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Quantum Theory

GOW gusto giapponese!

By Andrea Pautasso , 13/10/2010

Cronaca di un titolo tormentato Di tutti gli annunci fatti a fine dello scorso anno, in tanti ricorderanno quello di Quantum Theory. Inizialmente previsto solo per PlayStation 3, salvo poi essere annunciato multipiattaforma anche per Xbox 360, il nuovo titolo Tecmo è sempre stato accompagnato da una certa aurea di scetticismo fin dalle fase iniziali. Il motivo? Assomigliare in modo troppo evidente ad uno dei brand più forti e influenti di Microsoft ed Epic, ovver un certo Gears of War. A distanza di quasi un anno da quella marea di scetticismo e di critiche, il titolo Tecmo presto sarà presente sugli scaffali e noi abbiamo avuto modo di provare la versione completa per farci un'idea di cosa ci aspetterà una volta scesi sul campo di battaglia. Apocalisse di benvenuto Il plot del gioco di gioco inizia esattamente come molte trame di molti videogame di azione, ovvero “le chiacchere dopo un bel po’ di roboante azione”, ed effettivamente è la prima diapositiva che inquadriamo subito del mondo di Quatum Theory. La trama ci vedrà nei panni di Syd, energumeno dai bruschi modi e dalla battuta sarcastica di cui vestiremo i panni per tutta l’avventura principale. Accanto a questa figura alquanto scontrosa troviamo la più loquace Filena, abile guerriera specializzata nell’utilizzo delle armi bianche da lontano (arco) e da vicino (spada). Passando all’analisi dei profili dei personaggi, i riferimenti ironici ad altre produzioni si sprecano, in particolare sul personaggio principale, che sembra in tutto e per tutto palesemente ispirato ad un certo Marcus Fenix di un certo Gears of War salvo avere uno stile decisamente più gotico e dark. La stessa Filena non si salva dagli stereotipi del genere, essendo a tutti gli effetti disegnata seguendo il credo giapponese di guerriera celestiale dai tratti elfici. Allucinante eppure divertente Il compito dei nostri impavidi eroi sarà quello di scalare l’impressionante costrutto oscuro fatto a forma di torre che opprime il mondo. Una torre che si rivelerà presto essere una vera e propria trappola mortale, piena di trappole e nemici di ogni dimensione e ferocia. Se all’inizio ci troveremo a confrontarci con nemici piuttosto facili da abbattere, per il piacere del “più grosso e più divertente” mano a mano che procederemo nel gioco ci troveremo di fronte a vere e proprie orde di nemici da abbattere a suon di colpi di fucile e lanciarazzi. Il tutto potrà sembrare estremamente lineare e monotono, eppure dopo poche ore di gioco, troverete Quantum Theory a dir poco divertente. L’eccessiva esagerazione di voler ostentare il dubbio carisma del protagonista, oltre al voler cercare di voler dimostrare raffinatezza e non banalità in ogni sezione di gioco, fa si che il titolo Tecmo faccia inconsapevolmente ironia sul suo stesso plot narrativo, rendendo l’esperienza di gioco meno pesante da provare e decisamente più accessibile. A spezzare la noia che sopraggiunge verso metà del gioco ci pensa la possibilità di realizzare combo con la co-protagonista del gioco Filena. L’abile guerriera si farà strada tra i nemici a suon di colpi di spada, Syd dal canto suo farà uso di brutali pugni tenendo coperte le spalle alla sua compagna. Sarà inoltre possibile eseguire combo di colpi nei confronti dei nemici grazie alla concatenazione di colpi da parte dei due protagonisti, che produrrà degli effetti devastanti sui nemici. Balletto tecnico Sotto l’aspetto tecnico il titolo è poco più che buono. A fronte di filmati pre renderizzati di buona qualità il gioco scopre il fianco ad un frame-rate decisamente instabile nei momenti più concitati di gioco, che causerà qualche rallentamento di troppo. Il comparto sonoro è forse l’aspetto più penalizzato del titolo, che gode di un doppiaggio abbastanza anonimo in particolare nella scelta della voce di Syd, che risulta essere quasi irritante durante le fasi di battaglia del titolo, con commenti poco azzeccati pronunciati con un aria di sufficienza del tutto irreale in base al contesto in cui si trova il protagonista. Da notare come in pieno spirito giapponese, il copione testuale del gioco non prevede nessun turpiloquio o imprecazione particolarmente volgare. Con questo non vogliamo dire che li avremo graditi, ma i confronti con la controparte americana “Marco Fenice” sono inevitabili quanto dovuti. Massacro di lungo periodo Quantum Theory gode di una longevità piuttosto alta, non a caso prima di vedere i titoli di coda dovremo farci strada a suon di piombo magico per quasi 13-15 ore di gioco, non male per un gioco che fa dell’intensità di azione il suo forte. Il titolo è affrontabile anche in compagnia di un amico e vistaoil sano divertimento distruttivo che offre, l’idea di giocare Quantum Theory in compagnia di un amico può essere raccomandata a tutti gli amanti del genere. Concludendo la cronaca… In definitiva riesce difficile non affossare l’ultimo lavoro Tecmo. Ci troviamo di fronte ad un titolo dalla palese ispirazione a terze parti e che soffre di una evidente carenza di personalità. A questa grave lacuna si va a sommare il comparto tecnico non propriamente riuscito, specialmente sotto l’aspetto del doppiaggio, davvero inconsistente e poco azzeccato. Ciononostante il titolo offre una insana quantità di ore di divertimento ignorante, fatto di un arsenale bellico esagerato da lanciare contro nemici dalle fattezze a dir poco stellari che arriveranno in quantità a dir poco epiche, il tutto per un divertimento alquanto insperato. Quantum Theory è un titolo a dir poco folle ed insano, nel bene ma soprattutto nel male.


Pagina ufficiale: Quantum Theory
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Info

SVILUPPATORE:

Team Tachyon

EDITORE:

Tecmo

GENERE:

Azione

SOTTOGENERE:

N/A

CONSOLE:

Play Station 3

GIOCATORI:

Multiplayer

SITO UFFICIALE:

Link

Voti

Grafica: 53
Frame rate instabile, ma filmati discreti
Sonoro: 50
Doppiaggio da dimenticare
Giocabilità: 58
Sistema di gioco troppo deja-vu
Longevità: 85
13-15 ore di gioco
GLOBALE: 62
“Comunque sia, da provare”
Pro:Contro:
  • Combo system apprezzabile
  • Divertente
  • In due è ancora meglio
  • Texture sgranante
  • Gameplay piatto e poco originale
  • Tecnicamente da rivedere