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Mercenaries 2: World in Flames

I mercenari tornano sul campo di battaglia!

Alias: Mercenaries 2, Mercenaries 2: WF, Mercenaries II, Mercenaries 2: Inferno di fuoco

By Simone Giorgi, 07/02/2009

Questione di soldi... Cresciuto con la speranza di migliorare o quantomeno eguagliare il successo ottenuto nel primo episodio, questo Mercenaries 2: World in Flames, si affaccia nel panorama videoludico della next-gen con i migliori propositi. Qualcosa però non è andato per il verso giusto: Pandemic Studios, infatti, sembra essersi persa qualche tassello di troppo nel suo promettente mosaico di guerra e distruzione. Non che tutto sia andato per il verso sbagliato, ma ahinoi rispetto al primo capitolo il livello di qualità c’è sembrato scemato. Vediamone i motivi… Petrolio: un motivo di contrasto infinito! La storia di Mercenaries 2: World in Flames ci trasporta in Venezuela, nel bel mezzo di una rivoluzione governativa causata da un tiranno consapevole dell’importanza dell’oro nero presente sul territorio. Le condizioni sembrano essere disperate: la guerra impazza, ma è proprio questo il terreno su cui i nostri protagonisti (Chris, Mattias e Jen) amano muovere i loro muscoli e sfruttare le conseguenti risorse sulle quali basare i guadagni. In altre parole, la guerra porta anche remunerazione e le qualità dei nostri “eroi” sono adattissime per tirar su somme importanti. Che abbiano inizio le danze! Un territorio sconfinato! forse anche troppo… Il mondo ricostruito da Pandemic Studios non sarà suddiviso per zone, bensì potremo muoverci all’interno di un unico sterminato territorio (più grande di quello ammirato nel precedente episodio), attraverso il quale avremo occasione di prendere accordi con le diverse fazioni per portare a termine missioni in grado di traghettare nelle nostre tasche, moneta utile per potenziare il nostro esercito e gonfiare allo stesso tempo il conto in banca. Lavorando per determinati gruppi saremo premiati con l’acquisizione di mezzi e guadagnando contante saremo liberi di comprare armi utili al nostro “lavoro”. Mercenaries 2 risulta dunque strutturato come un immenso open-world, dove avremo la possibilità di muovere i nostri passi a seconda delle nostre necessità o abitudini. Per immergerci senza troppe difficoltà all’interno del gioco, Pandemic ha sapientemente progettato le prime missioni per dare occasione agli utenti di entrare in contatto gradualmente con le varie funzionalità disponibili. Nell’arco di queste missioni si avrà modo di cominciare ad utilizzare diverse armi, granate e controllare automobili o barche. Terminate le prime fasi d’ambientamento e passata la prima parte di gioco, comincerete ad intravedere qualche problema… le armi disponibili non trasmettono l’effetto che avremmo desiderato e i danni che quest’ultime provocano non risulta sempre coerente con quanto ci si potrebbe aspettare. L’ambientazione è effettivamente sterminata, ma questa in alcune circostanze potrà rivelarsi un’arma a doppio taglio: un territorio di tali dimensioni dovrebbe garantire un maggior coinvolgimento, invece, in alcuni casi l’unica cosa che troveremo da fare sarà distruggere qualche edificio o sputare piombo su qualche innocente passante poco fortunato gettando la città nel panico. Alla ricerca del neurone perduto… Come avrete intuito un altro problema che affligge Mercenaries 2: World in Flames è la mal sviluppata IA. Quest’aspetto in alcune circostanze andrà a rovinare lo scorrere degli eventi, macchiati dalla passiva quanto inebetita presenza dei nemici presenti anche nelle nostre vicinanze. Purtroppo anche le missioni che dovremo affrontare non brilleranno per varietà, bensì per molti versi si somiglieranno una all’altra, condannando il giocatore a dover ripetere e affrontare situazioni poco differenti. In due è sempre meglio! L’aspetto di maggior successo nel prodotto Pandemic risiede nella possibilità di affrontare l’avventura nella modalità co-op. Quest’ultima sarà in grado di aumentare il tasso di divertimento complessivo, lasciandoci alle prese con situazioni gestibili in maniera più piacevole e coinvolgente. In altre parole condividere l’esperienza sul campo insieme ad un amico, discutendo e attuando tattiche ben precise, aumenterà il fattore “godibilità” del prodotto. Una bella vista rovinata da qualche imperfezione. La Venezuela ricreata risulta gradevole e ricca di spunti grafici (vedi le splendide esplosioni), da sottolineare. Si perde in qualità quando si andranno ad analizzare alcune texture, risultate davvero poco dettagliate. Il reparto audio è macchiato dai dialoghi, troppo spesso ripetitivi e persino fuori contesto. Il gameplay risulta alle prime battute semplice quanto divertente ma passate le prime ore di gioco tenderà a stancare. La longevità, invece, viene sostenuta dalla spassosa modalità co-op, punto forte del prodotto Pandemic in grado di risollevare le sorti di un titolo certamente non privo di difetti. Meglio tornare al passato… Mercenaries 2: World in Flames poteva essere, ma non è stato e in altre parole non ha saputo bissare il successo del suo predecessore. Troppi i problemi riscontrati, a partire da una IA deficitaria per passare alle missioni davvero poco studiate e fin troppo ripetitive. L’aspetto positivo va individuato nella modalità cooperative, “medicinale” consigliato per garantirsi qualche ora di divertimento in compagnia. Peccato, Pandemic aveva le carte in regola per poter giocare una mano vincente e garantirsi la fiducia di numerosi interessati. Così non è stato, ma scommetto che alcuni sapranno accontentarsi di quanto proposto.


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Info

SVILUPPATORE:

Artificial Mind and Movement

EDITORE:

EA Games

GENERE:

Azione

SOTTOGENERE:

Avventura

CONSOLE:

Play Station 2

GIOCATORI:

Singleplayer

Voti

Grafica: 80
Un mondo sterminato
Sonoro: 60
Dialoghi mal concepiti
Giocabilità: 70
Missioni ripetitive
Longevità: 78
Cooperative vincente
GLOBALE: 72
Pro:Contro:
  • Distruzione totale
  • Veicoli e armi ben congegnate
  • IA scadente
  • Trama non eccelsa