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Recensione di
Splinter Cell: Conviction
per XBox360

Il Sam che conoscete è morto  

Da una generazione all’altra

Giunta ormai al quinto capitolo escludendo le console portatili, la saga Splinter Cell nata nel 2002 ormai non ha bisogno di presentazioni, né tantomeno il suo deciso protagonista Sam Fisher, agente della Third Echelon, divisione segreta della NSA. Per entrare in questa generazione a tutti gli effetti e fare il botto, Ubisoft storico sviluppatore e produttore della serie, ha deciso di invertire totalmente la rotta dal punto di vista del gameplay, finendo il lavoro di revisione iniziato già col quarto capitolo, Double Agent, che evidenziava varie differenze con i primi tre. Il gioco nasce come uno stealth spionaggio in terza persona, cercando di completare senza dare nell’occhio gli obiettivi inviatoci da Irving Lambert via radio, dopo esserci infiltrati di soppiatto nelle varie strutture grazie ai preziosi consigli di Anna Grimsdottir. Splinter Cell: Convction lascia spazio ad un gameplay meno ragionato e più improntato all’attimo, con una serie di opzioni in mano al videogiocatore che potrà scegliere con quale approccio affrontare la situazione.

Dopo tante menzogne, ecco la verità

Sam Fisher: un uomo ormai distrutto dalla scomparsa della figlia Sarah, dopo l’ultimo doloroso incarico decide di abbandonare il lavoro sul campo e dedicarsi alla sua lotta continua verso chi ha ucciso la sua unica ragione di vita. Investigando direttamente per la sua causa riceve una soffiata: Sarah non è stata uccisa da un ubriaco bensì è stata vittima di un omicidio premeditato. Spinto da questa nuova e sconvolgente verità, Sam riesce a trovare l’assassino di sua figlia a La Villetta, cittadina maltese. In questo conflitto tra passato e presente, Sam inizierà a interagire con vecchie conoscenze, nuove nemici ed altrettante verità che mai avrebbe immaginato. Il Sam Fisher che avremo tra le dita del pad sarà decisamente più arrabbiato, deciso e freddo di quello visto nei precedenti capitoli, facendo trasparire tutto il dolore che ha provato in questi anni per Sarah. Ormai deciso che è giunta l’ora di vendicare sua figlia, nessuna scusante lo obbliga ad attenersi ad obiettivi e restrizioni che in passato gli venivano dettate dal Third Echelon perché per trovare finalmente la sua pace l’unico modo sarà quello di vedere del sangue dall’assassino di Sarah. Ben presto però si troverà invischiato in un’indagine condotta dalla stessa divisione di spionaggio della NSA contro il traffico EMP condotto da un’organizzazione criminale sotto il nome di Black Arrow. Senza svelare ulteriori dettagli e lasciandovi scoprire tutti i risvolti eccellenti della trama, proseguiamo con il gameplay.

Anni di spionaggio buttati nel water

Se Sam fosse reale, più o meno questa sarebbe la frase pronunciata dai genitori nel vedere il nuovo stile hard di Fisher. Abbandonati completamente gli aspetti caratterizzanti la serie, come il soffocamento dei nemici e il visore notturno per cogliere di soppiatto le guardie, Sam godrà di nuovi espedienti di gameplay decisamente più in linea verso questa nuova rotta. Come già spiegato nell’hands on della demo, una delle tante novità in Splinter Cell: Convction è l’abilità con cui Sam potrà marcare i nemici. Questa abilità, a seconda del tipo di arma in possesso da Sam, gli permette di selezionare e, appunto, marcare tramite un cursore a schermo un tot di nemici che sparerà, uccidendo in un sol colpo, automaticamente tramite il tasto Y. La buona riuscita o meno di questa “esecuzione multipla automatica” viene garantita dal colore rosso sul cursore posto sulla testa del nemico marcato, che, una volta non in scia libera diventerà grigio fallendone così l’uccisione. L’abilità di “tag” dei nemici sarà però possibile soltanto dopo un’uccisione corpo a corpo, premendo al momento giusto il tasto B dopo essere scivolati alle spalle della vittima senza farci vedere né sentire. In aiuto a questa necessità perenne di studiare i movimenti dei nemici e di conseguenza di ucciderli senza troppe difficoltà, vi è un nuovo sistema di riparo, inedito per la serie. Tenendo premuto il tasto LT Sam si appoggerà a quasi tutte le superfici per ripararsi e non dare nell’occhio. Una volta dietro un riparo, muovendo lo sguardo verso un successivo potenziale riparo comparirà su schermo un cursore che ci inviterà a posizionarci automaticamente laddove lo sguardo è rivolto, azione possibile tramite il tasto A. Questo progressivo avanzare di riparo in riparo in modo semi-automatico si rileva essenziale per affrontare al meglio ogni ambiente, aperto e non, in cui Sam dovrà giostrare la situazione in presenza di molti nemici. Una volta familiarizzato con questo sistema e aver capito come sfruttare l’accoppiata corpo a corpo-marcatura dei nemici, tutto risulterà più semplice anche per chi non ha esperienza con la serie, mentre chi ha già seguito tutti gli episodi di Sam e la sua mutazione caratteriale probabilmente avrà dell’amaro in bocca per l’eccessiva semplicità con cui sarà possibile sbarazzarsi dei nemici. Proprio per questo infatti la quantità di nemici sarà sempre più grande, con alcune stanze molto sorvegliate rispetto ad altre, ed alcune invece orchestrate in modo tale da dover sfruttare una determinata capacità di Sam. Già, perché non finisce qui. Sam potrà interagire come ha sempre fatto con tutto l’ambiente di gioco. Gli immancabili pali in cui arrampicarsi o le varie ringhiere non cesseranno d’esistere e anzi potranno essere sfruttate all’occorrenza per dar vita all’uccisione dall’alto tramite il tasto LT con cui Sam cadrà addosso al nemico uccidendolo in maniera silenziosa. L’abilità di arrampicarsi di Sam sarà utile anche quando il gioco permetterà di poter uscire da una finestra e girare in tondo all’edificio per poi rientrare. Quando ci sarà quest’occasione, spesso e volentieri un nemico sarà girato di spalle ad una finestra, e senza troppi complimenti potremo sbarazzarci di lui gettandolo via: occhio ad alzare prima la finestra perché chi rompe il vetro lo ripaga! Gli sviluppatori hanno pensato bene anche di aggiungere al gameplay già ricco di possibilità, degli oggetti, spesso molto evidenti, che se sparati possono portare all’altro mondo uno o più nemici. In un’officina si potrà far cadere dall’alto un oggetto sostenuto da un piccola gru, nei vari edifici si potrà far scoppiare l’estintore e così via. Immancabile anche la possibilità di spegnere la luce o sparare direttamente ai neon per creare l’oscurità, la migliore amica del caro Sam. Proprio a voler rimarcare l’esigenza dell’invisibilità del nostro ex-agente, il gioco diventerà in bianco e nero quando Sam non sarà visibile a nessun nemico nella più totale oscurità. Quando invece sarà in piena luce, il gioco tornerà a colori. Sono presenti anche altre chicche stilistiche, come i vari obiettivi o tutorial scritti direttamente sullo scenario di gioco e vari flash-back mostrati sui muri in alcuni momenti topici. Per chi ha nostalgia del vecchio Sam tutto oscurità e stealth, torneranno sicuramente utili i classici gadget che acquisiremo man mano. La granata EMP servirà a mettere fuori gioco temporaneamente le varie fonti elettriche e a stordire i nemici, mentre le flashbang li accecheranno. Per qualcosa di più esplosivo invece, vi saranno le granate e le mine remote, ovvero esplosivi che potranno essere lanciati e fatti esplodere da qualsiasi posizione in cui ci troviamo.
Per finire, è stato potenziato il sistema delle microcamere. Grazie ad esse, dopo averle lanciate, oltre a godere del suo occhio meccanico per prendere visione della stanza, avremo diverse possibilità: essa ci permetterà di marcare direttamente da lì i nemici, oppure potrà emettere una musichetta che attirerà le guardie oppure ancora potrà esplodere portandosi con sé un paio di nemici. Questo espediente è molto utile se, cercando di entrare da una finestra, Sam potrebbe avere molta difficoltà, così lanciando la microcamera e distraendo i nemici, potremo anche marcarli e colpirli di soppiatto tornando ad utilizzare Fisher. La possibilità di marcare indirettamente i nemici sarà data anche dal classico video-cavo che potremo inserire sotto una porta prima di aprirla per verificare la presenza di guardie aldilà di essa. Non mancheranno neanche le varie possibilità di approccio alla situazione dal punto di vista ambientale: sarà compito vostro decidere se cercare una strada dall’alto o dalla porta laterale, sfondando centralmente o sgattaiolando lateralmente. Chi invece preferisce la nuova versione di Sam votata all’attacco, non rimarrà senza giocattoli, perché in Splinter Cell: Convction Fisher disporrà di potenti armi da fuoco che spazieranno dalle classiche pistole ai fucili e le mitragliatrici. Le guardie però, una volta individuata la nostra posizione, cominceranno a darci dentro col fuoco, ma se l’ambiente è sufficientemente buio avremo a disposizione la possibilità di nasconderci nuovamente nell’ombra. Le guardie intanto continueranno a sparare, a guardare o ad avvicinarsi alla nostra ultima posizione a loro nota, mentre noi in tranquillità potremo sgattaiolare via e colpirli alle spalle o fuggire. Insomma, un ricco assortimento di possibilità e trovate di gameplay che rendono l’esperienza di gioco di Splinter Cell: Convction piacevole per tutti, puristi dello stealth e non. L’ultima aggiunta riguardante il gioco è il sistema di upgrade delle armi che ormai fa parte di molte produzioni. In ogni livello ci saranno alcune postazioni d’armeria nella quale, oltre a riprendere i vari gadget e scegliere l’arma da portare con sé, si potranno spendere i punti esperienza acquisiti fino a quel momento. I punti esperienza si conquisteranno completando determinati obiettivi presenti tra le Sfide P.E.C., una sorta di menù che elenca le varie azioni richieste al videogiocatore per acquisire punti. Vi saranno un numero elevatissimo di Sfide P.E.C. da portare a termine, molte delle quali livellate, che spazieranno dall’uccidere un tot di nemici con un solo colpo allo sgattaiolare alle spalle del nemico e così via. Una volta acquisiti i punti esperienza potranno essere utilizzati per upgradare le armi che disporranno di tre potenziamenti ciascuna o i gadget, che disporranno di due potenziamenti ciascuno. Per quanto riguarda le armi, ci sarà la possibilità di aumentare il caricatore, di equipaggiare l’arma con un mirino laser, un mirino che aumenti di uno il numero di marcatori, di sparare colpi più potenti o di aumentare la gittata. Ai gadget invece verrà aumentato il loro effetto.

Puntare allo stile

Splinter Cell: Convction mostra tutti i suoi punti deboli dal punto di vista grafico. Il motore del gioco, l’Unreal Engine 3 non è stato sfruttato appieno, complice anche la bassa risoluzione con cui è stato sviluppato il titolo. Gli oggetti risultano spesso piatti e poco definiti, ma grazie ad un buon riempimento delle varie location, ogni stanza ed ambiente risulterà gradevole nel suo complesso. Poco più che sufficienti anche i volti e le animazioni generali dei personaggi. Se il protagonista Sam Fisher, risulta decisamente più dettagliato e con delle animazioni del corpo eccezionali che guidano i vari movimenti impartiti dal videogiocatore, tutti gli altri personaggi sono assolutamente sottotono. Anche le varie cut scenes realizzate col motore di gioco non brillano ma, anzi, fanno balzare all’occhio le varie pecche grafiche e texture poco definite. Nota di merito però va all’illuminazione. Punto cardine del gameplay, essa risulta curata anche dal punto di vista dei riflessi e delle superfici andando a colmare i vari buchi lasciati dal resto. Dal punto di vista audio, Splinter Cell: Convction riesce come sempre a tenere alto il livello di qualità. Doppiato in italiano, il titolo ha mantenuto le stesse voci dei capitoli precedenti – eccezion fatta per Sam, cambiata già dal secondo – e ormai risultano familiari ai fan della saga e sicuramente di grande impatto come sempre anche dal bel carisma che riescono a dare ai vari personaggi interpretati. La colonna sonora è diventata più ritmata e al tempo stesso dark, in tono con il gameplay più action e i sentimenti alterati di Sam.

I vari effetti sono realizzati con cura. In generale però, seppur come detto la grafica non premi il titolo, Splinter Cell: Convction punta molto sullo stile delle sue ambientazioni e delle varie cut scenes, e vista l’ottima sceneggiatura stilata per questa quinta avventura, possiamo perdonare questa carenza tecnica. Ottima anche la longevità grazie ad un corposo multiplayer che va a regalare ore di divertimento al gioco, ma soprattutto grazie ad una campagna in singolo giocatore che a livello più alto e cercando di sfruttare sempre le azioni stealth e ragionate a discapito di un approccio più diretto, potrà durare quasi dieci ore, dipenderà dalla vostra abilità e il vostro ingegno. Ad aumentare la longevità infine, è presente una modalità extra chiamata Operazioni Speciali in cui potremo scegliere di affrontare la sfida Cacciatore o Ultimo uomo. Nella prima dovremo eliminare all’interno di una mappa a scelta un tot di nemici, nella seconda dovremo difendere un generatore EMP dalle ondate dei nemici. Insomma, per i fan della serie, Splinter Cell: Convction potrebbe essere teoricamente infinito.

Una scommessa vinta

Stravolgendo il suo storico prodotto, Ubisoft si è presa davvero tante responsabilità. Da un lato gli amanti della saga potevano risultare spiazzati da un gameplay rivisto quasi totalmente e un Sam Fisher in vesti decisamente diverse da come eravamo abituati. Dall’altro però bisognava adeguarsi ai tempi cercando di fornire all’utenza qualcosa di diverso che magari avvicinasse alla serie tanti altri videogiocatori che non masticano di stealth e spionaggio. Il risultato finale è un ibrido che lascia tantissime possibilità per affrontare le missioni –salvo alcune decisamente molto action- che riesce ad accontentare tutti anche se probabilmente qualcuno storcerà il naso fino alla fine per questa discutibile scelta, come chi vi scrive ad esempio. Nonostante i vari pareri personali però, con un gameplay così, un comparto grafico non eccezionale ma stilisticamente brillante, un sistema audio di livello e una storyline come nello stile ricca di colpi di scena e cospirazioni segrete con l’incognita non indifferente del nervosismo di Sam, il risultato finale resta davvero notevole. Consigliato l’acquisto a tutti.

Scheda Tecnica
SVILUPPATORE
Ubisoft Montreal
PUBLISHER
Ubisoft
SITO UFFICIALE
splintercell.it.ubi....
GENERE
Stealth/Azione
GIOCATORI
1
ONLINE
SI
CONSOLE
XB360
CARATTERISTICHE
Sistema operativo: Windows XP, Windows Vista, Windows 7 * CPU: 1.8 GHz Intel Core2 Duo o 2.4 GHz AMD Athlon X2 64 * RAM: 1.5 GB Windows XP / 2 GB Windows Vista, Windows 7 * Scheda video: 256 MB con supporto DirectX 9.0c (512 MB consiglia
Pagella
Grafica: 70
Sufficienti le texture, buonissima l'illuminazione
Sonoro: 85
Ottimi colonna sonora, doppiaggio ed effetti
Giocabilità: 95
Gameplay potenzialmente devastante
Longevità: 80
Campagna in singolo di media durata, multiplayer e sfide
GLOBALE: 85
Scommessa assolutamente vinta


Pro:
  1. + Storyline entusiasmante e cronaca perfetta
  2. + Gli ambienti sono studiati per offrire libertà d'azione e sfruttare al massimo il gameplay
  3. + Questo Sam Fisher a molti piacerà un sacco.....

Contro:
  1. - La campagna in singolo è bene affrontarla in Realistico
  2. - Alcuni difetti di risposta ai comandi per le coperture
  3. - ......ad altri no




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