WWE Smackdown Here comes the pain!
L'ultimo smackdown
By Marco Gioletta, 29/12/2003
La saga Smackdown VS Raw è ormai divenuta una delle più apprezzate (e vendute) serie sprotive dell'intero panorama videoludico e ogni anno, a ridosso del periodo natalizio, in maniera analoga ad altre serie come FIFA e PES, THQ sforna un nuovo capitolo della sua saga. Tuttavia, precedentemente alla comparsa del primo gioco targato Smacdown VS Raw (la cui comparsa risale al 2004), THQ si era già fatta conoscere dai videogiocatori amanti del wrestling per un'altra serie, denominata solamente Smackdown, i cui vari episodi avevano come titolo alcune famose frasi usate dai wrestler. L'ultimo episodio di questa serie ad essere pubblicato prima di lasciar spazio ai vari Smackdown VS Raw fu WWE Sackdown Here comes the pain! (anche se va detto che in Giappone tutti questi giochi fanno parte di un'unica serie, denominata exciting pro wrestling). Pur risultando ormai piuttosto datato sia per grafica che per complessità del gameplay, questo gioco resta uno dei più amati ed apprezzati dai fan dell'intera serie, che lo ricordano con affetto e nostaglia e spesso non disdegnano di farci una partitina.
Gli anni d'oro del wrestling
Uno dei punti di forza di questo titolo risiede sicuramente nel roster di lottatori presente. Il gioco è ambientato infatti in quello che molti considerano il periodo migliore della WWE, anteriore alle defezioni di Lesnar e Goldberg, alle morti di Benoit e Guerrero, allo scadimento generale delle storyline e all'avvento del famigerato TVPG, che sta funestando gli show della federazione da qualche anno a questa parte. Il numero, e soprattutto la qualità dei lottatori selezionabili è infatti elevatissimo: si va da The Rock e Steve Austin, al loro ultimo anno di attività, ai già citati Goldberg e Brock Lesnar (testimonial del gioco: sua è infatti la frase che funge da titolo), passando per Angle e Undertaker, qui per l'ultima volta nelle vesti di motociclista, per i mai troppo compianti Guerrero e Benoit e per un numero elevatissimo di altre stelle di prima grandezza come Big Show, Triple H (accompagnato dall'evolution al gran completo), Shawn Michales, Kevin Nash e persino un John Cena nei primi anni della sua carriera, quando seguiva ancora la gimmick del rapper. A questi personaggi andranno ad aggiungersi anche una serie di leggende legate agli anni ottanta, la cui scelta lascia stavolta un po' a desiderare, più che altro per la mancanza di atleti come Hulk Hogan, Bret Hart e Randy Savage. Non manca naturalmente la modalità create a superstar, che consente ad ogni giocatore di creare i propri atleti personalizzandone sia l'aspetto che il set di mosse. Pur non raggiungendo (ovviamente) la vastità e la complessità che avrà nei successivi titoli della serie, questa modalità si presenta già molto varia ed interessante e permette un'ottima personalizzazione sia dell'axspetto fisico del wrestler che del suo vestiario. Parlando di modalità, il gioco ne offre davvero molte. Per quanto riguarda gli scontri singoli, sono presenti praticamente tutte le stipulazioni principali della federazione: match hardcore, ladder match, Elimination Chamber, Royal Rumble, match a squadre ad eliminazione ecc., garantendo un'ottima varietà e longevità, soprattutto in multiplayer. Tuttavia, anche il giocatore singolo non avrà di che annoiarsi: a queste modalità si aggiunge quella denominata Slobber Knoccker, una sorta di survival mode in cui il nostro scopo sarà eliminare un certo numero di wresler di fila senza farci schienare, oppure resistere per un certo lasso di tempo. Tuttavia, il cuore del single player risiede, come prevedibile, nella modalità Stagione, in cui il giocatore vestirà i panni di una superstar guidandola lungo il percorso che va da Backlash a Wrestlemania. Ogni lottatore dispone di un proprio livello prestigio, che andrà crescendo a seconda delle vittorie e dei titoli che conquisteremo. In base a questo livello, il nostro wrestler potrà dare l'assalto a cinture diverse e soprattutto affrontare storie diverse. Il numero di storie che potremo vedere è davvero elevato e per riuscire a vederle tutte saremo costretti a rigiocare diverse volte questa modalità. La cosa interessante è che cominciando una nuova stagione la cpu manterrà tutti i cambiamenti di status avvenuti durante quella precedente, dunque, col trascorrere del tempo, il giocatore potrebbe trovarsi di fronte a sviluppi inattesi come imbattersi in Rico nel main event o vedere Triple H relegato al midcarding (è comunque possibile scegliere di resettare la popolarità delle varie stelle prima di ogni stagione). Ma veniamo a parlare dell'aspetto più importante del gioco, ovvero gli incontri veri e propri.
Il bilanciamento della forza
Quando ci troveremo per la prima volta sul quadrato, la prima impressione non potrà che essere negativa. Come già accennato, la grafica del gioco appare davvero datata, con modelli dei lottatori ancora spigolosi e poco particolareggiati (è strano però notare come mentre alcuni atleti, come Goldberg, risultino praticamente identici alle loro controparti reali altri, come HHH, siano ancora ben poco somiglianti all'originale) e sfondi e pubblico decisamente piatti. Anche il sistema sonoro risulta abbastanza piatto e ripetitivo, con pochi brani strumentali rock che tendono a ripetersi all'infinito (discorso a parte, ovviamente, per le entrate dei lottatori). Ma una volta che si prende in mano il joypad e si inizia un match, diventa subito chiaro perché questo gioco sia ricordato con tanto affetto dai fan. É proprio in questo gioco infatti che THQ ha dato vita a quel sistema di gioco che diventerà la base per tutti i titoli successivi. I quattro tasti principali del controller servono a colpire, correre, raccogliere oggetti o uscire dal ring ed effettuare prese, mentre i tasti dorsali saranno utilizzati per la difesa: uno ci permetterà di reagire agli attacchi diretti, l'altro alle prese, mentre il tasto R1 avrà il compito di modificare il puntamento (cosa MOLTO utile, soprattutto negli scontri di gruppo). Questo sistema di gioco si rivela estremamente immediato, ma allo stesso tempo permette una varietà di gioco e di strategie davvero notevole. Imparerete in fretta a giocare, ma prima di padroneggiare a dovere ogni tipo di attacco e di presa e prima di trovare il tempo giusto per effettuare una contromossa impiegherete davvero parecchio. Oltretutto, la varietà di prese presenti è davvero enorme: a seconda della direzione che premerete durante il movimento iniziale, afferrerete l'avversario in una maniera diversa. Una volta bloccatolo, sempre a seconda della direzione che selezionerete, potrete eseguire ben quattro prese differenti per posizione, a cui si aggiungeranno quelle in corsa e quelle effettuate alle spalle dell'avversario. L'aspetto che più colpisce del sistema di controllo è la perfetta fusione tra l'aspetto simulativo (i danni al nosro lottatore andranno a colpire diverse parti del corpo ed avranno ripercussioni su di lui col proseguo del match) e la componente arcade (che qui, tutto sommato, sembra prevalere) cosa che garantisce un titolo profondo e vario quanto divertente. La cosa migliore in assoluto è la sensazione di avere il controllo totale sulle nostre azioni e di poter fare letteralmente qualsiasi cosa quando siamo sul ring: potremmo schiantare il nostro avversario al paletto oppure posizionarlo su un tavolo e gettarci sopra di lui dall'alto di una scala, o persino spostare lo scontro fuori dallo stadio e lottare nel mezzo del traffico! Tirando le somme, Here Comes The Pain è un titolo dalla doppia anima: tecnicamente risulta davvero datato, ma garantisce ore ed ore di divertimento ad ogni fan di wrestler che si rispetti, che avrà anche la possibilità di fare un tuffo nel passato e di immergersi, ancora una volta, nell'età dell'oro di questo spettacolare sport-spettacolo!
Pagina ufficiale: WWE Smackdown Here comes the pain!
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Info
SVILUPPATORE:
Yuke's future media creators
EDITORE:THQ
GENERE:Sport
SOTTOGENERE:Picchiaduro
CONSOLE:Play Station 2
GIOCATORI:Singleplayer
Voti
| Grafica: | 60 |
| Modelli poco dettagliati e spigolosi | |
| Sonoro: | 65 |
| Brani rock gradevoli, ma ripetitivi | |
| Giocabilità: | 95 |
| Sistema di controllo davvero perfetto: divertente e immediato | |
| Longevità: | 95 |
| Modalità storia lunga e avvincente e multiplayer virtualmente infinito | |
| GLOBALE: | 80 |
| Gioco divertentissimo e appagante, anche se datato | |
| Pro: | Contro: |
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