L.A. Noire
Da malvivente a poliziotto in carriera, ecco il candidato GOTY dell'anno!
By Valerio Turrini, 21/05/2011
Garanzia Rockstar
Senza ombra di dubbio, la prima cosa che ci viene in mente quando si parla di Rockstar Games, sono i giochi free-roaming e più in particolare la serie di Grand Theft Auto, che ha fatto divertire milioni di persone col passare degli anni. Rockstar però, è divenuta famosa anche per il capolavoro che era Red Dead Redemption, titolo ad impostazione free-roaming ambientato a fine 1800 nel Far West. Ma cos’hanno in comune questi due titoli, a parte le meccaniche simili e il produttore? Semplice, moltissime vendite alle spalle. Infatti non si può dire che Rockstar non sia ambiziosa e già prima di Red Dead Redemption, presentò un nuovo gioco poliziesco ambientato negli anni ’40 esclusiva Playstation 3. Stiamo parlando di L.A. Noire, gioco sviluppato dal Team Bondi, con a capo Brendan McNamara già creatore del controverso quanto apprezzato The Gateway. Il gioco è poi stato annunciato anche per Xbox 360, il che ha reso felici gli utenti Microsoft (anche me quindi), ma purtroppo non ha reso felici i cari utenti PC, che non si possono godere questo fantastico gioco, che vi andiamo a recensire nelle righe che seguono.
La Città degli Angeli … 70 anni fa!
La storia di fondo del gioco è molto semplice. Il nostro alter ego è Cole Phelps, un ex ufficiale marine stanziato ad Okinawa, che dopo essere stato ferito e premiato con la Silver Star, ha deciso di entrare nella polizia di Los Angeles. Qui viene spedito alla stradale, a fare lo “sbirro semplice”. Ma come tutti i poliziotti di basso livello, Cole punta in alto e vuole mettersi in gioco per risolvere un caso, che sicuramente lo porterà ad una promozione. Ed ecco qua che Cole, risolve casi su casi e viene promosso alla Stradale, per poi passare alla Omicidi, Narcotici e altre divisioni dell’LAPD (Los Angeles Police Department ).
Molti penseranno che L.A. Noire sia una copia di GTA, vista dalla parte dei “buoni”. Nulla di più lontano dalla verità. La prima cosa che contraddistingue questo gioco dai precedenti titoli Rockstar, è l’ambientazione. Il gioco è interamente ambientato nell’immediato dopoguerra, dove la maggior parte delle città del mondo, si sta leccando le ferite portate dal Secondo Conflitto Mondiale, mentre Los Angeles è nel suo pieno sorgere. Si comincia a sviluppare la grande industria cinematografica di Hollywood e con questa, si sviluppa anche la malavita. Racket, droga, omicidi e furti sono all’ordine del giorno in una Los Angeles corrotta, dove i poliziotti onesti si contano sulle dita di una mano. Uno di questi siamo noi, ovviamente. L’ambientazione è quindi molto simile ad Empire City, la città fittizia esplorata in Mafia 2, con l’unica differenza che in L.A. Noire si punta molto di più allo stile cinematografico. Infatti la realizzazione di Los Angeles è stata davvero un’impresa che difficilmente si ripeterà. Team Bondi ha puntato alla fedeltà estrema ed ha avuto accesso alle varie biblioteche universitarie dell’UCLA, l’USC, la Southern California, aggiunti alle varie fotografie sul posto, per la realizzazione dell’ambientazione. Ma non basta riprodurre fedelmente una location, si deve rendere anche l’atmosfera. Anche su questo fronte, Team Bondi ha fatto centro, rispolverando delle trasmissioni radiofoniche originali del ’47 e delle automobili originali di quell’epoca, concesse dalle varie collezioni, tra cui figura la Collezione privata dello showman americano Jay Leno, che possiede uno dei garage più grandi al mondo. Tra queste auto figurano varie Buick e Ford, che sono state prestate e utilizzate nel gioco. E come se non bastasse, si sono aggiunte le licenze dei principali produttori di armi di quell’epoca, come per esempio la Smith & Wesson. Inoltre, l’abbigliamento dei passanti, l’architettura esterna degli edifici e quella esterna, richiamano fedelmente il periodo descritto nel gioco e ciò rende l’esperienza perfettamente realistica e molto suggestiva. E ovviamente a quei tempi non esisteva il navigatore satellitare e le strade bisognava saperle a memoria, quindi le indicazioni stradali ci verranno descritte dal nostro onnipresente compagno, che avrà anche il potere di portarci direttamente a destinazione. Non è una conclusione azzardata dire che L.A. Noire ha l’ambientazione storica meglio riprodotta in un videogioco.
LAPD… Mani in alto!
Le meccaniche di gioco sono principalmente basate sull’investigazione, mentre si lascia poco spazio alle sparatorie più classiche di un GTA, o per rimanere nello stesso periodo storico di Mafia 2. Ogni caso si può dividere in tre importanti passi. La prima cosa da fare è l’indagine sulla scena del crimine, che forse rappresenta la sezione più importante. Infatti bisogna raccogliere tutte le prove, che serviranno poi per incriminare il colpevole. Per farlo bisognerà semplicemente esplorare la scena del delitto in cerca di indizi potenzialmente utili. Trovarli tutti è molto difficile, visto che non c’è niente che ci indichi quale parte dello scenario può essere un indizio utile all’indagine. Quindi ci troveremo in una difficoltà maggiore di quella affrontata in Heavy Rain, dove gli input utili venivano visualizzati con colori più brillanti, o con colori opposti dalla tonalità di fondo. In L.A. Noire non ci sono scelte cromatiche particolari che li contraddistinguono e proprio per i meno attenti, è possibile attivare degli aiuti, quali un campanellino quando ci si avvicina ad un indizio e l’interruzione della “canzone investigativa” quando si trovano tutte le provi. A voi la scelta se attivarli o no. Tutti i dati ricavati dalle indagini, verranno archiviati nel taccuino, oggetto molto importante nel gioco, che ci servirà per la risoluzione dei casi. Dopo l’indagine sul posto, si passa al secondo attoovvero seguire le piste. Se per esempio troviamo l’arma del delitto sulla scena del crimine, prendiamo nota nel nostro fidato blocco del modello, del numero di serie e poi andiamo all’armeria, che ci fa consultare il libro delle vendite, dove troviamo il nome della persona che l’ha acquistata. Quindi si va a fare una visita all’indiziato ed ecco che parte il terzo atto, quello più difficile e cioè l’interrogatorio.
Verità, Dubbio o Menzogna?
L’obiettivo dell’interrogatorio è sempre e comunque ottenere una confessione. Il problema è che per farlo bisogna scegliere tutte le domande giuste. L’interrogatorio si svolge in stile punta e clicca, con il nostro taccuino che fa da menù. Per concludere l’interrogatorio dovremo fare le tutte le domande presenti nella prima pagina, attendere la risposta del nostro indiziato e valutare se sia veritiera. Ed è proprio la valutazione della risposta che determinerà la sfida degli interrogatori. Infatti per valutare correttamente, bisogna interpretare le espressioni facciali dei nostri indiziati. Quindi bisogna stare molto attenti ai comportamenti, che possono rivelare se sta mentendo, tramite un comportamento nervoso, smorfie, tic, l’insicurezza nelle risposte, il continuo evitare il nostro sguardo, fino ad arrivare a crisi isteriche che poi vengono puntualmente riprese, cercando di rimediare al pasticcio. Quindi è molto difficile capire se una persona mente o no. Comunque sia per valutare la risposta dell’interrogato avremo tre opzioni. Scegliendo Verità, asseconderemo l’indiziato a rivelarci altre informazioni; con Dubbio si cerca di far ragionare l’interrogato a ritrattare la sua ultima dichiarazione e a dirci la verità; mentre con Menzogna, accuseremo l’indiziato di essere colpevole e a sostenere la nostra tesi dovremo presentare la prova. Attenzione però, che se in questo caso abbiamo indovinato la risposta, bisogna indovinare anche la prova. L’utilizzo di questa opzione per diverse volte senza successo, porta alla fine dell’interrogatorio e alla chiusura più totale dell’indiziato, costringendoci quindi ad altre indagini senza il supporto di un eventuale dichiarazione. Dopo ogni interrogatorio, ci verrà data una valutazione, che ci farà progredire attraverso i 20 livelli d'esperienza disponibili, che sbloccano dei “Punti Intuito” che servono ad escludere delle prove, o delle risposte durante un interrogatorio.
Il 90% dei casi si conclude in tre modi: sparatoria, inseguimento a piedi o inseguimento in auto. Le sparatorie non sono molto frequenti nel titolo e quindi ci ritroveremo il più delle volte a rincorrere l’indiziato per le strade di Los Angeles, in inseguimenti bilanciati e adrenalinici al punto giusto. Nelle poche sparatorie che sono state provate, si è potuta però vedere una certa macchinosità. Le coperture sono fisse come in Mafia 2, ma in un certo qual modo tutte le fasi a fuoco non ci sono sembrate immediate. Forse perché il gioco non punta affatto su questo aspetto.
Extra e punti dolenti.
Definire L.A. Noire un free-roaming in stile GTA, non è molto logico. Infatti il passaggio tra un caso e il successivo, parte subito dopo la fine di quello precedente, ma tra un'indagine e l’altra è possibile esplorare la città e apprezzare l’ottimo lavoro di riproduzione. Inoltre molti edifici sono esplorabili. Quest'ultimi sono contrassegnati dalla maniglia dorata. Oltre a ciò, ci sono gli immancabili collezionabili, che si identificano in dei giornali, che faranno partire un video che racconterà una storia parallela alla serie di casi su cui investighiamo. E come potevano mancare la missioni secondarie? quest'ultime vengono accettate rispondendo ad una chiamata in macchina. Queste missioni sono per la maggior parte piccole sparatorie e inseguimenti, senza fase esplorativa, ma si distinguono tra loro per la breve storia che c’è di fondo. Tuttavia ahinoi non è tutto oro ciò che luccica e i proverbi hanno sempre ragione. L.A. Noire ha principalmente due problemi. Il primo è una certa ripetitività nelle missioni principali, troppo lineari e fedeli allo schema indagine sul posto, seguire la pista, interrogatorio e conclusione. Secondo problema è che la storia per un certo lasso di tempo sembra non evolvere mai. Infatti più o meno a metà avventura si raggiunge un momento di stallo, dove la situazione non evolve, ma per fortuna dura poco e nella seconda metà del gioco si continua con i ritmi iniziali.
Modus Operandi
Come molti sanno, la tecnologia che sta dietro alla realizzazione grafica di L.A. Noire è senza precedenti. Infatti il gioco ha la più avanzata tecnica di motion capture facciale mai vista in un videogioco, il MotionScan e per questo si è meritato la presenza al Tribeca Film Festival per aver avuto il cast più numeroso in un videogioco, che potrebbe essere definito anche film interattivo, con oltre 400 attori, tra protagonisti e comparse. Oltre alle espressioni facciali, la città è riprodotta in modo impressionante come già detto e tutto è fatto perfettamente, anche il sistema di illuminazione. Unico problema sotto il settore grafico è l’accentuato aliasing, caratteristica di quasi tutti i titoli Rockstar. Il sonoro come già detto è ottimo. Il doppiaggio è stato realizzato perfettamente in inglese, con sottotitoli in italiano, mentre colonna sonora, radio ed effetti sono praticamente perfetti. Per quanto riguarda la giocabilità, non c’è niente da dire. L.A. Noire è una rivoluzione, perché si stacca completamente dai classici giochi free-roaming dove le sparatorie sono all’ordine del giorno, ma è un titolo riflessivo, dove bisogna pensare a quello che si fa e interpretare il complicato linguaggio che gli oltre 100 muscoli facciali offrono per riuscire a risolvere i casi. In quanto a longevità, il prodotto dura una ventina di ore per quanto riguarda la storia principale, mentre se vogliamo completare le secondarie e ottenere tutti i collezionabili, ci potrebbero volere anche 30 ore. Quindi anche su questo fronte il titolo Rockstar si fa rispettare.
L.A. Noire vince perché è un gioco originale, perché è un gioco con un impostazione mai vista, perché ha quasi tutto quello che si può desiderare da un prodotto di questo genere. Vince perché ha diverse citazioni da vari film (in un flashback troverete un validissimo Sgt. Hartman da Full Metal Jacket) e perché è intriso di qualità artistica strizzando l'occhio alla cinematografia. In quattro parole, L.A. Noire è un capolavoro.
Pagina ufficiale: L.A. Noire
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Info
SVILUPPATORE:
Team Bondi
EDITORE:Rockstar Games
GENERE:Avventura
SOTTOGENERE:Azione
CONSOLE:xbox 360
GIOCATORI:Singleplayer
SITO UFFICIALE:Voti
| Grafica: | 93 |
| Mimica facciale impressionante, ambientazione maniacale, leggero aliasing | |
| Sonoro: | 98 |
| Doppiaggio ed effetti ottimi, radio e colonna sonora originale del periodo. | |
| Giocabilità: | 95 |
| E' la rivoluzione di un genere, che si fa giocare da tutti. Bravi e meno pratici | |
| Longevità: | 93 |
| 20 ore di adrenalina, in un thriller poliziesco da urlo, leggera ripetitività. | |
| GLOBALE: | 95 |
| Il capolavoro di Rockstar, che va ad affiancare i fratellini GTA e RDR. | |
| Pro: | Contro: |
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