Rage - PC
Preparate le armi, Id è tornata.
By Andrea Romaniello , 25/10/2011
Cerebralmente vivi!
Dopo il mezzo disastro combinato con DooM 3 e Resurrection of Evil, sembrava che John Carmack ed i suoi Id Software fossero spariti in qualche sacello a leccarsi le ferite, lontani da tutto e da tutti. Questo è quello che molti di noi hanno pensato in seguito al silenzio ludico della famosa software house. Invece toh, se ne escono con una nuova proprietà intellettuale, che sprizza carisma già dalla sua prima uscita. Questo è Rage, il nuovo sparatutto di Id. Grazie all’accompagnamento di importanti news e di entusiasmanti video, lo hanno catapultato direttamente nella top 3 della mia personalissima lista dei giochi più attesi, dietro solamente a prodotti del calibro di Assassin’s Creed: Revelations e The Elder Scrolls V: Skyrim. Ma è ora che rullino i tamburi e che suonino le trombe, entriamo di prepotenza nel mondo (devastato) di Rage!
Uhm, la terra non la ricordavo così...
Rage è ambientato in un futuro post-apocalittico dove un meteorite schiantatosi sulla Terra ha rischiato di estinguere la razza umana. Alcuni di questi vengono salvati tramite delle stanze criogeniche, tra cui noi, i protagonisti del gioco. Al nostro risveglio (106 anni dopo) ci accorgiamo che i “compagni di sonno” chiusi all’interno della stanza, non hanno ricevuto la nostra stessa fortuna. Sono tutti deceduti e quindi siamo noi gli unici ad uscire indenni dallo stato comatoso. Poco dopo ci accorgiamo che sulla Terra è cambiato veramente tutto. Quello che sarebbe dovuto essere l’inizio di una nuova era per l’umanità, si è invece trasformato in un far west in piena regola. I mutanti la fanno da padrona ed i banditi saccheggiano i villaggi dove i civili si sono insediati, rischiando di far cadere anche l’ultima speranza di rifondazione. Ormai questi valori però non contano più. Quel che è importante è da ricercare nei medicinali, nelle armi e nel cibo e ci si fa a pezzi pur di ottenerli. Capirete quindi che lo scenario che si prospetta davanti a noi non è sicuramente dei migliori. A maggior ragione dopo essere stati aggrediti da un mutante e poi salvati dal png che ci introdurrà nelle prime fasi di gioco, facendoci ambientare col paesaggio ostile, le armi, i nemici e così via. L’interfaccia di Rage è molto semplice. Avremo, nella parte bassa a sinistra, l’arma con relative munizioni più l’oggetto equipaggiato, che puo’ spaziare da granate a bende per curarsi, ecc. Nella parte alta a destra c’è invece la minimappa, molto utile per seguire gli obiettivi di missione e molto chiara a fornire indicazioni sulla posizione di buggy nemiche. Non c’è, invece, un valore per la salute: è auto-rigenerante e capirete a schermo quanti colpi potrete ancora prendere prima di finire all’altro mondo.
Missioni, armi, veicoli e chi più ne ha più ne metta.
Quelli che si aspettavano un’ampia componente rpg rimarranno invece delusi. È presente un inventario dove contenere tutta la fuffa che raccatteremo in giro, ma l’unica altra possibilità che avremo sarà quella di assemblare vari oggetti per crearne uno che ci potrà essere utile nel prosieguo dell’avventura. Rage resta quindi, essenzialmente, uno sparatutto in prima persona con pochi elementi rpg di contorno. Per quanto riguarda il capitolo missioni, la quest principale è ben congeniata anche se è la trama in sé a non essere troppo entusiasmante. Non ha spunti originali, non da modo al giocatore di appassionarsi ne tantomeno di calarsi nei panni del protagonista, trascinandosi, un po’ stancamente, verso l’epilogo. Si potranno svolgere anche missioni secondarie, semplicemente parlando con gli npc sparsi per il gioco oppure, come nel caso di Wellspring (un importante insediamento umano nelle Wasteland), ottenibili tramite una bacheca predisposta per questi incarichi. Per avanzare nel gioco potremo adottare un approccio stealth ma finiremo, prima o poi, per essere scoperti. Bisognerà quindi passare al modo più caciarone, ovvero imbracciare le armi e spazzare via nugoli di avversari. Per farlo avremo a disposizione un arsenale di tutto rispetto comprendente pistole, fucili, balestre, lanciarazzi e via di questo passo. Oltre a questo, potremo anche scegliere i tipi di munizioni da utilizzare, da quelle che arrecano maggior danno fino a quelle elettriche. Personalmente mi son trovato molto bene con la balestra, caratterizzata in maniera ottima ed arma da “one shoot one kill” dal petto in su. Se posso darvi un consiglio, acquistate munizioni ogni volta che partite per una missione perché altrimenti vi ridurrete spesso ad utilizzare attacchi corpo a corpo. Altrettanto interessanti sono le gare con i veicoli. Potremo usufruire di buggy (potenziabili a piacimento con railgun, missili, scudi e via di questo passo) e quad (non potenziabili). Le gare spazieranno dalla classica corsa contro altri avversari alle sfide a checkpoint, da raggiungere entro un certo limite di tempo. Se doveste vincere queste gare, verrete ricompensati adeguatamente con potenziamenti per la vostra vettura. Divertente è anche il modello di guida, spiccatamente arcade com’è ovvio, però capace di riprodurre in maniera credibile il comportamento brusco delle buggy.
Che bello, l’Id Tech 5 con le megatexture!!...
Rage è il titolo che introduce nel mondo dei videogiochi l’Id Tech 5, il nuovo motore grafico sviluppato da Carmack e soci. In una recente intervista, una delle teste di Id Software ha confermato che questo nuovo motore rimarrà in auge parecchi anni, con possibilità di vederlo anche su Wii U e con la certezza che sarà l’engine di DooM 4. L’Id Tech 5 sancisce anche l’introduzione delle megatexture ma i risultati non sono per niente generosi: se da una parte il motore gestisce tranquillamente spazi aperti di grandi dimensioni ed i modelli dei personaggi e le ambientazioni sono curati con una certa dovizia di particolari, dall’altra il numero di poligoni è decisamente basso e gli oggetti da distanza ravvicinata sono, sinceramente, inguardabili. Per non parlare poi del ritardo nel caricamento delle texture, decisamente fastidioso. Neanche dopo la patch che ha introdotto un maggior numero di opzioni grafiche le cose sono cambiate anzi, molti hanno ancora accusato problemi e blocchi momentanei dell’immagine a schermo. Comunque il problema non è tanto da affibbiare al motore grafico, bensì alla scarsa ottimizzazione, porting diretto delle versioni console. Molti utenti pc si sono sentiti traditi da quest’incredibile inversione di rotta da parte di Carmack che, cacchio cacchio ha voltato un po’ le spalle verso chi ha decretato i successi del suo team, cioè l’utenza pc (e noi non ci sentiamo di dar torto a chi si è ribellato). Certo poi il gioco gira bene anche su pc non all’ultimo grido però la rinuncia ad un dettaglio grafico da mascella rotta non può non pesare sul giudizio finale di Rage.
Sarebbe stata anche una bella idea...
Ultimo paragrafetto prima del giudizio riservato esclusivamente al multiplayer. Rage include sia una parte cooperativa che una competitiva. Il co-op per due giocatori corre attraverso nove interessanti livelli, proponendo una sfida impegnativa. Purtroppo non dovrete collaborare chissà quanto col vostro compagno (spesso si ridurrà tutto all’ennesima caccia al kill) per superarle, nonostante i nemici siano in grado di incassare molti più colpi rispetto alla campagna in singolo. Per ciò che concerne la parte competitiva Rage vive di luci ed ombre. Le classiche modalità deathmatch e team deathmatch sono state inspiegabilmente scartare per favorire una sorta di battaglie con le auto dove le modalità sono state riprese dalla campagna a giocatore singolo. Divertenti eh, non c’è che dire, però si sente la mancanza di un multi più classico. Un consiglio quindi, se comprate Rage per divertirvi in multiplayer lasciatelo tranquillamente sullo scaffale.
Rage sarebbe potuto essere tranquillamente lo sparatutto dell’anno. Il gioco diverte e impegna per un buon numero di ore (dieci per la campagna in singolo se non vi dedicate alle quest secondarie) e tiene sempre alta l’attenzione del giocatore evitando di annoiarlo. A tenerlo lontano da certe vette, a cui avrebbe sicuramente ambito, è la parte tecnica della produzione, con texture alle volte impresentabili coadiuvate da un trama scialba ed un multiplayer fin troppo fuori dai canoni. Sperando che DooM 4 verrà trattato con maggiore riguardo nella sua versione pc, ci congediamo con un po’ di tristezza dalle Wasteland, avviandoci verso la pagella.
Info
SVILUPPATORE:
Id Software
EDITORE:Bethesda Softworks
GENERE:Sparatutto
SOTTOGENERE:N/A
CONSOLE:PC
GIOCATORI:Singleplayer
SITO UFFICIALE:Voti
| Grafica: | 75 |
| Ambientazioni e personaggi buoni ma pochi poligoni e texture brutte da vicino | |
| Sonoro: | 70 |
| Niente di eccezionale, giocatelo se potete in lingua inglese | |
| Giocabilità: | 86 |
| Decisamente buona, divertente e con molte cose da fare | |
| Longevità: | 90 |
| 10 ore per il singolo senza quest secondarie più il multiplayer | |
| GLOBALE: | 81 |
| Sarebbe potuto essere un titolo da 90 in su, peccato per delle pecche evitabili | |
| Pro: | Contro: |
|
|
Info aggiuntive
CARATTERISTICHE:
Sistema operativo: Windows XP SP3, Intel Core 2 Duo, 2GB RAM, GeForce 8800/Radeon HD 4200, Hard Disk: 25 GB
Ultime news
Ultime recensioni
