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Recensione di
The Dishwasher: Dead Samurai
per XBox360

Da aiuto cuoco a salvatore della terra
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Ennesima perla dal Live!
Ultimamente, il mercato dei titoli retail sta soffrendo di sovraffollamento, e non è raro vedere gli scaffali dei negozi riempirsi di titoli mediocri, realizzati ad uso e consumo dei soli casual gamers. I giocatori che cercano videogames con la V maiuscola, però, non devono disperarsi: il servizio di digital delivery offerto dal Live offre un’ampia scelta di ottimi titoli, spesso frutto di piccoli sviluppatori che tentano, con questi lavori, di debuttare sul mercato e farsi conoscere dai giocatori. Rientrano in questa categoria gli Ska Studios, piccolo team autore di The Dishwasher: Dead Samurai, beat’em up a scorrimento laterale simile ai titoli che rubavano monetine ai ragazzini nei cabinati delle sale giochi di trent’anni fa. Riuscirà una formula non proprio recentissima a decretare il suo successo?
Un lavapiatti contro tutti
L’inizio del gioco è a dir poco scoppiettante, in quanto assistiamo alla dipartita del protagonista ad opera di un misterioso e potentissimo nemico. Ci risveglieremo e scopriremo che a riportarci in vita è stato Chef, un capo cuoco dal passato misterioso e dotato di un grandissimo potere, addirittura in grado di resuscitare il Lavapiatti -ovvero The Dishwasher, in protagonista. Egli, credendoci gli unici in grado di salvare il mondo dall’armata robot (un esercito interamente composto da cyborg di varie sembianze che stà mettendo a ferro e fuoco il mondo governati da una malvagia IA) ci addestrerà nell’arte del combattimento. Ad aumentare l’odio che il Lavapiatti prova verso questa organizzazione ci pensa l’omicidio della sorella per mano dei malvagi cyborg. Ormai divorato dalla rabbia, il samurai resuscitato decide di dedicare la sua intera vita a smantellare la malvagia organizzazione, con l’aiuto del suo mentore.
Un sapore retrò ed un animo hardcore
Con questi due aggettivi si potrebbero descrivere perfettamente le sensazioni trasmesse dal titolo degli Ska Studios. Il prodotto si presenta, secondo quanto già detto ad inizio recensione, come un tributo ai vecchi beat’em up che affollavano le sale giochi di tutto il mondo negli anni ’80-’90. Ci si fa largo nel livello sconfiggendo ogni nemico che ci si para davanti, utilizzando i 3 attacchi presenti, ovvero l’attacco leggero, l’attacco pesante e la presa. Ovviamente l’attacco pesante è il più potente, ma richiede un piccolo periodo di carica durante in quale il protagonista è vulnerabile ai colpi nemici: si tratta, quindi, di un colpo che va utilizzato con parsimonia e intelligenza. Una volta danneggiati a sufficienza, i nemici rimarranno storditi per qualche secondo e sarà possibile eliminarli con un solo attacco speciale, spesso truculento e artefice di vere e proprie “fontanelle di sangue”. Questi attacchi, rappresentano, però, l’unico modo che il giocatore ha di ricaricare la barra della vita del Lavapiatti durante il combattimento, oltre a quella di utilizzare gli oggetti curativi acquistabili all’inizio dei vari livelli. Oggetti che, però, richiedono delle “spirali” per essere acquistati; queste ultime si ottengono uccidendo i nemici, e possono anche essere spese per acquistare potenziamenti offensivi o difensivi. Sarà possibile ampliare l’arsenale del samurai con nuove armi, come una katana oppure una motosega, trovandole durante l’esplorazione dei vari scenari che, anche se lineari, presentano vari anfratti da esplorare e nei quali trovare, oltre alle varie armi, accessori e sfide. Oltre alla modalità Campagna, sono presenti altre 2 modalità: Sfida dei Piatti e Arcade. Si tratta sostanzialmente di modalità nelle quali accumulare più punti possibili evitando di cadere sotto gli attacchi nemici. Il livello di difficoltà degli scenari aumenta progressivamente, e i punteggi ottenuti vengono registrati e servono ad aggiornare la classifica presente sul Live. La campagna, oltre che in singolo, potrà essere affrontata insieme ad un amico sulla stessa console oppure online sul Live. Giocare in due sulla stessa console, però, facilità parecchio le cose, in quanto il secondo personaggio dispone del respawn illimitato, e potrebbe pensare a fare tutto il lavoro sporco, mentre il lavapiatti si limita a schivare i fendenti dei cyborg.
Una difficoltà da Harakiri
Ok, parliamoci chiaro. The Dishwasher: Dead Samurai non è un gioco adatto a tutti. Il suo disumano livello di difficoltà potrebbe portare all’esasperazione moltissimi giocatori, anche tra i più navigati. Il grado di sfida lo si può percepire fin dalla schermata di selezione della difficoltà, dove “Facile” è completamente assente. Si inizia da Normale, e già da lì sono dolori. Tanta pratica e ottimi riflessi sono i requisiti necessari a dominare questo gioco, che richiede una dedizione assoluta per essere completato, e che sfiora l’assurdo con l’ultima opzione per la difficoltà, “Samurai”, che sembra essere stata sviluppata per non essere portata a termine in una sola vita. Detto questo, il titolo non presenta una longevità particolarmente elevata, anzi sarebbe insufficiente se non fosse per la difficoltà che costringerà a ripetere più e più volte un passaggio particolarmente ostico, un boss o persino un intero livello, in caso finiscano le vite a disposizione: le altre modalità disponibili durano a seconda della volontà del giocatore di battere i record propri e altrui, perché esauriscono presto il loro potenziale di divertimento.
Grafica a prova di EMO
Tecnicamente, il gioco si difende con una buona grafica 2D ed uno stile unico, tenebroso e gotico, nonché prodigo di effetti splatter durante i combattimenti. Nonostante siano cyborg, insomma, i nostri avversari sanguinano, e anche molto! Magari i fondali avrebbero meritato un pochino di attenzione in più, ma il risultato è comunque soddisfacente. Discorso diverso dal punto di vista dell’audio, che diventa subito ripetitivo e stancante: la totale assenza del parlato, poi, non migliora la valutazione di un comparto, del quale si salvano solo gli effetti degli attacchi, “taglienti” al punto giusto.
Concludendo, quindi, The Dishwasher: Dead Samurai rappresenta un esperimento di buona fattura, nonché uno dei pochi giochi che hanno il coraggio di proporre un livello di difficoltà davvero proibitivo, e di farne il suo punto di forza! Non faticherà di certo a trovare una nicchia di fans, ma il seguito già annunciato dovrà calibrare meglio la difficoltà in modo da allargare il bacino di utenti che lo acquisteranno, magari decretando il prossimo successone targato Live: staremo a vedere! |
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Scheda Tecnica
SVILUPPATORE
Ska Studios
PUBLISHER Microsoft Game Studios
GENERE Azione
GIOCATORI 1-2
ONLINE SI
CONSOLE XB360
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Pagella
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Grafica:
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73 |
Non male, ma si poteva fare di più |
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Sonoro:
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56 |
Noioso e ripetitivo dopo qualche ora di gioco |
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Giocabilità:
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85 |
Solida come la roccia, anche se davvero difficile da addomesticare |
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Longevità:
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69 |
Il gioco è breve, ma la difficoltà elevata ne innalza la durata |
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GLOBALE:
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72 |
Provateci ancora, Ska Studios! |
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Pro:
- + Gameplay ottimo
- + Un omaggio ai beat'em up dei bei tempi
- + Davvero tostissimo!
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Contro:
- - ...Davvero tostissimo!
- - Graficamente si poteva fare di più
- - Poco longevo
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