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Pilotwings Resort - 3DS

Le mie ali.....tridimensionali

By Alessandro Di Pietro, 30/03/2011

I Signori passeggeri sono pregati di recarsi all'imbarco 3D Avere in mano una nuova console è un po' come prepararsi ad affrontare un viaggio con l'incognita di non sapere dove questo ti porterà. Certo è che se quella “nuova console” è la prossima generazione di portatili targata Nintendo allora, vista anche la sua storia in questo campo costellata da successi, non si può fare a meno di fare un grosso sorriso e timbrare felicemente il biglietto per immergersi in giochi che segneranno anche l'ingresso della terza dimensione... senza bisogno di occhiali appositi per poterne usufruire. Eh già! Perchè l'innovazione più importante del Nintendo 3DS sta tutto in quello schermo superiore capace di dare inaspettate profondità ai giochi e che fin dall'annuncio è stato il vero motore trainante nelle aspettative dei players che finalmente potevano contare, inoltre, su una potenza grafica di gran lunga maggiore del fratello DS. Ma una vera nuova concezione videoludica non sarebbe tale senza il software dedicato a dimostrarne i pregi per invogliare a provare ed acquistare. Sotto questo profilo, purtroppo, Nintendo non ha voluto da subito lanciarsi con Killer Application degne di questo nome lasciando, forse a ragione, più campo libero alle terze parti e sotto la propria ala lanciare soltanto Nintendogs + Cats e Pilotwings Resort. Forse la cosa non è stata fatta intenzionalmente ma, visto il tipo di gioco, chi meglio di quest'ultimo potrebbe rappresentare l'inizio di un volo che si spera continuerà a prendere quota nei prossimi mesi? Accademia di Volo La serie nasce su Super Nintendo nel “lontano 1990” proponendosi come “simulatore” di volo con il compito di mettere in mostra le buone capacità del mode 7, vanto prospettico dell'allora 16 bit. Nel gioco, a bordo di mezzi aerei, bisognava completare obiettivi di difficoltà crescente. Nel 1996 il gioco venne nuovamente arruolato per dimostrare le ruggenti capacità dei 64 bit del Nintendo 64 attraverso scenari completamente poligonali in cui volare in libertà utilizzando mezzi aerei convenzionali ed alcuni decisamente più... assurdi. Poi i nostri velivoli decisero di atterrare per effettuare manutenzione e prendersi una pausa di ben 15 anni. Ovviamente da allora di acqua sotto i ponti ne è passata tanta, ma questo tempo è servito per preparare il nostro fido pilota (che avrà il volto di un Mii che avremo in precedenza creato attraverso il Centro Creazione Mii del 3DS) ad invadere l'isola di Wuhu, già protagonista di altri giochi Nintendo come Wii Sport Resort e per alcune discipline di Wii Fit: in questo caso le parole di Shigeru Miyamoto di voler rendere questa ambientazione il teatro su cui ambientare varie produzioni ludiche inizia a trovare un suo fondamento. Nel blu dipinto di blu Prendendo i comandi di un aereoplano, di un jet-pack o di un deltaplano alla continua ricerca di vortici d'aria per poter continuare a volare alto nel cielo, si potrà esplorare l'isola perfettamente ricreata sul nostro piccolo schermo. All'inizio dell' avventura, grazie ad un simpatico personaggio che gestisce il Centro di Volo, sarà possibile effettuare i primi voli di prova per prendere un po' di dimestichezza con i mezzi a disposizione: a questi, mano mano che sbloccheremo e completeremo missioni, se ne aggiungeranno altri inseriti per ridestare il nostro interesse verso velivoli con cui potremo sperimentare altri “modi” di intendere il volo. Ovviamente anche l'introduzione alle missioni, vero cuore del gioco, sarà graduale per farci capire i meccanismi: partendo da una serie di sfide classe “Principiante”, saremo chiamati a raccogliere il punteggio in stelle, che va da un minimo di una a un massimo di tre, con il quale potremo sbloccare via via le altre classi: già da quella Bronzo, comunque, sarà facile capire che dovremo metterci molta costanza per riuscire a padroneggiare davvero le evoluzioni richieste e poter coronare in “perfect score” ogni singola fase. Ciò che però lascerà davvero con la bocca aperta sarà scoprire la profondità di campo che apparirà sotto i nostri occhi: con l'effetto 3D attivato sembrerà, già dalla piccola presentazione iniziale, davvero di poter rimirare nei suoi confini più distanti l'isola di Wuhu. Probabilmente se a chi abbiamo intorno vogliamo mostrare le capacità tridimensionali della console, attraverso Pilotwings Resort potremo tranquillamente lasciare stupiti parenti e amici. Graficamente il gioco fa il suo lavoro in modo molto convincente lasciando spazio a scenari puliti dall'aspetto cartoonesco che ben si adatta al tipo di gioco: lo scenario isolano è molto gradevole da rimirare sia senza l'utilizzo del 3D sia ovviamente e soprattutto, con l'effetto attivato. Sicuramente Pilotwings Resort non sfrutta appieno le possibilità grafiche offerte dalla console ma quel che fa, lo fa così bene, che davvero non ci porremo, almeno in questo tipo di gioco, il problema. Il fulcro principale del titolo, come dicevamo, è tutto nelle sue missioni che risulteranno la vera essenza da dominare per raggiungere la classe “Diamante”: l'inizio graduale sarà solo il preludio a “intestardirsi” per raggiungere quello stato di perfezione che ci porterà ad essere piloti provetti pronti per ogni virata al limite del possibile. Ci verrà chiesto di volta in volta di compiere evoluzioni ed acrobazie nei più svariati modi: inanellare una fila di cerchi nel cielo, atterrare col jet-pack in stazioni di rifornimento in cui è importante anche il modo in cui si atterra, colpire e scoppiare dei palloncini sospesi in aria, effettuare giri dell'isola con atterraggio in una posizione stabilita e così via. Ovviamente tra una missione ed un'altra potremo anche decidere di prendere parte alla modalità di volo libero in cui scoprire i punti interesse dell'isola... da conquistare in un tempo stabilito: in questa modalità utilizzeremo il mezzo che più ci aggrada e affronteremo il tutto sia di giorno che di sera che di notte. Non ultima la possibilità di poter scattare foto negli scenari del gioco grazie alla fida macchina fotografica con cui immortalare qualche scorcio pieno di poesia. La modalità libera forse è la parte meno sviluppata in termini di potenzialità, assomiglia forse troppo a quella che già che si è potuta giocare in Wii Sports Resort, ma risulterà un buon diversivo quando una sfida perticolarmente impegnativa proprio non ne vuole sapere di finire come diciamo noi. Peccato anche per l'assenza di una modalità multigiocatore: il titolo punta difatti alla sola esperienza in single player. Gli effetti sonori così come le musiche, ben si adattano all'esperienza di gioco e non meno importanti sono i testi, tutti tradotti in Italiano come già da un po' di tempo a questa parte ci ha abituato Nintendo. Prossimo scalo... 3DS Pilotwings Resort è il giusto preludio per tutte le meraviglie che Nintendo pubblicherà da qui in avanti e un buon modo per capire davvero come l'effetto tridimensionale da alla visione complessiva quel qualcosa in più che non guasta mai. Accendere i motori nella colorata isola di Wuhu sarà come ritrovare un vecchio amico che, pur abbandonando alcuni mezzi stravaganti delle altre edizioni (il cannone spara uomini, le calzature con le molle ecc..), riesce a reinventarsi per portare la serie a debuttare con nuovo slancio sulla nuova piccola grande console della grande N. Se non avete paura dell'altezza e il vostro sogno è librarvi tra i cieli azzurri di un'isola senza tempo, questo è il gioco che stavate aspettando di vedere... di nuovo.


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Info

SVILUPPATORE:

EAD

EDITORE:

Nintendo

GENERE:

Simulazione

SOTTOGENERE:

N/A

CONSOLE:

Nintendo DS

GIOCATORI:

Singleplayer

SITO UFFICIALE:

Link

Voti

Grafica: 90
Curata e con un effetto 3D da applausi
Sonoro: 85
Ben si adattano alle atmosfere del gioco
Giocabilità: 85
Facile prenderci la mano... difficile raggiungere subito la perfezione
Longevità: 90
Per i perfezionisti ci sarà da faticare
GLOBALE: 87
Sempre di più... nel blu dipinto di blu
Pro:Contro:
  • Effetto 3D molto riuscito
  • Sonoro azzeccato e mai noioso
  • Graficamente colorato e curato
  • Modalità libera poco elaborata
  • Se non si ha voglia di completare tutte le missioni alla perfezione la durata non è altissima