Iscriviti in pochi passi!

E-Mail

Nick

Data nascita

Password

Nome

Cognome

Login

Username

Password

Ricordami? Password dimenticata? Registrati Connettiti con

Castlevania: Le origini della saga

La nascita dell'incubo

By Marco Gioletta, 28/09/2010

Le origini del mito! Immaginiamo per un attimo di tornare indietro nel tempo fino alla metà dei cari vecchi anni ottanta, quando i videogiochi erano ancora visti come un fenomeno di nicchia, dedicato a pochi appassionati, oltre che come un passatempo per bambini. A quei tempi, ancora più di oggi, il nome Nintendo era ovunque sinonimo di videogames e il suo ormai leggendario NES (Nintendo Entertainment System), dopo aver mietuto successi in Giappone e negli States, si stava diffondendo anche nel resto del pianeta. Normalmente, quando si pensa al NES, la prima cosa che viene in mente sono platform allegri e colorati, come Super Mario Bros, Megaman, Ice Climbers, oppure avventure fantasy come The legend of Zelda. Tutti titoli dalle atmosfere spensierati, notoriamente non violenti e in grado di essere giocati da chiunque. C'è stato però un gioco che si è distaccato in modo evidente da questo modello, proponendo ambientazioni cupe e di ispirazione horror, musiche tetre e goticheggianti e mettendo il giocatore di fronte ad una sfida all'ultimo sangue contro ogni genere di orrenda creatura che la mente umana era stata fino ad allora in grado di concepire. Questo gioco era targato Konami ed il suo nome era Castlevania (in origine Akumajo Dracula, il castello demoniaco di Dracula), termine che nasce dall'unione dei termini castello e Transilvania. Il grande successo del gioco diede vita ad una schiera infinita di seguiti e di spin off, divenendo una delle serie più longeve della storia dei videogiochi (l'ultimo della serie, Castlevania: Lord of Shadows, è in dirittura d'arrivo su PlayStation 3 e XBox 360). Tuttavia, i primi tre capitoli della serie, videro tutti la luce su NES, ed è proprio di questi primi titoli che ci accingiamo a parlare. Il capostipite Il primo titolo della saga venne pubblicato nel 1986 e presentava già quelli che sarebbero divenuti gli elementi portanti della serie. L'avventura è ambientata nel 1691 e mette il giocatore nei panni dell'intrepido Simon Belmont, esperto cacciatore di vampiri ed erede di una famiglia dotata di misteriosi poteri e che per anni si è opposta alle forze del male. Il nostro eroe, armato della sua Vampire Killer (la leggendaria frusta tramandata da un membro all'altro della famiglia Belmont, che sarà presente in praticamente tutta la serie) avrà il compito di penetrare nel castello del conte Dracula e di eliminare tutte le orrende creature che lo abitano, fino al confronto finale col terribile vampiro. Dal punto di vista del gameplay, il gioco si presenta come un titolo di azione a scorrimento, con numerosi elementi platform. Il giocatore avrà il compito di arrivare alla fine di sei lunghi livelli superando tutte le trappole e gli ostacoli e respingendo gli assalti di tutti i mostri che li infestano. Parlando di mostri, ce ne sono davvero di ogni specie: pipistrelli, lupi mannari, zombie, cavalieri in armatura, dragoni scheletrici e chi più ne ha più ne metta. Il nostro Simon, oltre che sulla sua Vampire killer, che potrà essere potenziata fino a divenire una lunga catena chiodata, potrà contare anche su un buon numero di armi secondarie. Anche qui, abbiamo un'ottima varietà: si passa dai coltelli alle asce fino alla croce magica (che funziona come un boomerang) e all'orologio incantato, in grado di fermare il tempo per qualche secondo. Queste armi però possono essere utilizzate solo a patto che si disponga di un numero sufficiente di cuori, che Simon può raccogliere sia dai nemici sconfitti che distruggendo i numerosi candelabri presenti sullo sfondo. Può sembrare strano, ma in tutta la serie di Castlevania i cuori non servono a ripristinare la nostra barra dell'energia, bensì a permetterci di utilizzare le armi... probabilmente gli sviluppatori non hanno trovato niente di più funzionale dei cuori per questo scopo. Al termine di ogni livello, Simon dovrà vedersela con un boss, quasi sempre un famoso mostro della tradizione horror. Anche qui, abbiamo davvero di tutto: un pipistrello gigante, mummie, il mostro di Frankenstein, Medusa e addirittura la Morte in persona! Spesso questi boss sono davvero ostici da abbattere e richiedono allenamento e una conoscenza precisa dei loro schemi d'attacco (in particolare la morte, il penultimo boss, è davvero in grado di far perdere la pazienza anche ad un santo). Ma questi boss sono nulla in confronto allo sforzo che è richiesto al giocatore per battere Dracula. Il Conte infatti ha una resistenza incredibile ai colpi della vampire killer e si teleporta incessantemente sullo schermo, rendendo davvero difficile trovare i tempi giusti per attaccarlo ed evitare al contempo le sue palle infuocate. Ma non è tutto, una volta battuto, il conte si trasformerà in una grottesca creatura alata, ripristinando TOTALMENTE la sua barra dell'energia (inutile dire che a noi non spetterà tale privilegio...). Battuto Dracula, assisteremo (non senza una grande soddisfazione!) al crollo del suo castello e alla vittoria di Simon. Tecnicamente parlando, il gioco si presenta ancora oggi piuttosto bene, considerando che si tratta di un gioco per NES: personaggi ben realizzati e dotati di ottime animazioni, sfondi quasi mai spogli e con buona cura dei particolari e ottima varietà dei colori. Il sonoro è uno degli aspetti più curati in assoluto: le numerose musiche, composte da Kinuyo Yamashita, sono tutte di ottima qualità e si adattano in maniera eccellente all'atmosfera del gioco. Degno di nota è il brano denominato Vampire Killer, che fa da sottofondo al primo livello e che verrà spesso riproposto nei numerosi seguiti del gioco. Anche la giocabilità è decisamente buona: la risposta ai comandi è immediata e i comandi sono semplici ed intuitivi e permettono al giocatore di trovarsi perfettamente a suo agio dopo poche partite. Ma veniamo ora a parlare di uno degli aspetti principali del gioco, che caratterizzerà tutta la serie, divenendo croce e delizia per tutti i fan: la difficoltà. Questo gioco è tosto, ma tosto per davvero: soprattutto negli stage più avanzati, vi troverete letteralmente sommersi dai nemici e sarà davvero arduo riuscire a non farsi colpire. Ogni attacco sottrae diverse preziose tacche alla barra dell'energia e arrivare alla fine del livello con poca vita spesso equivale a morte certa. Senza contare che l'unico modo per ripristinare l'energia consiste nel trovare del cibo, spesso nascosto all'interno dei muri e che spesso il gioco si diverte a fornire solo col contagocce. Particolarmente infami risultano essere le teste di medusa, che svolazzano in continuazione da una parte all'altra dello schermo. Dover pensare anche a loro mentre si è alle prese con un salto o un altro nemico è spesso praticamente impossibile e genera forte frustrazione nel giocatore. Frustrazione, questa è la parola chiave: il gioco spesso è davvero TROPPO frustrante, soprattutto quando sarete alle prese con i salti. Cadere nel vuoto provoca infatti inevitabilmente la perdita di una vita. Ma la cosa peggiore in assoluto, che diverrà anch'essa un marchio di fabbrica della serie, è che quando si viene colpiti, oltre a perdere energia, Simon verrà anche sbalzato indietro, cosa che, nel caso ci si trovi in bilico su una piattaforma equivarrà ancora una volta alla morte. Questi difetti non hanno impedito a Castlevania di ottenere un successo strepitoso e di divenire un vero must per ogni possessore di NES. Era inevitabile, con queste premesse, che Konami decidesse di realizzare un sequel. L'avventura di Simon prosegue Ed infatti, ad un solo anno di distanza dall'uscita di Castlevania ecco arrivare Castlevania 2: Simon's Quest. Come suggerisce il titolo, protagonista del gioco è ancora una volta Simon Belmont, il quale, dopo aver sconfitto Dracula, scopre che il malvagio vampiro gli ha lanciato contro una maledizione e che gli resta pochissimo tempo da vivere. L'unico modo per annullare questo sortilegio è recuperare i pezzi del corpo dello stesso Dracula per riportarlo in vita, dopodiché Simon dovrà sconfiggere nuovamente il conte e sigillarlo definitivamente. Fin dalle prime battute, questo sequel prende chiaramente le distanze dal predecessore per quanto concerne la struttura di gioco. Infatti, il giocatore non si trova più ad affrontare una serie lineare di livelli, bensì una lunga ed unica avventura, nella quale sarà libero di esplorare le varie aree del gioco come meglio crede, in modo simile, per esempio, a quanto avveniva in The legend of Zelda 2: The adventure of Link. Simon inizierà la sua avventura all'interno di una città, dove non sarà presente alcun nemico, ma soltanto un buon numero di persone e negozi. Già da questo primo quadro, salterà all'occhio un'altra grande differenza rispetto a Castlevania, ovvero il fatto che Simon avrà la possibilità di acquistare negli shop tutta una serie di nuove armi ed accessori, che si riveleranno fondamentali per il proseguo del gioco. Per acquistare questi oggetti servirà non nel denaro, bensì i cari vecchi cuoricini, stavolta collezionabili unicamente abbattendo i vari nemici che costellano le ambientazioni poste tra una città all'altra e che il giocatore sarà costretto ad esplorare per intero al fine di localizzare le magioni che custodiscono i pezzi del corpo del conte. Esplorando queste zone, ci si imbatterà presto in un'altra innovazione inserita nel gioco, cioè il passaggio da giorno a notte, con conseguente cambio dei nemici, che di notte saranno molto più pericolosi. Non solo: esplorando alcune ambientazioni durante la notte, sarà possibile incontrare persone che di giorno non sono presenti e che spesso forniranno oggetti o informazioni essenziali per proseguire. É dunque chiaro come Konami abbia voluto ampliare la sua serie inserendo numerosi elementi tratti dai giochi di ruolo, al fine di rendere il prodotto meno lineare e dare al giocatore l'impressione di essere davvero nei panni di un disperato Simon intento a setacciare l'intera Transilvania per eliminare il suo odiato nemico e salvarsi la vita. Non solo: proseguendo nell'avventura, Simon avrà anche la possibilità di potenziare sempre più le sue capacità (in particolare, la barra dell'energia), altro elemento tipico dei giochi di ruolo. Intendiamoci, la libertà del giocatore non è assoluta: esplorare alcune zone senza un determinato strumento si rivelerà presto impossibile, costringendoci a seguire un'altra strada in modo da ottenere le armi e gli accessori che ci servono per proseguire. Di fatto, la strada che il giocatore dovrà seguire sarà una sola, con delle minime varianti, ma la formula funziona comunque, perché toglie Castlevania dalla sua linearità e testa per la prima volta una struttura aperta, simile, oltre che al già citato Zelda, anche a Metroid. Questi elementi saranno importanti per l'evoluzione della saga di Castlevania e saranno ripresi in alcuni dei principali capitoli della saga, tra cui il grandioso Simphony of the night per PSX. Per quanto riguarda la realizzazione tecnica, il gioco si presenta davvero bene: la grafica è notevolmente migliorata rispetto al primo episodio, con sprites e fondali molto più dettagliati ed un numero molto maggiore di colori. La musica è poi fantastica, anche se leggermente meno varia rispetto a Castlevania. Da segnalare che in questo gioco fa la sua comparsa per la prima volta il favoloso brano Bloody Tears, che verrà riproposto in vari remix in quasi tutti gli episodi successivi. La giocabilità invece resta invariata rispetto al predecessore, con tutti i pregi ed i difetti del caso. Questo gioco, pur suscitando molti consensi, sollevò anche numerose polemiche da parte dei fan della saga. Ad essere criticata era soprattutto l'eccessiva complessità del gioco. Alcuni enigmi risultano davvero quasi impossibili da risolvere senza una guida (c'è addirittura un punto in cui l'unico modo per proseguire sarà accucciarsi di fronte ad una parete con un oggetto equipaggiato ed attendere l'arrivo di un tornado che ci trasporterà da tutt'altra parte!) e spesso le informazioni che la gente offre a Simon risultano fuorvianti o addirittura prive di senso (anche a causa, pare, di una pessima traduzione dal giapponese). Inoltre i passaggi da notte a girono, pur essendo molto innovativi, non risultano privi di difetti: ogni volta che si passa da giorno a notte, cioè ogni cinque minuti circa, il gioco si blocca per qualche secondo e un messaggio di avvertimento appare sullo schermo, generando continue interruzioni nel gioco. Inoltre, di notte i negozi sono tutti chiusi e questo comporta lunghe attese nel caso si debba acquistare un oggetto. Fanno poi il loro ritorno in questo episodio tutti gli elementi più frustranti della serie: zone sovraffollate di nemici, un numero incredibile di salti difficilissimi e terribilmente ostici, che spesso causano una serie di morti casuali (soprattutto nelle zone in cui è presente l'acqua, visto che a quanto pare il nostro Simon non sa nuotare) in grado di far infuriare anche il giocatore più tenace. A peggiorare le cose c'è il fatto che ogni morte provoca l'azzeramento dei cuori raccolti, obbligando il giocatore a ricominciare la ricerca da zero, cosa molto seccante, nel caso si debbano acquistare degli oggetti. Anche i boss risultano molto deludenti e spesso sarà possibile superarli solo proseguendo nella stanza successiva: i pezzi del corpo di Dracula sono infatti custoditi nelle magioni, dunque non è fondamentale eliminare il boss per averli. La delusione maggiore è forse proprio Dracula, che risulta davvero troppo semplice da eliminare e non regala al giocatore la soddisfazione sufficiente per aver terminato un gioco tanto ostico. Nonostante tutte queste pecche, il gioco resta comunque un buon sequel e ha l'indubbio merito di aver fornito alla serie molti spunti ed idee nuove. Ed ora, è tempo di un prequel L'ultimo episodio della saga ad apparire su NES arrivò in Giappone nel 1989, fu pubblicato in America nel 1990 e raggiunse l'Europa solo nel 1992, col titolo Castlevania 3: Dracula's Curse. Non si trattò però di un vero seguito, bensì di un prequel. Il giocatore infatti controlla stavolta Trevor Belmont, antenato di Simon, nonché primo membro della famiglia ad aver affrontato Dracula. Questo fornisce importanti informazioni sulla trama: Dracula non può essere annientato completamente, perché dopo circa cent'anni il malvagio vampiro può essere resuscitato tramite oscuri rituali. É dunque anche per questo che Simon ha riportato in vita di sua iniziativa il conte nel secondo episodio: per forzare la sua resurrezione ed impedirne il ritorno (senza successo, come si vedrà nel proseguo della serie, ma questa è un'altra storia). Il gioco stavolta torna alla struttura del primo Castlevania: una serie di livelli da superare costellati da vari trabocchetti e da un numero inverosimile di creature infernali. Stavolta i programmatori hanno tirato fuori davvero il peggio di sé: ingranaggi giganti, piattaforme mobili, pendoli oscillanti, pavimenti e soffitti chiodati... quasi ogni elemento dello stage creerà delle grane al giocatore. Per quanto riguarda invece i mostri, fanno il loro ritorno tutte le orrende creature dei primi due titoli, con un buon numero di aggiunte, come gufi giganti, corvi, pirati fantasma e via dicendo. Se i primi due Castlevania risultavano difficili, questo terzo episodio è un vero e proprio incubo: al giocatore sarà richiesta una precisione millimetrica per superare praticamente ogni quadro del gioco, col rischio di morire ad ogni salto sbagliato e ad ogni collisione col nemico. La cosa peggiore è che stavolta il giocatore ripartirà non più dall'ultimo quadro, ma da molto più indietro nel livello, perdendo tutti i power up. Anche i boss stavolta sono più forti che mai: tra mummie, titani, dragoni d'acqua e gorgoni, c'è davvero abbastanza per mettere alla prova anche i giocatori più hardcore. Come se non bastasse, spesso i livelli hanno più di un boss e in qualche caso essi andranno affrontati uno di seguito all'altro, generando sfide davvero epiche. Per fortuna di Trevor, stavolta non sarà da solo. Nei primi livelli infatti il giocatore avrà la possibilità di scegliere il percorso da seguire. In base alla sua scelta, Trevor incontrerà uno dei tre nuovi protagonisti del gioco: la maga Syla, in grado di utilizzare potenti incantesimi, il gobbo Grant, capace di scalare i muri e di saltare molto in alto e Alucard, in grado di trasformarsi in pipistrello. Si tratta infatti niente meno che del figlio del conte Dracula (il suo nome è Dracula scritto a rovescio), che ha deciso di rinnegare le sue origini e di opporsi al padre. Questo personaggio avrà un'importanza enorme negli episodi successivi della serie, in particolare nel già citato Simphony of the Night, dove avrà il ruolo di protagonista assoluto. Durante il gioco, sarà possibile passare in qualsiasi momento da Trevor ad uno di questi personaggi, aumentando di molto la varietà e le possibilità offerte al giocatore. Questa innovazione, unita ad una grafica e un suono ulteriormente migliorati, fanno di Curse of Dracula il miglior episodio della trilogia per NES, ma anche il più frustrante in assoluto. A rappresentare un incubo per il giocatore sono soprattutto le scale, che costringono Trevor e i suoi amici ad avanzare lentissimamente, impediscono di usare gli attacchi speciali (o perlomeno, lo rendono davvero ostico) e rendono vulnerabili agli attacchi dei trilioni di nemici che le custodiscono. Tuttavia, come forse avrete capito, la forza della serie è anche questa: presentare ai giocatori una SFIDA, una VERA sfida, dura, ostica e cattiva, che non regala NULLA. Tuttavia, i veri eroi che sapranno portare a termine la loro missione, ovvero i gamers che riusciranno nell'arduo compito di portare a termine il gioco, godranno di una soddisfazione e di una gratificazione davvero senza eguali, che saprà ripagarli di tutti, ma proprio tutti i loro sforzi. Una serie leggendaria la serie di Castlevania godette di un successo enorme, sia da parte della critica che, soprattutto dei giocatori di tutto il mondo, grazie alle sue atmosfere coinvolgenti ed al suo accattivante stile di gioco: controlli semplici da una parte, gioco MOLTO difficile dall'altra. Questa serie inoltre ha influenzato in modo evidente un intero genere, quello dei giochi d'azione a due dimensioni. Mentre scrivo queste righe, come già accennato all'inizio di questo speciale, è in lavorazione l'ultimo capitolo di questa gloriosa saga: Castlevania: Lord of Shadows. Saprà essere all'altezza della fama del suo nome? O si rivelerà poco più dell'ennesimo clone di God of War? Avremo modo di scoprirlo insieme. Nel frattempo consiglio a TUTTI quelli che non l'hanno fatto di recuperare i primi capitoli di questa leggendaria saga e di gustarseli, con la consapevolezza che il compito che li aspetta non sarà affatto semplice, ma che varrà assolutamente la pena di avere un pò di pazienza ed immergersi in questo fantastico e terrorizzante universo!


Pagina ufficiale: Castlevania
Non sono presenti commenti per questo articolo