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Recensione di
Prince of Persia
per PlayStation3

Il Principe è tornato!
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C’era una volta…
…un Principe nella lontana Persia. Tanti, tanti anni fa. Una saga che ha segnato la storia dei videogames e che ci ha appassionato per anni, con una ambientazione degna di un film hollywoodiano e una tecnica sempre all’avanguardia. Oggi quel Principe di Persia non c’è più, ma ha lasciato il posto ad un nuovo protagonista, più moderno ed attuale. Questo è Prince of Persia, in nuovo capolavoro di Ubisoft Montreal, coloro che hanno realizzato e ci hanno meravigliato dapprima con alcuni capitoli della saga del Principe e, in tempi recenti con il pluripremiato blockbuster Assassin's Creed, regalandoci nuovamente una esperienza fuori dal comune e ricca di fascino.
Il bene ed il male
La storia è, essenzialmente, la solita: il bene contro il male, la luce contro l’oscurità, in una lotta infinita che va avanti da secoli e che abbiamo visto in ogni salsa. Stavolta però c’è qualcosa di diverso: lo stile con cui viene proposto. Idee originali, con una mescolanza di generi e filosofie (ritroverete, senza dubbio, citazioni ai vecchi episodi della serie, a Shadow of The Colossus di ICO, fino ad arrivare allo stesso Assassin’s Creed), che raccontano la storia del Principe e di Elika, giovane ragazza dotata di misteriosi poteri ed inseguita dagli scagnozzi del padre (e non vi riveleremo chi è!). Tuttavia, per evitare la permanenza della figlia, decide di liberare una creatura maligna, Ahriman, ovvero il “cattivo dei cattivi”, atto che spalancherà le porte del mondo all’oscurita ed ai seguaci di questo oscuro signore. Compito nostro, tutt’altro che facile, sarà quello di purificare le aree contaminate dalla malvagità e sconfiggere i pericolosi e spietati mostri che servono l’oscuro signore
Un dipinto in movimento!
Prince of Persia è visivamente di impatto, poiché ricorda moltissimo un vero e proprio dipinto ad olio in perenne movimento. Tale è la cura riposta da Ubisoft Montreal nella realizzazione di questo gioco da poterci permettere di fare un applauso pubblico alla software house, che ha indubbiamente realizzato un prodotto di altissima qualità. Avvalendosi dell’ottimo engine grafico di Assassin’s Creed, ovviamente modificato ed aggiornato, Prince of Persia presenta una grafica assimilabile ad un cell-shading ‘sporco’, chiaramente spinto verso il tratto tipico dei pennelli, che, applicato sui personaggi con grande perizia, gli conferisce un aspetto nuovo ed innovativo, coadiuvando di fatto l’ambientazione, molto ricca e ben definita, sebbene si noti molto meno il nuovo tipo di approccio grafico voluto dai designers della sede canadese di Ubisoft. Le textures sono ben fatte, le animazioni superlative, per un comparto grafico che nel complesso risulta essere di fatto ai vertici della tecnologia moderna, creando una nuova tipologia di gioco ricca di fascino.
Il volo dell’angelo
Prince of Persia presenta un gameplay profondamente diverso dai capitoli del passato, sebbene presenti delle analogie con Prince of Persia: i due troni, sempre sviluppato da Ubisoft Montreal, con un dinamismo senza precedenti ed un alto fattore di difficoltà intrinseco, come è giusto che sia, nelle arrampicate. Ecco tuttavia comparire il primo difetto di questo gioco, alquanto inaspettato diremmo: le cadute nelle arrampicate. In questo capitolo della nuova trilogia del Principe non è possibile morire cadendo per un errore. Elika, la nostra partner sempre attenta a dove mettiamo i piedi, che ci accompagna lungo tutto il tragitto del gioco ci salverà sempre, sfruttando il suo magico potere che le permette di prenderci al volo, riportandoci sulla piattaforma da cui siamo partiti ed impedendoci di morire. Questa è probabilmente una scelta per far si che il gioco sia godibile per una fascia di utenza più ampia, tuttavia toglie innegabilmente quel fattore, presente peraltro nello stesso Assassin’s Creed, di senso del pericolo e tensione che genera, gravando pesantemente sull’esperienza di gioco. Quando poi ci si accorge che un concetto simile è applicato nei combattimenti, impedendoci di fatto di morire con dignità, rasenta quasi l’insopportabile per chi cerca una esperienza veramente difficile ed impegnativa. In questo gioco purtroppo la tensione derivante dal pericolo viene meno, almeno in gran parte, ed è un peccato. A livello di gameplay va citata senz’altro la grazia con cui i due protagonisti si arrampicano, sfruttando vicendevolmente la presenza del partner per raggiungere lidi altrimenti proibiti ad un singolo. Una coppia che risulta peraltro molto utile ed efficace nei combattimenti, poiché è possibile, tramite la pressione di un semplice tasto, far attaccare la vostra compagna di viaggio con attacchi magici.
Il sonoro e l'online
Ottimo il comparto sonoro, con una OST ricca di musiche fortemente evocative e, soprattutto, di un doppiaggio in lingua italiana veramente ottimo, con voci azzeccate ed una ottima recitazione. Gli effetti sonori, da sempre molto curati nella serie di Prince of Persia (così come in tutti i prodotti Ubisoft Montreal), si dimostrano ottimali anche in questa occasione, contribuendo nella riuscita complessiva di quello che potremmo definire un ottimo comparto sonoro, tra i migliori di questo periodo. Per quel che concerne la modalità online c’è ben poco da dire: non è presente alcuna modalità online, e non è da considerarsi come un difetto, vista la tipologia del gioco, tuttavia, volendo proprio cercare il pelo nell’uovo, si sarebbe potuta integrare una modalità cooperativa per due giocatori offline, sfruttando difatto la presenza di Elika, costantemente affiancata al Principe.
In conclusione
Prince of Persia è senz’altro uno dei migliori giochi dell’anno, che porta nuova linfa al brand del mitico Principe, con nuove ambientazioni, un nuovo stile grafico ed un gameplay profondamente rinnovato, in meglio, almeno in gran parte. Tuttavia non è un prodotto esente da difetti, come abbiamo accennato in precedenza, e la mancanza di emozione derivante dal “non poter morire in santa pace” diventa alla lunga frustrante, facendo felici magari i giocatori occasionali ma rendendolo a volte lievemente indigesto a chi cerca la sfida perennemente. In se il gioco è molto difficile, con una curva di difficoltà (soprattutto per le arrampicate) veramente elevato. Tuttavia c’è da sperare che, nel suo seguito, Ubisoft Montreal fornisca la possibilità di poter scegliere un livello di difficoltà per intraprendere l’avventura. In ogni caso Prince of Persia si è rivelato per quel che è: una poesia pittorica da provare assolutamente!
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Scheda Tecnica
SVILUPPATORE
Ubisoft Montreal
PUBLISHER Ubisoft
SITO UFFICIALE prince-of-persia.it....
GENERE Azione/Piattaforme
GIOCATORI 1
ONLINE NO
CONSOLE Ps3
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Pagella
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Grafica:
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93 |
Impatto visivo straordinario |
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Sonoro:
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80 |
Coinvolgente l'OST |
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Giocabilità:
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86 |
Alcuni difetti, ma godibilissimo |
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Longevità:
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90 |
Giocherete abbastanza! |
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GLOBALE:
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87 |
Il Principe è in splendida forma! |
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Pro:
- + Grafica impressionante
- + Gameplay rinnovato e coinvolgente
- + Concept innovativo
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Contro:
- - E' impossibile morire...
- - ...quindi le emozioni diminuiscono!
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