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Recensione di
Velvet Assassin
per XBox360

Come muoversi nell'ombra in tempo di guerra!
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Uno Stealth sulla Seconda Guerra Mondiale
Velvet Assassin è stato sviluppato dai piccoli (per modo di dire) studi di Replay Studios, originari di Amburgo, i quali hanno iniziato nel 2008 il lavoro di questo stealth game ispirato chiaramente a Splinter Cell, in salsa però "secondo conflitto mondiale". Per chi avesse poca memoria (anche se la casa tedesca non è certamente tra le più famose), ricordiamo Crashday, discreto prodotto uscito nel corso del 2006. ReplayStudios comunque ha voluto iniziare questo 2009 in grande, visto che Velvet Assassin non è l'unico progetto in cantiere dato anche lo sviluppo di Survivor. Il prodotto che ci accingiamo ad analizzare si presenta come un titolo che cercherà di sfruttare al meglio le potenzialità dei PC] e della [[console Microsoft, a differenza di Survivor che invece, verrà sviluppato anche per PlayStation 3.
Un Sam Fisher al femminile.
Il nostro alter ego non sarà altro che una giovane ragazza che prende il nome di Violet Summers, agente segreto al servizio degli Alleati. Ci troveremo nei panni di questa giovane spia che viene mandata tra le fila dell'Asse per riferire tutti i movimenti dell'esercito nemico: non sarà facile ingannare i tedeschi e quindi dovremo sempre agire nell'ombra per non essere scoperti, altrimenti faremo saltare così la nostra copertura. Il videogioco inizia sul letto di un ospedale dove Violet Summers si trova in coma da diversi giorni, attraverso i suoi sogni rivivremo i momenti più saliente della nostra storia. Queste memorie sono malleabili, così ci possono essere risultati diversi sulla base dei percorsi che si prendono in ciascuno di essi. L'intero gioco si snoda in 12 missioni piuttosto veloci e cariche di adrenalina che tendenzialmente non annoieranno il giocatore.
Le Stealth-move
Nella prima missione si sarà armati di un coltello, per cui sarà obbligatorio strisciare per non farsi scoprire e uccidere i soldati tedeschi in modo da non creare eccessivo movimento. Il tutto sarà possibile sfruttando delle combo che ci permetteranno di mettere fuori combattimento gli avversari in modo rapido ed efficace. Nel gioco avremo a disposizione fino a 50 stealth move, una per ogni arma a nostra disposizione. Con il coltello avremo una gamma di mosse molto ampie: dalla pugnalata alla schiena al taglio della gola, naturalmente a secondo dell'arma le combo saranno differenti. Un esempio che fin da subito balza agli occhi, data la sua spettacolarità, la stealth move con le granata: Violet farà uno scatto verso il nemico, estrarrà la spoletta della sicura della sua granata e con un pugno stenderà la vittima al suolo, dopodiché bisognerà allontanarsi di corsa... Una mossa molto utile se pensiamo che con la granata potremo fare fuori diversi nemici senza che nessuno si accorga della nostra presenza.
La parte tecnica
L'introduzione, un cliché di questi ultimi tempi, è una esplosione di computer graphic monocromatico (avete capito bene), di fatto ogni missione avrà la particolarità di avere un unico schema di colori. The Lost, dal punto di vista delle tinte, si presenta con tonalità molto calde: la maggior parte dello sfondo dello scenario è di colore arancione, ma anche le ombre sono state curate in modo maniacale e ci permetteranno di nasconderci dai soldati nemici, in puro stile Sam Fisher. Il contrasto tra il buio e le forti illuminazioni presenti, potrà creare una miriade di effetti ombra sulle pareti, proiettando la nostra su muri o superfici di varia natura e mettendo conseguentemente a repentaglio la missione in corso d'opera. Queste situazioni richiedono una buona dose di pazienza per capire quando potremo agire e invece quando dovremo stare al coperto per non essere scoperti. Il livello e il dettaglio grafico risulta però altalenante, buono inizialmente, meno incisivo col passare dell'avventura. Un esempio lampante lo abbiamo nella missione che svolgeremo a Varsavia, nella quale dovremo strisciare vicino ai morti senza farci scoprire, peccato per lo scenario circostante curato in modo grossolano. Riescono a distinguersi però le ambientazioni realizzate, di fatto riusciremo ad apprezzare i luoghi e i tempi raccontati. Il comparto acustico è piuttosto buono, considerando gli standard degli ultimi tempi.
In conclusione Velvet Assassin si presenta come un titolo di media fascia: Replay Studios ha corso alcuni rischi nel cercare di ambientare il suo stealth nella seconda guerra mondiale, ma ne esce comunque a testa alta. La parte che veramente bisognerebbe sistemare è la grafica non all'altezza di quest'ultima generazione e non propriamente adatta agli standard dettati dal genere. Se proprio non potete fare a meno di super effetti o texture ultra modellate lasciate passare, altrimenti date tranquillamente una possibilità a questo Velvet Assassin. |
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Scheda Tecnica
SVILUPPATORE
Replay Studios
PUBLISHER Gamecock
SITO UFFICIALE www.velvetassassin.c...
GENERE Stealth/Sparatutto
GIOCATORI 1
ONLINE NO
CONSOLE XB360
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Pagella
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Grafica:
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60 |
Troppi pochi dettagli |
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Sonoro:
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75 |
Di buona fattura |
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Giocabilità:
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70 |
Semplice e intuitiva |
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Longevità:
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65 |
Bisogna essere molto pazienti |
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GLOBALE:
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68 |
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Pro:
- + Buoni giochi ombra luce
- + Comandi semplici
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Contro:
- - Grafica non all'altezza
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