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Recensione di
WET
per XBox360

Un gioco alla Quentin Tarantino
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Tarantino: uno stile in videogame
Probabilmente uno tra i nuovi titoli più discussi, attesi e sbirciati da due anni a questa parte, Wet finalmente è pronto per l’uscita su console nextgen a partire dal 18 Settembre 2009. Molta attesa dunque per questo action/sparatutto in terza persona, attesa testimoniata dal fatto che i ragazzi della A2M sono riusciti a convincere una certa casa produttrice, la Bethesda, che di certo non ha bisogno di presentazioni, a produrre e distribuire il gioco in tutta Europa sotto il loro marchio di fabbrica. Quella che doveva essere una scommessa della Bethesda stessa non è altro che la prova evidente di fiducia data al titolo e agli sviluppatori, affascinati dallo stile violento e combattivo di Quentin Tarantino, regista ed attore di fama
mondiale che tutti conosciamo. Seguendo questo stile di interpretare e raccontare l’azione con due pistole in mano – e non solo – i ragazzi della A2M hanno sviluppato un gioco decisamente violento, a tratti macabro, ma che richiamasse l’attenzione sul divertimento e la frenesia di gioco, attraverso un ritmo incalzante intervallato da uno spiccato senso dell’humor, come dimostra per altro il titolo WET che sta ad indicare Wetwork, ovvero il bagno di sangue che qualsiasi mercenario è pronto ad affrontare nelle sue commissioni da killer.
Una eroina parecchio arrabbiata
Il suo nome è Rubi, Rubi Malone, come direbbe un altro celebre spietato gentiluomo. Peccato che in questo caso di gentiluomo – o sarebbe meglio dire gentildonna – non ci sia assolutamente nulla. Rubi è la forma più pura del mercenario, un individuo armato capace di far fuori ondate di nemici da solo per il puro scopo di racimolare quattrini, senza star lì a chiedersi perché, come e quando farlo, senza tenere conto delle conseguenze degli obiettivi che le vengono assegnati. Dunque ci ritroveremo ad osservare un classico scambio di valigetta: soldi da una parte, qualcosa che ci interessa dall’altra, il tutto con il fine di far crepare nel suo letto di morte il boss della città di San Francisco, William Ackers. Il nostro compito sarà quello di inseguire ed eliminare il possessore della valigetta, e portarla a chi ci ha commissionato il suo recupero. Gioco da ragazzi per la bella Rubi, che con uno stile degno di medaglia d’oro ai tuffi olimpionici, riuscirà a sbarazzarsi di una cinquantina di nemici e riportare la valigetta al suo proprietario, Trevor Ackers, il figlio del boss. La storia inizia così a svilupparsi ad un anno di distanza dall’evento: molte cose saranno cambiate, e noi, per via di quella valigetta, ne saremo invischiati. In una storyline tipica del genere, ricca di personaggi secondari e colpi di scena, Rubi si troverà in qualcosa di molto più grosso di un semplice compito da mercenario.
Parola d’ordine: divertimento
Fin dalle prime battute di gioco, che presenta un tutorial obbligato tramite la simulazione di una pellicola che si ripete in caso di sbagliata azione descritta, capiremo subito che Wet non lascia spazio al cervello e all’esplorazione più di tanto. L’unico motivo per utilizzare entrambi gli elementi sarà soltanto quello di scegliere il modo più artistico e fantastico di eliminare i nemici che ci si pareranno di fronte in massa.La nostra Rubi è un’atleta nata, e potrà utilizzare diversi espedienti per far fuori i nemici. Si comincia col classico salto, tramite la pressione del tasto A. Col tasto B Rubi effettuerà una scivolata artistica in ginocchio. La sua leggerezza nei movimenti la renderà capace di correre sui muri in verticale e in orizzontale – ovviamente per pochi passi – attraverso la pressione del tasto LT. Qualsiasi mossa utilizzeremo per eliminare i nemici, attiverà l’ormai famoso bullet time, il rallentamento del tempo che ci permetterà di prendere per bene la mira. In questo caso potremo colpire fino a due nemici contemporaneamente qualora stessimo impugnando due pistole: Rubi mirerà automaticamente il bersaglio più vicino e con lo stick destro potremo muovere il mirino della seconda pistola verso un secondo bersaglio da colpire automaticamente. Ciò ha bisogno di qualche minuto di prove per essere assimilato, poiché nel ritmo frenetico dell’azione che il gioco ci offre, all’inizio risulterà difficoltoso coordinare i movimenti e di conseguenza mirare a due bersagli contemporaneamente. Quando ci si comincia a prendere la mano con i controlli però, risulterà estremamente divertente combinare scivolate e salti di continuo o allo stesso momento, azione che comporterà un salto in tuffo seguito automaticamente da una scivolata, che renderà il tutto molto scenografico. Come se non bastasse, qualora venissimo accerchiati da molti nemici, potremo tirare fuori la katana che Rubi porterà sempre con sé, tramite il tasto X. Essa permetterà a Rubi di tagliare a fettine i nemici in un sol colpo, con tanto di schizzi di sangue e arti mozzati che adorneranno l’ambiente. Il tutto più è fatto scenograficamente come si diceva, meglio è! Infatti il gioco contiene un sistema di guadagno punti stile in base alle acrobazie con il quale si uccidono i nemici, le combo, i moltiplicatori e le uccisioni a catena. Per racimolare più punti possibili è necessario concatenare le uccisioni attraverso una serie di acrobazie diverse, uccidendo più nemici in una sola acrobazia e usufruendo di un moltiplicatore di punti guadagnati per ogni uccisione. Come è facilmente intuibile, i punti stile serviranno per due classi di upgrade di cui beneficerà la protagonista: vi è l’ upgrade abilità e l’ upgrade armi. La prima classe di upgrade permetterà a Rubi di imparare nuove mosse, come sparare dagli appigli, imparare nuovi salti e potenziare la sua salute. La seconda classe invece permetterà di potenziare le armi – che si sbloccheranno durante il gioco - e la katana. Il blocco dei comandi termina con l’utilizzo del tasto X per aprire porte chiuse con la katana, e l’utilizzo del tasto Y che permetterà a Rubi di appendersi a cavi che collegano le strutture da una parte all’altra. Da ferma, la pressione del tasto LT, permetterà a Rubi – o per meglio dire ai videogiocatori - di individuare gli appigli necessari al proseguo dell’azione, che si evidenzieranno grazie ad un alone rosso. La salute di Rubi si rigenererà grazie alla quantità di combo e moltiplicatori che staremo portando avanti, e sparsi per i corridoi, troveremo una sorta di postazione dominata da una bella bottiglia di liquore che rifocillerà la nostra affascinante e sadica protagonista. Con questo bel mix di azioni e acrobazie di cui dispone Rubi però, in fatto di gameplay si poteva fare veramente molto meglio. Purtroppo l’incedere è assolutamente lineare, scandito da un susseguirsi di corridoi obbligati e arene di combattimento. Queste saranno anticipate da una visione globale dell’arena, un vasto ambiente chiuso, che mostrerà i punti di acrobazia qui sparsi. Nell’arena troveremo diversi spunti per fare massacro scenografico, grazie a moltiplicatori, rampe e quant’altro. La caratteristica delle arene sarà quella che finché non distruggeremo le entrate, i nemici arriveranno a fiumi. Per uscire dall’arena dunque sarà necessario distruggere i pulsanti che chiuderanno le saracinesche delle porte dalle quali entreranno i nemici, pulsanti che saranno spesso distribuiti lungo tutto il perimetro dell’arena stessa. Tralasciando corridoi e arene, un altro piccolo spunto di gameplay lo si vede in determinate circostanze, purtroppo tutte seguite dalla stessa identica animazione, che farà infuriare Rubi, dando vita alla modalità collera. Questa darà a Rubi la forza di eliminare più velocemente i nemici, che si moltiplicheranno a dismisura. Il quadro diventerà completamente rosso, spezzato da un rosso acceso per gli appigli e da tonalità bianche per altri elementi dello scenario, nemici inclusi. Purtroppo ciò non basterà a limare la noia che si comincerà a sentire a metà del titolo. Arene e collera non saranno altro che un tentativo non riuscito di dare varietà al gameplay. Fortunatamente, diversi quick time events sparsi per il livello – di solito a fine capitolo – spezzeranno il solito salta di qua e scivola di là. A spezzare il ritmo ci penseranno anche una serie di animazioni e bonus che risulteranno anch’esse scontate e ripetitive, tra cui la scelta azzeccata di spargere per i livelli pubblicità degli anni ’70, scimmiette giocattolo e medaglioni stile. Per fortuna, gli sviluppatori hanno regalato ai videogiocatori una modalità sfida oltre alla modalità storia, che vedrà Rubi impegnarsi a diverse sfide, come massacrare in un certo limite di tempo ondate di nemici, oppure completare un percorso saltando e sparando nel covo.
Un film riuscito male
La storyline rispecchia lo stile tarantiniano di cui si parlava all’inizio della recensione, ma non solo. Anche il quadro del gameplay richiamerà spesso i film degli anni ’70, offuscata da un filtro che richiama lo sporco delle pellicola come al tempo, e un leggero tremolio dell’inquadratura. Peccato che il tutto risulti poca cosa in termini di grafica. Seppur piacevole da vedere, questo filtro non fa altro che nascondere una qualità tecnica assolutamente insufficiente. I modelli poligonali dei personaggi sono pochi, zig-zagati come tanti anni fa, le animazioni facciali sono tristemente spente e trasmettono poco o nulla. Le animazioni che spiegano la trama sono state sviluppate con lo stesso motore di gioco, e l’insufficienza della realizzazione tecnica mostra tutta la sua verità proprio in queste occasioni. Nel gameplay però il motore di gioco si comporta egregiamente. I movimenti della protagonista, così come cura con la quale è stata creata, è ben riuscita. Per quanto riguarda il doppiaggio, apprezzabile è il fatto che sia stato doppiato in italiano, ma purtroppo questo è assolutamente insufficiente. Un plauso però alla colonna sonora va fatto, con musiche che riescono a far immergere il videogiocatore nel massacro più crudo.
Riuscito a metà
Se lo scopo di Wet era quello di proporsi come un titolo che dovesse divertire gli appassionati del genere, lo scopo è riuscito a metà. Il gameplay, riconducibile ad una sorta di hack’n’slash con le armi più che ad un action/sparatutto, è scopiazzato qua e là dai vari Matrix, Max Payne e soprattutto John Woo Presents Stranglehold. Il prodotto nonostante abbia tanti spunti per divertire, a metà del gioco inizia a pesare, col videogiocatore che viene spinto a fatica da una trama balbettante e non certo entusiasmante. La realizzazione tecnica risulta inoltre decisamente insufficiente, seppur sia apprezzabile il modo con il quale si è cercato di riprodurre l’atmosfera delle vecchie pellicole anni ’70 che hanno reso famoso il “creatore” del gioco, Quentin Tarantino. La longevità è discreta, ma per fortuna degli sviluppatori, a chi sarà piaciuto il gioco non disdegnerà di rifarlo con le nuove modalità sbloccate e con le sfide disponibili. In conclusione, consigliamo l’acquisto di Wet solo ai puristi di azione e massacri frenetici, in grado di sopportare la noia e un titolo che, messo in confronto con ciò che ci aspetterà tra qualche mese, è assolutamente insufficiente, ma nel suo riesce a far passare egregiamente il tempo del videogiocatore incallito. |
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Scheda Tecnica
SVILUPPATORE
A2M
PUBLISHER Bethesda
SITO UFFICIALE wet.bethsoft.com/?fb...
GENERE Sparatutto/Azione
GIOCATORI 1
ONLINE NO
CONSOLE XB360
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Pagella
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Grafica:
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60 |
Sufficiente solo per la trovata del filtro rovina-pellicola |
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Sonoro:
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60 |
Soundtrack ben disegnata, doppiaggio italiano discutibile |
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Giocabilità:
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60 |
Diverte ma fin troppo lineare e scontata alla lunga |
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Longevità:
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55 |
E' rigiocabile e sblocca le sfide, ma 6 ore di storyline......... |
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GLOBALE:
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60 |
Nel complesso è divertente ma riuscito a metà |
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Pro:
- + Violenza e acrobazie per divertire non falliscono mai...
- + Sfide e livelli di difficoltà aggiuntivi invitano a non lasciar morire il gioco al completamento...
- + Apprezzabilissima l'atmosfera anni '70 con filtro e trovate geniali...
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Contro:
- - ...ma il tutto si riduce a qualcosa di già visto alla fine dei primi capitoli
- - ...anche se dubitiamo che i più accoglieranno l'invito
- - ...ma una trama e una grafica migliori avrebbero solo giovato al titolo
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