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Warhammer 40.000: Dawn of War II

Il sole sorge di nuovo sul campo di battaglia

Alias: Warhammer 40.000: Down of War 2, Warhammer 40K: Dawn of War 2, Warhammer 40K: DoW II

By Simone Ceccarelli, 11/02/2009

Il ritorno delle armate truzze Sembra ieri, ma in realtà sono passati quasi cinque anni, da quando THQ sfornò il suo RTS che poi si sarebbe dimostrato una vera rivoluzione nel genere. Parlo del primo Warhammer 40.000: Dawn of War. Questo gioco, infatti, poneva l’accento sulla parte strategico bellica, niente fattorie da costruire ne miniere da scavare, il necessario lo si racimolava sulla punta del coltello conquistando i punti strategici sparsi per la mappa. Il successo fu bello grande, ma purtroppo l’entusiasmo è andando calando con le espanzioni. Ora siamo arrivati al seguito a quel Dawn of War 2 (DoW 2 da ora in poi) che tutti gli appassionati del boargame, e del videogioco ovviamente , stanno aspettando. Sarà stata una vana attesa? In questo nuovo capitolo ci sono delle grosse e succose novità, ma anche cose che potrebbero non piacere a molti cultori della strategia. Partiamo parlando del single player, il quale riesce a sintetizzare la maggior parte delle novità del gioco. La campagna in singolo non prevede l’utilizzo di tutti gli esercito di gioco, ma solo degli Space Marine; Ciò è un po’ limitante anche se va detto, che la campagna è fatta piuttosto bene e la trama di fondo sembra convincente. Parlando di meccaniche pure, in DoW 2 non sarà prioritario costruire strutture ed eserciti numerosi, nella campagna singola avremo solo un manipolo di soldati con il quale portare a termine le varie missioni di ogni mappa, che variano dalla difesa di postazioni chiave, all’annientamento di tutto ciò che è ostile, ma tutte generalmente finiscono con la sconfitta del “boss finale”. Il gioco presenta anche vari aspetti GDR, portando a termine le varie missioni potremo far crescere il nostro eroe con nuove abilità ed equipaggiamenti, sarà anche utile esplorare in lungo e largo la mappa e scoprire oggettini utili a rafforzare la nostra armata ed il nostro eroe. Il bello della campagna singola è che può essere affrontata anche in cooperativa con un amico. Ma ora passiamo al multiplayer, altro punto importante del gioco. Qui si possono ritrovare i cari vecchi elementi del primo capitolo. Avremo punti di controllo da conquistare e generatori da costruire, ma anche qui ci sono delle novità. Le mappe sono estremamente più piccole rispetto al passato, il numero delle strutture è diminuito rendendo le poche esistenti più “ambivalenti” , ma anche la quantità dei soldati a nostra disposizione è stato drasticamente tagliato. In tutto potremmo contare sull’eroe, quattro cinque squadre (sette otto per orki e tirannidi), più l’ausilio di due unità pesanti. Si nota subito che alla Relic hanno voluto puntare molto sul fattore bellico, dato che è possibile riprendersi e tornare al massimo del proprio potenziale bellico in pochi minuti. Eserciti in lotta Tutte le armate presenti nel gioco sono perfettamente riprodotte a partire dalle miniature del gioco targato Games Workshop. Anche come bilanciamento siamo su buoni livelli, in particolare le unità dei vari eserciti tendono ad assomigliarsi fra loro in base alla tipologia, ma è sulle abilità dei singoli che notiamo le sostanziali differenze che possono far pendere l’esito di una battaglia in favore di un giocatore più esperto. Gli eserciti a disposizione, come detto prima, sono solo quattro, esaminiamogli nel dettaglio: - Space Marine: Sono i protagonisti della saga, oltre ad essere l’armata più truzza di tutto il gioco. Non hanno abilità specifiche, le loro abilità gli permettono d’affrontare la maggior parte delle situazioni senza grossi patemi, questo si traduce in un grande costo delle unità ed un minor numero a disposizione. Questa loro duttilità, unita alla possibilità d’usare solo loro nella campagna singola, li rende estremamente adatti per chi ha poca esperienza , ma nelle mani di un giocatore esperto possono fare grandi cose. - Orki: Sono grossi, brutti, forzuti e puzzano. Sono praticamente tutto ciò che non sono gli space marine. La loro forza è nel numero e la loro tattica basilare sta nel ridurre tutto ad uno scontro fisico. Sono veloci e forti, in parole povere letali se attaccano in grandi numeri, a differenza degli space marine non hanno bisogno di grosse raffinatezze e questo li rende più “facili” da gestire. - Tyranidi: Ecco il nuovo esercito proposto, pensate a tanti piccoli alien (se avete presente il film capite a cosa mi riferisco). Le unità singole non sono estremamente forti, ma costano poco, perciò questo permette di schierarne tante ed è il numero elevato la loro forza. L’ideale è usarli per fiaccare il nemico già dalle prima fasi di gioco proponendo un attacco continuo. Anche perché non ci sono grosse alternative tattiche, la loro filosofia è più che altro , attacca apertamente, oppure crea imboscate. Altra caratteristica è la possibilità di scavare tunnel per raggiungere ogni punto della mappa e cogliere di sorpresa gli avversari. - Eldar: Questi sono molto simili agli space marine, ogni loro unità è specifica per un determinato tipo d’approccio, ci sono le banshee forti nel corpo a corpo e i tetri mietitori, implacabili sulle lunghe distanze. A differenza degli space marine, è estremamente importante scegliere le giuste unità in base al tipo d’approccio che s’intende seguire ed anche in base al nemico che si ha di fronte. Le loro abilità speciali e la capacità di teletrasportarsi in varie parti della mappa li può rendere appetitosi, ma solo un po’ d’esperienza li può rendere efficienti. Campi di battaglia virtuali Le ridotte dimensioni delle mappe, unite alla minor quantità d’unità a disposizione, permette di poter mantenere un dettaglio elevatissimo senza perdite di [framerate, anche con inquadrature ravvicinatissime. Da qui si può apprezzare al meglio il lavoro effettuato dai grafici per ricreare alla perfezione ogni unità presente in gioco le quali, come detto nel corpo dell’articolo, somigliano perfettamente alle miniature dal quale il gioco trae spunto. Ma è con gli effetti speciali che il gioco raggiunge livelli notevoli, sparatorie, lancia fiamme e bagliori provocati dai colpi al plasma sono una gioia per gli occhi e le esplosioni sono oltremodo fantastiche; La fisica delle unità scagliate in area dalle deflagrazioni è notevole, oltre la possibilità di poter distruggere delle porzioni di mappa. Ciò rende il concetto di “copertura” abbastanza relativo, anche entrare in un edificio può non garantire una grande protezione, specialmente se un dreednaught te lo tira giù a sberle. Altro elogio per l’audio, le musiche sono buone, così come gli effetti. I dialoghi (in inglese con sottotitoli), del single player presentano una buona recitazione, ma anche le voci delle varie unità non hanno nulla da meno. Conclusione della guerra Che dire, il gioco che tutti aspettavano non ha deluso le aspettative dei suoi fan. Chi si aspettava delle variazioni al gioco è stato accontentato, chi si immaginava uno stravolgimento in negativo, invece, è stato deluso. Certo però, l’assenza del micromanagement può scoraggiare alcuni puristi degli rts. Di sicuro ci troviamo di fronte ad un titolo che pone l’accento sull’aspetto tattico degli scontri e sulla frenesia. Il tutto condito da un motore grafico bello ed un sonoro accattivante, senza contare il forte carisma dell’ambientazione made in Game Workshop.


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Info

SVILUPPATORE:

Relic Entertainment

EDITORE:

THQ

GENERE:

Rts

SOTTOGENERE:

N/A

CONSOLE:

PC

GIOCATORI:

Multiplayer

SITO UFFICIALE:

Link

Voti

Grafica: 88
Leggera ed estremamente dettagliata
Sonoro: 85
Davvero lodevole il lavoro svolto
Giocabilità: 86
Scontri, scontri ed ancora scontri
Longevità: 85
Singolo lunghissimo, multiplayer divertente
GLOBALE: 86
Relic ridefinisce, nuovamente, il concetto di strategia
Pro:Contro:
  • Bello a vedersi
  • Estremamente frenetico
  • Una nuova fazione
  • Mancanza di micromanagement
  • Manca il chaos!!!!

Info aggiuntive

CARATTERISTICHE:

CPU Single Core 3 GHz (Dual Core 2.2 GHz) RAM 1 Gb (2 Gb) Scheda Video ATi Radon X700/nVidia GeForce 6600 (Ati Radon 2600/ nVidia GeForce 8600) Spazio su HD: 7Gb