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Recensione di
Runaway: A Twist of Fate
per Pc

Brian e i suoi guai penali  

Attesa ripagata

A tre anni di distanza dal precedente –e secondo- capitolo della saga, torna Runaway, una delle migliori avventure grafiche dell’ultimo decennio grazie alla figura di un protagonista tanto stupido quanto perspicace: Brian Basco, molto simile al vecchio George Stobbart in quel di Broken Sword. Cominciata nel 2001 la saga Runaway, arriva oggi il turno di Runaway: a Twist of Fate, che va a riprendere il finale lasciato sospeso dopo la fine del secondo capitolo rilasciato nel 2007. Ai ragazzi di Pendulo veniva chiesto di riprendere la storia e tenerla sulla stessa media qualitativa dei precedenti, cercando di giustificare la messa in pausa della storyline per ben tre anni con una trama avvincente fin dalle battute iniziali. Ci sarà riuscita? Vi risparmio lo scroll fino alle conclusioni: sì, ci è riuscita.

Vieni avanti morto cretino

Il filmato d’apertura di Runaway: a Twist of Fate non è dei migliori dal punto di vista emotivo: squilla il telefono di Gina Timmins la quasi compagna del protagonista e una voce le dice senza troppi giri di parole che Brian è morto. Dopo averne riconosciuto il cadavere e aver partecipato al funerale, comincia l’avventura vera e proprio che, nelle battute iniziali, risulterà parecchio confusa. Infatti scopriremo subito che il funerale è finto e Brian non è morto. Perché inscenare un funerale Semplice: dopo le vicende del secondo episodio della saga, Brian subirà una forte scossa emotiva che gli costerà l’amnesia, perdendo molti ricordi legati al villaggio dell’isola di Mala e verrà accusato dell’omicidio del malvagio colonnello Kordsmeier. Non riuscendosi a giustificare in tribunale e mostrando un forte stato confusionale, il giudice lo riterrà mentalmente instabile chiudendolo nell’istituto psichiatrico Happy Dale sotto le cure del dottor Bennet. Per riuscire a scappare dal manicomio, Brian le proverà tutte fino ad inscenare una presunta morte. Per tutti i dettagli e tutti i perché, vi invito a giocare il titolo… e tra una risata e l’altra non ve ne pentirete.

Tra presente e passato

Runaway: a Twist of Fate si sviluppa dal punto di vista del gameplay grazie ad un sapiente controllo e racconto della storia. I personaggi giocabili saranno due, ovvero Brian e Gina, divisi in 6 capitoli ben delineati. Ogni episodio, salvo uno, avrà un protagonista giocabile. Mentre per Gina vivremo il suo presente, cercando di venire a capo della situazione in cui Brian l’ha immischiata, tenendo il controllo di Brian invece vivremo i ricordi di come è riuscito a scappare, grazie al racconto dettagliato del fidato e lungimirante amico di manicomio Gabbo. In questo alternarsi di passato e presente e personaggi, come tutte le storie che si rispettino, nei capitoli finali le due vicende si intrecceranno fino a raggiungere insieme il finale del gioco. Una parte di un capitolo finale invece sarà dedicato ad una chicca che gli sviluppatori hanno tenuto in serbo per riprendere in modo diretto le vicende accadute in Runaway 2. Il gameplay si presenta in tutta la forma classica delle avventure grafiche, senza particolari novità di sorta. Avremo a disposizione degli ambienti mai troppo grandi in cui cercare i vari oggetti ed analizzarli. Tramite il pulsante destro del mouse sarà possibile switchare tra le varie azioni che si potranno compiere con l’oggetto indicato, mentre l’inventario oltre ad essere usato per interagire con l’ambiente circostante, godrà anche di una particolare analisi estetica dei vari oggetti, che mettono in luce ancor di più l’ottimo lavoro svolto con la grafica, oltre che poter compiere azioni indispensabili. Per quanto spesso semplici e legati all’interazione con gli ambiente e tra i vari oggetti, gli enigmi sono tanto divertenti quanto logici e sensati. Abbandonate dunque le perplessità di essere costretti a immaginare cose bizzarre per utilizzare l’inventario, possiamo dire che la storia di Runaway 3 viene affrontata assolutamente in maniera credibile dai personaggi di gioco, che spesso e volentieri faranno ben capire di trovarsi all’interno di un videogioco dialogando con l’utente e commentando le varie azioni che egli chiederà di svolgere al personaggio, talvolta stizzito prendendolo in giro talvolta entusiasta. Ad approfondire ancor di più l’autoironia del titolo, ci pensa il sistema di aiuto. Se non bastasse il poter richiamare su schermo i vari punti attivi tramite la pressione del tasto F2, premendo F1 richiameremo un sistema di aiuto in stile call center collegandoci con la sede dei Pendulo, ormai vuota, dove un addetto alle pulizie sta finendo il suo lavoro. Egli smetterà di pulire ed entrerà nella “stanza degli aiuti”, con cui munito di cuffie e pc inizierà a seguirci prendendo in giro i programmatori, il gioco e spesso anche il videogiocatore stesso. Da segnalare anche l’ottima personalizzazione dei vari personaggi dal punto di vista caratteriale, grazie anche ai dialoghi, spesso bizzarri e divertenti, che riusciranno incredibilmente ad appassionare il videogiocatore.

Gioia per gli occhi

Graficamente Runaway: a Twist of Fate è una vera e propria gioia per gli occhi. Il lavoro dietro alla realizzazione in cell-shading c’è e si vede. Anzitutto le location saranno molto varie nelle diverse strutture che andremo a visitare e tutte ben riempite. Nessuna stanza infatti risulta vuota, vuoi per mancanza di idee, vuoi per scarso impegno degli sviluppatori, anzi, perfino i personaggi con cui andremo ad interagire si comporteranno in maniera coerente. Ognuno sarà occupato a fare qualcosa quando lo lasceremo in pace, mentre avvicinandoci smetterà di starsene per conto proprio e sarà pronto ad ascoltarci. Gli ambienti sono realizzati come detto con estrema cura sia dal punto di vista grafico che dalla resa credibile di ogni location. Ad impressionare però sono le animazioni e le cut scenes di cui gode il titolo. Per quanto riguarda le animazioni, ogni movimento dei personaggi risulterà assolutamente perfetto come pochi, e le cut scenes presenti in grandi quantità tra flashback e azioni del momento, risulteranno stilisticamente geniali e divertenti. Il doppiaggio e le musiche di fondo si sposano perfettamente con l’atmosfera del gioco. Personaggi bizzarri con voci più azzeccate e comportamenti strambi non si potevano scegliere meglio, così come le varie musichette tutte molto gradevoli che di tanto in tanto romperanno il silenzio delle nostre azioni. La saga Runaway nei primi due capitoli ha sempre goduto di un doppiaggio italiano molto buono, quest’anno invece i Pendulo hanno optato per qualcosa di diverso, lasciando il doppiaggio originale, e se i risultati sono questi, la scelta è più che giustificata e ben accetta. Per quanto riguarda la longevità, quest'ultima si attesta sulle sei ore e mezza per i più navigati del genere, decisamente un passo indietro rispetto ai precedenti capitoli, ma sicuramente nella media delle varie avventure grafiche.

Do it! Do it!

Senza troppi giri di parole, Runaway: a Twist of Fate è da giocare. La storia viene legata perfettamente alle vicende passate ed entusiasma in quanto ad eventi fin dalle battute iniziali, grazie ad un carisma particolarmente accentuato dei vari personaggi e ad un modo di raccontare gli eventi tra passato e presente ben scandito, molto chiaro e assolutamente divertente. Il comparto tecnico, da sempre punto debole di molte avventure grafiche, è gradevole e ben realizzato, sia dal punto di vista video che audio, toccando picchi veramente alti a livello di animazioni e doppiaggio, il tutto unito ad un gameplay dallo stampo classico e da enigmi mai troppo difficili. Se davvero con questo capitolo si concluderà la saga, ce ne dispiacerà sicuramente tanto, ma dietro questa scelta potrebbe nascondersi un nuovo progetto dei Pendulo che, viste le premesse, probabilmente si farà amare tanto quanto Runaway. Intanto, godetevi questa terza avventura di Brian Basco e compagna!

Scheda Tecnica
SVILUPPATORE
Pendulo Studios
PUBLISHER
Halifax
SITO UFFICIALE
www.runaway-thegame....
GENERE
Avventura/Grafica
GIOCATORI
1
ONLINE
NO
CONSOLE
Pc
CARATTERISTICHE
- S/O: Windows Xp SP2/Vista SP1/Windows 7 - Processore: Celeron 1.7GHZ/Duron 1.6GHZ - Memoria Ram: 512 MB (XP)/1024 MB (VISTA/7) - Spazio sul disco rigido: 8 Gb - Scheda video: 256 MB 100% Direct x 9 compatibile (min 1280x720) ATI RADEON 9500/ INTEL GMA
Pagella
Grafica: 85
Realizzazione perfetta
Sonoro: 75
Ottimo tutto, ma il doppiaggio?
Giocabilità: 80
Divertentissimi alcuni passaggi, ma qualche bug di troppo
Longevità: 70
Nella media delle avventure grafiche
GLOBALE: 83
E' il solito scanzonato, divertente e godibile Runaway!


Pro:
  1. + Tanti personaggi carismatici
  2. + Realizzazione tecnica veramente curata
  3. + Enigmi divertenti e coerenti

Contro:
  1. - Qualche bug di troppo soprattutto a livello di interazione con l'ambiente
  2. - Purtroppo la saga finisce qui




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