Shadows of The Damned
Biglietto di sola andata per l'inferno
By Mattia Giangrandi, 14/07/2011
Mikami, Suda e Yamaoka: tre maestri, un sol gioco
La solida partenership formatasi tra i due grandissimi game designer Shinji Mikami (la mente dietro serie importanti come Resident Evil e Devil May Cry) e Goichi Suda (famoso per aver dato alla luce la serie No More Heroes) ha dato da poco vita ad una interessantissima produzione che si propone ottima dal punto vista del puro gameplay e sia dal lato artistico. Il lavoro svolto per quanto riguarda il sonoro viene invece affidato ad un altro grande nel settore dei videogame ovvero Akira Yamaoka, storico ex compositore della serie Silent Hill.
Mi chiamo Garcia Hotspur e sono un cacciatore di demoni
La trama di Shadows of the Damned ci mette nei panni di un cacciatore di demoni di origini messicane, Garcia Hotspur. Dalle prime sequenze di gioco il nostro protagonista si troverà immediatamente invischiato in una cospirazione più grande di lui che vede Fleming, il re degli inferi attualmente in carica, responsabile dell'uccisione di Paula, la fidanzata di Garcia. Garcia si ritroverà quindi nelle viscere dell'inferno con l'intento di salvare Paula e strapparla dalle grinfie di del cattivone di turno. Nella nostra crociera nei luoghi della morte saremo aiutati da un simpatico demone di nome Johnson con l'insolita abilità di riuscire a trasformarsi in vari oggetti: lungo il corso dell'avventura useremo Johnson principalmente come arma da fuoco. Le ambientazioni che visiteremo verso il castello di Fleming sono varie e artisticamente ben curate, ogni aspetto del prodotto quali dialoghi, sonoro e ambienti sono stati trattati da mani esperte ed a ogni minuto di gioco noteremo e vivremo con piacere ciascuno di essi.
Resident Evil era solo l'inizio...
In termini di giocabilità Shadows of the Damned sente parecchio dell'influsso di Shinji Mikami, il leggendario maker di Resident Evil. Il sistema di gioco infatti ricorderà più e più volte quella già visto negli ultimi episodi della saga horror made in Capcom (Resident Evil 4, Resident Evil 5, Mercenaries 3D): visuale spostata alle spalle del protagonista, sistema di puntamento con tanto di mirino laser ed infine una buona parte di combo corpo a corpo. Purtroppo l'arsenale non può essere considerato tanto vario quanto quello delle precedenti produzioni di Mikami, ma fa il suo sporco lavoro: Johnson potrà prendere le sembianze di tre armi da fuoco potenziabili attraverso l'apposito menu permettendo quindi al giocatore di aumentare aspetti come caricatore, danni e mira. Uccidere demoni all'inferno non è mai stato così divertente: a seconda dei punti che andremo a colpire sul corpo dei nemici causeremo danni differenti, colpi alle gambe toglieranno ai nemici la possibilità di camminare mentre un colpo ben assestato alla testa potrà uccidere un demone in un colpo. Caratteristica predominante nel nostro viaggio all'inferno è la perenne lotta contro l'oscurità: in una buona parte di sequenze di gioco Garcia si ritroverà immerso nella oscurità profonda che potrà essere distrutta solamente dopo aver trovato ed illuminato con i proiettili di luce degli speciali lampadari di forma caprina. L'oscurità consuma lentamente la resistenza di Garcia e purtroppo una volta svuotata la barra di resistenza comincerà inseroabilmente a svuotarsi anche la barra dell'energia, quindi in queste sezioni il tempismo è essenziale per non morire prematuramente. La salute all'interno del gioco verrà recuperata tramite bottiglie di liquore che possono essere trovate sparse nei barili o comprate nei distributori automatici.
L'arte infernale
La principale pecca di Shadows of the Damned risiede nel comparto tecnico. L'Unreal Engine resta sempre un buon motore grafico ma sfortunatamente nel gioco mostra qualche ruga di troppo, a parte il buon dettaglio del protagonista e di alcuni boss, aspetti come ambientazione e armi sono caratterizzate da texture in bassa definizione e povere di dettagli, minando in parte le ottime scelte artistiche ideate dagli sviluppatori. Tanto di cappello invece al comparto sonoro: Akira Yamaoka riesce nuovamente ad imporsi come un maestro nella composizione delle soundtrack nei videogame.
Concludendo
Shadows of the Damned è un ottimo action game, vario, frenetico e ricco di tante novità interessanti. Purtroppo un comparto grafico non curatissimo ed una eccessiva esagerazione in alcuni frangenti di gioco tolgono l'appellativo capolavoro a questa produzione che comunque sarà farsi apprezzare da un pubblico di videogiocatori maturo ed in cerca di un titolo appagante e divertente.
Pagina ufficiale: Shadows of The Damned
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Info
SVILUPPATORE:
Grasshopper Manufacture
EDITORE:EA
GENERE:Survival Horror
SOTTOGENERE:Azione
CONSOLE:xbox 360
GIOCATORI:Singleplayer
SITO UFFICIALE:Voti
| Grafica: | 75 |
| Migliorabile sotto molti aspetti | |
| Sonoro: | 85 |
| Eccellente lavoro da parte di Yamaoka | |
| Giocabilità: | 85 |
| Riprende in parte lo stile di gioco degli ultimi Resident Evil | |
| Longevità: | 80 |
| Nella media degli shooter | |
| GLOBALE: | 82 |
| Un ottimo action game | |
| Pro: | Contro: |
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