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Rise of the Argonauts

Giasone ed il suo mito

By Andrea Garroni, 11/02/2009

Dal mito allo schermo Mai avremmo pensato di trovarci a dover recensire un videogame di stampo mitologico così ambizioso. Già è una rarità vederne (ed è un peccato…alla mente viene subito God of War!), causa forse la predisposizione per il pubblico più giovane per storie moderne o fantasy tolkieniane, tuttavia le premesse di Codemasters, produttore di questo Rise of the Argonauts, sviluppato da Liquid Entertainment, erano notevoli: riunire Giasone, Achille, Ercole, Atlanta e molti altri per raccontare di nuovo, in veste moderna e rivisitata, il mito di Giasone e dei suoi Argonauti, impegnati nella ricerca del mitico vello d’oro. La storia “tirata in ballo” è di quelle serie e importanti, scritta da Apollonio Rodio, poeta dell’antica Grecia, e narra per l’appunto le gesta del grande Giasone alla guida di 50 eroi del tempo per conquistare il mitico vello d’oro, per riportare in vita la moglie di Giasone, Alceme, uccisa da una freccia avvelenata. Inutile dire che saranno numerosissime le peripezie a cui i nostri eroi andranno incontro, tuttavia è bene soffermarci su come viene proposta questa epica storia e se, a conti fatti, si tratta di un prodotto vincente e ben realizzato. E’ un action un po’ GDR… La classificazione di questo gioco: è inequivocabilmente un Action basato sui combattimenti, con combo e quant’altro, tuttavia si possono notare lievi influenze dal mondo classico dei GDR, con il sistema di progresso del personaggio che si differenzia notevolmente dai canoni classici, introducendo, forse per la prima volta in assoluto nel genere, il sistema di venerazione delle divinità applicato al progresso del personaggio. Rendendo tutti gli onori ad una determinata divinità, dedicandogli una impresa ad esempio, si otterrà un incremento nella rispettiva barra di completamento e, una volta riempita, sarà possibile selezionare un potenziamento per il nostro Giasone, che potrà scegliere tra diversi possibili potenziamenti. Si tratta di upgrade certo non originalissimi, tuttavia gli spunti in alcuni casi sono interessanti, come la possibilità di poter pietrificare il nostro avversario con un semplice tocco. Buona la dinamica di gioco, con effetti piuttosto coreografici e azzeccati, tuttavia desta perplessità la lentezza generale dell’azione, con nemici non molto reattivi quando attaccano in gruppo, mostrando alcuni difetti a livello di intelligenza artificiale, e combo che si concatenano con una incerta fluidità, rendendo di fatto Rise of the Argonauts un gioco dalle meccaniche lente. Tecnica altalenante Il comparto tecnico di Rise of the Argonauts è, purtroppo, una inaspettata delusione. Se da un lato non si può far altro che gioire per l’aspetto di Giasone e degli Argonauti, veramente ben realizzati e definiti in ogni singolo aspetto, altrettanto non si può dire di molti nemici e, soprattutto, di molte location di gioco, eccessivamente scarne ed inadeguate rispetto alla cura riposta per i protagonisti. Textures solo discrete, che stridono un po’ con il buon sistema di illuminazione, e un level design dall’aspetto suggestivo, tuttavia la linearità delle azioni, alla lunga, diventa quasi noiosa, aggravata da una poco chiara gestione delle varie missioni, di cui alcune un po’ dispersive e prive di fascino. Il comparto tecnico risulta quindi deficitario sotto molti aspetti, sebbene si respiri, metaforicamente parlando, una nuova aria, una nuova filosofia dietro alla concezione del gioco stesso. OST di alto livello, sound design notevole! Grande attenzione è stata invece riposta nel comparto audio del gioco, caratterizzato da una colonna sonora epica e ottimale per la tipologia di gioco. Una colonna sonora che, per fortuna, è stata sapientemente gestita all’interno delle varie sessioni di gioco, donando un ritmo notevole all’esperienza di gioco e suscitando emozioni forti nei videogiocatori. Tuttavia anche il comparto audio non è esente da difetti, riconducibili perlopiù alla traccia audio in italiano. Rise of the Argonauts è infatti completamente localizzato, includendo doppiaggio e sottotitoli in lingua italiana, entrambi lacunosi per varie ragioni, che influenzano pesantemente il giudizio complessivo del comparto sonoro del gioco. Il doppiaggio è saltuariamente inadeguato, con alcuni personaggi, perlopiù secondari, veramente doppiati in maniera non ottimale e dimostrandosi di fatto inadeguati per un gioco di questa ambizione. Discorso a parte per i sottotitoli, che sono ben tradoddi ma che riportano erroneamente solo una parte dei dialoghi udibili dalle voci. Questo avviene in particolare quando il videogiocatore si trova a dover selezionare una risposta da un elenco al fine di proseguire la storia, con opzioni riportate solo parzialmente: una risposta completa in molti casi può far comodo soprattutto quando ci si vuole ingraziare, nello specifico, una determinata divinità, ed in questo modo risulta impossibile esserne a conoscenza a priori. In conclusione Rise of the Argonauts era un prodotto dalle altissime aspettative, che doveva portare una ventata di aria nuova nel settore degli Action-Rpg. Di fatto ha portato, purtroppo, ben poco oltre ad una ambientazione affascinante e a diverse ore di divertimento (che male non fanno), tuttavia viste le premesse non lo si può promuovere a pieni voti. A conti fatti si tratta di un prodotto molto valido e per certi versi innovativo, che se non avesse avuto quei difetti sopra elencati sarebbe entrato, con ogni probabilità, nell’olimpo dei videogames, avvicinando forse la soglia del 90. Purtroppo la realtà è un'altra, ciononostante si tratta di un gioco da provare assolutamente, che consigliamo in particolare a chi cerca una avventura fuori dal normale e non si aspetta il “gioco della vita”.


Pagina ufficiale: Rise of the Argonauts
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Info

SVILUPPATORE:

Liquid Entertainment

EDITORE:

Atari

GENERE:

Azione

SOTTOGENERE:

Rpg

CONSOLE:

Play Station 3

GIOCATORI:

Singleplayer

SITO UFFICIALE:

Link

Voti

Grafica: 67
Buoni i personaggi principali, meno il resto...
Sonoro: 71
Musiche ispirate
Giocabilità: 68
Un pò lento
Longevità: 72
Durata adeguata
GLOBALE: 69
“Il vello d’oro non è una pecora!”
Pro:Contro:
  • Colonna sonora
  • Concept interessante
  • Doppiaggio e sottotitoli
  • Meccanica di gioco lenta