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Beta Test multiplayer di Call of Duty 4: Modern Warfare

Testata per voi la demo in Live dell'attesissimo gioco di guerra!

Alias: COD 4, Call of Duty 4

By Cesare Arietti, 26/09/2007

Serie “storica” in tutti i sensi, Call of Duty si è sempre distinto dalla massa degli sparatutto in prima persona grazie all’essere un prodotto completo, sia nei riguardi della modalità campagna che in quella multigiocatore. Quest’ultima è stata la componente più apprezzata, ritenuta talmente bilanciata e ben fatta tanto da riunire ancora appassionati in tornei dedicati agli episodi passati. Noi di GAME grazie ad Activision abbiamo avuto la possibilità di testare estensivamente la versione beta multiplayer non definitiva del quarto episodio, saggiando in parte il contenuto del gioco finale. La guerra secondo Infinity Ward Una volta entrati nei menu della beta si avrà la possibilità di creare o cercare partite con diverse modalità, a cominciare dai classici Versus a squadre o tutti contro tutti fino alle partite tattiche in cui si deve ottenere il controllo di diverse zone o proteggere/distruggere alcuni obiettivi. Una caratteristica notevole che non dovrebbe più mancare in questo genere di giochi è rappresentata dal sistema di progressione del livello basato sull’esperienza, accumulabile effettuando uccisioni, completando diverse sfide (come uccisioni multiple e via dicendo), o appunto compiendo azioni tattiche risolutive, come innescare una bomba sull’obiettivo nemico. Nell’incrementare il proprio grado militare si sbloccheranno diverse abilità, skin e nuove armi, e con queste la possibilità di crearsi la propria classe del personaggio che racchiude le caratteristiche scelte. Questa particolarità è una delle maggiori di Call of Duty 4, in quanto capace di variare l’esperienza di gioco in ogni frangente, sia nell’utilizzare una classe custom che affrontando l’alter-ego modificato del giocatore avversario. C’è da dire, però, che gli sviluppatori si sono impegnati affinché l’utilizzo di classi personalizzate non infici sulla potenza del personaggio, quanto invece sullo stile di gioco: non accadrà, quindi, che un giocatore dotato dell’armamento base sia svantaggiato rispetto ad uno che l’ha creato secondo i propri gusti, ed il risultato dello scontro sarà determinato esclusivamente dall’abilità e dalle doti tattiche dei giocatori. Un incontro creato su misura Il motore che ricerca le partite è creato sulla falsariga del matchmaking di Halo, anche se al momento non ci è parso particolarmente efficiente in termini di bilanciamento ed affiancamento di giocatori con livelli differenti: capita spesso ad un nuovo arrivato di scontrarsi sin da subito con nemici di gradi 10 volte superiori e quindi in partite con avversari già ricchi di esperienza e bonus. A differenza dei precedenti capitoli l’azione si è fatta molto frenetica: le morti si susseguono incessantemente e la voglia di tornare sul campo di battaglia una volta fuori combattimento è sempre più incalzante. In partite con 12 giocatori siamo stati piacevolmente sorpresi di constatare l’assenza di lag per la quasi totalità delle partite, salvo sporadici problemi di connessione (che possono capitare specialmente durante le sessioni con giocatori stranieri). Effettuando uccisioni multiple senza lasciarci la pelle vedrà il giocatore ricompensato con bonus di vario genere, come ad esempio attacchi aerei da scagliare su una posizione a scelta o l’utilizzo per un breve tempo di un elicottero dotato di mitragliatrice da cui colpire senza pietà i nemici sul campo. Le mappe si sono mostrate sin da subito molto varie, con ambientazioni esterne molto dettagliate, pieni di posti dove nascondersi (tra cui l’erba alta realizzata magistralmente) ed interni, generalmente in rovina, in cui è possibile effettuare imboscate di grande effetto. Tra l’altro, e questo è un tocco di classe, è possibile fare fuoco e perforare muri composti da determinati materiali e causare danni ridotti ad avversari che si credono in posizione sicura. La grafica si è mostrata molto convincente nonostante si tratti solamente di una beta: all’ottimo dettaglio poligonale si sono sommati ottimi effetti come sfocatura di campo, fumo ed esplosioni particellari, che è possibile ammirare tramite il lancio di fumogeni o potenti granate. L’audio sfrutta in modo egregio il Dolby Digital, con una separazione dei canali molto distinta e convincente: ascoltare i passi dei vostri avversari provenire da una determinata direzione può salvarvi davvero la vita! In ogni caso questi dettagli saranno analizzati più approfonditamente in fase di recensione. Una beta vale più di mille parole Call of Duty 4 si candida quindi di diritto ad uno dei migliori sparatutto della stagione, e nonostante l’agguerrita concorrenza saprà ritagliarsi un bacino di utenza di certo non indifferente. Avendo saggiato le eccezionali caratteristiche multigiocatore non possiamo sbilanciarci su quelle del giocatore in singolo, ma scommettiamo, visto l’impegno degli sviluppatori, che non sarà assolutamente inferiore in quanto a coinvolgimento e divertimento.


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