Call Of Duty: la guerra è qui!
La guerra vista da Activision
Alias: CoD
By Emanuele Rizzi, 21/06/2010
Chiamata alle armi: stiamo arrivando
Il titolo della serie bellica più giocata al mondo è alquanto vocativo: Call Of Duty, tradotto come “Chiamata alle armi”... diciamo che rispecchia parecchio quello che ci ritroveremo a vivere giocando i capitoli di una saga che si è fatta odiare e amare da milioni di persone. Era il 2003 quando...
Vi presento Infinity Ward.
Team developer di grandissime capacità, ci regala il primo capitolo della serie, ambientato al momento dell’invasione della Normandia. Il tema principale della serie, cambiato solo dopo alcuni episodi che stravolgeranno enormemente la saga, era la Seconda Guerra Mondiale. Ci era permesso affrontare due campagne differenti, quella che ci vedeva protagonisti nei panni di un soldato inglese, il sergente Jack Evans, e l’altra vista dagli occhi dei sovietici, nei panni del sergente Alexei Ivanovich Voronin. Uscito solo per pc, adesso è scaricabile dal Marketplace di Microsoft su Xbox Live e dal PSN. Un anno dopo si vede arrivare un’espansione sviluppata dai Gray Matter Interactive, United Offensive, che nel 2006 viene anche distribuita sui server della Valve tramite Steam. Viene successivamente convertito per console con il titolo di “Finest Hour”. L’anno seguente viene rilasciato CoD 2, sviluppato sempre dagli ottimi developer del primo episodio, e che ci permetteva di vedere la guerra dagli occhi di quattro differenti soldati, uno della US Army, due della British Army e un ultimo della Red Army. La storia è sempre ambientata durante il secondo conflitto mondiale che vide quasi tutto il pianeta parteciparvi. Una sua espansione, sviluppata da Treyarch, developer anche di successivi capitoli, intitolata “Big Red One”, vede protagonisti i soldati della 1st Infantry Division. Nel 2006 è invece arrivato il turno di CoD 3. Tuttavia, seppur discreto questo prodotto non riesce a farsi valere come merita e diventa il peggior titolo della serie, nonostante ci desse la possibilità di affrontare più di dieci campagne a giocatore singolo, possibilità giustificata dalla scelta narrativa fatta dal team: infatti il gioco è incentrato sull’Operation Overlord, in cui verrà invasa la Germania. Anche questo capitolo fu sviluppato da Treyarch, il che non fece molto bene alla sua immagine. Ma arriviamo finalmente al momento più importante nella serie, che vede anche il ritorno alla regia di Infinity Ward…esce “CoD4: Modern Warfare”, episodio che stravolge e cambia completamente la serie non tanto per il gameplay, esattamente lo stesso con qualche aggiunta, ma quanto per ambientazione e scelta narrativa. Ci ritroviamo infatti in un futuro vicino, dove delle forze ultranazionaliste hanno istigato a una guerra civile in Russia, sotto gli ordini di Imran Zakahev. Noi avremo l’occasione di vivere questa guerra da due punti di vista: quello americano e quello britannico; il gioco è ambientato in diverse località, quali Azerbaijan, Russia, Prypiat, ed Ucraina. Il gioco presentava diverse novità, partendo da una grafica bellissima, sino alla nuova armeria, con attrezzature in dotazione attualmente all’esercito. Ma il vero punto forte è stato il successo delle modalità multiplayer: ancora oggi, questo capitolo è il secondo titolo più giocato online al mondo, preceduto solamente da World Of Warcraft. L’adrenalina e l’azione no-stop, fecero sia della campagna in singolo sia del multiplayer, un titolo da avere ad ogni costo, nonché uno dei videogames più acclamati e belli degli ultimi anni. Insomma, un capolavoro assoluto, capace di tenere incollato il giocatore allo schermo per ore, senza annoiarlo mai, anche per chi, come me ad esempio, è un lupo solitario. Una storia che seppur banale e scontata (anche se alla fin fine non troppo), riesce a diventare epica e tratti coinvolgente. Con l’arrivo del sesto capitolo della saga, nel 2009 è uscita la versione Wii, precedentemente arrivata solo per 360 e PS3, denominata Reflex. Il 2008 è nuovamente il momento di Treyarch, che probabilmente voleva riprendersi dopo il flop avuto con CoD3… esce World At War, che riprendeva ancora una volta come tema principale, quello della seconda guerra mondiale, durante l’invasione in Giappone. Infatti ci ritroveremo a vivere la campagna americana in territorio asiatico, mentre dall’altra parte ci catapulteremo nella battaglia tra Unione Sovietica e Germania. Il titolo riesce a risollevare il nome di Treyarch, ma non abbastanza, nonostante includesse un’innovativa modalità multiplayer cooperativa, per la prima volta nella saga: si trattava di “Nazi Zombies”, in cui, all’interno di una base militare, si tentava di evitare di far entrare i cadaveri dei soldati deceduti misteriosamente ritornati in vita. Modalità piuttosto divertente, affrontabile anche in singolo. Questo mini gioco diventerà poi anche un titolo a se stante per iPhone, con delle nuove mappe e nemici. Il 2009 è invece l’ora dell’atteso ritorno di Infinity Ward e della guerriglia moderna: esce finalmente l’atteso seguito di Modern Warfare, MW 2. Grafica minimamente migliorata, multiplayer lacunoso e un’innovativa modalità cooperativa chiamata “Operazioni Speciali” sono gli ingredienti di questo secondo appuntamento. Il titolo offre comunque ottimi spunti: una campagna cinematografica e spettacolare, le nuove “Spec-Ops” e una colonna sonora composta dal grandissimo Hans Zimmer. Anche qui, vivremo la storia da diversi punti di vista: uno britannico e l’altro americano, impersonando il veterano, già presente nel quarto capitolo, Soap MacTavish, nonché altri soldati, tra cui l’amato Capitano Price. L’unica pecca del gioco è la longevità della campagna. Oggi e stato annunciato ufficialmente il terzo capitolo della “sottoserie”, ma a quanto pare non sarà la nostra amata Infinity Ward a svilupparlo. Un altro lavoro in corso, questa volta targato Treyarch e in arrivo nei prossimi mesi è il nuovo “Black Ops”. Anche questo team di developer ha deciso finalmente di abbandonare il secondo conflitto mondiale. Il titolo sarà sviluppato con una rivisitazione del motore grafico del loro precedente lavoro, il quinto capitolo della serie. Il titolo seguirà la storia della Guerra Fredda, variando in molte località, tra cui Vietnam, Cuba e Russia. Dai vari video in-game che abbiamo potuto vedere, la prima missione ci vedrà impegnati in Russia, tra le nevi, ad attaccare una base nemica, così come è stato un anno fa con il capolavoro di Infinity Ward, da cui Treyarch, a quanto sembra, non è più intenzionata a sottostare….non che lo sia, ma sicuramente è evidente che la serie si è fatta strada in un mondo così vasto grazie al team che abbiamo citato prima. Penso che Treyarch prenda spunto da questa, in modo da poter dare al gioco un approccio più immediato e vicino al volere dell’hardcore gamer, ossia quello di sparare a qualcosa o qualcuno e di riuscire a sopravvivere più tempo possibile, tutto purtroppo a discapito di una narrazione più congegnata e appagante, così come era ad esempio stato per World At War. Altra peculiarità, a cui però il team deve stare attento, è la possibilità di poter cambiare tipo di munizione al nostro equipaggiamento. Munizioni esplosive, incendiare, a frammentazione, e chi più ne ha più ne metta. Il tutto però, nuovamente a discapito di un qualcosa, in questo caso l’approccio al realismo. Infatti, quello che sembra voler fare Treyarch, anzi, mi correggo, quello che sembra credere, è che cambiando scenografia, armamenti e migliorando un po’ la grafica, si riesca a raggiungere il successo delle fatiche di Infinity Ward. Ma non è così.
Finisce qui lo speciale su questa magnifica saga, che ha avuto sia alti che bassi. Impossibile dire comunque che non l’abbiamo amata ed apprezzata, anche nel male. Dal punto di vita personale, Treyarch mi ha deluso, non tanto per la qualità dei suoi prodotti, tant’è che World At War a me piacque, ma per il suo modo di fare. Elogi infiniti all’altro team, che invece ha saputo rendere un titolo un capolavoro assoluto, in grado di catturare milioni di persone. Merita anche una menzione l’incredibile colonna sonora di entrambi i Modern Warfare, epica e scritta dal famosissimo, nonché grandissimo, Hans Zimmer. Le basi musicali dei titoli menzionati hanno saputo rendere l’avventura più bella, dandoci modo di immedesimarci al meglio nei personaggi cogliendone il dramma. Il tutto condito da una trama che ci ha regalato numerosi colpi di scena, anche dei più improbabili. Insomma, due capolavori. La saga più famosa del mondo ci ha anche deluso è vero, ma ha saputo sempre riprendersi. Spero che i prossimi titoli possano stupirci ed appassionarci ancora, così come è stato è probabilmente sarà. Restate su GAME per i prossimi aggiornamenti!
Pagina ufficiale: Call of Duty
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