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The Elder Scrolls V: Skyrim

Un epico ritorno a Tamriel!

Alias: The Elder Scrolls 5, The Elder Scrolls V, The Elder Scrolls 5: Skyrim

By Valerio Turrini, 26/11/2011

Una volta ogni mille anni Il mercato dei GDR è forse il più difficile da conquistare nel panorama videoludico. Risulta, infatti, un mercato che ha come acquirenti delle persone molto esigenti che pretendono un prodotto che li trasporti in una nuova dimensione, in un nuovo mondo. Difficilmente queste richieste vengono esaudite in toto, ma la serie The Elder Scrolls è sempre stata famosa per riuscire a soddisfare il pubblico più esigente. La seconda richiesta di un appassionato dei GDR è la libertà o meglio il poter fare quello che vogliamo in un mondo largamente esplorabile. A ciò rispose The Elder Scrolls 2: Daggerfall, che introdusse nella serie la possibilità di unirsi alle gilde e oltre 750.000 personaggi non giocabili con cui interagire in una mappa dalla vastità impressionante. Se volete cimentarvi in Daggerfall e scoprire per benino dove tutto è iniziato, potete scaricare il gioco gratuitamente, visto che nel 2009 è diventato free to play. Altra richiesta è la varietà delle ambientazioni e Oblivion l’ha soddisfatta in pieno, con ambientazioni che spaziano da laghi e mari, a montagne e colline. Le città sorgono in luoghi differenti, come per esempio Anvil, situata sulla costa. E poi c’è Skyrim, il titolo che promette di mantenere tutti i punti a favore dei precedenti prodotti e di aggiungere delle migliorie... migliorie che andremo a vedere in questa recensione del gioco candidato e favorito per il GOTY 2011. Benvenuti a Skyrim! In The Elder Scrolls V: Skyrim impersoneremo l’ultimo discendente imperiale dei Sangue di Drago nella regione di Skyrim, un Dovahkiin. Tutte le vicende sono ambientate 200 anni dopo gli avvenimenti di Oblivion, dove la guerra imperversa e i secessionisti di Ulfric, combattono per la liberazione dall’Impero. Ulfric risolve le vicende uccidendo il Re dei Re in circostanze avvolte nel mistero. In un carro diretto sul luogo del patibolo, ecco comparire il nostro protagonista Dovahkiin, catturato per errore e condannato a morte. Appena lasciato il carro, entreremo nell’editor del personaggio per creare il nostro eroe, che ci accompagnerà durante l’avventura. Poco prima di affrontare la nostra morte, il fato si oppone tra noi e la nostra fine. Sulla scena compare un dragone nero, che mette a ferro e fuoco la location permettendoci di fuggire e di intraprendere un viaggio alla scoperta di chi sia stato a resuscitare i draghi e del perché... Dopo questo approccio obbligato, ecco che Bethesda ci mette in mano la vita di una regione. Skyrim è popolata da vari personaggi di razze diverse, piena di vita anche negli antri più lontani degli agglomerati. Troveremo sempre un cacciatore, un viaggiatore, un vecchio saggio o una persona che si è persa durante una passeggiata con cui parlare, anche nelle foreste più sperdute del mondo ricreato. Come sempre ci sono le varie gilde, che ci rifileranno le missioni secondarie e, certe volte, anche direttamente collegate alla main quest. Al contrario di Oblivion, le missioni secondarie sono varie, ma mantengono una coerenza reale, senza far sentire troppo il distacco tra le diverse fazioni e con la quest principale. In questo modo, ci sembrerà di giocare sempre guidati da un obiettivo storico e ciò comporterà delle scelte. Potremo scegliere di recuperare un certo oggetto per poi scoprire che quest'ultimo potrebbe aprire le porte di una location sperduta dove poter far nostro un grande mistero. Sceglieremo di riportare la chiave al proprietario, o la useremo per aprire la porta in cerca di un segreto perduto? La scelta sta a voi, ma ricordate che ogni mossa porterà ad una conseguenza. Il mondo creato da Bethesda è fantastico, pieno di magia e segreti, ma il potere di questa creazione è che Skyrim è un mondo familiare. Niente ambientazioni puramente fantascientifiche, ma solo delle location verosimili, che ci facciano venire il dubbio della loro esistenza. A differenza di Fallout 3, la mappa presenta molta vegetazione, montagne, pianure, laghi e altre ambientazioni che ci regalano degli scorci incredibili. Per non parlare della linea dell’orizzonte, piazzata veramente lontana rispetto ai precedenti TES. In Skyrim, troveremo persone impegnate a svolgere varie attività, che seguono la loro routine quotidiana nel loro villaggio di appartenenza. Troveremo i vari fabbri, intenti a battere il ferro o a lavorare sulla mola che inizieranno la loro giornata in bottega alle 8 del mattino, oppure dei falegnami intenti a fare la legna da ardere. Tutto questo gestito secondo una regola precisa: “fai quello che vuoi, entro i limiti del verosimile”. E queste cose, più tantissime altre, potranno essere fatte anche da noi, a patto di avere gli attrezzi giusti. Potremo creare o rifinire nuove armi o elementi del vestiario, basta che abbiamo i materiali grezzi giusti come il ferro, l’acciaio, l’oro, la pelle, il cuoio, ma anche creare degli amuleti combinando delle pietre dal potere magico con un’arma, in modo che l’uso dell’arnese attivi il potere della pietra. Ci sarà la possibilità di cucinare dei pasti che avranno un effetto rigenerativo su salute, magicka e stamina, sempre se si hanno gli ingredienti e gli attrezzi giusti (legna per il fuoco, pentole, mestolo). Lo stesso vale per la creazione delle pozioni e dei veleni al Tavolo dell’Alchimia, dove mischiando erbe e quant’altro creeremo pozioni dal diverso effetto. Potremo fidanzarci, sposarci (anche con lo stesso sesso), comprare casa, arredarla, andare a convivere, andare a lavorare e tutte le cose che caratterizzano una vita normale. Ma ovviamente l’idea è di diventare un eroe per il popolo di Skyrim. C’è stato concesso di scappare dal patibolo, perché ridursi a preparare da mangiare alla donna se possiamo salvare un’intera regione dalla distruzione? Sangue di Drago! Le novità nel gameplay cambiano per molti versi la base del gioco. Niente più scelta delle classi e avanzamento delle skill automatico. In Skyrim la scelta della razza è di grandissima importanza, in quanto si differenziano per abilità speciale nella magia e nel combattimento, uniche per ogni razza. I Nord, la razza proveniente da Skyrim, sono molto adatti al combattimento, mentre un Altmer (Elfo Alto) è più adatto ad apprendere le abilità magiche. A sostituire le classi è stato implementato un sistema di 18 skill, che possono essere migliorate una ad una proseguendo nei 75 livelli di giochi. Per ogni skill ci sono le varie abilità da sbloccare, che richiedono il raggiungimento di un certo livello di abilità per quella categoria e la spesa di uno skill point per lo sblocco. Questo sistema non permette quindi di creare un personaggio che eccelle in tutti i campi, perché gli skill point, vengono dati uno per livello e le abilità da migliorare sono più di 75, costringendoci quindi a scegliere la nostra strada, migliorando le skill che ci saranno più utili e creando il tipo di personaggio che vogliamo noi. Per esempio migliorando le skill di Alterazione, Distruzione e Recupero, ci specializzeremo in magie quali Scintille, Chiaroveggenza e Cura, mentre le skill di Arma Ad Una Mano, Scudo e Armatura Pesante, ci permetteranno di padroneggiare l’arma bianca e l’uso dello scudo, portandoci allo stesso tempo a trasportare un peso maggiore rispetto agli altri. Per migliorare il livello di categoria, basterà soltanto utilizzare la magia o l’arma che gli riguarda e ottimizzare l’esperienza in quella skill. Come già detto, gli skill point saranno assegnati ad ogni avanzamento di livello e ci verrà anche permesso di aumentare di 10 punti Salute, Magicka o Vigore, a nostra scelta. Inoltre ci sono anche gli Urli nella lingua draconica, arma esclusiva dei Sangue di Drago, che impareremo esplorando i vari dungeon e leggendo le 60 parole che vanno a comporre i 20 Urli differenti. Ogni Urlo ha quindi 3 parole che lo compongono, ma per usarlo ne basta anche soltanto una. Ovviamente se conosciamo tutte e tre le parole dell’Urlo, l’effetto sarà più preciso, veloce e potente. Il tempo di ricarica varia in base al tipo di Urlo che si utilizza e il nostro consiglio è di non sprecarli, in quanto di solito si rigenera lentamente. L’Urlo è molto utile contro i draghi, in quanto è l’attacco che li danneggia di più, ma occhio, è anche il loro principale attacco. Una volta letto un Urlo, si andrà a posizionare nel nostro inventario e per utilizzarlo, lo dovremo sbloccare con un Anima di Drago, che conquistiamo ogni volta che ne uccideremo uno. Bethesda ha anche pensato di introdurre un sistema di preferiti, in modo da non dover sempre accedere all’inventario per cambiare arma, cosa molto scomoda soprattutto in combattimento. Ora si possono importare delle armi, magie, vestiario, pozioni e abilità varie nell’inventario e accedervi in qualunque momento tramite il tasto SU del pad. Altra aggiunta riguardo all’inventario è la possibilità di creare delle short cut, oltre ai preferiti, utilizzando tasto SINISTRA e DESTRA, ai quali si possono assegnare due oggetti da cambiare in qualsiasi momento, permettendo una maggiore versatilità in combattimento. Purtroppo entrambi i sistemi, ma i Preferiti maggiormente, risultano molto macchinosi, difficili da integrare e potrebbero richiedere moltissima pratica, prima di padroneggiarli completamente. Forse, si sarebbe potuto trovare un altro tipo di compromesso per ovviare a questa necessità di facilitare il cambio arma e potere, come per esempio accade in Mass Effect. Grafica Draconica! The Elder Scrolls V: Skyrim è un capolavoro sotto molti aspetti, ma per altri c’è da fare qualche critica. L’impatto visivo del gioco, soprattutto negli scenari montani è spettacolare, con vallate innevate, scalate ripide, specchi d’acqua ghiacciati e boschi fitti, ma nel dettagli si notano texture poco definite e delle ombre anch’esse poco perfezionate. Inoltre è presente un po’ di effetto pop-up negli scenari più aperti, che si va a ridurre drasticamente nelle città, fino a sparire nelle grotte. Tuttavia la bellezza visiva del gioco è spettacolare, con scenari mai visti prima in un videogioco. Grotte, paradisi sotterranei, scavi archeologici, mezzi distrutti dalla guerra, templi e fantastiche città affacciate su un fiume, come Solitude. Anche i personaggi hanno avuto un passo avanti incredibile rispetto ad Oblivion, con elementi del vestiario più complicati e animazioni più realistiche, apprezzabili appieno con la visuale in terza persona. Purtroppo, la recitazione lascia a desiderare, con espressioni impassibili davanti a catastrofi imminenti.... vedere Jarl mentre parlano di un drago che ha sterminato il suo popolo rimanere svaccato sul trono fa il suo effetto. Per fortuna, Bethesda ha deciso di non introdurre molte sequenze scriptate, lasciando tutto al motore di gioco. Altra critica va alla IA dei nemici, che spesso risulta poco profonda e incoerente alla razza del nemico. Per fare un esempio un Gigante non può scavalcare un masso, ma solo girarci intorno, dandoci a noi un netto vantaggio, ma la cosa incoerente è che un Lupo, non esiterà a scavalcare lo stesso masso. Come precedentemente annunciato, Skyrim è motivo scientificamente provato di perdita di vita sociale, visto che richiede ben 350 ore per esplorarlo appieno completando tutte le quest principali e secondarie, mentre se ci volessimo cimentare soltanto nella main quest 40 ore circa saranno sufficienti. Presenti anche le varie scelte morali, soprattutto nelle quest secondarie e maggiormente concentrate, in quelle della Confraternita Oscura, che rappresenta la fonte delle quest più belle di Skyrim. Inoltre, tutte le missioni sono in tono con la main quest e spesso non risultano troppo diverse tra le varie fazioni. Tra l’altro, è possibile cimentarsi nella lettura di vari libri, che ci racconteranno il passato di Tamriel e anche qualche cosa di inedito. Per quanto riguarda il comparto audio, come sempre la serie si riconferma con una colonna sonora epica ed emozionante decisamente in tono con quelle dei precedenti Elder Scrolls e molto simile all’eccellenza di Morrowind. Molto belli anche gli stornelli ascoltabili nelle locande, che trasudano delle storie interessanti e patriottiche. Anche il doppiaggio è ottimo, con voci azzeccate ai personaggi e conversazioni rese interessanti dal tono delle voci. Tantissime sono le cose, che nonostante qualche critica su IA, recitazione e macchinosità, rendono The Elder Scrolls V: Skyrim, il principale candidato al Game Of The Year. Per gli amanti del genere un'occasione imperdibile. Concludendo... L'ultimo titolo Bethesda si è dimostrato un prodotto in linea con l'infinita qualità della serie che abbiamo imparato ad apprezzare nel tempo. Infinitamente profondo, complesso, completo e incredibilmente vasto. Una vera droga per i fan dei GDR che apprezzeranno questo Skyrim tanto quanto i capitoli precedenti. Se amate il genere, non pensateci un attimo, il titolo Bethesda, non vi deluderà.


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Info

SVILUPPATORE:

Bethesda Game Studios

EDITORE:

Bethesda Softworks

GENERE:

Rpg

SOTTOGENERE:

Avventura

CONSOLE:

xbox 360

GIOCATORI:

Singleplayer

SITO UFFICIALE:

Link

Voti

Grafica: 93
Scenari incredibili, scorci spettacolari, ma qualche texture poco definita
Sonoro: 97
Colonna sonora epica, da grande orchestra. Doppiaggio ottimo
Giocabilità: 93
Comandi ottimi, difficoltà bilanciata in 5 livelli, ma Preferiti macchinosi
Longevità: 98
Ti sottrarrà alla tua vita sociale per oltre 350 ore
GLOBALE: 96
Skyrim è il principale candidato al GOTY, ed è senza dubbio un capolavoro
Pro:Contro:
  • Scenari spettacolari
  • Oltre 350 ore di gioco e nessuna di noia
  • Colonna sonora semplicemtne fantastica
  • IA scarsa in alcuni frangenti
  • Recitazione
  • alle volte
  • non all'altezza
  • Texture poco definite nel dettaglio