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Recensione di
Little Big Planet
per PlayStation3

Il capolavoro di Media Molecule  
Un pugno di uomini...

Mesi sono oramai trascorsi dal giorno in cui Sony ha tirato fuori dal cilindro la sorpresa che non ti aspetti: Little Big Planet. Di questo gioco non si sapeva nulla sino a poche settimane fa', eccetto pochi video mostrati nel corso di varie convention e dati (e nome) dello sviluppatore, Media Molecule. Un team di sviluppo alquanto naìf, pressocchè privo di esperienza (l'unica esperienza del team al completo è stato Rag Doll Kung Fu), composto da circa venti persone. Una pulce in pratica, se confrontato con altri (e ben più noti) team legati alla stessa Sony. Oggi Little Big Planet è arrivato e il mondo dei videogames è destinato a cambiare radicalmente. Anzi, sta già cambiando!

Arte e perfezione

Molti dei nostri lettori assai spesso si soffermano unicamente su pochi aspetti di un videogame: la grafica, il gameplay e le modalità online, non perché siano in errore bensì perché “tutto il resto” è un terreno praticamente inesplorato. Ebbene oggi ci troviamo dinnanzi ad un gioco, il primo ed unico, che propone di più e che ci offre la possibilità di entrare in un mondo fantastico, creato dalla fantasia di ognuno di noi. Little Big Planet è, oltre ad essere un videogame vastissimo con circa 50 livelli creati ad hoc da Media Molecule, il più grande, mastodontico, flessibile ed intuitivo editor di livelli mai concepito. Un tool talmente potente, fruibile tramite il Popit (potentissimo strumento di gioco di cui parleremo dopo), al punto che quei grandi geni degli sviluppatori hanno pensato di usarlo per creare tutti i livelli del gioco presente sugli scaffali dei negozi di tutto il mondo. Una cosa mai vista. E tutto quanto ruota attorno al cardine del cosiddetto “Web 2.0”: lo sharing, la condivisione di file, creazioni e tutto quel che contribuisce al fenomeno del social networking (come Facebook, MySpace, Flickr). Perché Little Big Planet, oltre ad essere uno strepitoso platform, è condivisione di idee e genialità, di libero pensiero e di espressione artistica, una utopia fantasiosa tangibile e fruibile da chiunque vi si cimenti, tramite la creazione di livelli più o meno articolati e che trova nella fantasia pura il più fertile dei terreni.

Anticonvenzionale e scanzonato: è uno spasso!

Visionario e folle. Ovvero le prime due parole che vengono in mente dopo una full-immersion in Little Big Planet, che ci trascina nelle vicende del grande (un tappetto) Sackboy, un pupazzetto di pezza tanto simpatico quanto animato: strepitosa la possibilità di poterne variare l’aspetto, completamente configurabile tramite i vari oggetti collezionabili nel corso dell’avventura, nonché le animazioni e la possibilità di interazione concessa al giocatore, che potrà variarne l’aspetto (4 espressioni, tutte con tre “stadi”, esempio: sorridente, contentissimo, sorriso da pazzo con lingua di fuori, quest’ultima vale da sola il prezzo del gioco) e addirittura animando il suo corpo, sfruttando le capacità del SixAxis, nonché, singolarmente o assieme, le braccia, dando vita a spassosi balletti. Tuttavia il nostro Sackboy altro non è che un alter ego, poiché Little Big Planet è un gioco costruito intorno a noi e che ci obbligherà, almeno una volta, a realizzare un nostro livello interamente assemblato (partendo da “template” già fatti o completamente da zero) utilizzando il già mitico Popit, uno strumento, visualizzato sotto forma di “cordicella lunimescente” che ci consente di spostare (nell’editor), ridimensionare e ruotare ogni oggetto di gioco, appiccicare adesivi ed oggetti coloratissimi al fine di assemblare un livello semplice o complesso, a nostra totale discrezione. Ovviamente più tempo ci si dedica e più si comprendono le meccaniche di gioco e la superba fisica integrata. Proprio la fisica è uno di quegli aspetti che non si contemplano nemmeno dinnanzi ad un titolo del genere platform, abituati a salti enormi e materiali pressocchè privi di caratteristiche proprie. In LBP (abbreviamo, una volta tanto) ogni oggetto ha una propria fisica dedicata che gli attribuisce determinate caratteristiche, di cui dovrete tener conto nel corso dell’avventura e che influenzerà sicuramente l’assemblaggio dei vostri livelli che condividerete sul PlayStation Network. Personalizzazione estrema in quanto a contenuti, che vi permetterà di sbizzarrirvi con creazioni strampalate, trabocchetti, quadri complessi e divertenti, con la possibilità (straordinaria a dir poco) di poter catturare immagini con il PlayStation Eye (l’erede di Eye Toy, da cui si differenzia con funzionalità molto superiori e riprese in alta definizione) ed impiegarle all’interno delle vostre creazioni, magari con fondali che ritraggono il vostro volto oppure il vostro gatto.

Tecnica raffinata e colore ovunque!

Il comparto grafico presenta texture di eccelsa qualità, che rendono perfettamente l’idea (mai così astrattamente tangibile) del cartone, della carta stagnola, dei mattoni e di tutti quei materiali di uso quotidiano utilizzati per creare questo pazzo mondo. Un mondo in cui ci muoveremo sfruttando le tre dimensioni, sebbene in apparenza si tratti unicamente di due: assai spesso capiteranno fasi di gioco a scorrimento orizzontale, che maschereranno la possibilità di esplorare la terza dimensione (suggerimento: non fermatevi alle due dimensioni e non fatevi ingannare da un alberello impercettibilmente scostato dal fondo, perché dietro spesso e volentieri vi si nascondono tesori introvabili), con un gameplay solidissimo che finalmente riporta ai fasti di un tempo il livello di difficoltà (mutevole, a seconda dell’esplorazione che intraprenderete) che tiene finalmente conto, dopo tanto tempo (in un platform), dei riflessi, del dosare la pressione sui tasti e del tempismo, indispensabili per divertire veramente i fan del genere, che troveranno anche motivo per assaporare l’esperienza di Little Big Planet assieme ad un compagno, grazie a specifici settori (corredati da tesori e oggetti di gioco) che vi obbligheranno ad avere qualcuno che resti fermo su “quel benedetto pulsante” per accedere oltre “quella dannata parete”. A questo si aggiunge l’azzeccato comparto sonoro, sempre ben ritmato ed appropriato (oltre che di eccelsa qualità), con canzoncine sempre molto orecchiabili e che ben presto vi rimarranno in testa.

Condividere l’esperienza di gioco

Tutti gli uomini sono geniali nel campo della fantasia. E un genio può creare qualcosa di straordinario, a prescindere dall’età che ha. Ma cosa accadrebbe se di genio non ce ne fosse solo uno? Oltre ad affrontare lo story mode in co-op fino a quattro giocatori, senza split screen (e dando vita a siparietti comici degni dei film di Totò, con sberle e gag a non finire), è possibile creare persino i livelli in cooperativa, ampliando l’esperienza di gioco all’infinito ed accrescendone il fattore di divertimento, già insito nel carattere del gioco e scatenando la fantasia di più persone, che daranno vita molto spesso a quadri con più "anime". Ovviamente la “condivisione” è possibile anche nel verso opposto, permettendovi di espandere all’infinito, con le creazioni di milioni di giocatori, o meglio di artisti, il vostro piccolo, grande pianeta rendendolo eterno e pregno di quel sano divertimento che certo male non fa. Una community online che crescerà a dismisura e che offrirà divertimento a chiunque ne voglia almeno un pizzico, che vi permetterà di conoscere gente, di votare e commentare le sue creazioni (sulla falsariga di quel che accade, facendo un esempio pratico, nella nostra Area Fumetti in cui tutti i disegnatori possono caricare proprie creazioni). Una community peraltro estranea a Sony (nonostante le appartenga indirettamente), che ha affidato la sua gestione in toto agli utenti stessi (ma non c'è da preoccuparsi per i più piccini: Media Molecule è sempre vigile ed eviterà contenuti inappropriati), rappresentando di fatti il primo ed unico caso nel mondo dei videogiochi.

In conclusione

La fantasia è il cardine di LBP, come ci lascia intuire il video introduttivo realizzato da Media Molecule e osservando compiaciuti la complessità e la creatività dei vari livelli di gioco, un aspetto che ne fa una “pecora nera” nell’attuale mondo dei videogames, ancorato sempre più sui capisaldi del settore e che forse troppo spesso sottovaluta la componente fondamentale del nostro mondo: i gamers. Piccole, grandi menti che sino ad oggi, eccetto i mod per Quake e affini, ben poco hanno potuto in un mondo in cui unicamente i professionisti si cimentano (per capacità, ovviamente), ma che grazie all’arrivo di Little Big Planet hanno finalmente libero sfogo espressivo, coniugando genialità e divertimento in un fenomeno destinato a perdurare per anni e forse decenni, oltrepassando quei limiti imposti dai capolavori di oggi e del recente passato come Metal Gear Solid, Gears of War, Super Mario Galaxy e delinando forse il profilo che rimarrà impresso nelle nostre menti come il più grande gioco della storia. Una rivoluzione videoludica, equiparabile all’avvento di Linux e di Firefox nel mondo dei computer, che fanno dell’user friendly e dell’open source il cardine del proprio essere. Anche queste, oltre a tutto il resto, caratteristiche insite in Little Big Planet, il capolavoro di Media Molecule e di Sony. Straordinario, il nostro gioco!

Scheda Tecnica
SVILUPPATORE
Media Molecule
PUBLISHER
SCEE
SITO UFFICIALE
www.littlebigplanet....
GENERE
Piattaforme/Avventura
GIOCATORI
1 - 4
ONLINE
SI
CONSOLE
Ps3
Pagella
Grafica: 96
Textures e animazioni ineccepibili
Sonoro: 92
Musiche divertenti ed effetti azzeccati
Giocabilità: 97
Controlli perfetti
Longevità: 96
Infinito grazie all'editor e la co-op online
GLOBALE: 97


Pro:
  1. + Concept innovativo
  2. + Longevità infinita
  3. + Spassoso




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