PES 2012
Konami ci prova ancora!
Alias: Pro Evolution Soccer 2012
By Simone Giorgi, 14/10/2011
Una sfida ormai impari?
Battaglia ormai storica quella tra Konami ed Electronic Arts alla contesa di miglior simulatore sportivo calcistico per console e PC. Scontro che prosegue ormai da diversi anni ad appannaggio dell’ormai sempre più sopraffino FIFA, il quale ha costretto il leggendario PES a perdere terreno e a lasciare il trono. Sono lontani ormai i fasti del miglior Pro Evolution Soccer (bei tempi quando ce la spassavamo su PS2), certo è che le ultime produzioni Konami hanno lasciato intravedere qualche spiraglio verso l’attesa rinascita. Spiraglio che in qualche modo sembra palesarsi anche in quest’ultima produzione; tuttavia il livello complessivo ancora non convince appieno e alcuni elementi stonano e deluderanno gli appassionati della simulazione pura.
A metà tra simulazione e arcade
Il vero problema che gli ultimi PES hanno palesato, va ricercato nello smarrimento di una vera identità. Gli ultimi titoli Konami hanno infatti mostrato diversi elementi simulativi, ma altrettanti decisamente arcade. Il vecchio gameplay, incentrato sul tatticismo estremo, si è quindi snaturato e questa via di mezzo ha portato risultati poco soddisfacenti, soprattutto se confrontati con la concorrenza ormai sempre più concentrata a perseguire la strada della simulazione estrema. Con PES 2012 si è cercato di trovare una soluzione introducendo il sistema Off the Ball. Grazie a questo espediente il giocatore avrà modo di far seguire l’azione in corso anche al compagno di squadra che non è in possesso palla. Capirete da soli che questo metodo garantirà la possibilità di sostituirci ai movimenti precalcolati della CPU e di imbastire qualche azione diversa dalla classica verticalizzazione in profondità. Assimilato questo metodo potremo creare movimenti effettivamente più realistici e non legati ai binari preimpostati. Il neo di questa nuova feature risiede nella non semplicissima attuabilità pratica. Sfruttare questa funzionale possibilità non è affatto semplice, soprattutto quando cercheremo di imbastire azioni in velocità. Questa funzione saprà anche limitare gli ormai noiosissimi e fastidiosissimi binari che purtroppo ancora affliggono il prodotto Konami. Nonostante ciò le barriere innalzate da questa fastidiosa caratteristica limitano ancora non poco lo svolgersi dell’azione. Sul fronte novità notiamo un inedito sistema contrasti che spesse volte ci costringerà ad affrontare l’avversario di turno con precisione e attenzione alcune volte eccessive. Infatti il gioco risulta molto più spezzettato e in troppi casi saremo costretti ad assistere a contrasti che porteranno come normale conseguenza al fallo. Si è dunque esagerato nel tentativo di regalare un’esperienza più realistica. Restando in tema di realismo, PES 2012 rinnova, ma non migliora le caratteristiche fisiche dei giocatori. In campo, trovare una netta differenza tra una squadra e l’altra (a meno che non giochiate un match tra Chievo e Barcellona), non è semplice per via della velocità e della capacità dei giocatori nell’andar via con dribling funambolici e scatti in stile Bolt. Inficiata dunque, ahinoi ancora una volta, la veridicità dei match.
A conti fatti quindi, PES 2012 risulta ancora un titolo dal forte sapore arcade e dal gameplay eccessivamente legnoso, lontano dai risultati e dai fasti ottenuti in passato. Ad affliggere la nuova produzione Konami ci pensano poi anche le clamorose papere dei portieri che prenderanno gol anche da distanze siderali (Konami ha comunque rilasciato una patch correttiva che ne migliora l’IA).
Modalità a go-go!
Se da affezionati della serie sarete disposti a mettere da parte le lacune espresse dal gameplay, PES 2012 saprà sicuramente assicurarvi la solita caterva di opzioni e possibilità. Master League, modalità Diventa un Mito, licenza ufficiale della Coppa Libertadores, UEFA Champions League, UEFA Europa League, Supercoppa UEFA e dei seguenti campionati: Serie A, Premier League, Liga BBVA, Ligue 1, Eredivisie, Primeira Liga. Nella maggior parte dei casi troveremo squadre e giocatori licenziati, tranne per alcune situazioni e in alcune categorie. Introdotta inoltre la modalità Club Boss dove avremo modo di immedesimarci in un Paperon de’ Paperoni e gestire la nostra società. Da qui avremo accesso a diverse decisioni che ci porteranno al successo o al fallimento. Cambiare allenatore in caso di scarsi risultati, stanziare il budget per il mercato e la squadra e tutto quello che concerne l’organizzazione di un team preferibilmente vincente. Le altre modalità, Master league e Diventa un Mito, hanno subìto delle modifiche sufficientemente interessanti, soprattutto nel primo caso. La ML, sempre vero fulcro del titolo, ora sarà caratterizzata da una maggiore profondità e vede l’introduzione della figura del vice allenatore. Questo personaggio dovrà tenere a bada eventuali malumori della squadra, gestire i singoli giocatori ed organizzare gli incontri con l’accanita stampa. Sul campo dovremo invece traghettare il nostro team alla conquista dei maggiori campionati. In PES 2012, c’è un gradito ritorno, ovvero il training con le annesse sfide. Come successo in passato, potremo divertirci a fare pratica di punizioni, dribling, rigori etc. sfruttando dei minigiochi spesso divertenti e vari che avranno il compito di affinare la nostra sensibilità con il pad. Come non parlare poi del reparto multiplayer online, dove avrete modo di organizzare match tra amici, tornei privati o prendere parte alla Master League in rete. Come già detto, se riuscirete a chiudere un occhio sui problemi legati al gameplay, PES 2012 saprà ricompensarvi grazie alle innumerevoli modalità. .
Uno sguardo dagli spalti!
Tecnicamente PES 2012 si presenta discretamente bene, soprattutto sul fronte giocatori. Gli atleti sono rappresentati in maniera realistica rispetto alle controparti esistenti e l’impatto scenografico degli stadi è sufficientemente caratterizzato. Ottimi anche i replay i quali donano una sensazione di realismo davvero impareggiabile e in questo caso migliore rispetto a Fifa 12. Da migliorare, invece, l’aspetto animazioni alcune ancora poco fluide e non sempre realistiche. Sonoro più che sufficiente con la cronaca della partita affidata al duo Pardo/Marchegiani che ben si diletta ed effetti ambientali realistici anche se non del tutto immersivi. La longevità sarà garantita garantita dall’online e dalle numerose modalità presenti.
Triplice fischio
PES 2012 si è rivelato ancora una volta un prodotto divertente, ma ahinoi poco profondo e sempre meno simulativo. Come accennavo in precedenza, la tendenza di questi ultimi capitoli Konami è quella di presentare un prodotto senza troppa personalità, una fastidiosa via di mezzo tra l’arcade e la simulazione. Trovare una strada, preferibilmente quella del realismo, sarebbe opportuno e quanto mai sperato. PES 2012, infatti, pur poggiandosi su qualche elemento solido, si lascia andar via facendo sua una proprietà fin troppo “giocattolosa”. Ricostruire il prossimo PES sulle fondamenta di un’unica soluzione simulativa, potrebbe essere la soluzione giusta… continuando su questa strada si rischia di non svoltare mai.
Pagina ufficiale: PES 2012
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Info
SVILUPPATORE:
Konami
EDITORE:Konami
GENERE:Sport
SOTTOGENERE:N/A
CONSOLE:Play Station 3
GIOCATORI:Multiplayer
SITO UFFICIALE:Voti
| Grafica: | 78 |
| Ottimi gli atleti riprodotti. Animazioni ancora da migliorare | |
| Sonoro: | 88 |
| Cronaca ed effetti ambientali di buona fattura | |
| Giocabilità: | 75 |
| La strada è ancora lunga. Troppo modello arcade | |
| Longevità: | 90 |
| Tante modalità offline e online | |
| GLOBALE: | 78 |
| Pro: | Contro: |
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