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Recensione di
Resident Evil: The Darkside Chronicles
per Wii

Il lato oscuro in soggettiva dell’horror per eccellenza!  

Capcom e Nintendo:Storia di un amore longevo e di piccoli capolavori videoludici

Tutti sanno che Resident Evil è la saga che per definizione ha rivoluzionato l’horror inteso come videogioco. Non tutti sanno però che Nintendo e Capcom hanno avuto una lunga collaborazione insieme, nata fin dai tempi del Nintendo 64, poi proseguita con alcune esclusive nate su Gamecube e Wii. Resident Evil 0 e Resident Evil Rebirth sono rispettivamente il prequel e il remake del primo capitolo della saga dei morti viventi targata Capcom. Tecnicamente superbi, ancora al giorno d’oggi rappresentano due dei titoli più validi usciti per GameCube e successivamente riproposti anche per Wii, in un edizione che supporta i controller della nuova macchina Nintendo. Con l’uscita del Wii, Capcom ha dato una decisiva svolta alle produzioni destinate alla nuova console della casa di Kyoto, dedicandosi alla realizzazione di sparatutto su binari ambientati in capitoli della saga in parte rivisitati, in parte inediti. Di titoli in soggettiva legati alla saga di RE ne sono usciti di diverso tipo anche su console Sony, ma in questo caso Capcom ha voluto dare una nuova forma ben definita a questa esperienza videoludica. Il primo esponente di questa nuova generazione di videogiochi di Resident Evil è Umbrella Chronicles. Quest’ultimo fa un particolare focus sulle vicissitudini dei protagonisti della saga nei
confronti della temibile casa farmaceutica. Nonostante la qualità della produzione fosse evidente, Umbrella Chronicle non ha mantenuto pienamente le aspettative suscitate, proponendo un gioco dalla longevità piuttosto limitata e da un livello di difficoltà non crescente, che subiva brusche impennate durante le battaglie con i boss di fine stage. Il nuovo capitolo della saga Chronicles di Resident Evil, oltre a proporre nuove location e nuovi personaggi di cui interpretare i panni, mira a correggere quegli errori che tanto hanno penalizzato il suo predecessore, riuscendoci in pieno e dimostrando se mai ce ne fosse bisogno, che Capcom è la compagnia esterna a Nintendo che meglio riesce a valorizzare le console della grande N oltre ovviamente quest’ultima.

Ricordando l’incubo con gli occhi di chi lo ha vissuto

I Fatti narrati in Resident Evil: The Darkside Chronicles fanno riferimento agli avvenimenti di Resident Evil 2 e Resident Evil: Code Veronica aggiungendo un buon numero di situazioni inedite e di avvenimenti non giocati nelle versioni originali dei rispettivi capitoli della saga. Il gioco inizierà con uno stage inedito, che cronologicamente è da inserire prima di Resident Evil 4, in cui si vedrà come protagonisti Leon e Krauser, che in piena Africa cercheranno di fare luce su l’ennesimo ceppo virale di tipo T. Questo capitolo, oltre ad essere complementare a giustificare alcuni eventi avvenuti in RE4, fa da trampolino per evocare dei flashback dell’agente Kennedy, che ci porteranno prima a rivivere l’incubo biologico di Racoon City e successivamente quello della residenza Ashford.

Alto impatto iniziale equivale ad alti contenuti tecnici

Ad un primo impatto Resident Evil :The Darkside Chronicles è davvero ammaliante e difficilmente non si sobbalzerà nel vedersi subito proiettati in azione tra una sequenza narrativa e l’altra. Come il primo capitolo della serie Chronicles, anche Darkside si muove su binari automatici, lasciando che il personaggio segua il suo percorso designato e facendo intervenire il giocatore in caso di sparatoria o di interazione con l’ambiente di gioco. Inutile girarsi attorno, questo capitolo della saga non aggiunge nulla di nuovo al genere degli shooter a scorrimento, ma è innegabile che la qualità alla base della produzione è alta ed il contenuto narrativo di invidiabile spessore, alla luce dei contenuti inediti di una trama forte ed affascinante già di per sé. Il comparto grafico dimostra che il Wii sa dire la sua, proponendo contenuti tecnici di alta fattura in parte limitati da texture non sempre all’altezza della situazione... in particolare nelle azioni più concitate è difficile non notare una certa mancanza di attenzione verso alcuni elementi grafici. Il comparto sonoro è di per se un marchio di garanzia, poiché Capcom è andata sul sicuro, preferendo a dei temi inediti, delle rivisitazioni dei classici provenienti dai titoli originali della saga.

Il bello di essere uno shooter su binari e durare a lungo...

A differenza del suo predecessore, Darkside Chronicles si rileva essere un titolo piuttosto longevo, alla luce del discreto quantitativo di Extra sbloccabili, ma soprattutto a quelle 8-9 ore di gioco effettive necessarie per finire lo storyline principale. Si tratta di un quantitativo di tempo giocato piuttosto alto per i canoni standard del genere, che attestano le loro trame intorno alle 3-4 ore (Non a caso per tradizione si tratta sempre di titoli molto orientati all’ambiente delle sale giochi piuttosto che a quello domestico) dimostrando ancora una volta la profondità e della longevità che questo titolo sa donare al giocatore che si accinge a provarlo.

Capcom: Ovvero come mantenere le promesse strizzando l’occhio ai fans

Resident Evil: The Darkside Chronicles è un titolo in tutto e per tutto rivolto ai fans della mitica saga Capcom e questo aspetto lo denota il buon numero di contenuti inediti della che questo titolo possiede. Capcom come più volte in passato ha già fatto, dona un'esclusiva di peso a Nintendo ed alla sua console casalinga e soprattutto dona ai giocatori hardcore possessori di un Wii, un buon motivo per caricare le proprie light gun ed immergersi sotto una nuova prospettiva nell’universo virtuale che Capcom così magistralmente ha creato.

Scheda Tecnica
SVILUPPATORE
Capcom
PUBLISHER
Capcom
SITO UFFICIALE
www.residentevil.com...
GENERE
Laser Game/Sparatutto
GIOCATORI
1-2
ONLINE
NO
CONSOLE
Wii
Pagella
Grafica: 87
Il top su Wii
Sonoro: 85
Remake delle celebri musiche... da brivido
Giocabilità: 79
Gameplay alle volte caotico
Longevità: 81
In due giocatori il divertimento raddoppia
GLOBALE: 83
“Cronologia di un successo”


Pro:
  1. + Doppiaggio di distinta fattura
  2. + Controlli collaudati
  3. + Trama dagli aspetti e dai contenuti inediti

Contro:
  1. - Alcune indecisioni grafiche nei momenti più concitati di azione
  2. - Titolo quasi esclusivamente rivolto ai fans




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