Vanquish
Velocità e azione al cardiopalma!
By Andrea Pautasso , 30/10/2010
Mikami torna in gioco!
Una delle software house che più di questi tempi ha saputo produrre giochi di qualità è senza dubbio Platinium Games. Comandata da quel Shinji Mikami che fu autore di serie del calibro di Resident Evil e Dino Crisis, Platinium Games finora ci ha letteralmente ammaliato con il suo precedente lavoro, ovvero la strega Bayonetta, che all’inizio del 2010 ha rappresentato l’evoluzione del genere che Devil May Cry aveva lanciato nel 2001. A distanza di neanche 10 mesi dall’uscita di Bayonetta, Mikami propone il suo secondo titolo sotto la bandiera di Platinium Games, ci stiamo ovviamente riferendo a Vanquish.
L’elite supersonica
Se dovessimo definire in modo sarcastico Vanquish potremmo dire che è il perfetto risultato di mescolanza di due titoli: Lost Planet e Wet.
Vanquish ci porterà in un futuro non troppo vicino in cui la più classica e copiosa guerra tra Russia e Stati Uniti si è spostata dalla Terra alle colonie che la circondano nello spazio. Mentre la Russia, forte della sua potenza bellica, schiera progenie di robot tra i suoi ranghi dell’esercito, gli Stati Uniti preferiscono affidarsi ai propri compatrioti che, tramite armature futuristiche combattono la guerra per respingere le armate russe. Noi saremo Sam uno scorbutico quanto introverso soldato-scienziato che si troverà a possedere ed usare un'armatura decisamente diversa dalle altre, dotata di una potenza propulsiva decisamente incredibile. Proprio su questa potenza propulsiva si concentra l’esperienza di gioco di Vanquish. Scivolate e balzi eseguiti a velocità disumane persino a momenti da controllare, intervallate da lunghe sequenze di bullet time. L’esperimento si amalgama piuttosto bene al concept di gioco, rendendo l’esperienza decisamente fruibile ed apprezzabile. D’altro canto non è tutto oro quel che luccica ed abbiamo trovato parecchi difetti veniali nel gameplay del titolo, specialmente nella gestione delle telecamere e nei sistemi di copertura. Mentre la prima non permette sempre di avere una visione ottimale di quello che ci succede attorno, il sistema di copertura non è di certo paragonabile a quello intuitivo delle migliori produzioni Epic, tanto che capiterà di certo di morire bersagliato dalle armi di nemici che non si capirà di preciso dove siano.
La qualità del copione di Vanquish è senza dubbio sopra la media degli action game attuali, ma soffre di un eccessivo voler ostentare carisma da parte dei principali personaggi che compongono la trama. Il risultato è che nonostante il gioco mostri in se eventi epici e altri piuttosto buffi in pieno stile giapponese, è anche vero che il profilo dei protagonisti risulta essere decisamente stereotipato, con l’evidente desiderio da parte degli autori del titolo, di non rendere banale nemmeno un momento della trama di gioco. Il risultato ottenuto purtroppo è l’esatto contrario, accennando in modo ulteriore quella sensazione di stereotipatezza che un po’ tutto il gioco porta con se in dote.
Alti standard tecnici
A livello tecnico, Vanquish è decisamente molto interessante. Un punto che va di certo a favore dell’ultima fatica prodotta da Mikami ed il suo team di sviluppo è l’enorme pulizia grafica di cui il titolo gode.
Per quanto riguarda le fasi di gioco in-game, effetto decisamente originale è rappresentato dall’effetto grafico che i propulsori di velocità riescono a dare, deformando la visione dello schermo “ad imbuto” e rendendo la sensazione di velocità aumentata decisamente palpabile. Il sonoro si presenta molto valido, con una scelta di tracce musicali decisamente consona al videogioco e con un doppiaggio che, nonostante sia a tratti decisamente troppo anglofono, sa fare la sua parte in modo convincente.
Bello ok… ma quanto veramente?
Arrivando verso la fine della recensione e chiedendoci effettivamente il valore qualitativo di Vanquish, occorre fare un'ulteriore precisazione riguardo alle effettive qualità e doti del titolo. Nonostante l’ultima fatica ludica di Platinium Games sia tecnicamente ottima e supportata da una trama ed un gameplay decisamente validi, l’intera produzione sembra soffrire di una certa mancanza di momenti memorabili. Premettendo che tutte le voci attorno all’effettiva durata del titolo, che si affermava fossero comprese tra le 5-7 ore di gioco si è in verità tramutata su un quantitativo di ore più consono quali 10-12, Vanquish ci ha lasciati con un pizzico di amaro in bocca. Arrivati ai titoli di coda la cosa che più si denota del nuovo videogame targato Sega, è la sensazione palpabile di aver giocato ad un titolo tecnicamente valido, ma dal concept di gioco decisamente riciclato.
Il grande difetto veniale di Vanquish è stato quello di assimilare i migliori trend qualitativi del mercato ed inserirli tutti in un unico prodotto, senza ad andare a cercare qualcosa di nuovo che potesse in qualche modo differenziare il gioco dalla massa. Paradossalmente citare Bayonetta, nonostante con Vanquish non condivida nel modo più assoluto, ne genere ne concept di gioco, è d’obbligo. Pensare che Platinium Games è passata dal creare un'esperienza di gioco originale e divertente come quella realizzata nei panni succinti di Bayonetta, salvo poi passare a creare un uomo-mech Sam dai contorni decisamente stereotipati e poco originali invita a pensare, ed augurarci che Mikami torni a seguire la scia di originalità stilistica che aveva intrapreso seguendo i capelli demoniaci di Bayonetta.
Pagina ufficiale: Vanquish
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Info
SVILUPPATORE:
Platinum Games
EDITORE:SEGA
GENERE:Sparatutto
SOTTOGENERE:Azione
CONSOLE:xbox 360
GIOCATORI:Singleplayer
SITO UFFICIALE:Voti
| Grafica: | 84 |
| Pulizia grafica notevole ed effetto velocità efficace | |
| Sonoro: | 83 |
| Soundtrack azzeccata, nonostante il doppiaggio troppo anglofono | |
| Giocabilità: | 76 |
| Veloce e molto efficace, ma con qualche difetto di troppo | |
| Longevità: | 74 |
| 10-12 ore di gioco insipide di novità e di emozioni | |
| GLOBALE: | 79 |
| “Il prezzo della velocità” | |
| Pro: | Contro: |
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