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Recensione di
The Path
per Pc

(Don't) stay on the path!  

Come trarre vantaggio da un difetto...

Un aspetto che ha sempre pregiudicato in qualche modo il valore prettamente artistico dei videogiochi è la loro forte dipendenza dalla tecnologia. Quanti bei titoli condannati al fallimento da un frame-rate incostante? Quanti videogame non hanno raggiunto la gloria per colpa di un’IA obsoleta? Senza dubbio troppi. Si tratta di un problema assente in altri campi, come musica e letteratura, e che non ha mai assunto un ruolo di rilevanza assoluta nel cinema. E’ proprio per questa serie di motivi che, di fronte ad un gioco che da plateali difetti tecnici trae parte della propria forza, ci si può solo alzare in piedi e concedergli un lungo applauso. E allora dedichiamo questa immaginaria standing ovation a The Path, titolo in cui uno dei framerate più bassi mai apparsi sul monitor di un PC riesce addirittura ad amplificare l’atmosfera, a tendere i nervi, a destare l’interesse di chi gioca. Perfino il primitivo sistema di illuminazione (comunque notevole per una produzione indie), che delinea ombre spesso poco credibili ed irrealistiche, ricorda da lontano una pennellata impressionista, nei suoi contorni apparentemente grossolani ed approssimativi. L’oggetto di quest’articolo è un gioco partorito dalle geniali menti di Tale of Tales Studios, developer belga che si è guadagnato schiere di fans (e di detrattori) grazie a gameplay geniali, coinvolgenti, e sicuramente unici. Spesso veri e propri “antigiochi”, lontani parenti di Heavy Rain e Fahrenheit per certi aspetti, ma di sicuro anche molto diversi; esperienze in cui il divertimento si fa pura cornice e lascia spazio ad altre sensazioni: angoscia, tristezza, stupore, e perché no, noia (perché, come già accennato, non si parla di giochi divertenti).

Perrault nel 2000… Com’è?

Svelarvi la trama di The Path è quanto più lontano dalla mia volontà, primo perché questo è un titolo variabile a seconda del fruitore: nessuno avrà mai la stessa esperienza di qualcun altro, né interpreterà al medesimo modo i messaggi lanciati dagli sviluppatori. Il secondo motivo è perché non si tratta di una trama vera e propria, in cui la narrazione segue il classico schema introduzione-vicenda-conclusione. La storia che The Path vuole raccontare è più una successione naturale (e spesso forzata) di eventi casuali; proprio come una vita umana, in cui non si possiede, o perlomeno non si conosce un fine ultimo, ma si procede, andando incontro ad eventi spesso slegati fra loro, ed insignificanti presi singolarmente. Vi basti sapere che il gioco è una moderna rivisitazione di Cappuccetto Rosso, una fiaba per bambini che ha saputo tenere impegnati a lungo psicologi e psicanalisti di mezzo mondo, e di cui forse, anche voi, avete indagato qualche volta il significato, pensando a come vi sareste comportati in una situazione analoga. Perfetto, questo è quanto i Tale of Tales vi vogliono offrire con questo titolo, il controllo assoluto su una moderna Cappuccetto Rosso. Negli scarlatti panni della protagonista (in realtà dovrete scegliere fra 6 sorelle, ognuna con una propria personalità, che si delinea solo a gioco in corso) vi sarà affidata l’unica missione di raggiungere la casa della nonna, senza, assolutamente, abbandonare mai il sentiero. Ma, lo sanno anche i sassi, le regole vengono stabilite per invogliare alla loro stessa infrazione. La componente fondamentale del gioco è l’esplorazione: allontanatevi dal sentiero, lasciatevi inghiottire ed opprimere dai segreti della foresta, visitate il cimitero e la casa abbandonata. E se non vi basta, raccogliete i fiori sparsi lungo la foresta (un elemento palesemente provocatorio, che si rifà alle ormai proverbiali bandierine di Assassin’s Creed, in quanto a inutilità e difficoltà nella raccolta). Eppure vi dirò che The Path non sarebbe stato lo stesso senza questi fiori, che nel loro piccolo simboleggiano una parte del processo di crescita della bambina, e il cui significato verrà interpretato diversamente a seconda della protagonista selezionata.

Un sentiero per scoprire se stessi…

Avreste mai pensato che un gioco privo di obiettivi, di nemici, di enigmi e di qualunque potenziale ostacolo per il giocatore sarebbe stato considerato il sandbox per eccellenza? E che proprio un titolo che fa dell’accessiblità il fulcro dell’esperienza sarebbe stato relegato a produzione underground e di nicchia? Ebbene, Tale of Tales merita un ringraziamento anche per questo, per averci mostrato tutte le contraddizioni e gli ossimori del mondo dei videogiochi. Certo, non saremo di fronte ad un gioco perfetto, e bisognerebbe spiegare agli sviluppatori che l’anima artistica di un videogame può benissimo coesistere con quella ludica (il sistema di controllo ha una ruolo imprescindibile nell’immersione del giocatore). Ciononostante, The Path è un gioco unico, che fa apparire le sperimentazioni di Heavy Rain videogame tradizionale, e i cui spunti nelle tecniche visive e narrative potranno essere sviluppati al meglio in tempi, mi auguro, non troppo remoti. Consigliato ad esteti e videogiocatori aperti.

Scheda Tecnica
SVILUPPATORE
Tale of Tales
PUBLISHER
Tale of Tales
SITO UFFICIALE
www.tale-of-tales.co...
GENERE
Avventura
GIOCATORI
1
ONLINE
NO
CONSOLE
Pc
Pagella
Grafica: 85
Visionaria
Sonoro: 70
Fa il suo dovere, ma si poteva osare di più
Giocabilità: 85
Ineccepibile nella sua semplicità, peccato per i controlli poco coinvoolgenti...
Longevità: 99
Se lo amarete, non finirà mai
GLOBALE: 90
Grazie, Tale of Tales!


Pro:
  1. + Eccezionale spunto di riflessione sulla moderna industria videoludicaa
  2. + Per pochi

Contro:
  1. - Forse un po' narcisista e pretenzioso
  2. - Per pochi




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