GameWidget
Scarica Game

|
Recensione di
Limbo
per XBox360

Corri ragazzo, e non fermarti mai.
|
L’arte dell’intrattenimento video ludico
E’ strano come alcuni dei migliori giochi degli ultimi anni non appartengano a quella categoria composta da titoli ultra-pubblicizzati o ultra-pompati graficamente, ma a quel bellissimo mondo chiamato “Indie games”. Per chi di voi non masticasse bene la lingua inglese, “Indie Games” significa “Giochi Indipendenti”, ovvero quella categoria di videogames basati solo su buone idee e su budget estremamente ridotti; titoli che si basano sull’inventiva, e non sulle leggi del mercato. Uno dei più promettenti e attesi “Indie Games” è Limbo, creato dai danesi Playdead Studios. Oscuro, inquietante, metaforico, simbolico fino allo stremo, Limbo è questo, e molto di più.
Un ragazzo, incerto sul destino della propria sorella, accede al LIMBO.
Tutto qui. Nient’altro vi verrà raccontato, nient’altro vi verrà spiegato. Limbo, dal punto di vista narrativo, è quanto di più astratto e minimalista si possa trovare. Durante tutto lo scorrere del gioco non apparirà nessun testo scritto, non parlerete con nessuno, non incontrerete alcun filmato tranne che durante gli ultimi istanti del finale. Eppure, Limbo riesce a raccontare una storia toccante, drammatica, violenta, tramite gli ostacoli che incontrerete, tramite ciò che incontrerete. Tutto in questo mondo sembra esistere per uccidervi, per fermarvi e voi siete soltanto un bambino e, in quanto tale, vulnerabile, debole, incapace di lottare ma solo di fuggire o usare il cervello. Enigmatico il finale che, sebbene “tagliato”, susciterà di certo non poche discussioni. Ma per quanto possa risultare accattivante la “storia” così aperta a molteplici interpretazioni, è dal punto di vista artistico che l’ultima fatica Playdead Studios riesce a brillare come pochi altri giochi. Limbo è, semplicemente, visivamente straordinario. Il gioco è costruito solo su due colori, il bianco e il nero, e, anche se non originalissima come idea, qui viene resa in maniera sublime. Il protagonista, così come tutto il resto, è definito da una semplice silhouette nera, posto su uno sfondo sfuocato e etereo ma comunque ben definito, “filtrato” in modo da ricordare le pellicole non a colori di inizio novecento. Un ottimo lavoro è stato fatto anche per quanto riguarda il comparto sonoro; privo di qualsivoglia colonna sonora, solo in certi momenti di particolare intensità sentirete una piccola melodia atta ad enfatizzare ciò che sta accadendo su schermo, Limbo basa tutto solo sugli effetti, sul rumore dei vostri passi, sul clangore delle trappole che vi aspettano, sui versi delle creature che vi circondano. Una scelta assolutamente perfetta per sottolineare l’inquietudine scaturita dall’incredibile atmosfera.
Corri, salta, muori, ripeti. Comincio a capire come funziona…
Dal punto di vista del gameplay, Limbo si presenta come un platform/puzzle game basato sulla meccanica del Trial & Error. In poche parole: ci si imbatte in una trappola (alle volte nascosta, alle volte in bella vista), si cerca di superarla, la maggior parte delle volte si fallisce miseramente (si muore in maniera cruenta e scioccante, nonostante l’uso del bianco e nero), il salvataggio automatico ci riporta a pochi istanti prima del nostro decesso e si riprova a superare la trappola. Tutto qui, disarmante nella sua apparente semplicità. Il gioco, di per sé, può benissimo essere distinto in due diverse sezioni: la parte iniziale, ambientata nella “foresta”, e la parte finale, ambientata nel “complesso industriale”. La prima sezione è caratterizzata da un atmosfera incredibile ma puzzle di facile soluzione (del tipo, prendi una scatola dal punto A e portala al punto B così da poter accedere al punto C), mentre la seconda cambia nettamente registro e abbandona lo “stile” iniziale per presentare una serie di enigmi basati sulla manipolazioni della gravità, sull’uso intelligente di magneti e sulla reattività dei vostri riflessi. Per quanto la parte iniziale risulti decisamente più accattivante rispetto alla seconda, bisogna ammettere che i puzzle ideati dai ragazzi dei Playdead Studios, sebbene non si basino su elementi particolarmente originali, risultino quasi mai banali e capaci di regalare grandi soddisfazioni una volta risolti. Peccato che Limbo, però, presenti un vero e proprio terribile difetto: la longevità. Il titolo, infatti, può essere facilmente portato a termine in tre-quattro ore, a seconda della vostra abilità, e presenta ben pochi elementi per spingervi a riprendere in mano il pad e ricominciare a giocare. Questo difetto è, inoltre, estremamente enfatizzato dal relativamente alto prezzo con cui viene messo online sul marketplace Xbox Live, ben 1200 MP. Una cifra che alcuni potrebbero essere non disposti a spendere per una longevità così ristretta.
Persi nella selva oscura, con la diritta via smarrita.
Alla fine dei conti, Limbo risulta un vero e proprio piccolo gioiello che trova i propri punti di forze nelle proprie mancanze. Limbo non ha una narrazione, eppure racconta una malinconica e commovente storia. Limbo non ha colori, eppure è artisticamente magnifico. Limbo non ha accompagnamenti musicali, eppure presenta una delle migliori “colonne sonore” di sempre. Limbo non ha puzzle basati su elementi originali, eppure è innovativo. Limbo non ha un protagonista ben definito, eppure entriamo in sintonia con lui come con ben pochi altri personaggi hanno fatto. Limbo non dà speranze al giocatore di poter sopravvivere, eppure sarete spinti ad andare avanti. L’unico, vero difetto del titolo è da ricercarsi solo nella limitata longevità che, al prezzo con il quale viene proposto, potrebbe non invogliare all’acquisto. Se, però, deciderete di pagare il prezzo del biglietto, vi assicuro che non vi pentirete assolutamente del viaggio. |
|
|
|
Scheda Tecnica
SVILUPPATORE
Deadplay Studios
PUBLISHER Microsoft Game Studios
SITO UFFICIALE www.limbogame.org/...
GENERE Piattaforme/Puzzle
GIOCATORI 1
ONLINE SI
CONSOLE XB360
|
Pagella
|
Grafica:
|
96 |
Un autentico gioiello visivo |
|
Sonoro:
|
90 |
Non rimpiangerete l'assenza di una colonna sonora |
|
Giocabilità:
|
92 |
Puzzle intelligenti ma mai troppo impegnativi |
|
Longevità:
|
65 |
Tre-quattro ore sono veramente troppo poche |
|
GLOBALE:
|
90 |
Un piccolo, grande gioiello videoludico |
|
Pro:
- + Atmosfera lugubre e inquietante come poche
- + Gameplay ottimo dotato di puzzle intelligenti
- + Effetti sonori di ottima qualità e ben usati
|
Contro:
- - Poco longevo
- - Un finale forse troppo
|
|
|