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VVVVVV

W la V!

By Federico Mayr, 09/09/2011

Il mercato indie in espansione! Se sia un bene o un male non è compito mio stabilirlo, ma è innegabile che da un decennio a questa parte il videogioco si sia emancipato (perlomeno da un punto di vista commerciale). Le somme di denaro che gravitano intorno a questa “nuova” industria crescono di anno in anno, e con loro la qualità delle produzioni… o forse no? Siamo proprio sicuri che, al di là degli ovvi miglioramenti tecnici, i giochi moderni siano migliori di quelli di ieri? Sarebbe interessante prendere una software house a caso e testare la reale “cultura ludica” di chi ci lavora. Chi invece non avrebbe bisogno di test in merito è Terry Cavanagh, da anni ormai alfiere del gioco indie-retro. I giochi del nostro si sono sempre contraddistinti per una forte schizofrenia tra la componente audio-visiva (orgogliosamente obsoleta, fatta di pixel grandi quanto un unghia e colonne sonore da fine anni ‘80) e quella narrativa, con cui Cavanagh sperimenta ogni volta nuove tecniche. In questa maniera Cavanagh è riuscito a sfatare quella fastidiosissima equazione secondo cui ad una tecnica avanzata corrisponde una maggiore maturità di contenuti. Fino a questo punto. Sì, perché VVVVVV rappresenta per Cavanagh un punto di svolta: il primo titolo a pagamento del game designer irlandese, oltre che il primo in cui la cara, splendida obsolescenza tecnica non è accompagnata da un comparto narrativo di spessore. In VVVVVV la parola d’ordine è gameplay. Dimenticate le sperimentazioni narrative di Pathways con le sue mille possibili interpretazioni (io ci ho visto un tentativo di calare le logiche e i personaggi del primo Silent Hill in un contesto non-horror). Dimenticate anche l’altro masterpiece di Terry, ovvero Don’t Look Back, con la sua rivisitazione del mito di Orfeo ed Euridice. L’obiettivo del nuovo nato in casa Cavanagh è scuotere dalle fondamenta il mondo delle piattaforme, e farlo “per sottrazione”. Il concetto alla base di VVVVVV consiste infatti nell’eliminazione di tutti quegli elementi che hanno decretato il successo dei platform 2D dalla metà degli anni ’80: fuori lo scrolling, dentro le vecchie schermate fisse. Via i power-up, i punteggi di fine livello e, tenetevi forte… i salti! Ebbene sì carissimi amici di GAME, in VVVVVV ci si sposta solo lateralmente, ed all’occorrenza si può invertire la gravità, catapultando il pixeloso protagonista sul soffitto. Probabilmente non siamo di fronte al primo titolo che adotta un simile stratagemma, ma la rilevanza che assume in questo caso rende di fatto VVVVVV pionieristico. E non solo nel gameplay: la stupefacente colonna sonora, pur restando dalle parti dell’era 8 bit, strizza spesso l’occhio ad un’elettronica più sperimentale (ascoltare la traccia del secondo livello!). Concludendo Un comparto grafico, nella sua essenzialità, perfetto; un sonoro coinvolgente ai fini del gioco, ma ottimo anche preso a sé stante; un level design come non se ne vedevano da anni, se vogliamo dimenticarci di Braid. Cosa aspettate, correte su Steam o sul sito ufficiale, distractionware!


Pagina ufficiale: VVVVVV
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Info

SVILUPPATORE:

Terry Cavanagh

EDITORE:

Terry Cavanagh

GENERE:

Piattaforme

SOTTOGENERE:

Puzzle

CONSOLE:

PC

GIOCATORI:

Singleplayer

SITO UFFICIALE:

Link

Voti

Grafica: 80
Anche se essenziale, nulla è fuori posto
Sonoro: 90
Imprescindibile nell'economia del gioco
Giocabilità: 90
Per feticisti del level design
Longevità: 85
Impegnativo ed incredibilmente rigiocabile, non lo finirete presto
GLOBALE: 90
Un manifesto del gioco indie!
Pro:Contro:
  • Originale
  • Retrò