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Red Faction: Armageddon

Si torna su Marte!

Alias: Red Faction Armageddon

By Simone Giorgi, 14/06/2011

Volition cerca conferme! Dopo averci convinto con Red Faction: Guerrilla, Volition apre le porte al suo successore nel tentativo di confermarsi ad alti livelli cercando di trovare consensi e attenzione verso i propri fan. Intraprendere la strada più sicura e già praticata nel precedente lavoro, sarebbe stata la scelta più razionale e sensata, ma Volition evidentemente ha voluto stupire tutti cambiando di non poco la direzione del suo nuovo Red Faction. Scelta corretta o sbagliata? Vediamolo insieme! Marte che passione! Come in passato, Marte sarà nuovamente il territorio sul quale il nostro protagonista muoverà i suoi passi. A proposito di protagonista, in questo Red Faction: Armageddon vestiremo i panni del buon Darius Mason, nipote degli eroi conosciuti nel precedente episodio, Alec Mason e Samanya. In questo nuovo capitolo, saremo catapultati cinquant’anni dopo la liberazione del pianeta, avvenuta per mano dei rivoluzionari capeggiati dal vecchio Alec, a cui accennavamo poco fa. Tuttavia, la pace, come spesso accade, è destinata a durare poco… una forza malvagia, infatti, destabilizza irrimediabilmente l’ambiente, gettando nel caos l’atmosfera del pianeta fino a renderla invivibile. Questa situazione funge da pretesto per indirizzare Armageddon verso ambientazioni decisamente meno aperte rispetto al passato. Vista l’atmosfera ricreata sul pianeta, i personaggi, abitanti e protagonisti del gioco, si troveranno costretti ad abbandonare la superficie per rifugiarsi nelle caverne sotterranee e nelle miniere del luogo. Voglio distruggere tuttooo!!! Ma le strutture dove sono…? Cambio di rotta imponente dunque sul fronte ambientazioni… Le vecchie pianure aperte, lasciano spazio oggi a location strette e parzialmente esplorabili, limitando così non poco l’azione di gioco. Se nel primo capitolo avevamo ammirato le potenzialità di un titolo attraverso il quale distruggere e coinvolgere i diversi elementi ambientali, oggi siamo al cospetto di un prodotto che, pur mantenendo quelle caratteristiche, le limita fortemente visto il diverso approccio sviluppato. Le location che Red Faction: Armageddon ci propone ci porteranno dunque ad adottare un approccio essenzialmente diverso, meno ragionato e più frenetico che ci spingerà a tuffarci contro i nemici senza troppi giri di parole… Il gameplay del titolo Volition vira inevitabilmente verso lidi diversi, adottando una struttura a metà tra un action forsennato e uno shooter in terza persona dalle tinte oscure, venendo meno agli ottimi presupposti sviluppati nel precedente Guerrilla. Armi a go go! Come in passato Volition metterà a disposizione dell’utenza un arsenale piuttosto vario e comprensivo di upgrade disponibili. Ad affiancare le classiche “bocche di fuoco”, arriverà il Nano Forge, una sorta di guanto speciale che Darius porterà con se. L’arma avrà la capacità di propagare un’onda d’urto, ma cosa più interessante, avrà la possibilità di rigenerare elementi e strutture distrutte che troveremo sul nostro cammino. La particolarità dell’oggetto è sicuramente l’elemento più interessante del titolo, ma per l’appunto gli ambienti ricostruiti in qualche modo limiteranno le sue potenzialità, ovviamente relative alla ricostruzione degli elementi. Sulla nostra strada, posti per variare l'azione di gioco, troveremo dei robottoni pilotabili decisamente distruttivi e divertenti da comandare. Per il resto il gameplay di Red Faction: Armageddon si limita a fornirci spunti per sparatorie convulse lasciando poco spazio alle reali capacità che avremmo desiderato trovare nel seguito di Guerrilla. La vista su Marte è sempre piacevole? Bè in questo caso, visto l'evidente cambio di rotta, Volition si è concentrata nello sviluppo di scenari angusti e poco illuminati. Questi risultano, seppur non sempre all'altezza, di livello più che sufficiente. Il comparto audio non regala alcuno spunto di particolare interesse, mantenendosi nella media. La longevità, invece, si aggira intorno alla decina di ore complessive, se si esclude il multiplayer. Multiplayer che purtroppo non porta con se grandi possibilità. Quest'ultimo, infatti, ci darà modo di scegliere fra sole due modalità: L'infestazione e Rovine. Nel primo caso, insieme ad altri 3 amici, potremo partecipare a delle sezioni della campagna in cooperative attraverso le quali porre fine al maggior numero di alieni presenti su schermo. Nel secondo caso avremo modo di competere nell'annientamento del maggior numero di elementi presenti nello scenario. Il vincitore? Semplicemente chi distruggerà di più. Commenti finali! Volition ha presentato un prodotto sostanzialmente diverso da quanto visto con Guerrilla. La scelta di indirizzare l'utente verso ambienti più cupi e claustrofobici ha cambiato radicalmente la pelle a questo titolo. Scelta giusta? Probabilmente no, anche perché in questo caso l'anima “distruttiva” che il prodotto portava con se, si è inevitabilmente persa per strada. Intendiamoci, le caratteristiche del gioco sono rimaste, ma le ambientazioni sviluppate ne hanno forzatamente cambiato l'anima. Peccato, noi avremmo gradito una più funzionale evoluzione dal passato piuttosto che un cambiamento così poco azzeccato. Peccato...


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Info

SVILUPPATORE:

Volition Inc.

EDITORE:

THQ

GENERE:

Sparatutto

SOTTOGENERE:

Azione

CONSOLE:

xbox 360

GIOCATORI:

Multiplayer

SITO UFFICIALE:

Link

Voti

Grafica: 80
Buon livello di dettaglio, ma ambienti troppo simili tra loro
Sonoro: 70
Poco incisivo
Giocabilità: 70
Dov'è finita l'essenza di Red Faction?
Longevità: 73
Una decina di ore per la campagna single, ma il multi non durerà molto
GLOBALE: 73
Pro:Contro:
  • Il Nano Forge è una bella idea
  • Ambienti poco incisivi
  • La distruzione non è più un elemento portante