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The Lord of The Rings: Conquest

La battaglia per la Terra di Mezzo ricomincia

Alias: Il Signore degli Anelli

By Andrea Garroni, 11/02/2009

C’era una volta... Ben cinquantacinque anni. Questo è il lasso di tempo che è trascorso dalla pubblicazione di quella che è, forse, la più grande opera di J.R.R Tolkien, il più grande studioso di letteraturea inglese nonchè, con ogni probabilità, il più apprezzato scrittore del ventesimo secolo. Quel libro era “La Compagnia dell’Anello”, ed era il primo capitolo della più famosa trilogia della storia moderna, a cui presto si sarebbero aggiunti Le Due Torri e Il Ritorno del Re. Molti hanno conosciuto però questa opera grazie alla trilogia cinematografica realizzata da Peter Jackson e dalla WetaWorkshop, che ha vinto numerosi premi oscar e che, da quando i “Guerre Stellari” sono diventati sei, è universalmente riconosciuta come “la Trilogia”. E forse da oggi alcuni “profani” che non hanno mai sentito parlare degli Hobbit o del perfido Sauron conosceranno questa magnifica opera grazie a The Lord of The Rings: Conquest, sviluppato da Pandemic Studios e pubblicato da EA, che ci riporta di nuovo nella Terra di Mezzo. Un anello per domarli tutti... La storia di The Lord of The Rings: Conquest è la medesima di quella che ci è stata raccontata nei film e nel libro: anno 1420 della Terza Era nella Terra di Mezzo, Sauron, l’oscuro signore sta tornando in vita dopo la sconfitta patita secoli prima per mano di Isildur, e cerca con forza l’oggetto in grado di restituirgli l’antico potere perduto. Questi è l’Anello del Potere, pernicioso artefatto magico realizzato per controllare i 19 anelli affidati agli Uomini, agli Elfi e ai Nani, con lo scopo di regnare e dominare su ogni essere vivente della Terra di Mezzo. Tuttavia l’anello, caduto anni prima nelle mani di Bilbo Baggins, è ora custodito da Frodo Baggins e dallo stregone Gandalf. Presto re Elrond di Gran Burrone formerà la Compagnia dell’Anello,che avrà il compito di distruggere l’Anello gettandolo tra le fiamme del monte Fato di Mordor... Le differenze tra i media Non c’è dubbio: un videogame difficilmente, molto difficilmente, può competere a livello di storia con un film o ancor più con un libro di tale portata. Anche in questo caso The Lord of The Rings: Conquest si dimostra un buon prodotto che però risulta essere inadeguato, che lascia al caso molte delle narrazioni presenti nella storia originale, andando a limare eccessivamente gli eventi presentati anni or sono dal maestro Tolkien, limitando lo “Story Mode” a sole otto campagne/quest, quattro con le forze del bene ed altrettante con quelle del male. Il fulcro di The Lord of The Rings: Conquest sono ovviamente le battaglie, che ci portano i luoghi leggendari come Minas Tirith, Isengard e Mordor e che ci permettono di vedere da vicino (e controllare alcune volte) eroi come Aragorn, Legolas, Galdalf e Ghimli, anche se la maggior parte dei combattimenti li affronteremo come semplici soldati. Tutto nelle quattro quest “buone”, che sono senz’altro le più lineari e fedeli, anche al livello di atmosfera. Discorso diametralmente opposto per le quattro quest dell’Oscuro Signore, che hanno un antefatto storico, inventato ovviamente, che mette un pò di pepe nella storia e che può essere spiegato semplicemente: cosa sarebbe accaduto se Frodo Baggins non avesse gettato l’Anello nel monte Fato, permettendo così a Sauron di riacquisire il potere? Proprio con questa premessa si spiega l’evidente fattore di divertimento in più di queste missioni, rispetto alle prime quattro quest, che godono di maggiore libertà, narrativa ma anche di azione, permettendoci almeno una volta di combattere dalla parte del male. Ovviamente questa “side story” è accessibile solamente dopo aver completato le quest primarie delle forze del bene, che sono peraltro accompagnate, oltre che da una stupenda colonna sonora, anche dalle cut scenes dei film, che contribuiscono a donare una atmosfera unica al gioco. Il gameplay e la grafica Dopo poche ore di gioco si giunge presto ad una serie di conclusioni, positive e negative. Le positive: The Lord of The Rings: Conquest convince abbastanza e la dinamica di gioco e le battaglie sono a volte a dir poco entusiasmanti, con un concept design di alto livello ed una grafica abbastanza curata, nonostante alcuni modelli 3D risultino essere veramente scarsi a cui si somma la qualità non eccelsa di alcune textures. Purtroppo però le conclusioni negative influenzano pesantemente il voto, e non è così difficile capirne il motivo: il gameplay ricorda molto, anzi moltissimo, un certo Star Wars: Battlefront, sempre di Pandemic, riprendendone quasi fedelmente le meccaniche di gioco. Oltre a questo si segnalano pesanti mancanze in ambito sistema di gioco, veramente troppo ripetitivo e che spesso vi porterà a ripetere la stessa sequenza di comandi più volte, arrivando a sfiorare il livello “insopportabile” quando si arriva a verificare la stessa identica dinamica di gioco nella side-story. Entrambe le modalità presentano peraltro un difetto nel comparto della IA, che, per gli alleati, rasenta il grottesco, portando letteralmente a spasso i nostri compagni-CPU nel bel mezzo di una battaglia. Fortunatamente l’IA dei nemici risulta essere di gran lunga più appagante, con una curva di difficoltà piuttosto elevata che vi costringerà più di una volta a dover ricorrere alle vite, peraltro poche, che avete a disposizione. Online ci si diverte Il comparto online, strutturalmente classico e collaudato, offre un alto tasso di divertimento molto alto, con diverse modalità disponibili per partite sino a 16 giocatori, e ci si può cimentare nelle classiche modalità Team Deatmatch, Capture the Flag o semplicemente la modalità Territorio (forse la più simile ad una vera battaglia) o in altre più o meno innovative. Molto apprezzata è la scelta di Pandemic di permettere il gioco, online e non, della modalità Campagna anche a due giocatori in contemporanea, ovviando in parte alle mancanze dell’IA alleata. In conclusione The Lord of The Rings: Conquestè un videogame molto valido, che riprende più o meno fedelmente le atmosfere e le dinamiche già viste nella Trilogia cinematografica, riportando in auge lo spirito “tolkieniano” e il magico mondo ad esso correlato. Purtroppo i difetti del titolo sviluppato da Pandemic sono tutt’altro che irrilevanti ed incidono pesantemente sulla votazione globale, nonostante un comparto audio da capogiro, grafica di buon livello ed una ottima longevità. Il problema è principalmente in gameplay, già visto troppe volte ma soprattutto, in questo caso, eccessivamente ripetitivo e privo di innovazioni sostanziali in grado di rendere l’esperienza di gioco appagante e, soprattutto divertente. Ciononostante The Lord of The Rings: Conquest è un gioco consigliato, senz’altro, a tutti i fan della serie, che troveranno senz’altro appagante la campagna, che riporta alla mente i recenti film, ma anche i non appassionati della saga un pensierino forse dovrebbero farcelo, quantomeno per prendere uno spunto e andarsi a leggere il libro (se già non l’hanno fatto) e immergersi in uno dei mondi fantasy più apprezzati di sempre.


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Info

SVILUPPATORE:

Pandemic Studios

EDITORE:

Electronic Arts

GENERE:

Azione

SOTTOGENERE:

Avventura

CONSOLE:

PC

GIOCATORI:

Multiplayer

Voti

Grafica: 73
Buona grafica
Sonoro: 85
Colonna sonora epica
Giocabilità: 45
Parecchi difetti ne minano le qualità
Longevità: 70
Divertente l'online
GLOBALE: 68
“... e nel buio incatenarli!”
Pro:Contro:
  • Atmosfera e storia coinvolgenti
  • Battaglie epiche
  • Colonna sonora di alto livello
  • Gameplay da rivedere
  • Azioni troppo ripetitive
  • IA alleata di scarsa qualità

Info aggiuntive

CARATTERISTICHE:

Windows XP Service Pack 2, Windows Vista / CPU 2.4 GHz Core Duo o equivalente / 1 GB di memoria RAM / Scheda video 256 MB di memoria, Pixel Shader 3.0 / 6GB Hard Disk, DirectX 9c