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Recensione di
WorldShift
per Pc

Il nuovo “ibrido” di Black Sea Studio
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Un RTS con l'anima dei MMORPG
Premetto che l’analisi di un titolo come questo è estremamente complessa, proprio per le sue molteplici sfaccettature e le sue caratteristiche atipiche, ma che può essere definito un videogioco di confine. Ecco come descriverei WorldShift: ultimo titolo di Black Sea Studio, software house bulgara precedentemente famosa per l’RTS storico “Knights of Honore” e l’altro suo famoso ibrido “TZAR”. E quando dico “ultimo titolo” non è solo per una mera pignoleria cronologica, in quanto Black Sea Studio è stata comprata da Crytek (Far Cry e Crysis) e ribattezzata “Crytek Black Sea”; acquisizione poi annunciata il 14 Luglio scorso. Un videogioco che punta tutto nelle sue sessioni on-line, tentando di varcare i confini degli RTS attingendo a piene mani dalle meccaniche dei MMORPG. Molti sono i videogiochi che si sono staccati dalla massa per la loro miscela di generi differenti; ma è questo il caso di WorldShift? Ne si, ne no.
Cyber-Fantasy ?
Nel 21esimo secolo, proprio mentre il genere umano stava colonizzando gli altri pianeti del sistema solare, l’ennesima catastrofe venne individuata al largo di Plutone. Un misterioso oggetto ribattezzato dagli studiosi “Frammento Zero”. Nonostante l’impegno profuso dai migliori scienziati che abbiano sondato il vuoto cosmico, la rotta di collisione col nostro pianeta fu inevitabile, scatenando così sulla Terra un'ondata di morte che quasi estinse la civiltà umana. La trama di WorldShift si colloca circa qualche migliaia di anni dopo questa immane tragedia, sopra una suolo terrestre profondamente mutato dalle radiazioni del Frammento Zero. I pochi umani sopravvissuti si sono riuniti in cinque megalopoli, mentre il resto del pianeta è popolato da mutanti, frutto delle radiazioni. E se tutto questo non disegnasse già un equilibrio planetario estremamente precario, ecco che improvvisamente entra in campo una misteriosa fazione chiamata “Il Culto”. Una razza composta da bizzarre forme di vita aliena, modificate geneticamente e (visto che non si sa mai) potenziate con impianti cibernetici. A questo punto penso che abbiate compreso che la trama non è il punto di forza del gioco, ma le sue meccaniche e le sue “ibridazioni”.
Il più lungo Tutorial nella storia videoludica.
Ecco la prima cosa che si scopre dopo poche sessioni a WorldShift. Dopo aver sperimentato sia l’esperienza online che la campagna, si nota subito l’intento di puntare tutto sul multiplayer, fattore che ha relegato il single-player nella mera funzione di palestra. Ovviamente i programmatori hanno tentato di invogliare i giocatori a sperimentare prima la campagna, però con limitazioni abbastanza fastidiose. Prima su tutte l’impossibilità di giocare subito a tutte le mappe in cooperativa, che verranno sbloccate andando avanti nel gioco (9 in totale). Altro fattore è l’estrema necessità della raccolta delle reliquie, artefatti che ci aiuteranno a potenziare le truppe ed a sviluppare nuove tattiche belliche. Il problema è che dovremo ripercorrere ben tre volte l’intera campagna in single-player se vogliamo tutti e 54 gli artefatti (più quelli che troveremo durante i 18 livelli). Infatti alla fine di ogni schema dovremo scegliere tra 3 tipi di artefatti (uno per razza); ma se durante la campagna non sono fondamentali per la conclusione della storia, nel multiplayer poter contare su reliquie rare (classificate attraverso le colorazioni che vanno dal bianco al viola) è necessario per sopravvivere. A questo problema si aggiunge anche il rognoso sistema a checkpoint del gioco, il quale ci impedisce di salvare durante le partite, allungando così l’esperienza (e la frustrazione) di gioco. I livelli anche se ben curati ed estremamente dettagliati sono statici, cioè uno sottofondo non sfruttabile a fini tattici. Altro fattore alquanto fastidioso è la necessità di essere permanentemente connessi ad internet, persino se vogliamo giocare alla campagna in single-player, connettendoci attraverso il nostro account di GameSpy, che potremo registrare nella prima schermata di gioco.
L’esperienza migliora notevolmente nel comparto multiplayer, vera (se non unica) perla di WorldShift. Potremo cimentarsi in due modalità: nel più classico scontro Deathmatch giocabile fino a 6 componenti (1vs1 ; 2vs2 ; 3vs3) e nella modalità cooperativa fino a 3. Quest’ultima spicca per la sua componente strategica, dove dovremo comporre uno sparuto gruppo di valorosi potenziandoli con i nostri migliori artefatti, per poter sopravvivere all’intensità degli scontri. Le sessioni di primo impatto possono risultare estremamente complicate, ma quando si impara a sfruttare al massimo i propri elementi e a coordinarsi con gli altri giocatori diventa un’esperienza di gioco notevole e ben strutturata. Quindi WorldShift punta tutto nel multigiocatore; anche se questo fatto è stato alquanto contraddetto dalla scelta di non includere la modalità LAN (cancellata nella versione italiana) per evitare fenomeni di pirateria. Comunque i ragazzi di Black Sea hanno promesso l’innesto futuro di nuovi contenuti per migliore ed approfondire l’esperienza di gioco.
Il comparto tecnico? In linea col gioco.
Graficamente [WorldShift deve molto ai titoli Blizzard come Starcraft e Warcraft, presi come punti di riferimento per montare il comparto Cyber-Fantasy (ovvero Sci-Fi + Fantasy) del gioco. La grafica è molto bella da vedere anche se siamo abbastanza lontani dagli standard odierni, fattore che se unito al sistema di gestione delle opzioni grafiche (il quale dona totale libertà di configurazione), rende il titolo fruibile anche ai possessori di un sistema hardware medio. Veramente ben realizzata è l’interfaccia utente, completa e intuitiva, dove potremo gestire contemporaneamente il comparto multiplayer, le opzioni, le classifiche on-line e la già ampiamente descritta campagna/tutorial. Per quanto riguarda l’audio niente di esaltante, anche se il supporto dei sistemi 5.1, la completa traduzione in italiano e qualche traccia notevole aiutano ad attestarlo su buoni livelli (anche se non eccellenti).
Insomma…
Come ho detto in apertura non è un titolo facilmente analizzabile, sia per il suo essere ibrido di vari generi (RTS, GDR, MMORPG…un bel po’ di acronimi) sia per le sue qualità tecniche non sempre valorizzate. Insomma come potrebbe dire il Sommo Poeta siamo di fronte ad un gioco “ignavo”, un gioco ne geniale, ne mediocre, il quale presenta contemporaneamente fresche innovazioni e molti punti da rivedere, col risultato di poter catturare gli amanti dei MMORPG e di deludere i fan degli RTS. Sicuramente un titolo interessante che ha cercato di portare freschezza nel sacro trittico RTS: raccogli, costruisci e combatti, ma che però non è riuscito a mantenere tutte le promesse. Comunque visto il prezzo più che onesto è un titolo che consiglio di provare. |
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Scheda Tecnica
SVILUPPATORE
Black Sea Studio
PUBLISHER FX Interactive
SITO UFFICIALE www.worldshift-game....
GENERE Rts
GIOCATORI 1 - 6
ONLINE SI
CONSOLE Pc
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Pagella
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Grafica:
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75 |
Molto bella ma niente di particolare |
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Sonoro:
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68 |
Azzeccato anche se troppo anonimo |
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Giocabilità:
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80 |
Originale e competitiva, per veri strateghi |
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Longevità:
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82 |
Nessun extra, ma campagna lunga e sfide on-line avvincenti |
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GLOBALE:
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76 |
Buon titolo, che però non ha mantenuto tutte le promesse |
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Pro:
- + Gameplay innovativo
- + On-line curatissimo
- + Prezzo vantaggioso
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Contro:
- - Single-player finalizzato sono per gli scontri on-line
- - Alle volte frustrante
- - Sonoro mediocre
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