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Recensione di
Pokemon Heart Gold/Soul Silver
per NDS

Tornate bambini un'ultima volta
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“Totodile, usa NOSTALGIA! E’ superefficace!”
Ah, i Pokèmon. Se appartenete alla mia generazione, cresciuta nei fantastici anni ’90, non potete assolutamente non ricordare con affetto i pomeriggi passati con la faccia attaccata al vostro primo Game Boy, o al nuovissimo Game Boy Color se eravate tra quei fortunati che l’avevano preso, a tentare di prendere quel f***o Mew o a tenervi in serbo la MasterBall per il buon vecchio MewTwo. Si sa, noi gamers siamo da sempre dei nostalgici e molti di voi, come me del resto, appena saputo che i Game Freaks, la software house responsabile della serie, stavano preparando i remake per Nintendo DS di quelle che sono universalmente riconosciute come le migliori versioni dell’intera serie, avranno fatto almeno un pensierino sull’eventuale acquisto, di nascosto dalle proprie compagne ovviamente. Io, invece, che ho una fantastica scusa (“ma tesoro, lo devo comprare perché devo recensirlo! Ti pare che alla mia età sia ancora interessato ai Pokèmon?”) non ho dovuto pensarci su molto; e infatti eccomi qui, DS alla mano, ancora intento, come dieci anni fa, a tentare di “catturarli tutti”. Ma l’effetto nostalgia basterà a far promuovere questi due remake?
“Lugia? C’è. Il prof. Oak? C’è. I Capi Palestra? Ci sono. Bene, allora andiamo!”
Come ben saprete se avete mai giocato uno qualsiasi dei videogiochi di questa serie, la storia non è proprio il cavallo di battaglia di questo Franchise. In breve: siete un ragazzino di una sperduta cittadina che, ricevuto il proprio primo Pokèmon tra tre diversi esemplari, decide di diventare il miglior allenatore delle suddette bestiole. Per fare ciò, il nostro eroe dovrà battere una serie di Capi Palestra in duello, ottenere da loro delle medaglie, affrontare la classica organizzazione criminale che punta alla conquista del mondo, scontrarsi con i “super quattro” (i più forti allenatori esistenti) per poi finire con uno scontro finale con il proprio rivale. Inutile girarci attorno, la storia di un qualsivoglia gioco dei Pokèmon ha sempre girato intorno a questo canovaccio ma, d’altronde, stiamo parlando di un Remake. Posso tranquillizzarvi subito: nulla è cambiato rispetto agli originali. L’aria che si respira è sempre quella delle vecchie versioni e, nonostante la grafica ricostruita da zero, i nostalgici di vecchia data si ritroveranno perfettamente a loro agio.
”Oddio, ma era così strategico anche 10 anni fa? Ma come facevo a giocarci alla cavolo?”
Il gameplay di questi due remake delle versioni Oro e Argento dei Pokèmon è rimasto esattamente così com’era. Per chi di voi non abbia mai toccato un episodio di questa serie, cercherò di spiegarvelo in parole povere. Il titolo, di per sé, non è nient’altro che un JRPG, ovvero un gioco di ruolo con combattimenti a turni. Il giocatore deve trovare i Pokèmon che gli interessano, ognuno caratterizzato da diverse statistiche ed elementi, catturarli, farli combattere o in duello o contro altre creature selvagge per farli salire di livello e potenziarli al massimo. Salendo di grado, i nostri mostriciattoli impareranno nuove tecniche e potranno addirittura evolversi, acquisendo così un nuovo aspetto e nuove caratteristiche che erano impossibilitati a imparare prima. Gli scontri sono di due tipi: o contro Pokèmon selvaggi, praticamente degli incontri casuali fin troppo frequenti, o contro altri allenatori che vi sfideranno se entrerete nel loro campo visivo. Il gameplay di questi due nuovi episodi, quindi, da un punto di vista di Remake rimangono fedelissimi all’originale ma, da un punto di vista strettamente ludico, questa struttura di gioco si ripete da veramente troppi anni identica a se stessa senza aver mai, praticamente, variato niente della propria struttura. Gli unici cambiamenti che possiamo trovare in questi due nuovi capitoli sono da ricercarsi nell’aggiunta di una serie di nuovi minigame chiamati “Pokécathlon“, ininfluenti al livello di storia o potenziamenti, utili solo al fine di variare un po’ l’esperienza di gioco, e del discusso Pokèwalker. Trattasi, questa periferica, di un Tamagotchi, da portare con voi, su cui trasferire i propri Pokèmon che si potenzieranno mano a mano che camminerete con il suddetto accessorio. Uno strumento interessante ma che ben poco fa per variare l’esperienza di gioco.
“Ai miei tempi si giocava in bianco e nero!”
Graficamente parlando, queste due nuove versioni della serie fanno il loro lavoro. Il misto di grafica 3D e Sprite vecchia maniera è molto bello a vedersi e, se siete fan dei capolavori originali, non potrete che giocare con un sorriso da orecchio a orecchio per tutta la durata della vostra partita. Se però avete già sperimentato le versioni immediatamente precedenti a questi due remake, non potrete non notare come non sia cambiato nulla dal punto di vista grafico, sempre efficace ma senza miglioramenti di alcun genere. Il comparto audio è ottimo se vogliamo parlare della colonna sonora, con i brani originali ricreati in maniera eccelsa e sempre piacevoli da ascoltare. Bocciatura completa se, invece, andiamo a considerare gli effetti sonori, invariati rispetto a quelli di 10 anni fa... quando si decideranno a creare dei nuovi suoni per i versi dei Pokèmon o un nuovo effetto sonoro quando li lanciate in campo? Niente da dire riguardo la longevità, vero e proprio punto di forza della produzione, che risulta praticamente infinita visto l’enorme ammontare di mostriciattoli da catturare e la sempre ottima possibilità si sfidare i propri amici. Ed è durante questi scontri, tra l’altro, che la vera venatura strategica della serie esce fuori. Combattere contro i propri amici, specialmente se esperti, risulta eccitante e impegnativo come una volta e sarete in grado di passare intere serate davanti allo schermo a scambiarvi attacchi e Pokèmon.
“Ma, alla fine, è bello o no ‘sto gioco?”
Dare un giudizio su questi due nuovi episodi risulta estremamente difficile. Se, infatti, lo vogliamo considerare come un remake e valutarlo solo su quella scala di giudizio, i giochi risultano eccellenti e decisamente fedeli. Se vogliamo, invece, considerarli come due nuovi titoli di questo fortunato Franchise, il giudizio non può che calare vertiginosamente. Il gameplay ha veramente troppi anni sulle spalle e non bastano uno o due minigiochi per svecchiarlo. Se poi aggiungiamo degli effetti sonori non eclatanti e una grafica identica alle recenti versioni per DS il gioco non riesce ad elevarsi da altri JRPG per il portatile Nintendo. Posso solo darvi un consiglio, se siete fan delle versioni argento e oro o, semplicemente, avete voglia di prendervi un nuovo gioco dei Pokèmon per farvi un tuffo nel passato, aumentate il punteggio di dieci punti e prendetelo ad occhi chiusi. Se invece avete già preso un episodio della seria per DS o, semplicemente, non vi sono mai piaciuti queste creature pensateci almeno due volte. |
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Scheda Tecnica
SVILUPPATORE
Game freaks
PUBLISHER Nintendo
SITO UFFICIALE www.pokemon.com...
GENERE Rpg/Avventura
GIOCATORI 1-4
ONLINE SI
CONSOLE Nds
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Pagella
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Grafica:
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83 |
Fedele all'originale e bella a vedersi, tecnicamente uguale ai vecchi episodi |
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Sonoro:
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74 |
Effetti sonori identici alle versioni di 10 anni fa, bella la colonna sonora |
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Giocabilità:
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80 |
Un buon JRPG ma soffre di troppi anni sulle spalle. |
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Longevità:
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95 |
Vi durerà per mesi, anche solo per le battaglie con gli amici |
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GLOBALE:
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81 |
Fantastico per i fan, mediocre per chi si è stufato o cerca un JRPG migliore |
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Pro:
- + Fedelissimi agli originali
- + Se siete nostalgici lo adorerete
- + Le battaglie con gli amici sono sempre divertenti
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Contro:
- - Gameplay identico alle vecchie versioni
- - Pessimi effetti sonori
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