme ad altri più spiccatamente di cultura Square. Non di meno dovrà accompagnarci la voglia di far fuori tanti Heartless con la nostra insostituibile Keyblade. Le battaglie sono tutte orientate all'azione con un alto numero di nemici che faranno di tutto per fermarci durante il nostro viaggio. Per la durata complessiva di più di 20 ore circa, Kingdom Hearts Re:Coded non si limiterà però solo a fare bene il suo lavoro ma cercherà, più di una volta, di spiazzarci con scelte stilistiche che non avremmo mai pensato probabilmente di affrontare.
Tutti i mondi (digitali) di Sora
Il gioco prende il via dall'Isola del Destino e ha il grande pregio di partire come il più classico dei Kingdom Hearts: per una buona parte dell'avventura ci farà muovere in ambienti 3D alla ricerca dei bug da distruggere, spingendoci inoltre alla ricerca di porte dimensionali nascoste che conducono ad affrontare bug e missioni più coriacee: fortunatamente attraverso dei chip acquisibili sia distruggendo i nemici che acquistandoli, è possibile potenziare le possibilità del giovane protagonista. La ricerca alla concatenazione migliore di chip e parti elettroniche sullo status di Sora, diventerà ben presto una prerogativa importante per poter sopravvivere ad un livello di sfida che non abbassa mai la guardia portando ad inaspettati Game Over. Ma è proprio nel momento in cui si crede di essere ormai assuefatti alle meccaniche di gioco che in Kingdom Hearts Re: Coded tutto cambia. Come nei meandri di un vero virus informatico che ben sa di doverci fermare per poter continuare a vivere, il mondo di gioco si trasforma diventando a volte bidimensionale per poi magari mutare di nuovo in uno Shoot'Em Up per condurci dinanzi al prossimo Boss di fine livello che non mancherà di impegnare il nostro senso di strategia. Oppure nel mondo di Hercules, mentre continueremo ad esplorare liberamente, nel momento dell'attacco nemico ecco che la gestione del combattimento non è più in tempo reale ma a turni come nei più classici giochi di ruolo. Inutile dire che tutte queste varianti riescono ad amalgamarsi in modo piacevole all'esperienza di gioco, arricchendola ma mai snaturandola. Graficamente Kingdom Hearts Re: Coded sfrutta a dovere le possibilità offerte dal Nintendo DS , anche di più del mezzo passo falso fatto con Kingdom Hearts 358/2, mostrando scenari dettagliati; nulla da eccepire anche sui filmati di intermezzo e le animazioni che riescono a risultare di buona fattura strappando a volte qualche sorriso, ma anche delineando bene i toni melanconici di un personaggio che cerca nei suoi ricordi la propria strada. Il sonoro di buon livello come da tradizione, recupera anche qualche traccia dagli episodi precedenti; il parlato rimane in inglese sottotitolato da una valida traduzione in italiano. Il Gameplay, vario ed articolato, va padroneggiato con estrema pazienza per riuscirne a carpire al meglio le dinamiche: importante in questo senso la volontà di sperimentare il più possibile nei menù di gestione presenti nel gioco che risultano la colonna portante da assimilare per il buon proseguimento dell'avventura. Il ritmo dell'azione è sempre sostenuto e sarà difficile non voler arrivare a vedere l'epilogo della vicenda. Proprio per questo il tempo, per chi desidera solo portare a termine la storia principale, non sarà lunghissimo mentre il discorso cambia se si avrà la costanza di ritornare sui propri passi per portare a compimento, nel modo più completo possibile, tutte le missioni secondarie dei mondi già visitati.
To be continued ?
Kingdom Hearts Re: Coded riesce a catturare soprattutto per il feeling che si viene a creare tra i protagonisti e il giocatore. La linea guida che muove la storia è comprensibile a tutti ma il giocatore alla sua primissima esperienza con il mondo di Kingdom Hearts, dovrà necessariamente fare i conti con alcuni commenti o fatti legati agli altri episodi della serie che rendono qualche passaggio un po' criptico. Chi invece fin dal primo episodio non si è perso nessun risvolto della trama e ormai la segue come se fosse un'appassionante telenovela, dovrebbe già essere in negozio ad accaparrarsi una copia del gioco... magari munito di Keyblade che lungo la strada non si sa mai.
Pagina ufficiale: Kingdom Hearts Re: Coded, Kingdom Hearts
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Info
SVILUPPATORE:
Square-Enix
EDITORE:Square-Enix
GENERE:Azione
SOTTOGENERE:Rpg
CONSOLE:Nintendo DS
GIOCATORI:Singleplayer
SITO UFFICIALE:Voti
| Grafica: | 85 |
| Ben curata e con animazioni fluide | |
| Sonoro: | 80 |
| Musiche gradevoli con vecchie riproposizioni dal passato della saga | |
| Giocabilità: | 85 |
| Sistema di gioco articolato... ma la pazienza paga | |
| Longevità: | 85 |
| Non lunghissimo se non si ha la voglia di completare tutto al 100% | |
| GLOBALE: | 85 |
| Sora è tornato e con lui un bellissimo episodio di Kingdom Hearts | |
| Pro: | Contro: |
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