The Sims 3: Late Night
I Sim vanno in città
By Nina Delalic, 08/11/2010
Una nuova espansione!
Da quando, agli albori del nuovo millennio, è uscito il primo rivoluzionario The Sims, la casa produttrice non ha mancato di proporci numerose espansioni a cadenze più o meno regolari. Da allora altri due titoli si sono aggiunti al miglior simulatore di vita mai creato, e nonostante questi abbiano apportato cambiamenti al comparto grafico e alle possibilità di identificazione col proprio io-virtuale, lo stesso non si può dire per l’abitudine di infiocchettare qualche aggiunta e vendercela a caro prezzo. Ecco quindi vedere la luce (o meglio, il buio della notte festaiola) The Sims 3: Late Night.
Un vecchio format vincente
Incassando la nomea di Capitan Ovvio, per puro dovere di cronaca uso qualche riga per spiegare i rudimenti del gioco: The Sims, giunto un anno fa al terzo capitolo, è un simulatore di vita. La partita si basa sulla creazione di un nostro alter-ego (o perlomeno questa è la scelta più ab-usata), di cui potremo scegliere l’aspetto fisico, il vestiario, alcuni tratti caratteriali. Fatto questo, ci dovremo comprare una casa (all’inizio avremo un budget piuttosto limitato, quindi sarà un’anonimissima villetta tristemente arredata), trovare un lavoro, e se proprio non siamo cessi a pedali magari trovarci anche il moroso (meglio se danaroso, per poterci così spostare in villa con piscina, vista sul mare, macchinone, etc etc). Effettivamente messa così è davvero un ottimo simulatore di vita, l’unica differenza è che trovare un tipo danaroso che ci stipendi a vita non sarà mai così facile nel mondo reale. Puerile ironia a parte, The Sims 3 è davvero fonte di grande divertimento, per i primi 2 giorni di utilizzo. Dopodiché, sfornato l’ottavo figlio e morto il nostro alter-ego ormai divenuto trisavolo ci facciamo due conti e cadiamo in crisi esistenziale. Dunque in soldoni questo è The Sims 3, ma anche il 2 e l’1, solo con l’aggiunta delle debite evoluzioni grafiche e qualche chicca in più. Eppure, nonostante le mie chiacchiere, il primo The Sims nel 2002 surclassò Myst nelle vendite, aggiudicandosi il prestigioso titolo di gioco più venduto di sempre (ma poi arrivarono i Pokemon e non ci fu più storia per nessuno).
Strategia di mercato ergo sum
Come introdotto all’inizio della recensione la Maxis, originaria sviluppatrice del videogioco, poi passata sotto l’ala della EA ed infine completamente assimilata ad essa, ci ha da sempre “viziati” con le simpatiche espansioni per i nostri Sim: li abbiamo portati in vacanza, mandati al college, dotati di animali da compagnia, fatti incontrare ad appuntamenti sfiziosi, mandati a caccia di avventure esotiche, e chi più ne ha più ne metta. Queste espansioni, che a volte si sono limitate ad aggiungere qualche capo di vestiario ed oggetto, altre volte si sono almeno sforzate di offrirci qualche caratteristica divertente ed interessante, hanno l’ovvio prerequisito di possedere il titolo originario, in questo caso The Sims 3. “Ma cosa ci offre questo Late Night?” vi starete giustamente chiedendo. Ebbene, io ho il vago sospetto che l’idea alla base del gioco sia lo sfruttamento di una moda consacrata già da qualche tempo a livello mondiale: i vampiri. Questi esseri della notte, signori delle tenebre, incubi delle damigelle dalle scollature prosperose, come avrete sicuramente notato, negli ultimi due-tre anni hanno avuto un’escalation di popolarità da far rabbrividire Lady Gaga. Il tutto grazie ad un ciclo di romanzi di dubbio gusto e ad una serie di film e telefilm che hanno cercato di accaparrarsi la propria fetta di questo fruttuoso mercato. E di certo non si diventa dei colossi come la EA senza saper cavalcare le onde giuste, quindi ecco spiegata la ratio essendi di questo gioco. Detto questo, passiamo a snocciolare il titolo e vedere cosa ci offre in concreto.
I Sim hanno (finalmente) qualcosa da fare il sabato sera
Quello che di certo viene più a noia nella versione base di The Sims 3 è la città in cui viviamo. Una specie di località rurale ideale che toglierebbe la voglia di vivere persino al Sim con le caratteristiche “positivo”, “allegro” e “con tanta voglia di vivere”. Già dall’espansione The Sims 3: World Adventure ci veniva data la più che necessaria possibilità di abbandonare, almeno per qualche giorno, questo paradiso sub-urbano; adesso con Late Night avremo la possibilità di portare i nostri Sim a divertirsi senza dover necessariamente arrivare fino in Cina. Questa nuova location a nostra disposizione porta il nome di Bridgeport e si ispira moltissimo all’isola di Manhattan, dalla quale riprende a piene mani il celeberrimo skyline. Potremo acquistare qui la nostra dimora o scegliere, follia, di vivere comunque in perfieria (con l’obiettivo finale di costruire la villa più inutilmente spaziosa mai concepita, probabilmente). La nostra vita da Sim a questo punto non avrà il solo scopo di raggiungere punti felicità, fare fiki-fiki con il bellone che ci piace (ricostruito più accuratamente del nostro stesso Sim), scalare la catena alimentare della nostra carriera lavorativa a suon di leccate di piedi: adesso in più avremo anche da conseguire le stelline celebrità, ovvero di incrementare la nostra popolarità nel mondo dei Sim. Fantastico!! Ma come fare? Semplice, nella maniera più biecamente reale possibile: cercando di farci notare dai Sim già celebri, svendendo la nostra dignità pur di avere una paparazzata assieme al personaggio più in in del momento, oppure cercando di introdurci alla chetichella nei locali più fashion. Acquistare queste stelline ci darà l’enorme soddisfazione di entrare nel giro dei Sim-che-contano ed avere quindi accesso ai locali più modaioli, che a quanto ho capito fa raggiungere il Nirvana del Sim.
Dal tramonto all’alba
Se pensavate che far diventare i nostri Sim dei festaioli un po’ burini valesse già da solo il prezzo dell’espansione, sarete felicemente sorpresi dall’apprendere che le novità non finiscono qui. L’Upper East Side virtuale ci offre infatti la possibilità di trasformarci e a nostra volta di trasformare gli altri Sim in nientepopodimeno che vampiri. La dubbia utilità di tale nuovo modo di essere è penalizzata dal fatto che oltra ad avere i soliti problemi da Sim dovremo in più fare attenzione alla nostra dieta a base di plasma e a non uscire alla luce del sole. Tutto ciò influenzerà molto positivamente la nostra carriera lavorativa, ovviamente, soprattutto se avremo orari diurni. La nostra vita da vampiro ci permetterà inoltre di mordere gli altri Sim (ma se amici solo su richiesta), e di metter su una bella famiglia di persone pallide. Ma a parte l’inscenamento della più triste e mal scritta storia d’amore mai partorita da mente umana, la domanda “perché far diventare il mio Sim un vampiro?” non trova una risposta sensata, o perlomeno non una più sensata del “perché far diventare il mio Sim un alieno?” tratta da The Sims 2.
Conclusione
Se avete dai 10 ai 20 anni e sul diario alla voce “passioni” avete scritto “Twilight” e “Gossip Girl” allora questa è l’espansione che avete sempre aspettato. Se invece fare il barman degli socialite o avere un'intensa storia d’amore con un vampiro è fra le ultime cose nella vostra lista della spesa della vita, allora spendete i vostri soldini (non pochi, tra l’altro) per un qualche titolo a voi più congeniale. Un’espansione che porta troppe poche novità e che verrà a noia ancor prima dei 2 giorni canonici, che a mio modesto avviso non vale il prezzo del biglietto. Di certo in passato la Maxis, e poi la EA, ci hanno offerto aggiunte molto più interessanti e sfiziose.
Info
SVILUPPATORE:
Maxis
EDITORE:EA
GENERE:Simulazione
SOTTOGENERE:N/A
CONSOLE:PC
GIOCATORI:Singleplayer
SITO UFFICIALE:Voti
| Grafica: | 85 |
| Rimane l'ottima grafica di The Sims 3 | |
| Sonoro: | 75 |
| Musichette semi-orecchiabili e il solito strano doppiaggio Simsese | |
| Giocabilità: | 80 |
| Facile ed intuitiva come in ogni The Sims | |
| Longevità: | 50 |
| Viene a noia troppo presto | |
| GLOBALE: | 65 |
| Pro: | Contro: |
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