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Recensione di
S.T.A.L.K.E.R.: Call of Pripyat
per Pc

STALKER è tornato, più radioattivo che mai!  

Bentornati nella Zona

E finalmente ci siamo! L'attesissimo ritorno della saga di STALKER si concretizza con l'arrivo sugli scaffali del secondo capitolo ufficiale S.T.A.L.K.E.R.: Call of Pripyat. Tutta la radioattività, la desolazione, il gameplay sembrano essere rimasti integri rispetto al fantastico primo capitolo (ed anche allo spin off Clear Sky). Il gioco riuscirà a guadagnarsi il titolo di degno successore? Scopriamolo insieme!

Un po' di ripasso

S.T.A.L.K.E.R.: Shadow of Chernobyl, primo capitolo della saga, presentava una storyline abbastanza convincente; ambientato nel fatidico anno 2012 descriveva un'ambientazione notevolmente curata: il gioco infatti era ambientato nella Zona (niente a che vedere con la Zona Contaminata di Fallout 3, ma ci andiamo molto vicini), ovvero una grande porzione di terreno desolato formatosi dopo la famosa esplosione del reattore nucleare della celeberrima centrale di Chernobyl. La Zona però anche se colpita da continue emissioni di radiazioni sembra ancora essere popolata da dei loschi individui noti come Stalker i quali visitano il territorio in lungo e in largo alla ricerca di ricchezze e di manufatti. Il gioco ci metteva nei panni del Marchiato, uno stalker alle prese con varie (e numerosissime) missioni all'interno della zona che potevamo accettare e risolvere con estrema libertà. S.T.A.L.K.E.R.: Call of Pripyat ci rispedisce nella Zona nei panni dell'agente segreto Ucraino Alexander Degtyarev alle prese con numerose investigazioni all'interno dell'area radioattiva. Cominceremo con l'investigare alla caduta di numerosi elicotteri per tutta la Zona per poi arrivare ad accettare missioni per boss e criminali di ogni rango che ci proporranno missioni e atroci crudeltà nei confronti di altri stalker. Il nostro scopo finale sarà quello di raggiungere il cuore della Zona, dove molti aspettano di trovarsi ricchezze e oggetti dai poteri magici.
Purtroppo il fattore trama è la parte sicuramente meno riuscita di tutto il gioco che seppur sia stata inserita in una fantastica ambientazione non riesce comunque ad appassionare e a risultare piacevole da seguire.

Uno sparattutto ruolistico

La feature che ha reso la saga di STALKER notevolmente famosa è stato il gameplay particolarmente riuscito che proponeva ai giocatori un misto tra due generi differenti quali lo sparattutto in prima persona ed il gioco di ruolo. S.T.A.L.K.E.R.: Call of Pripyat ripropone il medesimo gameplay dei precedenti episodi della serie mantenendolo interamente integro e senza aggiungere o modificare alcuna importante caratteristica. La visuale sempre in prima persona ci permette una visione a 360° della desolazione che ci circonda, l'HUD (rimasto invariato rispetto ai precedenti capitoli) mostra le cose più importanti da tenere sempre sott'occhio: in alto a sinistra ritroviamo una simpatica minimappa dove è possibile osservare il territorio vicino a noi, e visualizzare, tramite diverse icone, i nemici, gli stalker alleati e con una freccia l'obiettivo della nostra prossima missione. In basso a destra possiamo visualizzare la barra della salute (tenetela sempre d'occhio soprattutto durante i combattimenti in modo da capire quando utilizzare i medi-kit) e la barra della resistenza indispensabile per capire quanta carica abbiamo ancora per correre o saltare. A destra dello schermo a volte potrete vedere apparire delle piccole icone che serviranno ad avvertirvi delle varie situazioni critiche del vostro personaggio: salute critica (mettetevi al sicuro e curatevi), eccessiva quantità di radiazioni in corpo (bevete liquore, molto meglio barcollare che rimanere uccisi dalle radiazioni), arma o armatura danneggiata (la vostra arma/armatura si sta per rompere correte nell'avamposto più vicino e fatevela riparare) e fame (mangiate qualcosa o rischierete di morire di fame). Tutto questo quindi riesce a rendere il gioco maggiormente realistico e ad immergere il giocatore nella fantastica ambientazione della Zona. In S.T.A.L.K.E.R.: Call of Pripyat avrete una libertà d'azione molto ampia, potrete prendere parte alle missioni che volete, ma soprattutto quando volete; alcune missioni hanno anche delle strade alternative che a seconda della via che sceglierete vi condurranno dalla parte del bene o al contrario a quella del male. Le missioni secondarie e primarie (le quali sono più varie ed interessanti) variano dalla più classica ricerca di manufatti (oggetti rarissimi formati dalle anomalie radioattive) che possono essere trovati grazie all'apposito rilevatore, oppure missioni di assalto a ignare postazioni stalker nemiche, ma state bene all'occhio perchè la Zona oltre ad essere popolata dagli stalker è anche abitata da esseri molto meno amichevoli che spaziano da mostri succhiasangue a creature dall'aspetto gobbo e inquietante che non aspetteranno altro che attaccarvi e porre fine alla vostra esistenza. Per quanto riguarda la difficoltà (il gioco propone diversi livelli di difficoltà) essa risulta, seppur regolabile, moderatamente alta rendendo STALKER: Call of Prypiat un gioco non adatto ai neofiti del genere, ma i veterani della serie rimarranno completamente appagati da tutta l'esperienza di gioco condotta da un' I.A che seppur non perfetta ne risulta migliorata rispetto a quella dei precedenti episodi.

La Zona: grafica e sonoro

Per quanto riguarda il comparto grafico S.T.A.L.K.E.R.: Call of Prypiat si basa sul medesimo motore grafico del precedente capitolo della serie con un notevole margine di miglioramento; gli interni ed il sistema di illuminazione graficamente danno il loro meglio, ma purtroppo per quanto riguarda il dettaglio esterno della Zona e il fastidiosissimo effetto Pop-Up non si può dire lo stesso, ne risulta quindi un comparto tecnico decisamente migliorabile. L'aspetto sonoro invece raggiunge la sufficienza che seppur non brillando presenta un doppiaggio italiano (con qualche frase russa che rimane in sottofondo) discreto ed un comparto sonoro complessivamente buono.

Multiplayer

Oltre alla longeva modalità giocatore singolo vi si aggiunge una modalità multiplayer che permette ai giocatori di intraprendere leggendarie battaglie online con un massimo di 32 giocatori. Saranno 4 le modalità, due identiche agli scorsi episodi (Deathmatch, Team Deathmatch) e due nuove modalità quali Cattura il Manufatto e Caccia al Manufatto.

Concludendo

Quello che ci ritroviamo per le mani è un gran bel gioco che seppur non riesca a superare la bellezza e l'atmosfera del primo prodotto, risulta comunque godibile ed appassionante soprattutto per i fan del genere. Per i giocatori che si vorrebbero avventurare per la prima volta all'interno della Zona, cominciare da questo capitolo è sconsigliatissimo, si dovrebbe, infatti, cominciare dal capolavoro S.T.A.L.K.E.R.: Shadow of Chernobyl (che tra l'altro ora è reperibile nei negozi ad un prezzo veramente basso) che risulta ancora adesso, a mio parere, il miglior capitolo della serie. Concludo affermando che S.T.A.L.K.E.R.: Call of Pripyat è un videogame consigliatissimo ai fan della serie o a chi cerca un'avventura complessa ed appagante al tempo stesso.

Scheda Tecnica
SVILUPPATORE
GSC Game World
PUBLISHER
GSC Game World Publishing
SITO UFFICIALE
cop.stalker-game.ru/...
GENERE
Sparatutto/Rpg
GIOCATORI
1-30
ONLINE
SI
CONSOLE
Pc
Pagella
Grafica: 70
Comparto grafico nel complesso buono ma decisamente migliorabile
Sonoro: 75
Buono il doppiaggio altrettanto buone le musiche
Giocabilità: 85
Riuscitissimo mix tra sparattutto e gioco di ruolo
Longevità: 85
Buona longevità che ha inoltre l'appoggio del supporto multiplayer
GLOBALE: 80
Il ritorno con classe di STALKER


Pro:
  1. + Gameplay fantastico e divertente al tempo stesso
  2. + Ottima libertà di azione
  3. + Tante missioni a cui prendere parte...

Contro:
  1. - ...peccato alcune siano poco varie
  2. - Storia mal sviluppata
  3. - Graficamente migliorabile




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