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Recensione di
Mortal Kombat: Unchained
per PSP

La storia dei picchiaduro...sempre con noi!  
Un gioco di questo calibro richiama sempre a sé un enorme folla impazzita di fan e non, tanta è la fama e la storia che un titolo come questo porta con sè; finalmente i tasti della nostra PSP sono pronti ad un ‘duro lavoro’ poichè la quantità di mosse, combo e fatality presenti in questo nuovo Mortal Kombat: Unchained sono a dir poco infinite. Parlavamo della storia di questo mito ludico: bisogna andare parecchio indietro nel tempo e scavare nei meandri della memoria per trovare il primo MK, cabinato che cercava di contendere il primato di picchiaduro ai miti dell’epoca, tali Street Fighter 2 e Fatal Fury. La vera innovazione rispetto a questi titoli veniva descritta in un mix di colpi velocissimi e combo accompagnati da una violenza irrefrenabile, sicuramente fuori dai canoni visti in quegli anni.

Un tuffo nel passato

La storia veniva costruita su 7 livelli dall’atmosfera piuttosto tetra ed orripilante dove fazioni di guerrieri, rappresentanti il bene ed il male, si sfidavano in una lotta senza esclusione di colpi. Cattiveria a go-go e sangue a fiumi erano il fiore all’occhiello del gioco ma senza dubbio la caratteristica di spicco che ha portato avanti MK per più di 15 anni è certamente la fatality: al termine dell'incontro il vincitore aveva la possibilità (tramite una combinazione di tasti e croce direzionale) di uccidere il nemico con barbare esecuzioni di notevole impatto visivo e feroce sadicità. Nel corso del tempo la Midway ha giocato parecchio con le fatality tanto che sono state aggiunte delle alternative: prendevano forma l’Animality, le Babality e le Friendship in cui rispettivamente si prendevano le sembianze di un feroce animale, si trasformava il nemico in un pallido bebè e si dissotterrava l’ascia di guerra eseguendo un gesto simpatico senza ridurre l’avversario in condizioni inarrabili.

Torniamo al presente

Ma veniamo ai nostri giorni con la moderna pubblicazione per il portatile targato Sony. L’emozione è tanta ma il nostro commento raggiunge alti livelli già alla fatidica accensione della PSP: ci accorgiamo sorridendo che i personaggi selezionabili sono 30, quindi 6 in più della versione per la sorella maggiore PlayStation 2, tutti caratterizzati individualmente con ben 3 stili di combattimento a testa (di cui uno con un’arma) mosse speciali e combo, per una longevità giudicata già piuttosto ragguardevole. I comandi rispondono a meraviglia ed in perfetto stile con il gameplay di cui MK ci aveva abituato in questo quindicennio; peraltro la lotta risulta sempre vibrante e al massimo della nostra concentrazione ed è possibile come non mai ‘stoppare’ la combo dell’avversario premendo la croce direzionale ed avere così l’opportunità di portare un contrattacco. La sensazione che ci accompagna mentre siamo intenti a ‘smanettare’ sul pad è quella della ricerca della combo perfetta, del modo migliore per umiliare l’avversario mitragliandolo di colpi per poi lasciarlo steso a terra così deturpato che neanche la scientifica lo riconoscerebbe (sfido chiunque a trovare i documenti in quelle situazioni…).

Qualche difettuccio qua e la

Purtroppo in mezzo ai pregi descritti quasi sempre esiste qualche difetto e Mortal Kombat: Unchained purtroppo non ne è esente: accanto all’ottima giocabilità già menzionata e ad una colonna sonora tipicamente ’lugubre’ e ‘sazia’ di effetti abbinabili all’inferno dantesco, l’aspetto della grafica fa storcere il naso per alcune opinabili scelte. Si è quindi preferito occupare la memoria per il comparto tecnico tralasciando leggermente quello visivo; intendiamoci non è una bocciatura, i personaggi e gli sfondi sono tanti e coloratissimi ma perdono a livello di poligoni e qualità di texture.

Modalità per tutti i gusti

Di ottima caratura anche il comparto dedicato alle opzioni di gioco: togliendo il classico ‘Arcade’ appaiono in sequenza altre tre modalità: Puzzle Kombat, Konquest e Chess Kombat. Nella prima opzione, tramite opportuni ‘incastri’ di piccoli mattoni, ci sarà possibile ‘vedere’ la versione Deformed del nostro personaggio, nel Konquest bisognerà svolgere delle missioni allo scopo di recuperare degli oggetti , mentre nell’ultima opzione verremo catapultati in una partita di scacchi con i personaggi protagonisti, capaci di muoversi nella scacchiera ognuno secondo le proprie caratteristiche. Altra pecca rilevata è la mancanza di un collegamento on-line che ‘restringe’i combattimenti ad un solo player minando di fatto la longevità anche se non a livelli preoccupanti viste le molteplici opzioni ed i tantissimi personaggi con i rispettivi quadri.
Non importa se siete dei fan della serie o non lo siete , Mortal Kombat: Unchained vale veramente la pena di possederlo poiché rappresenta il divertimento allo stato puro: vi conviene darci retta o tra poco la vostra stanza si oscurerà e spunteremo noi di GAME armati di una fatality a testa…

A cura di : Riccardo "Riki" Fusco


Scheda Tecnica
SVILUPPATORE
JGI Entertainment / Midway Games
PUBLISHER
Midway Games
SITO UFFICIALE
www.mkarmageddon.com...
GENERE
Picchiaduro
GIOCATORI
1
ONLINE
NO
CONSOLE
Psp
Pagella
Grafica: 80
personaggi e sfondi coloratissimi
Sonoro: 91
musiche demoniache
Giocabilità: 93
buonissima dimestichezza con le combo e le fatality
Longevità: 90
30 personaggi , 3 stili a testa , 4 modalità, quadri a tamburo battente: basta?
GLOBALE: 91


Pro:
  1. + Tante modalità ed extra
  2. + Combo e fatality ben gestite

Contro:
  1. - qualità dei poligoni e texture sotto la media
  2. - manca il collegamento on-line




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