Last Window: Il segreto di Cape West
Kyle Hyde torna su DS, più caparbio che mai!
By Miriana Lo Conte, 19/10/2010
Un gradito ritorno
Vi piacciono i misteri? CING vi regala un viaggio in uno dei più vetusti e pericolanti condomini del mondo dei videogiochi, il Cape West, pieno zeppo di avventure e di stranezze. Erede di giochi di non poco conto quali Hotel Dusk: Room 215 e Another Code: Two Memories, Last Window riporta il punta e clicca su Nintendo DS con un avventura grafica dalle ambientazioni vintage e piena di colpi di scena, un giallo interattivo che sfrutta a pieno le potenzialità della piccola console.
Un salto nel passato
Siamo nel 1980, 18 Dicembre, Los Angeles. Fuori è già buio. Una macchina accosta e ne esce un uomo, dall’aspetto familiare. Non vi ricorda nessuno? Esatto, è Kyle Hyde, un ex-detective della polizia di Manhattan, uomo astuto e misterioso, dal forte ingegno e dal cuore grande. Una giornata pessima quella, per lui. Non solo era stato licenziato dopo quattro anni di servizio dalla Red Crown, piccola azienda che oltre ad occuparsi di vendita di prodotti a domicilio, ricerca anche oggetti scomparsi per ordine dei clienti, ed era appena stato avvisato dello sfratto del palazzo, ma aveva anche la mente affollata dai pensieri. Aperta la porta di casa, infatti, una busta bianca ricadde sul pavimento consumato. Una lettera anonima. Un ordine di ritrovamento di un oggetto scomparso venticinque anni prima nel suo condominio, quando quest’ultimo era ancora un hotel, legato indissolubilmente alla morte di suo padre. Cosa si nasconde dietro al rassicurante aspetto del palazzo? Perché la proprietaria, di punto in bianco, ha deciso di vendere lo stabile? Che fare, accettare? Tanti coinquilini da interrogare, tante scelte da fare, tanti enigmi da risolvere. Una sola priorità: far luce sul passato… tutto questo è Last Window.
Le vecchie abitudini sono le migliori
Per chi ha già giocato con Hotel Dusk, prendere la mano con i controlli sarà davvero questione di pochissimi minuti. Il gameplay, infatti, è rimasto invariato. Il DS va impugnato come un libro: sullo schermo touch avremo la piantina dell’edificio, che potremo perlustrare interamente spostando il pennino nell’area desiderata. Sull’altro schermo, invece, avremo la rappresentazione in 3D degli ambienti che stiamo esplorando.
Parlare con gli inquilini è molto immediato: dovremo scegliere tra una serie di opzioni, fare le domande opportune senza essere troppo invadenti e sapere quando fermarci, per non risultare sfacciati e farli così insospettire, andando incontro ad un game-over quasi scontato. Anche gli enigmi sono veramente facili da risolvere: staccare qualche interruttore, girare qualche manopola, oppure escogitare un piano per recuperare un anello caduto dietro un mobile, usando un metro pieghevole o una spilla da balia, per citarne alcuni; insomma, niente di troppo particolare, enigmi intuitivi, e per di più risolvibili senza pensarci troppo, tranne rari casi, in cui dovremo soffermarci a pensare più a lungo. D’altronde, Last Window è un gioco che fa del suo punto di forza la narrazione, complessa ma sempre scorrevole e lineare, piena di misteri, che non riuscirà a farci distrarre un attimo. Tutta trama e niente divertimento? No, non è detto. Anche se le nostre scelte non cambieranno palesemente l’esito della storia, influenzeranno le reazioni dei personaggi che ci circondano, creando nuovi interrogativi e facendoci andare avanti nel gioco. Il ritmo è costante e, come in Another Code, alla fine di ogni capitolo saremo sottoposti ad un piccolo test di ricapitolazione, che riassumerà in breve gli avvenimenti affrontati (cosa che comunque rimane alquanto noiosa). Tutti gli avvenimenti verranno poi racchiusi in un vero e proprio romanzo, con tanto di indice, capitoli e segnalibro, da sfogliare a piacimento; scelta davvero interessante. Entrare per la prima volta nel Cape West significa sentirsi persuasi da un senso di mistero. Le pareti sporche, i pavimenti scricchiolanti, le musiche, i personaggi e tutti gli ambienti riescono a far immergere ancora più affondo il giocatore nell’atmosfera di quel tempo e la narrazione, che si arricchisce dialogo dopo dialogo, indagine dopo indagine, ha un andamento morbido e naturale, non appare forzata come in molti altri giochi. Ovviamente, Kyle non è il solo ad abitare il palazzo: abbiamo Marie Rivet, dolce e ingenua almeno all’apparenza, ma complice di diversi furti; Dylan Fitchar, tuttofare ficcanaso, legato a qualcosa di molto losco; Tony Wolf, simpatico e ossessivo vicino di casa, con la passione per la musica; Margaret Patrice, proprietaria sia del palazzo sia di tutti i segreti racchiusi al suo interno, e tantissimi altri. Tutti hanno una personalità ben delineata, e le loro storie possono essere considerate una sorta di romanzo nel romanzo.
Sotto il punto di vista grafico, Last Window non sfigura, anzi: gli scenari, color pastello, rappresentati in maniera leggera e realistica rendono il tutto più accogliente. I personaggi poi, sono raffigurati in maniera impeccabile (come in tutti i giochi firmati CING, d’altronde), e l’effetto fumetto, in bianco e nero, sembra dargli rilievo rispetto al resto, e caratterizzarli ancora di più. Le personalità poi sono tutte diverse, tutte articolate; tutti gli abitanti del palazzo sono personaggi principali, tutti hanno i loro scheletri nell’armadio, tutti li difenderanno ad ogni costo, e a noi starà scovarli. Per il sonoro, niente da controbattere: tante le musiche, diverse, forti, adatte nel contesto, riascoltabili dal jukebox del bar, sono l’elemento che amalgama le diversi parti del gioco, diventando quasi ossessive nei momenti più salienti della storia, in modo da accrescere la tensione e l’adrenalina dei giocatori.
È un addio?
Purtroppo, dopo tanti anni e tanti sforzi, la CING ha dichiarato ufficialmente bancarotta, lasciando ben poche speranze ad un sequel che un po’ tutti si sarebbero aspettati. Certo, ci si sente un po’ malinconici sapendo che è giunta l’ora di dire definitivamente addio ad un personaggio come Kyle Hyde con il quale, nel bene e nel male, nel corso di questi anni, abbiamo condiviso avventure e disavventure. Ma chi può dirlo, magari un giorno la CING risorgerà dalle sue ceneri, portando con se molte altre vicende di Kyle e Ashley. E si sa, la speranza è l’ultima a morire.
Pagina ufficiale: Last Window: Il segreto di Cape West
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Info
SVILUPPATORE:
Nintendo
EDITORE:CING
GENERE:Avventura
SOTTOGENERE:N/A
CONSOLE:Nintendo DS
GIOCATORI:Singleplayer
SITO UFFICIALE:Voti
| Grafica: | 70 |
| Personaggi, ambienti e sfondi rappresentati con massimo realismo. | |
| Sonoro: | 65 |
| Motivetti poco incisivi | |
| Giocabilità: | 85 |
| Niente da fare: CING sotto questo punto di vista non ci ha mai delusi. | |
| Longevità: | 80 |
| Grazie ai numerosi dialoghi, il titolo ci offrirà varie ore di puro divertimento | |
| GLOBALE: | 75 |
| Titolo immancabile per i fan del genere. | |
| Pro: | Contro: |
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