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Recensione di
Lair
per PlayStation3

A cavallo di un drago... di noia!  
Una torta venuta male...

Ricetta per una torta: prendete un kg di cemento, 3 manciate i chiodi e un po’ di tondini di ferro. Molti di voi, quantomeno quelli con lo stomaco più delicato, concorderanno che questi ingredienti sono più da cantiere edile che da nouvelle cuisine. Ebbene in questo caso, per questa recensione, traslate il concetto in ambito videoludico. Una torta venuta male, ecco cos’è Lair. Le premesse (promesse?) che avevamo dinnanzi agli occhi erano straordinarie: un gioco con una ambientazione fantastica, grafica da urlo e gameplay innovativo. I video in-game e gli artworks sembravano confermare quanto di bene si era detto. Poi è successo qualcosa…

Cos’è successo, Factor 5?

E’ una domanda più che lecita, visto che non si tratta di novellini o di neofiti della programmazione, inspiegabile a causa della misteriosa dinamica degli eventi a cui, probabilmente, non avremo mai risposta se non che noi, miseri giocatori con alle spalle migliaia e migliaia di ore di gioco, non abbiamo capito un accidente. Spiegazione che, consentitecelo, non può assolutamente essere condivisa, in barba al libretto di istruzioni fornito con le numerose pagine che provano a spiegarci il sistema di controllo. Il plot è molto ben curato ed il tanto bistrattato sistema di controllo basato sul Tilt Sensor è tutt’altro che da buttare (lacunoso, ma discretamente realizzato), ma è il resto, soprattutto il comparto grafico a dover subire un parere molto, molto negativo a causa di picchi nella qualità globale (illuminazione, texture, framerate e quant’altro). Il lavoro alle spalle di Lair, come abbiamo già parzialmente detto, è degno di un kolossal Hollywoodiano: artworks sublimi, concept curato e rifinito da una ottima sceneggiatura, una colonna sonora strepitosa, una fotografia mozzafiato ed inquadrature suggestive, ovvero le caratteristiche che, al giorno d’oggi, consentono ad un gioco di elevarsi al rango di Killer Application. In pratica, sminuendo (di molto) il lavoro dei grafici e dei programmatori, un buon 40/50% di un gioco. Tuttavia, come in una catena, se vengono a mancare degli anelli fondamentali, gameplay e grafica nella fattispecie, inesorabilmente si decade nel limbo dei giochi macchiati di ignominia e la catena si spezza.

Mi si è rotta la PlayStation?

Francamente è il primo pensiero che viene in mente a chi ci gioca per la prima volta, causato soprattutto da spaventose (letteralmente) oscillazioni nel comparto grafico, con sequenze di gioco e non che, in alcuni casi, fanno gridare al prodigio della scienza ed alla magnificenza della PlayStation 3. Un urlo ben presto strozzato in gola da un decadimento qualitativo delle texture tanto ripido che, al confronto, toccare il punto più profondo della Fossa delle Marianne potrebbe apparire come un gioco da ragazzi. Paradossalmente, e ha del grottesco, l’aspetto più curato, innovativo ed interessante di Lair è la visuale della mappa. Un po’ poco, verrebbe da dire…

Inclini il pad, gira il drago? Il drago cappotta…

E’ stato tanto bistrattato il Tilt Sensor sviluppato da Factor 5. Non senza motivo, per carità, e sporadicamente, in effetti, qualche problema è stato riscontrato anche nella nostra prova, ma per lo più si tratta di peccati veniali, che è facile attribuire alla filosofia del “gioco difficile e realistico”. Facendo un esempio: un aereo è dotato di flap, alettoni e quant’altro, che offrono una risposta statica e prevedibile. Un drago, sempre tenendo a mente il concetto di realismo, non può avere la stessa manovrabilità di un caccia militare, perché si tratta di un essere vivente. Ciò non toglie che ,oltre a questo realismo (attribuibile per lo più alla sensazione che ci ha trasmesso), il gameplay ricalchi molto quello di un qualunque simulatore di volo, con la differenza che in Lair la fisica è quasi completamente assente. Il vostro drago non subirà minimamente gli effetti delle correnti d’aria ma soprattutto non avrà troppi problemi a sollevare un nemico, di diverse tonnellate più pesante, e a scagliarlo a 300 metri di distanza come si trattasse di una pallina da tennis.
Fortunatamente c’è un aspetto, impressionante, di questo gioco a tirarci un po’ su di morale: la colonna sonora, veramente epica, ben realizzata e che non sfigurerebbe di certo con film come il Gladiatore, senza ombra di dubbio la migliore (almeno per il genere musicale) proposta sino ad oggi, sebbene gli effetti di gioco, non all’altezza dell’OST, influenzino negativamente il voto del comparto sonoro.

Insuperabile, come il tonno…

I Factor 5 studio non sono gli ultimi arrivati e, sicuramente, sapranno rialzarsi più agguerriti e geniali di prima, nonostante siano stati in grado di affondare il transatlantico Lair fino al punto in cui lo si potrebbe definire “il più costoso flop degli ultimi 10 anni”, un gioco quasi indegno di girare sulla ammiraglia Sony. Di peggio, speriamo, non si può proprio fare con queste console (anche se Two Worlds...). L’auspicio, e non prendetemi per matto, è in un futuro di vedere un seguito di Lair, finalmente ben realizzato, senza fretta, in ogni suo aspetto ed in grado di trasmettere a tutti quelle emozioni uniche ed indimenticabili trasmesse dal lavoro preparatorio del primo, indimenticabile (ad ognuno il proprio motivo) capitolo.

Link Utili

Scheda Tecnica
SVILUPPATORE
Factor 5
PUBLISHER
Sony Computer Entertainment
GENERE
Azione
GIOCATORI
1
ONLINE
NO
CONSOLE
Ps3
Pagella
Grafica: 41
Nettamente inferiore alle capacità della console
Sonoro: 87
Colonna sonora indimenticabile
Giocabilità: 55
IA discutibile, fisica inesistente
Longevità: 52
Breve e niente online
GLOBALE: 56


Pro:
  1. + Colonna sonora epica
  2. + Inquadrature suggestive

Contro:
  1. - Controlli imprecisi
  2. - Framerate instabile, textures imperfette




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