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Mindjack

Cyberpunk e controllo mentale in un unico videogame!

By Andrea Pautasso , 03/03/2011

Il sapore della solita minestra Mi è capitato molte volte in questi anni di giocare a titoli che soffrissero di un certo livello di calo di personalità, di quelli di cui ogni frammento stilistico legato alla tecnica ed il gameplay inevitabilmente mi ricordava qualche altro titolo videoludico e solitamente, quest’ultimo riproponeva lo stesso aspetto in modo decisamente migliore. Mindjack è stato dopo tanto tempo, un titolo che mi ha fatto tornare queste sensazioni pad alla mano, la cosa che più mi ha inquietato di questo titolo targato Square-Enix è che dal primo all’ultimo minuto, questo perverso giochetto all’identificare le somiglianze, non mi ha mai abbandonato. Il terrorista, l’arma devastante ed ovviamente, tu. Benvenuti nell’Anno Domini 2031, dove la tecnologia ed ambiente futurista ci poteranno alla conoscenza dei terribili piani terroristici di un organizzazione misteriosa, che punta ad ottenere con la forza una tecnologia in grado di rendere catastrofica la futura esistenza umana. Il nostro compito, nei panni alterni di Jim e Rebecca, sarà ovviamente quello di fermare questa nuova minaccia cyber terroristica. Viste le premesse e il futuro prosieguo della trama che non mi azzardo certo ad anticiparvi, il gioco non gode di un plot narrativo certo illuminante, ma nonostante ciò a titoli di coda raggiunti ed obiettivo o trofeo sbloccato, non si può di certo dire che non sia godibile quanto basta per giustificare una partita dall’inizio alla fine. L’Odissea dei cyber posseduti Una delle caratteristiche cardine di Mindjack, già messo in grande evidenza in sede di anteprima è la capacità di poter controllare chiunque nel gioco, tramite il controllo mentale. Dal nemico armato fino ai denti al civile, salvo ovviamente qualche evidente eccezione che altrimenti manderebbe a collasso un qualsiasi videogioco, potremo tramite Jim e Rebecca, prendere il controllo di qualsiasi nemico o civile nelle nostre vicinanze e poter usare le sue abilità a nostro vantaggio. A primo impatto, questa particolare caratteristica di gioco pare essere piuttosto ben fatta, ma dopo circa un quarto d’ora di gameplay inteso, fatto di continui scambi di corpi e sparatorie più o meno intense, ci si rende conto che qualcosa in questo gioco va storto, dannatamente storto. Inanzitutto il sistema di puntamento. Nessuno condannerà mai la scelta di Feelplus di aver adottato nella sua interezza, il solito gameplay TPS di Gears of War, quanto piuttosto l’approssimazione nella cura del sistema di puntamento. In una buona metà delle occasioni, sparare da un posto riparato è un operazione inutile quanto complicata, non a caso il serio rischio è quello di andare a scheggiare se non colpire le coperture di cui ci facciamo scudo, nonostante il mirino di gioco stia puntando senza problemi l’avversario. Tale nefasto fatto ci costringere ogni volta a fare i Rambo della situazione, lanciandoci in mezzo alla sparatoria e colpendo come dei matti nella speranza di grandinare di proiettili l’avversario, prima che egli faccia lo stesso con noi. Tale suicida condotta di gioco funziona nella maggior parte delle occasioni, grazie purtroppo alla scarsa IA dei nemici, dotata di riflessi alquanto fiacchi, ma soprattutto quasi del tutto incapace di cercare un minimo di riparo dai nostri colpi. Per evitare di finire crivellati da dei nemici, nella maggior parte dei casi, finiremo per usare se non abusare del controllo mentale dei nemici, dove ogni situazione di gioco finirà nella classica sparatoria inaspettata tra soldati antagonisti. Ammettiamo che in certe situazioni di gioco, prendere il controllo del grosso nemico di turno dà parecchie soddisfazioni, soprattutto per poter testare le devastanti abilità di cui possiede, ma ci si rende evidentemente conto che, tale atteggiamento di gioco non può perdurare in ore di gameplay. Anarchia in compagnia Mindjack possiede anche una campagna multigiocatore definibile cooperativa, dove in modo simile a quanto visto su Demon’s Soul giocatori potranno partecipare alla partita singolo giocatore di un utente, impersonando in base alla situazione un alleato o un nemico. Sebbene l’idea così proposta risulti essere piuttosto interessante ed in grado potenzialmente di rivoluzionare il concept di longevità di un videogame, a conti fatti, vuoi per un cattivo studio della modalità, vuoi l’atteggiamento generale dei giocatori incontrati online, il tutto si traduceva in un non ben comprensibile “tutti contro tutti”, dove giocatori continuavano a cambiare il controllo mentale di altri nemici, creando un disordine tale, che andava a distruggere l’esperienza di gioco. Pixel e legna,tanta legna... Sotto l’aspetto tecnico, dispiace constatare che neanche qui Mindjack sa essere capace di regalare un'esperienza di gioco per lo meno sufficiente. Se dal punto di vista tecnico i filmati in computer grafica risultano essere apprezzabili e godibili, la grafica in-game non si risparmia certo di dettagli a suon di pixel. Lascia inoltre alquanto basiti constatare l’imbarazzante legnosità di movimento dei personaggi, dove il minimo della fisica di movimento viene toccato al momento dello scatto del personaggio di turno... inquietante notare come in un'azione di gioco così concitata il busto del protagonista rimanga quasi di pietra, con le spalle perfettamente allineate nonostante la postura fisica intrapresa. A condire una grafica non certo all’altezza della situazione, ci si mette anche un doppiaggio inglese davvero... dimenticabile, dove le scene più concitate di gioco vengono interpretate dal doppiatore di turno in modo decisamente alienato, provocando un certo senso di malessere nel tentativo di immedesimarsi nella storia. Il gusto della minestra… che sia il dado? Riprendendo il discorso che inizialmente avevo fatto riguardo il brutto vizio di molte software house di voler in tutto e per tutto scopiazzare aspetti di gioco resi celebri da altre produzioni, Mindjack anche nella sua caratteristica peculiare del controllo mentale, risulta essere in parte liberamente ispirato a quel Ghost in the Shell: Stand Alone Complex comparso anni fa su PlayStation 2, dove il Maggiore Motoko aveva la capacità di prendere il controllo mentale dei nemici, per usarli a suo vantaggio. Nonostante in questo titolo, il controllo mentale dei nemici fosse circoscritto a determinate situazioni di gioco non troppo frequenti, è evidente che già allora il concept di quelle particolari sezioni di gioco era stato sviluppato in modo decisamente più ottimale ed efficace, a differenza di Mindjack, dove questa peculiarità di gameplay finisce per affossare una produzione che non certo brillava per particolar riuscita. Schiarendosi le idee In definitiva, Mindjack è un titolo davvero difficile da consigliare a qualcuno, se non a quei collezionisti di opere incompiute. Da una parte il gioco si afferma su canoni quasi sufficienti per una produzione ludica moderna, dove il controllo mentale totale, dovrebbe in qualche modo essere il fiore all’occhiello in grado di fare il salto di qualità al titolo. Paradossalmente è proprio questa caratteristica di gioco a rendere Mindjack un “gran casino”, dove il voler valorizzare questa peculiarità di gioco ha portato gli sviluppatori a creare un titolo difficilmente godibile ed apprezzabile, tanto da pensare, una volta portato a termine il l'avventura, che Mindjack sarebbe stato migliore, se fosse risultato assente di questa contorta caratteristica di gameplay.


Pagina ufficiale: Mindjack
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Info

SVILUPPATORE:

feelplus

EDITORE:

Square Enix

GENERE:

Sparatutto

SOTTOGENERE:

N/A

CONSOLE:

xbox 360

GIOCATORI:

Multiplayer

SITO UFFICIALE:

Link

Voti

Grafica: 56
Filmati in CG ben realizzati, fisica dei modelli poligonali da dimenticare
Sonoro: 43
Cast di doppiatori davvero impalpabile
Giocabilità: 35
Il controllo mentale è devastante sul gameplay di gioco
Longevità: 40
Gameplay che distrugge alla lunga l’esperienza di gioco
GLOBALE: 43
“Terribile emicrania”
Pro:Contro:
  • Trama tutto sommato godibile
  • Cyberpunk
  • Concept di gioco dai grandi potenziali...
  • …Ma dagli effetti nefasti sul gioco
  • Pessimo voice acting
  • Grossolani errori di sistema di puntamento