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Recensione di
Resonance of Fate
per XBox360

“Una grandinata di piombo targata Sega!”  

JRPG next-gen: Abbiamo già visto tutto?

La nuova generazione di videogame in ambito JRPG ha raggiunto da poco un punto cruciale del suo cammino, con l’uscita dell’ultima fatica targata Square-Enix, ovvero Final Fantasy XIII. Molti ricorderanno Tri-Ace come una software house facente parte delle scuderie Square-Enix, ed in effetti fa un certo effetto vedere i creatori di Valkyria Profile affiancarsi a Sega piuttosto che alla società che ha portato Tri-Ace al successo, ma dopo i recenti avvenimenti era difficile aspettarsi qualcosa di diverso. Dopo diversi giochi dal dubbio successo come Infinite Undiscovery e Star Ocean: The Last Hope, che pur trattandosi di buone produzioni, non hanno raccolto quanto sperato, era tempo per Tri-Ace di trovare nuove vie nel
mondo videoludico. Resonance of Fate (conosciuto in giappone con il nome di End of Eternity) vuole essere una sorta di scommessa per la software house nipponica, e dopo un periodo di attesa scandito da diversi screenshot del titolo, è finalmente venuto il momento di mettere mano al nuovo prodotto Sega per testarne le vere potenzialità.

Basel la città che sa di Rivoluzione Francese

Benvenuti a Basel, città-nave diventata per scelta forzata la casa di ogni essere vivente restante sulla terra o per lo meno, su quello che ne rimane. L’inquinamento generato dall’uomo e dalle sue creazioni hanno reso l’ambiente invivibile così che, la popolazione terrestre ha dovuto migrare verso città artificiali create in cielo. Basel è la città in cui si svolge tutto il filone narrativo di Resonance of Fate, una città che, se non fosse per gli imponenti macchinari decadenti che gli fanno da sfondo, ricorderebbe molto da vicino la Parigi prima del 1789. Ambienti grigi e ghettizzati, dove la fame e la criminalità pullunano in ogni angolo, che fanno da contrasto ad una sfarzosa aristocrazia clericale, che come parassiti vivono ai piani alti di Basel sfruttando le popolazioni dei piani più bassi. Il contesto narrativo ricorda da vicino quello della Parigi pre-rivoluzionaria, se non fosse che a Basel il piombo scorre a fiumi, e sarà un aspetto centrale della storia dei nostri tre protagonisti. Leanne, Zemphyr e Vashyron sono tre criminali mercenari, un po’ per scelta forzata un po’ per propria volontà che si ritrovano immischiati in qualcosa che è più grande di loro e che vedrà di lì a poco, coinvolta tutta Basel. Il plot narrativo fino a questo punto risulta essere piuttosto godibile, salvo qualche caduta stilistica a livello narrativo che potrete ben identificare nel corso del gioco.

Tosto ed originale

Resonance of Fate è un RPG, di quelli che raramente si trovano in commercio negli ultimi anni. Frustrante, complicato ed ostico sono molto probabilmente gli aggettivi che più gli si addicono, ma il tutto circondato da una vena di originalità innegabile. Non solo per il totale affidamento degli scontri ad armi da fuoco e da lancio come granate o molotov, ma soprattutto per l’originalità con cui vengono implementati nel contesto di gioco. Sparare da diverse angolazioni farà sì che la precisione dei nostri colpi vari sensibilmente, come l’effettuare delle azioni al limite del pericolo ci premierà con consistenti danni inflitti all’avversario. Ma non illudetevi, la pacchia di giocare a Matrix a Basel finisce ben presto. Un ottima I.A. nemica accompagnata ad un sistema di punti “Eroe”, che se non ben gestito rischia di far tracollare una battaglia ben avviata (basta la morte di un personaggio per decretare il game over) sono solo due degli aspetti che rendono l’ultimo titolo di Tri-Ace un gioco prettamente “hardcore”. Questo aspetto così estremo del prodotto è da una parte un elemento senza dubbio apprezzabile, ma la quasi totale assenza di un tutorial valido ad inizio gioco, che renda più accessibile il sistema di gameplay adottato, ci fanno spostare l’ago della bilancia verso considerazioni tutt’altro che positive.

Doppiaggio molto scolastico e poco coinvolgente

Resonance of Fate graficamente parlando risulta essere piuttosto valido. Nulla di spettacolare e ben lontano da produzioni concorrenti anche nel genere, ma senza dubbio svolge a dovere il suo ruolo. Più discutibile a nostro avviso, è il comparto sonoro. Il doppiaggio inglese risulta essere molto ben “pronunciato” ma non altrettanto ben “interpretato”. Lascia abbastanza perplessi sentire i personaggi di Resonance of Fate pronunciare così bene l’inglese senza curarsi di essere emotivamente coinvolti nei fatti che accadono attorno a loro. Il gioco comunque è sottotitolato nella nostra lingua e sarà possibile per coloro che se la sentono utilizzare il doppiaggio originale del gioco, di fattura decisamente maggiore.

Io viaggio ad esagoni

Un aspetto senza dubbio originale di Resonance of Fate è rappresentato dalla sua struttura di esplorazione, formata da celle esagonali sbloccabili centrando diversi obiettivi nel gioco, che permettono piano piano di dare una forma ben definiti alla città aerea di Basel. Nonostante le capacità di esplorazione di questo metodo si rivelino piuttosto limitate, non tanto per qualche carenza di forma del modello di esplorazione stesso, quanto dell’effettiva piccolezza della aree esplorabili, abbiamo apprezzato lo sforzo di Tri-Ace di creare qualcosa di diverso dalla solita mappa di esplorazione.

Il frutto acerbo nella palude stagnante

Resonance of Fate propone idee nuove e fresche per un genere che tende ormai da anni ad un costante ristagno. Come nelle precedenti produzioni del team di sviluppo, abbiamo trovato qualche punto di disaccordo, specialmente per quanto riguarda alcuni aspetti del gameplay, che risulta essere paradossalmente anche il comparto più interessante del gioco. Questo nuovo titolo Sega è un gioco in tutto e per tutto rivolto ad un pubblico di soli fan del genere, non tanto per i contenuti narrativi o per qualche altro aspetto in particolare, quanto piuttosto alla complessità del gioco stesso, che risulta essere subito ostico già ai livelli iniziali. Per rispondere al quesito che ci eravamo posti all’inizio, il titolo Tri-Ace vince e convince ma ci aspettiamo per il futuro delle produzioni della software house nipponica, una maggiore calibrazione della difficoltà di gioco, che in Resonance of Fate risulta del tutto assente.

Scheda Tecnica
SVILUPPATORE
Tri-Ace
PUBLISHER
SEGA
SITO UFFICIALE
eoe.sega.jp/...
GENERE
Rpg
GIOCATORI
1
ONLINE
NO
CONSOLE
XB360
Pagella
Grafica: 73
Funzionale anche senza stupire
Sonoro: 64
Doppiaggio inglese discutibile
Giocabilità: 80
Profonda e mai banale
Longevità: 68
Pessimo bilanciamento di difficoltà
GLOBALE: 71
“Hardcore Bang Bang”


Pro:
  1. + Design grafico ispirato
  2. + Gameplay molto originale

Contro:
  1. - Plot narrativo apprezzabile ma poco approfondito
  2. - Forse troppo difficile...




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