Iscriviti in pochi passi!

E-Mail

Nick

Data nascita

Password

Nome

Cognome

Login

Username

Password

Ricordami? Password dimenticata? Registrati Connettiti con

Bioshock 2

Rapture is Back...

Alias: BioShock II , Bio Shock 2

By Lorenzo Pace, 12/09/2010

Un ritorno assai gradito… Ed eccoci qui. Prima di iniziare, voglio farvi una domanda. Avete mai sorvolato un oceano? Si, esatto: un oceano. Sapete, quello con l’acqua, i pesci e tutto il resto. Dunque, quanti di voi durante il volo hanno avuto paura di rivivere il terribile naufragio di Jack, protagonista del primo capitolo del celebre kolossal della collaborazione fra 2K Boston e 2K Australia, ovvero Bioshock? Tuttavia sono sicuro che, chi è rimasto affascinato da questo ormai storico titolo, a volte sogna di vivere sulla propria pelle un’avventura del genere. Perché in questo prodotto abbiamo incontrato tutte le caratteristiche che hanno reso possibile la sua definitiva incoronazione fra i capolavori degli sparatutto in prima persona: una trama straordinariamente avvincente, un comparto tecnico da urlo e un gran lavoro di rifinizione di ogni minuzioso dettaglio. Ma soprattutto, possiede un elemento che colpisce in modo diretto il videogiocatore lasciandolo letteralmente senza fiato: la paura; e ci sono diversi modi per rendere spaventoso un titolo. Quello che possiamo affermare con certezza è che Bioshock li conosce tutti, e li sfrutta nel migliore dei modi. Fra tutti, tuttavia, emerge il senso di claustrofobia che il titolo ci infonde con le sue ambientazioni strette e spesso asfissianti. Ebbene, dopo il capolavoro creato nel 2007, la 2K Games torna sul mercato videoludico del 2010 più forte che mai, e ci fa un regalo enorme: Bioshock 2. Il primo capitolo, se osservato molto attentamente, presenta tuttavia alcune piccole imprecisioni e pecche; diciamoci la verità, è stato un prodotto innovativo e assolutamente straordinario, ma gli mancava qualche piccolo sfizio che a noi giocatori avrebbe fatto un enorme piacere. Ed è qui che la 2K Marin è entrata con prepotenza in questo mondo, e lo ha farcito di novità ben congeniate. Pensare di tornare nuovamente nell’abisso marino che contiene Rapture fa venire i brividi, ma anche la irrefrenabile voglia di testare un’altra avventura nel profondo dell’oceano... Cosa accadrà dopo la caduta di Andrew Ryan e Frank Fontaine? Bentornato a Rapture!! Le prime immagini che ci passano davanti agli occhi sono assai confuse. 1958: osserviamo un Big Daddy camminare dolcemente con la sua sorellina. Entra poi in un salone ornato a festa, i cui invitati non nascondono il disgusto per l’enorme bestia metallica. Un urlo, una risata maligna. Il Big Daddy si precipita in una sala buia, dove trova la sua bambina circondata da tre loschi figuri. Fuori uno, fuori due, il terzo riesce a stordirlo per bene. Il video si offusca, appare una donna che gli porge una pistola, e il palombaro spara un colpo diretto alla sua stessa fronte di sua spontanea volontà. Buio. Andiamo avanti di 10 anni: vediamo il Big Daddy specchiarsi in una pozzanghera, e lentamente si alza dal pavimento con enorme fatica. “Fallen, Fallen is Babylon” è la prima frase che leggiamo quando iniziamo ufficialmente la nostra avventura. Ci troviamo di fronte nuovamente a un solido sparatutto in prima persona, figlio certamente del primo Bioshock, nel quale forse questo capitolo vive, a malincuore, un po’ nell’ombra. La prima grande novità è evidente: abbiamo abbandonato le vesti di Jack, protagonista del primo capitolo della serie, indossando stavolta la pesante corazza di un Daddy, un modello che tuttavia ci risulta inedito. Ci troviamo dunque nel 1968, la vicenda si svolge quindi in un periodo successivo all’avventura del primo Bioshock. Il livello di degrado di Rapture è persino peggiorato; la città è palesemente sull’orlo della caduta definitiva. A ogni Daddy, ricordiamo, è assegnata una sorellina da proteggere: la nostra è Eleanor, apparentemente una delle tante bambine che abbiamo visto al capezzale degli innumerevoli mostri di latta. Tuttavia, verremo subito informati del fatto che è la figlia di Sophia Lamb, colei che, in qualche modo, ha sostituito Ryan alla guida di Rapture. Questa donna malvagia tenterà ovviamente in tutti i modi di ostacolare il nostro cammino che conduce ad Eleanore, ormai non più una bambina, preannunciando una sfida a distanza dalle dimensioni epiche. Sebbene la città sommersa non presenti alcun cenno di bontà, troveremo diversi personaggi che giungeranno in nostro aiuto, in particolare la dottoressa Brigid Tenenbaum, che abbiamo imparato a conoscere nel capitolo precedente, e Augustus Sinclair, un ex industriale dei celebri plasmidi che hanno contribuito alla distruzione di Rapture. Al contrario del viaggio attraverso le biosfere, stavolta l’avventura si svolgerà in una sorta di linea ferroviaria locale, che fermerà consecutivamente in ogni stazione, dove si celano sfide ed orrori sempre differenti. Riuscirai ad arrivare al capolinea? A Season in the Abyss Prendere le sembianze di un Big Daddy comporta molti rischi, ma anche altrettante conseguenze affascinanti. Stilisticamente, l’ibrido che ci viene presentato fra sparatutto in prima persona e survival horror è un copia-incolla del primo capitolo, con le dovute e perfezionanti modifiche, ovviamente: saltano all’occhio le nuove armi, che prendono ispirazione da quelle di Jack ma si evolvono completamente, donando una potenza di fuoco al giocatore mai vista prima. I plasmidi sono stati aggiornati e aumentati, ed ora possono essere usati quasi contemporaneamente ai poderosi gatling e sparachiodi vari, ognuno dotato di tre tipi di munizioni differenti. Interessante è l’uso della devastante trivella, elemento comune di ogni Daddy, che si rivelerà un’arma poderosa negli scontri ravvicinati, senza farvi rimpiangere la fidata chiave inglese di Jack. Usare i suddetti plasmidi vi costerà, come sempre, una piccola parte di Eve, che viene mostrata nella parte superiore dello schermo insieme all’energia del personaggio. La quantità e la varietà dei nemici è stata pesantemente modificata, inserendo nuovi temibili avversari come i ricombinanti bruti, gli sferragliatori o le terrificanti Big Sisters, versione femminile assai più agile del Big Daddy. I tonici non saranno divisi in categorie, ma verranno inseriti in un unico “pool genetico” da modificare a nostro piacimento a seconda della situazione che dovremo affrontare. Una novità stravolge il sistema di aggiramento delle torrette o delle varie telecamere in giro per la città: verrà utilizzato stavolta un nuovo strumento che lancerà dardi in qualsiasi direzione da noi stabilita i quali, una volta conficcati nel bersaglio, avvierà un mini-game che ci richiederà di fermare un cursore su alcuni punti precisi per concludere in modo positivo lo scasso; tutto ciò sarà effettuato in tempo reale, al contrario del Bioshock precedente, il quale fermava completamente il gioco. Ovviamente saremo dotati anche di dardi automatici, che ci risparmieranno il suddetto mini-gioco. Altra innovazione consiste nella sostituzione della macchina fotografica con una moderna videocamera, che immortalerà i vostri temibili avversari durante i vostri scontri, permettendovi di guadagnare punti esperienza preziosi per ottenere potenziamenti e danni bonus verso una razza precisa di ricombinanti. Sono state inserite inoltre delle sbalorditive sequenze ad altro concentrato di atmosfere, ovvero sott’acqua, durante le quali potremo trovare delle lucertole marine, piccola fonte del famigerato Adam. In questo nuovo capitolo dello sparatutto che ha rivoluzionato completamente il genere troviamo ambientazioni più vaste, sale più grandi e panorami acquatici più estesi: tutto ciò tende a smussare il senso di claustrofobia reso celebre dal primo Bioshock, ma attenzione: non scapperete dalla dilaniante tensione che questo titolo sa infondere. Sono stati nuovamente inseriti una gran quantità di diari da collezionare durante l’avventura. I giocatori più meticolosi cercheranno di raccoglierli tutti, per avere una visione della storia più completa e, soprattutto, per ottenere l’ambitissimo trofeo “Storico di Rapture”. Infine, fra le novità è essenziale segnalare il diverso approccio alle sorelline: mentre nel precedente capitolo potevano essere solo salvate o prosciugate, in questo 2K Marin ci costringe ad adottarle, dopo averla ovviamente spuntata sul loro Big Daddy. Le fanciulle saranno una fonte preziosissima di Adam, che raccoglieranno dai cadaveri che loro indicheranno al giocatore con la semplice pressione di un tasto. Durante la raccolta, tuttavia, numerosi ricombinanti tenteranno di avvicinarsi alla sorellina, e il vostro compito sarà ovviamente quello di difenderla. Non credete di spuntarla facilmente grazie ai mezzi a vostra disposizione: il divario fra la potenza di fuoco fra voi e i vostri avversari sarà compensato dal lauto numero degli stessi, sebbene la loro IA lasci alcune volte a desiderare. Dovrete pianificare attentamente ogni azione, ponendo numerose trappole a difesa della bambina. Al termine della raccolta vi verrà assegnata una preziosa quantità di Adam, spendibile come sempre in plasmidi o tonici alle macchine Gatherer’s Garden. Ultimate le due possibili raccolte che potete sfruttare, potrete a questo punto decidere se salvare la piccola, guadagnando una piccola parte di Adam, o se ucciderla per ottenerne il massimo: in base alle vostre scelte morali, il finale della storia cambierà radicalmente nel bene o nel male. Sta a voi decidere. Rapture esordisce online Eccoci giunti alla principale novità del titolo, che merita un paragrafo tutto per se. Mancava qualcosa, uno sparatutto non è nulla senza un buon multiplayer online… siamo stati accontentati. 2K Marin ci presenta un titolo solidissimo sotto questo lato, grazie all’inserimento di una serie di modalità esclusive di pregevole fattura. Spiccano le modalità “Guerra Civile” e “Ultimo Ricombinante”, ovvero una sorta di Deatmatch, che può essere a squadre o non: saremo impegnati in uno scontro all’ultimo sangue, anzi, all’ultima uccisione, per giungere a un punteggio preciso al quale la partita finirà, decretando la vittoria di una squadra o di un singolo giocatore. Emergono bene anche le modalità più originali, ovvero “Cattura la sorellina”, in cui dovremo difendere o portare una bambina in una determinata tubatura presente nella mappa nella zona da noi occupata, o quelle incentrate sulla collezione di una certa quantità di Adam, sempre basate sul raggiungimento di un certo punteggio. Una volta ucciso un avversario, sarà possibile fotografarlo per ottenere verso di lui danni bonus, che ci verranno tolti nel caso lo stesso ci immortali dopo una nostra sfortunata morte. In ogni partita sarà inoltre possibile diventare un Big Daddy, una volta trovata la tuta che appare sporadicamente in determinanti punti delle mappe. Ciò ci darà una potenza superiore in tutti i punti di vista, tuttavia ci sarà escluso il rinvigorimento, caratteristica propria di ogni giocatore del mondo online di Bioshock 2. Il nostro personaggio sarà personalizzabile sotto molti punti di vista, che siano estetici o funzionali. Ogni partita ci farà guadagnare punti esperienza attraverso singole o multiple, raccolta di fialette di Adam, aggiramenti o completamenti di sfide varie. Tutto ciò ci farà salire man mano di livello, permettendoci di sbloccare nuove armi o plasmidi che potranno essere inseriti nel nostro equipaggiamento. Il livello massimo che si potrà raggiungere sarà il quarantesimo. Da evidenziare la grande varietà delle mappe: sono ben 10 le possibili locazioni in cui combatteremo le nostre battaglie all’ultimo sangue. Acquistando l’espansione “Sinclair Solutions Tester Pack” otterrete l’accesso a 10 ulteriori livelli oltre il 40°, nuovi personaggi, sfide, upgrades vari e ben 6 mappe bonus ad una cifra piuttosto economica. I vostri avversari saranno spietati, e solo con una buona dose di allenamento saprete farvi strada nel terribile mondo di Rapture (online). Comparto Tecnico Serve parlarne? Ogni tanto nelle recensioni è anche gustoso sottolineare le pecche dei giochi più acclamati e meglio congeniati… ma stavolta non possiamo fare altro che tessere le lodi di Bioshock 2, tranne per qualche piccolissimo particolare. Partiamo dunque dalla grafica. Non occorre fare grandi presentazioni, poiché il titolo sin da subito presenta caratteristiche assolutamente superlative, capaci di spodestare qualsiasi rivale nel campo videoludico. La versione Pc, se ben settata, mostra il livello grafico migliore in assoluto: avrete a che fare con delle texture molto curate in ogni piccolo punto dell’ambientazione; tuttavia soffrirete di sporadici cali del livello di dettaglio se proverete il prodotto su PlayStation 3, soprattutto nella prima immagine successiva al caricamento del livello o durante le vostre agguerrite partite online. Detto questo, bisogna sottolineare la cura maniacale nel design e nella realizzazione delle armi, molto realistiche nell’aspetto e nelle animazioni. L’elemento che tuttavia si aggiudica il primo posto nella realizzazione grafica è senza dubbio l’acqua: il nuovissimo motore grafico, ovvero l’ottimo Unreal Engine 3.0, è stato aggiornato per l’occasione e ha ulteriormente raffinato le caratteristiche e quindi la resa finale del dettaglio acquatico. Detto ciò, il titolo non si discosta molto dal suo fortunato predecessore, cadendo molto spesso, purtroppo, nell’imitazione dello stesso. Ci accorgiamo di alcune piccole analogie fra il design dei livelli dei due capitoli, tuttavia saprete chiudere un occhio di fronte a questo vista la spettacolare trama e la cura nella creazione delle ambientazioni, provando però un senso di deja vu non proprio sporadico. Ma d’altra parte, siamo sempre a Rapture, la città che abbiamo imparato ad amare in Bioshock. Non sono presenti bug molto evidenti, tranne qualche rarissimo neo che “macchia” il titolo in modo assolutamente inconsistente. Non soffrirete di alcun calo di framerate, a parte qualche caso isolato durante le vostre partite online, come spesso purtroppo accade in molti giochi. La fisica è realizzata in modo superlativo, soprattutto nella reazione ai proiettili del nostro personaggio e degli avversari, mentre le animazioni dei plasmidi sono curate nei minimi dettagli. Non vi lamenterete sicuramente di questo lato del comparto tecnico che, a parte alcune imperfezioni quasi impercettibili, sfiora la perfezione. Il comparto audio è studiato anch’esso nei minimi dettagli: gli effetti sonori delle armi e dei nemici sono più realistiche che mai, e la colonna sonora, realizzata dal grande maestro Garry Schyman, ci accompagna alla perfezione le esplorazioni dei terrificanti ed oscuri saloni di Rapture. Inoltre, una serie di canzoni in pieno stile anni ’50 riempie il lasso di tempo coincidente con la schermata di caricamento di un livello. Il doppiaggio è di altissimo livello, tanto da riuscire a far venire i brividi mentre ascoltiamo le spaventose voci dei vari ricombinanti che incontreremo nel gioco. Per quanto riguarda il sonoro, dunque, nulla da dire: la cura di questo settore è stata a dir poco maniacale, e sicuramente supera il precedente Bioshock. I comandi sono principalmente gli stessi del predecessore, con delle piccole modifiche riguardanti l’uso dei kit medici e di Eve e con l’utile aggiunta di un tasto per il corpo a corpo che ci permetterà di utilizzare le armi come oggetti contundenti. Il gioco non annoierà mai, soprattutto se avete adorato il capitolo precedente, e vi sorprenderete sempre più seguendo la trama ben articolata, che vi incollerà allo schermo per circa 10 ore al livello di difficoltà più basso, ma può giungere fino al doppio della durata se volete affrontare una sfida più complessa. Commento finale: Che dire? 2K Marin torna sul mercato più forte che mai, con un prodotto maturo e abbastanza solido, pronto a dare il giusto livello di gratificazione alla serie di Bioshock. Verrete sorpresi dal comparto tecnico curatissimo, dal multiplayer ben fatto e dalla storia ben strutturata… che tuttavia non raggiunge il fascino del primo capitolo. Sembra che gli sviluppatori, a parte alcune innovazioni a favore del nostro intrattenimento, non abbiano voluto allontanarsi molto dal concept dal prodotto precedente, magari per non rischiare un fallimento che, con un gioco simile, sarebbe a dir poco sconcertante. Il titolo presenta dunque la stessa atmosfera ben fatta del primo capitolo, ma se fremevate per tornare nel mondo di Rapture sarete sicuramente soddisfatti dell’alto livello di tensione di questo mix di horror e proiettili grazie ad alcune novità molto ben curate. Se non vi siete mai affacciati in questo mondo, vi consiglio prima di farvi le ossa con il primissimo Bioshock, per poi passare a questo sequel. Vedrete... una volta entrati nell'abisso...non vorrete più uscirne... E ora diamo i voti: Grafica: 8,5 Sonoro: 9+ Giocabilità: 9 Longevità: 8,5 Globale: 9- Dettagli: Sviluppatore: 2K Marin Pubblicazione: 2K Games Genere: Sparatutto in prima persona Sottogenere: Survival Horror Piattaforme: Pc, Xbox 360, PlayStation 3 Giocatori: 1 Modalità Online: Presente Requisiti versione Pc: Requisiti minimi: Windows XP/Vista/7; Processore: AMD Athlon 64 3800+ 2.4Ghz/Intel Pentium 4 530 3.0Ghz; RAM: 2GB; 11GB HD; Scheda video NVIDIA 7800GT 256MB/ATI Radeon X1900 256MB o superiori; DX: 9.0c/10.1. Requisiti raccomandati:Processore AMD Athlon 64 X2 5200+ Dual Core 2.60Ghz, Intel Core 2 Duo E6420 2.13Ghz; RAM: 3GB; Scheda video NVIDIA 8800GT 512MB/ATI Radeon HD4830 512MB o superiori.


Pagina ufficiale: BioShock 2, BioShock
Non sono presenti commenti per questo articolo